{"id":1558,"date":"2016-04-22T08:16:17","date_gmt":"2016-04-22T06:16:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.francomostacci.it\/?p=1558"},"modified":"2016-04-22T08:16:17","modified_gmt":"2016-04-22T06:16:17","slug":"i-primi-effetti-del-bazooka-di-draghi-il-debito-pubblico-torna-in-mano-agli-stati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/2016\/04\/22\/i-primi-effetti-del-bazooka-di-draghi-il-debito-pubblico-torna-in-mano-agli-stati\/","title":{"rendered":"I primi effetti del bazooka di Draghi: il debito pubblico torna in mano agli Stati"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\tdi Franco Mostacci<br \/>\npubblicato sul <a href=\"http:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2016\/04\/23\/bce-il-debito-pubblico-torna-in-mano-agli-stati-i-primi-effetti-del-bazooka-di-draghi\/2654602\/\" target=\"_blank\"><strong>Fatto Quotidiano<\/strong><\/a> del 20 aprile 2016<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/mario_draghi2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone  wp-image-1561\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/mario_draghi2.jpg\" alt=\"mario_draghi2\" width=\"201\" height=\"134\" \/><\/a><\/p>\n<p>L&#8217;economia europea sta uscendo con molta fatica dalla stagnazione, ma le misure straordinarie adottate dalla Bce iniziano a mostrare alcuni segnali positivi.<\/p>\n<p><!--more-->Ci vorr\u00e0 tempo per capire se saranno sufficienti, ma gli ultimi dati della Banca d\u2019Italia indicano che l\u2019obiettivo di rimettere in circolazione il denaro pu\u00f2 essere raggiunto.<\/p>\n<p><em><span style=\"text-decoration: underline;\">Cos&#8217;\u00e8 il Quantitative Easing e come funziona<\/span><\/em><br \/>\nIl Quantitative Easing, il programma straordinario di acquisti della BCE di titoli di debito pubblico o\u00a0 di obbligazioni emesse da agenzie situate nell\u2019area dell\u2019euro o istituzioni europee (Public Sector Purchase Programme o PSPP), ha compiuto da poco un anno.<\/p>\n<p>L\u2019immissione di liquidit\u00e0 nel sistema finanziario \u00e8 stata avviata per dare impulso alla crescita economica e combattere il rischio incombente di deflazione, riportando il tasso di inflazione vicino al <em>target<\/em> di medio periodo del 2%.<\/p>\n<p>Il programma iniziale prevedeva che potessero essere acquistati 60 miliardi di euro al mese di obbligazioni, di cui 16 destinati a istituzioni sovranazionali e 44 per l\u2019acquisto sul mercato secondario di titoli di Stato e di agenzie nazionali, con una maturit\u00e0 residua compresa tra i 2 e i 30 anni. La cifra \u00e8 ripartita in misura proporzionale alla sottoscrizione del capitale della Bce, che per l\u2019Italia \u00e8 il 17,5% dell\u2019Eurozona.<\/p>\n<p>L\u201980% degli acquisti \u00e8 effettuato dalle Banche centrali nazionali, che ne sopportano anche il rischio in caso di <em>default<\/em> del debito sovrano.<\/p>\n<p>Con diversi interventi successivi, di cui l\u2019ultimo (per ora) del <a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/economia\/2016\/03\/10\/news\/bce_tassi_interesse_qe_draghi-135165475\/\">10 marzo scorso<\/a>, il programma \u00e8 stato modificato in vari punti: la scadenza, inizialmente prevista per settembre 2016, \u00e8 stata prorogata fino al ripristino del target di inflazione; il tasso di deposito overnight \u00e8 divenuto negativo per scoraggiare le banche a detenere liquidit\u00e0; il volume mensile degli interventi \u00e8 stato aumentato a 80 miliardi; la possibilit\u00e0 di acquisto \u00e8 stata estesa alle obbligazioni di alcune agenzie nazionali (da luglio), delle amministrazioni locali ed ora anche a primarie imprese private.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><em>I pochi effetti (finora) delle politiche di Draghi<\/em><\/span><br \/>\nLe speranze che gli effetti del QE potessero rivitalizzare le asfittiche economie del Vecchio Continente per il momento si sono rivelate vane, anche se \u00e8 lecito chiedersi cosa sarebbe accaduto senza l\u2019iniezione di liquidit\u00e0 da parte della Bce. Le finanze pubbliche sicuramente si sono avvantaggiate dal calo dei tassi di interesse, in particolar modo l\u2019Italia e quei Paesi in cui il debito pubblico \u00e8 particolarmente elevato. Per motivi diversi, invece, sia il tasso di cambio che l\u2019inflazione non hanno tratto benefici da quando sono iniziate le operazioni di riacquisto.<\/p>\n<p>Con l\u2019avvio del programma della Bce, i titoli di stato \u2013 non molto appetibili visti i bassi tassi di interesse \u2013 hanno iniziato a passare di mano.