{"id":1843,"date":"2016-11-25T16:25:01","date_gmt":"2016-11-25T15:25:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.francomostacci.it\/?p=1843"},"modified":"2016-11-25T16:25:01","modified_gmt":"2016-11-25T15:25:01","slug":"lindicatore-sintetico-degli-squilibri-macroeconomici-nellunione-europea-per-il-2015","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/2016\/11\/25\/lindicatore-sintetico-degli-squilibri-macroeconomici-nellunione-europea-per-il-2015\/","title":{"rendered":"L\u2019indicatore sintetico degli squilibri macroeconomici nell\u2019Unione europea per il 2015"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\tdi <strong>Franco Mostacci <\/strong><br \/>\n(il documento in<a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/scoreboard_2015.pdf\" target=\"_blank\"> .pdf<\/a>)<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/commissione-europea.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone  wp-image-1090\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/commissione-europea.jpg\" alt=\"commissione-europea\" width=\"200\" height=\"133\" srcset=\"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/commissione-europea.jpg 586w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/commissione-europea-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Ha preso il via il <a href=\"http:\/\/www.consilium.europa.eu\/special-reports\/european-semester?lang=it\">Semestre europeo<\/a> 2017, con le verifiche preventive della <a href=\"http:\/\/ec.europa.eu\/economy_finance\/economic_governance\/macroeconomic_imbalance_procedure\/index_en.htm\">Commissione europea<\/a> previste dal Patto di stabilit\u00e0 e crescita. <!--more-->L\u2019attivit\u00e0 di sorveglianza per il coordinamento delle politiche economiche<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a> ha inizio con la pubblicazione di una tavola statistica, detta <em>scoreboard<\/em>, che riassume i valori di alcuni indicatori chiave riferiti al 2015, per ciascuno dei 28 paesi. Tali numeri sono presi a riferimento per la relazione sul meccanismo di allerta, nella quale si \u00a0individuano i Paesi che saranno sottoposti ad analisi pi\u00f9 particolareggiate e complete (<em>in depth review<\/em>) per poi formulare raccomandazioni specifiche per gli Stati in cui si riscontrano squilibri macroeconomici eccessivi<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>.<\/p>\n<p>Un meccanismo un po\u2019 farraginoso che, finora, non ha prodotto molti risultati concreti, ma che comunque consente di tenere sotto osservazione l\u2019evoluzione di alcuni aspetti macroeconomici e individuare le criticit\u00e0.<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo dello <em>scoreboard<\/em> \u00e8 quello di evidenziare gli squilibri macroeconomici, ovvero ogni tendenza che possa determinare sviluppi che hanno &#8211; o potrebbero avere &#8211; effetti negativi sul corretto funzionamento dell\u2019economia di uno Stato\u00a0membro, dell\u2019Unione economica e monetaria o dell\u2019intera\u00a0Unione. Se lo squilibrio diventa eccessivo pu\u00f2 mettere a repentaglio il corretto funzionamento dell\u2019Unione economica o monetaria. Il meccanismo di allerta per l\u2019individuazione\u00a0e il monitoraggio degli squilibri comprende un numero ristretto di\u00a0indicatori macroeconomici e macrofinanziari (14 indicatori principali e\u00a0 25 ausiliari)<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>.<br \/>\nL\u2019attuale quadro di valutazione\u00a0considera due aspetti fondamentali di un Paese (tavola 1):<\/p>\n<ul>\n<li><strong>squilibri esterni e competitivit\u00e0 <\/strong>(partite correnti, posizione patrimoniale netta sull\u2019estero, tasso di cambio\u00a0effettivo reale, variazione delle quote di esportazione, costi unitari del lavoro);<\/li>\n<li><strong>squilibri\u00a0interni\u00a0 e occupazione<\/strong> (prezzi delle abitazioni, flusso dei prestiti nel settore privato, debito del settore\u00a0privato, debito pubblico, tasso di disoccupazione e variazione delle passivit\u00e0 del settore\u00a0finanziario, tasso di attivit\u00e0 15-64 anni, tasso di disoccupazione di lunga durata, tasso di disoccupazione giovanile).<\/li>\n<\/ul>\n<p>Per i 14 indicatori principali sono state definite delle soglie indicative (massime e minime di allerta) utili per l\u2019individuazione degli squilibri<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a>.