{"id":165,"date":"2013-06-12T12:40:42","date_gmt":"2013-06-12T10:40:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.francomostacci.it\/?p=165"},"modified":"2013-06-12T12:40:42","modified_gmt":"2013-06-12T10:40:42","slug":"previsioni-di-finanza-pubblica-nelluem-governi-al-fact-checking","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/2013\/06\/12\/previsioni-di-finanza-pubblica-nelluem-governi-al-fact-checking\/","title":{"rendered":"Previsioni di finanza pubblica nell&#8217;UEM: governi al fact checking"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t<em>a cura di <\/em>Monica Montella, Franco Mostacci<br \/>\npubblicato su <a href=\"http:\/\/www.scenarieconomici.it\" target=\"_blank\">Scenari Economici <\/a><\/p>\n<p>In primavera, con la trasmissione alla Commissione Europea dei dati di finanza pubblica e dei documenti previsti dal semestre europeo, i Paesi dell\u2019Unione Europea hanno stilato un primo consuntivo dell\u2019anno appena trascorso e hanno esplicitato i loro obiettivi per il 2013. Nel 2012 si \u00e8 avuto uno scostamento, tra il preventivo e il consuntivo, nei livelli dei principali aggregati di finanza pubblica, intaccando la credibilit\u00e0 dei Governi dell\u2019area UE. C\u2019\u00e8 da temere che anche nel 2013 l\u2019accuratezza delle previsioni possa essere negativamente influenzata dalla recessione.<!--more--><\/p>\n<p>Alla fine di marzo di ciascun anno, nell\u2019ambito della procedura per i deficit eccessivi, tutti gli Stati Membri inviano alla Commissione Europea, le principali grandezze di riferimento della finanza pubblica (spesa per interessi, indebitamento, debito) in termini assoluti e in rapporto al Pil, oltre a una serie di tavole di raccordo tra fabbisogno e indebitamento netto e tra quest\u2019ultimo e la variazione dello stock di debito pubblico. Tale invio fa riferimento agli ultimi 4 anni e contiene una previsione per l\u2019anno in corso[1]. Entro il 30 aprile, in ottemperanza alle regole del semestre europeo, gli Stati Membri trasmettono alle istituzioni europee il Programma di stabilit\u00e0 e il Programma nazionale delle riforme, che contengono gli elementi di valutazione sul rispetto dei vincoli definiti dal Patto di stabilit\u00e0 e crescita[2]. In primavera, dunque, si decidono i destini delle finanze pubbliche. Per valutare la credibilit\u00e0 dei Governi nel formulare la previsione per il 2013 ci si pu\u00f2 basare su quanto era stato stimato nella primavera del 2012 e quanto \u00e8 stato poi effettivamente contabilizzato[3]. Per i principali aggregati di finanza pubblica dei 17 Paesi che formano l\u2019Unione Monetaria Europea (UEM), il consuntivo 2012 si \u00e8 chiuso ben al di sotto di quanto inizialmente prospettato (tavola 1), ad eccezione della spesa per interessi. Il raccordo disavanzo\/debito, ovvero la differenza tra la variazione del debito e l\u2019indebitamento netto, \u00e8 stato particolarmente rilevante nel 2012, come peraltro \u00e8 accaduto negli anni precedenti. Le previsioni per il 2013 appaiono abbastanza ottimistiche rispetto al consuntivo 2012, ma anch\u2019esse saranno sicuramente oggetto di revisione [4].<\/p>\n<p><strong>Tavola 1 \u2013 Principali aggregati di finanza pubblica e Pil \u2013 UEM (milioni di euro)<\/strong><a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/2013_fc_tavola1.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-174\" alt=\"2013_fc_tavola1\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/2013_fc_tavola1.png\" width=\"568\" height=\"257\" srcset=\"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/2013_fc_tavola1.png 568w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/2013_fc_tavola1-300x136.png 300w\" sizes=\"(max-width: 568px) 100vw, 568px\" \/><\/a><br \/>\n<span style=\"font-size: xx-small;\"><i>Fonte:<\/i> elaborazioni su dati Eurostat \u2013 EDP notification tables<\/span><\/p>\n<p>L\u2019Italia (tavola 2) \u00e8 tra quelli con la peggiore performance conseguita nel 2012 in termini di scostamento rispetto alle previsioni. A differenza della UEM, la spesa per interessi del 2012 \u00e8 aumentata in Italia di 2,5 miliardi rispetto alla stima iniziale. Il raccordo disavanzo\/debito \u00e8 leggermente migliorato ma sempre consistente. Nel 2013 la crescita nominale prevista del Pil \u00e8 di appena lo 0,5% e il rispetto del patto di stabilit\u00e0 \u00e8 legato alla opportunit\u00e0 di conseguire risparmi consistenti nella spesa per interessi.