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><em>Cosa sta cambiando per l&#8217;Italia<\/em><\/span><br \/>\nDa febbraio \u00a02015 (prima dell\u2019avvio del QE) a gennaio 2016 i titoli in circolazione sono passati da 1.828 a 1.843 miliardi di euro, con un aumento di 27 miliardi di quelli a medio lungo termine (CCT,BTP, ecc.) e una riduzione di 12 miliardi dei BOT.<\/p>\n<p>Nel frattempo l\u2019Eurosistema ha acquistato sul mercato secondario 87,7 miliardi di euro di titoli italiani. La parte di competenza della Banca d\u2019Italia ammonta a quasi 80 miliardi di euro, di cui 70 utilizzati per rilevare titoli di Stato e circa 10 miliardi sono andati in acquisto di obbligazioni di Cassa Depositi e Prestiti e da luglio 2015 anche di Ferrovie dello stato, Terna, Enel e Snam.<\/p>\n<p>A gennaio 2016 la Banca d\u2019Italia \u00e8 arrivata a detenere 172 miliardi di euro di titoli di Stato, il 9,3% del totale (a febbraio 2015 era il 5,5%).<\/p>\n<p>Altri 70 miliardi di titoli italiani sono nel portafoglio della BCE (3,8%), il cui <a href=\"http:\/\/www.ecb.europa.eu\/press\/pr\/date\/2016\/html\/pr160218.it.html\"><strong>Bilancio al 31 dicembre 2015<\/strong><\/a> fa registrare 63,5 miliardi di titoli (con durata residua di 3,4 anni), quello che rimane degli oltre 100 miliardi acquistati nell\u2019ambito del Securities Markets Programme (SMP), attuato nell\u2019estate del 2011 per tentare di raffreddare lo <em>spread<\/em>.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><em>La fuga dei privati: si spera negli investimenti<\/em><\/span><br \/>\nNel contempo, si \u00e8 leggermente ridotta la quota di titoli di Stato posseduta dagli istituti di credito (dal 22,6% di febbraio al 21,3%), \u00e8 aumentata quella delle altre istituzioni finanziarie, che includono anche i fondi di investimento (dal 23,8% al 26,3%) ed \u00e8 diminuita quella degli investitori stranieri (dal 34,7% al 33,9).<\/p>\n<p>Una vera e propria fuga dal debito pubblico si \u00e8 avuta, invece per gli investitori privati, che non hanno rinnovato l\u2019acquisto o hanno venduto titoli di Stato per 72 miliardi di euro (dal 9,3% al 5,3%), di cui quasi 50 nel solo mese di dicembre 2015.<\/p>\n<p>Se famiglie e imprese reimpiegassero in consumi e investimenti questa considerevole massa di liquidit\u00e0, l\u2019economia reale potrebbe trarne giovamento. Al momento non \u00e8 chiaro cosa ne abbiano fatto, come pure sarebbe interessante conoscere in che misura si \u00e8 modificato il portafoglio dei titoli di debito pubblico detenuti dai singoli istituti di credito. Si dovranno attendere i prossimi mesi per avere un quadro pi\u00f9 preciso e capire se la politica monetaria della BCE riuscir\u00e0 a tirare fuori dalle secche le economie dell\u2019eurozona.<\/p>\n<p><strong>Chi ha in mano il nostro debito (febbraio 2015 &#8211; gennaio 2016)<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/2016_QE_fig2.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-1559\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/2016_QE_fig2.png\" alt=\"2016_QE_fig2\" width=\"667\" height=\"379\" srcset=\"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/2016_QE_fig2.png 667w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/2016_QE_fig2-300x170.png 300w\" sizes=\"(max-width: 667px) 100vw, 667px\" \/><\/a><br \/>\n<\/strong><em>Fonte: Elaborazioni su dati Banca d&#8217;Italia e BCE<\/em>\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Franco Mostacci pubblicato sul Fatto Quotidiano del 20 aprile 2016 L&#8217;economia europea sta uscendo con molta fatica dalla stagnazione, ma le misure straordinarie adottate dalla Bce iniziano a mostrare alcuni segnali positivi.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":"","footnotes":""},"categories":[9],"tags":[57,65,502,668],"class_list":["post-1558","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-conti-pubblici","tag-banca-ditalia","tag-bce","tag-quantitative-easing","tag-titoli-di-stato","et-doesnt-have-format-content","et_post_format-et-post-format-standard"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1558","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1558"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1558\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1558"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1558"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1558"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}