<\/p>\n<p><strong>Tavola 1 \u2013 Indicatori principali per tipologia di squilibrio e valore limite<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/2016squilibri_tav1.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-1476\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/2016squilibri_tav1.png\" alt=\"2016squilibri_tav1\" width=\"698\" height=\"345\" srcset=\"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/2016squilibri_tav1.png 698w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/2016squilibri_tav1-300x148.png 300w\" sizes=\"(max-width: 698px) 100vw, 698px\" \/><\/a><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p><strong>Tavola 2 \u2013 Quadro di valutazione della procedura per gli squilibri macroeconomici \u2013 Anno 2015<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/2016_mip_tav2.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-1844\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/2016_mip_tav2-1024x565.png\" alt=\"2016_mip_tav2\" width=\"474\" height=\"261\" srcset=\"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/2016_mip_tav2-1024x565.png 1024w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/2016_mip_tav2-300x166.png 300w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/2016_mip_tav2-768x424.png 768w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/2016_mip_tav2.png 1063w\" sizes=\"(max-width: 474px) 100vw, 474px\" \/><\/a><br \/>\n<em>Fonte:<\/em> Commissione europea, Eurostat e DG ECFIN (per gli indicatori sul tasso di cambio effettivo reale)<\/p>\n<p>Il quadro di valutazione preso a riferimento per il Semestre europeo 2017 (tavola 2) \u00e8 riferito al 2015, anno in cui la ripresa economica nell\u2019Unione europea, avviata nel 2014 (+1,6% di crescita del Pil), si \u00e8 ulteriormente rafforzata\u00a0 (+2,2%).<\/p>\n<p>Nel 2015, Cipro si conferma il peggior Paese avendo oltrepassato il valore di soglia per ben 9 indicatori su 14, seguita da Irlanda e Grecia con 6, mentre Romania, Repubblica Ceca e Polonia superano i limiti consentiti solo in un caso. In Italia si evidenziano 5 squilibri relativamente alla quota di mercato delle esportazioni di beni e servizi (perdita dell\u20198,9% in 5 anni), al debito pubblico in rapporto al Pil (132,3%), alla media triennale del tasso di disoccupazione (12,2%), alla variazione media triennale della disoccupazione di lungo periodo (+1,3%) e della disoccupazione giovanile (+5%).<\/p>\n<p>Quando il livello di guardia \u00e8 superato da numerosi paesi la situazione di criticit\u00e0 investe l\u2019Unione Europea nel suo complesso; \u00e8 il caso debito pubblico superiore al 60% del Pil (17 Paesi), dell\u2019esposizione patrimoniale netta in misura maggiore del -35% del Pil (15), del debito privato superiore al 133% del Pil (13).<\/p>\n<p>Il set di indicatori considerato non \u00e8 sicuramente esaustivo per monitorare il quadro macroeconomico. Basti pensare all\u2019assenza del \u201cTasso di interesse sul debito pubblico\u201d che condiziona la sostenibilit\u00e0 del servizio del debito<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a> o indicatori sulla situazione finanziario-patrimoniale del sistema del credito<a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a>.<br \/>\nEccezioni possono essere mosse anche rispetto alla qualit\u00e0 degli indicatori, atteso che non tutti derivano da statistiche omogenee derivanti dall\u2019applicazione di un regolamento comunitario<a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a> o all\u2019esistenza di correlazioni tra alcuni di essi.<br \/>\nInoltre, non sembrano essere presi in debita considerazione gli effetti negativi di trasmissione sugli altri paesi dei guadagni di competitivit\u00e0 registrati da alcuni per effetto di condizioni favorevoli o di una legislazione non uniforme.<\/p>\n<p>Quali che siano le potenzialit\u00e0 e i limiti dell\u2019attuale monitoraggio degli squilibri eccessivi, resta, comunque, il fatto che le tavole con gli indicatori non si prestano a facili raffronti tra paesi. Non \u00e8 semplice capire, a parit\u00e0 del numero di violazioni, quale paese ha una\u00a0 situazione macroeconomica migliore; come misurare l\u2019intensit\u00e0 dello squilibrio o comprendere se un Paese sta migliorando o peggiorando nel tempo la propria situazione.<\/p>\n<p>Per fornire una risposta a queste domande, \u00e8 stato elaborato un indice sintetico di squilibrio macroeconomico, attribuendo un punteggio ad ogni Paese<a href=\"#_ftn8\" name=\"_ftnref8\"><sup><sup>[8]<\/sup><\/sup><\/a>. L\u2019indicatore sintetico pu\u00f2 essere visto come uno strumento supplementare per controllare se le scelte effettuate dalla Commissione siano coerenti con lo sguardo d\u2019insieme.