<\/p>\n<p><strong>Tavola 2 \u2013 Principali aggregati di finanza pubblica e Pil \u2013 Italia (milioni di euro)<\/strong><a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/2013_fc_tavola2.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-173\" alt=\"2013_fc_tavola2\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/2013_fc_tavola2.png\" width=\"568\" height=\"259\" srcset=\"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/2013_fc_tavola2.png 568w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/2013_fc_tavola2-300x137.png 300w\" sizes=\"(max-width: 568px) 100vw, 568px\" \/><\/a><br \/>\n<span style=\"font-size: xx-small;\"><em>Fonte:<\/em> elaborazioni su dati Eurostat \u2013 EDP notification tables<\/span><\/p>\n<p>In termini di saldo primario rispetto al Pil (figura 1), la Germania e l\u2019Italia sono gli unici Paesi ad aver conseguito nel 2012 un consistente valore positivo, mentre particolarmente critica \u00e8 risultata la situazione in Spagna (-7,7%), in Grecia (-5%), in Irlanda (-3,9%) e in Francia (-2,3%). La Grecia (che aveva addirittura previsto per il 2012 un avanzo primario) e la Spagna hanno pesantemente rivisto al ribasso le stime iniziali. Il dato di consuntivo \u00e8 risultato, invece, in miglioramento in Germania e Austria e in misura minore in Olanda e Irlanda. Nel 2013 per la Grecia \u00e8 previsto un avanzo primario rispetto al Pil di +2,6%, ma a giudicare da quanto accaduto nel 2012, il conseguimento di questo risultato \u00e8 tutto da verificare.<\/p>\n<p><strong>Figura 1 \u2013Saldo primario in percentuale del Pil per i principali Paesi dell\u2019UEM \u2013 Anni 2012-2013<\/strong><a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/2013_fc_tavola3.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-175\" alt=\"2013_fc_tavola3\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/2013_fc_tavola3.png\" width=\"643\" height=\"379\" srcset=\"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/2013_fc_tavola3.png 643w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/2013_fc_tavola3-300x177.png 300w\" sizes=\"(max-width: 643px) 100vw, 643px\" \/><\/a><br \/>\n<span style=\"font-size: xx-small;\"><em>Fonte:<\/em> elaborazioni su dati Eurostat \u2013 EDP notification tables<\/span><\/p>\n<p>Per quanto riguarda l\u2019indebitamento rispetto al Pil (figura 2), Germania, Finlandia, Austria e Italia sono gli unici Paesi che nel 2012 risultano al di sotto della soglia del 3% prevista dal Patto di Stabilit\u00e0. Nelle previsioni 2013 molti Paesi, tra cui in particolare Irlanda, Portogallo, Spagna e Francia, continueranno a superare tale soglia. La Spagna ha rivisto del 100% la previsione per il 2012, ma anche Italia, Portogallo e Grecia hanno avuto un netto peggioramento rispetto alle stime iniziali.<\/p>\n<p><strong>Figura 2 \u2013Indebitamento netto in percentuale del Pil per i principali Paesi dell\u2019UEM \u2013 Anni 2012-2013<\/strong><a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/2013_fc_tavola4.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-176\" alt=\"2013_fc_tavola4\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/2013_fc_tavola4.png\" width=\"643\" height=\"379\" srcset=\"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/2013_fc_tavola4.png 643w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/2013_fc_tavola4-300x177.png 300w\" sizes=\"(max-width: 643px) 100vw, 643px\" \/><\/a><br \/>\n<span style=\"font-size: xx-small;\"><em>Fonte:<\/em> elaborazioni su dati Eurostat \u2013 EDP notification tables<\/span><\/p>\n<p>Nel 2012, a fronte di un indebitamento complessivo di 353 miliardi di euro, si \u00e8 avuto un aumento del debito pubblico di 499 miliardi di euro. A causare questa differenza di 147 miliardi di euro sono state in primo luogo le attivit\u00e0 finanziarie e in particolare i prestiti (tavola 3)[5]. Il raccordo disavanzo\/debito sarebbe stato ancora pi\u00f9 alto se non fossero intervenuti aggiustamenti in diminuzione per 128 miliardi di euro.