<\/p>\n<p>Il valore medio ottenuto sintetizza l\u2019ampiezza dello squilibrio e pu\u00f2 essere usato per il confronto con gli altri paesi (in termini di differenze o di <em>ranking<\/em>) o per valutarne l\u2019evoluzione nel tempo. Attraverso questo indicatore \u00e8 possibile anche acquisire ulteriori elementi utili a valutare quale paese sottoporre ad analisi approfondita (<em>in depth review<\/em>).<\/p>\n<p><strong>Tavola 3 \u2013 Indice sintetico di squilibrio macroeconomico \u2013 Anni 2006-2015<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/2016_mip_tav3.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-1845\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/2016_mip_tav3.png\" alt=\"2016_mip_tav3\" width=\"630\" height=\"417\" srcset=\"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/2016_mip_tav3.png 630w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/2016_mip_tav3-300x199.png 300w\" sizes=\"(max-width: 630px) 100vw, 630px\" \/><\/a><br \/>\n<em>Fonte:<\/em> Elaborazioni su <a href=\"http:\/\/ec.europa.eu\/economy_finance\/indicators\/economic_reforms\/eip\/API\/2014\/sb.csv\"><strong>dati<\/strong><\/a> Commissione europea<\/p>\n<p>A seconda del punteggio (tavola 3), i Paesi sono classificati in tre livelli di squilibri: assente (verde), presente (giallo) e eccessivo (rosso) <a href=\"#_ftn9\" name=\"_ftnref9\">[9]<\/a>.<br \/>\nLa Romania, la Repubblica Ceca e la Polonia (tutti non appartenenti all\u2019Eurozona) occupano i primi 3 posti di questa graduatoria.<br \/>\nNel 2015 gli squilibri macroeconomici si sono ridotti notevolmente, grazie al recupero nella quota di mercato delle esportazioni<a href=\"#_ftn10\" name=\"_ftnref10\">[10]<\/a> e soprattutto alla riduzione della disoccupazione giovanile e di lungo periodo, con 20 Paesi su 29 in fascia verde e 2 soli in fascia rossa (Grecia e Cipro).<br \/>\nLa tavola rispecchia abbastanza fedelmente le situazioni di criticit\u00e0 di alcuni paesi europei. La Croazia, ad esempio, presenta dal 2010 al 2014 una situazione di squilibrio macroeconomico grave e persistente. Lo stesso si pu\u00f2 sostenere per Portogallo (2006 e 2009-2014), Spagna (2008-2014), Italia (2010-2014), Irlanda (2008-2014), Grecia (2009-2015) e Cipro (2006-2015).<\/p>\n<p>I 9 Stati Membri<a href=\"#_ftn11\" name=\"_ftnref11\">[11]<\/a> per i quali la Commissione, nella <a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/info\/publications\/2017-european-semester-alert-mechanism-report_en\">Relazione 2017 sul meccanismo di allerta<\/a>, non proceder\u00e0 ad altre analisi nell\u2019ambito della procedura per gli squilibri macroeconomici, risultano nella fascia verde, ad eccezione di Belgio e Ungheria che, seppure di poco, sono nella fascia gialla.<\/p>\n<p><strong>Figura 1 \u2013 Punteggio standardizzato per tipologia di squilibrio per il 2015 e confronto con il 2014<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/2016_mip_fig1.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-1846\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/2016_mip_fig1-1024x591.png\" alt=\"2016_mip_fig1\" width=\"474\" height=\"273\" \/><\/a><br \/>\n<\/strong>Fonte: elaborazioni su dati Commissione europea<\/p>\n<p>Nel 2015, l\u2019indicatore sintetico di squilibrio macroeconomico presenta ampie differenze tra i paesi (figura 1).<\/p>\n<p>La Romania (32 punti, 5 in meno dello scorso anno) ha in assoluto il miglior punteggio, mentre tra i Paesi dell\u2019eurozona il primato spetta alla Germania (43). L\u2019Italia, con 88 punti si posiziona al quartultimo posto, facendo meglio solo di Irlanda, Grecia e Cipro.<\/p>\n<p>Sono 24 i paesi che rispetto al 2014 hanno ridotto in maniera pi\u00f9 o meno consistente il loro squilibrio complessivo, mentre gli altri sono rimasti stabili o in leggero peggioramento.<\/p>\n<p><strong>Tavola 4 \u2013 Graduatoria dello squilibrio macroeconomico \u2013 Anni 2006-2015<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/2016_mip_tav4.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-1847\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/2016_mip_tav4.png\" alt=\"2016_mip_tav4\" width=\"629\" height=\"425\" srcset=\"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/2016_mip_tav4.png 629w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/2016_mip_tav4-300x203.png 300w\" sizes=\"(max-width: 629px) 100vw, 629px\" \/><\/a><br \/>\n<\/strong>Fonte: elaborazioni su dati Commissione europea \u2013 In marrone chiaro i paesi che non appartengono all\u2019eurozona.