<\/p>\n<p><strong>Tavola 3 \u2013 Raccordo disavanzo debito per i Paesi dell\u2019UEM \u2013 2012 &#8211; (milioni di euro)<\/strong><a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/2013_fc_tavola4bis.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-183\" alt=\"2013_fc_tavola4bis\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/2013_fc_tavola4bis-1024x491.png\" width=\"474\" height=\"227\" srcset=\"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/2013_fc_tavola4bis-1024x491.png 1024w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/2013_fc_tavola4bis-300x144.png 300w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/2013_fc_tavola4bis-768x368.png 768w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/2013_fc_tavola4bis-1536x737.png 1536w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/2013_fc_tavola4bis-2048x982.png 2048w\" sizes=\"(max-width: 474px) 100vw, 474px\" \/><\/a><br \/>\n<span style=\"font-size: xx-small;\"><em>Fonte:<\/em> elaborazioni su dati Eurostat \u2013 EDP notification tables<\/span><\/p>\n<p>In percentuale rispetto al Pil (figura 3), il debito nel 2012 \u00e8 aumentato a causa di una quota consistente di flussi finanziari, tranne che in Grecia che ha usufruito di aiuti finanziari. Secondo le previsioni del 2013, i flussi finanziari continueranno ad aggravare il debito pubblico tranne che in Belgio, Germania e Portogallo, la cui stima, alla luce di quanto accaduto nel 2012, potrebbe non essere completamente affidabile.<\/p>\n<p><strong>Figura 3 \u2013Raccordo disavanzo\/debito in percentuale del Pil per i principali Paesi dell\u2019UEM \u2013 Anni 2012-2013<\/strong><a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/2013_fc_tavola5.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-178\" alt=\"2013_fc_tavola5\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/2013_fc_tavola5.png\" width=\"643\" height=\"379\" srcset=\"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/2013_fc_tavola5.png 643w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/2013_fc_tavola5-300x177.png 300w\" sizes=\"(max-width: 643px) 100vw, 643px\" \/><\/a><br \/>\n<span style=\"font-size: xx-small;\"><em>Fonte:<\/em> elaborazioni su dati Eurostat \u2013 EDP notification tables<\/span><\/p>\n<p>Il debito pubblico in rapporto al Pil (figura 4), evidenzia la principale criticit\u00e0 dei conti pubblici italiani. La situazione ben peggiore in cui si trova la Grecia rappresenta una ben magra consolazione. Ad eccezione della Finlandia tutti i principali Paesi dell\u2019UEM si trovano ben al di sopra della soglia di riferimento fissata al 60% fin dal Trattato di Maastricht.<\/p>\n<p><strong>Figura 4 \u2013Debito pubblico in percentuale del Pil per i principali Paesi dell\u2019UEM \u2013 Anni 2012-2013<\/strong><a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/2013_fc_tavola6.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-180\" alt=\"2013_fc_tavola6\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/2013_fc_tavola6.png\" width=\"643\" height=\"379\" srcset=\"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/2013_fc_tavola6.png 643w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/2013_fc_tavola6-300x177.png 300w\" sizes=\"(max-width: 643px) 100vw, 643px\" \/><\/a><br \/>\n<span style=\"font-size: xx-small;\"><em>Fonte<\/em>: elaborazioni su dati Eurostat \u2013 EDP notification tables<\/span><\/p>\n<p>L\u2019Italia nel 2012 ha pagato un servizio del debito pubblico pi\u00f9 costoso di tutti gli altri Paesi (figura 5). Nel 2013 il tasso di interesse potrebbe scendere in tutti i Paesi, ad eccezione dell\u2019Irlanda.<\/p>\n<p><strong>Figura 5 \u2013 Tasso di interesse implicito sul debito pubblico per i principali Paesi dell\u2019UEM \u2013 Anni 2012-2013<\/strong><a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/2013_fc_tavola7.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-181\" alt=\"2013_fc_tavola7\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/2013_fc_tavola7.png\" width=\"643\" height=\"379\" srcset=\"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/2013_fc_tavola7.png 643w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/2013_fc_tavola7-300x177.png 300w\" sizes=\"(max-width: 643px) 100vw, 643px\" \/><\/a><br \/>\n<span style=\"font-size: xx-small;\"><em>Fonte:<\/em> elaborazioni su dati Eurostat \u2013 EDP notification tables<\/span><\/p>\n<p>In attesa dell\u2019entrata in vigore delle nuove regole previste dal Trattato sulla stabilit\u00e0, sul coordinamento e sulla governance (TSCG), pi\u00f9 noto come fiscal compact[6], i Paesi aderenti all\u2019UEM dovrebbero rispettare il Patto di Stabilit\u00e0. In molti di essi, a seguito della crisi economico-finanziaria, \u00e8 stata aperta la procedura per disavanzi eccessivi[7]. Affinch\u00e9 la Commissione Europea possa monitorare i dati di finanza pubblica, \u00e8 necessario che le previsioni fornite dai Governi rispecchino il pi\u00f9 fedelmente possibile la realt\u00e0, anche in considerazione di quanto prescritto dalla Commissione Europea in applicazione del trattato TSCG[8]. Ci\u00f2 non \u00e8 avvenuto nel 2012 e si pu\u00f2 ritenere che anche per il 2013 l\u2019accuratezza delle previsioni possa essere negativamente influenzata dalla recessione e, quindi, troppo tardi per porvi rimedio.<\/p>\n<p><strong>Note<\/strong><\/p>\n<p>[1] <a href=\"http:\/\/www.istat.it\/it\/archivio\/88546.\">La notifica <\/a>\u00e8 ripetuta 2 volte l\u2019anno: il 31 marzo e il 30 settembre. Per l\u2019Italia \u00e8 effettuata dall\u2019Istituto Nazionale di Statistica,<\/p>\n<p>[2] Il Programma di stabilit\u00e0 e il Programma nazionale delle riforme coincidono rispettivamente con le sezioni I e III del Documento di Economia e Finanza presentato al Parlamento entro il 10 aprile.<\/p>\n<p>[3] Il dato consuntivo del 2012 \u00e8 provvisorio e sar\u00e0 soggetto in futuro a revisioni.<\/p>\n<p>[4] Forecast accuracy can be shown to depend on the cyclical position with forecast errors being typically larger in and around economic recessions\u2026.One reason for the poorer forecasting performance in recessions is the difficulty in predicting turning points. Another is that GDP forecasts tend to be overly optimistic in a recessionary environment\u201d \u2013 <a href=\"http:\/\/ec.europa.eu\/economy_finance\/eu\/forecasts\/2013_spring_forecast_en.htm#forecasts-noneu\">Commissione Europea, The European Economic Forecasts \u2013 Spring 2013<\/a><\/p>\n<p>[5] Nel solo 2012 l\u2019Italia ha contribuito a tale fondo per 23,8 miliardi di euro, di cui 20,8 per la Grecia, 2,2 per il Portogallo e 0,9 per l\u2019Irlanda (Banca d\u2019Italia \u2013 Audizione al Parlamento per il DEF del 23 aprile 2013 \u2013 tavola 7).<\/p>\n<p>[6] L. Forni \u2013 \u201c<a href=\"http:\/\/www.lavoce.info\/le-regole-italiane-del-fiscal-compact\/\">Le regole del fiscal compact<\/a>\u201d<\/p>\n<p>[7] Vedi <a href=\"http:\/\/ec.europa.eu\/economy_finance\/economic_governance\/sgp\/deficit\/index_en.htm\">qui<\/a><\/p>\n<p>[8] Il principio 4 della comunicazione della commissione sui principi comuni per i meccanismi nazionali di correzione di bilancio, comprende cinque sotto-principi uno dei quali recita: i meccanismi di correzione dovrebbero servire a offrire elementi critici di stabilit\u00e0 nel quadro di bilancio, per impedire che si verifichi la \u201csindrome dell\u2019obiettivo mobile\u201d tipicamente associata alle risposte date a scostamenti di bilancio.\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>a cura di Monica Montella, Franco Mostacci pubblicato su Scenari Economici In primavera, con la trasmissione alla Commissione Europea dei dati di finanza pubblica e dei documenti previsti dal semestre europeo, i Paesi dell\u2019Unione Europea hanno stilato un primo consuntivo dell\u2019anno appena trascorso e hanno esplicitato i loro obiettivi per il 2013. 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