<\/p>\n<p>Un ulteriore elemento di valutazione \u00e8 rappresentato dalla graduatoria dei paesi rispetto al punteggio conseguito (tavola 4). Si nota una maggiore concentrazione di Paesi non appartenenti all\u2019area dell\u2019euro nelle prime posizioni, mentre agli ultimi 7 posti si trovano solo Paesi dell\u2019Eurozona.<\/p>\n<p>La Romania che, dalla primavera del 2009, ha usufruito di un\u2019assistenza finanziaria a supporto dei programmi di aggiustamento, ha fortemente ridotto i propri squilibri macroeconomici dovuti essenzialmente ai fattori esterni e alla competitivit\u00e0, balzando negli ultimi 2 anni al primo posto e conseguendo significativi miglioramenti nel tasso di cambio effettivo reale, il costo del lavoro per unit\u00e0 di prodotto, la disoccupazione di lunga durata e quella giovanile.<\/p>\n<p>La Germania, che era saldamente al primo posto fino al 2011, \u00e8 ora scivolata in quarta posizione, pur avendo nel 2015 migliorato la quota delle esportazioni di beni e servizi, che negli ultimi anni, a causa della perdita di competitivit\u00e0 dell\u2019Europa rispetto ai paesi emergenti, rappresentava uno squilibrio.<\/p>\n<p><strong>Tavola 5 \u2013 Punteggio standardizzato per indicatore di squilibrio macroeconomico \u2013 Italia &#8211; Anni 2006-2015<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/2016_mip_tav5.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-1848\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/2016_mip_tav5.png\" alt=\"2016_mip_tav5\" width=\"769\" height=\"326\" srcset=\"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/2016_mip_tav5.png 769w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/2016_mip_tav5-300x127.png 300w\" sizes=\"(max-width: 769px) 100vw, 769px\" \/><\/a><br \/>\nFonte: elaborazioni su dati Commissione europea<\/p>\n<p>L\u2019Italia, che fino al 2007 era tra le prime 10 posizioni, \u00e8 progressivamente precipitata verso il fondo della graduatoria (tavola 5).<\/p>\n<p>Il punteggio medio ha toccato il suo minimo nel 2007 (59) e il massimo nel 2014 (152), mentre dal 2012 ben 5 indicatori superano il livello di attenzione.<\/p>\n<p>Nel 2015 si registra un ampio recupero che riconduce l\u2019indicatore sintetico ai livelli del 2009. La riduzione del punteggio medio \u00e8 dovuta essenzialmente dei miglioramenti nei tassi di disoccupazione di lunga durata e giovanile che restano, per\u00f2, largamente al di sopra delle soglie di allerta.<\/p>\n<p>Gli squilibri interni e quelli relativi all\u2019occupazione hanno preso decisamente il sopravvento a partire dal 2010, arrivando a spiegare il 77% del punteggio medio complessivo nel 2015.<\/p>\n<p>Tra i fattori esterni e dovuti alla competitivit\u00e0 l\u2019unico squilibrio eccessivo \u00e8 quello relativo alla quota di mercato delle esportazioni di beni e servizi, un elemento critico per molti Paesi dell\u2019Unione europea, ma in miglioramento nel 2015.<\/p>\n<p>Tra i fattori interni emerge il debito pubblico (in continua crescita), ma anche quello del settore privato che, da alcuni anni, \u00e8 prossimo alla soglia di riferimento (il 133% del Pil). Preoccupanti gli indicatori sul mercato del lavoro, con una crescita del tasso di disoccupazione (medio triennale) e valori negativi per la variazione media triennale del tasso di disoccupazione di lunga durata e giovanile.<\/p>\n<p>Il punteggio relativo al flusso di credito verso il settore privato (in calo dal 2012) si \u00e8, invece, azzerato negli ultimi anni, in quanto il criterio utilizzato tende solo a evidenziare valori positivi troppo elevati e superiori alla soglia del 14%, indicativi di bolle speculative e trascura possibili situazioni di <em>credit crunch<\/em>.<\/p>\n<p>Sebbene lo <em>scoreboard <\/em>abbia natura puramente indicativa e vada letto insieme ai 25 indicatori ausiliari e al quadro macroeconomico attuale, l\u2019individuazione di squilibri eccessivi e la adozione di conseguenti misure correttive, possono trarre giovamento dalla trasformazione degli indicatori in un punteggio unico standardizzato per paese.<\/p>\n<p>La decisione della Commissione europea di inviare un paese ad una analisi approfondita successiva, anzich\u00e9 su una base discrezionale motivata, come avviene ora con la Relazione sul meccanismo di allerta, potrebbe essere ricondotta a criteri pi\u00f9 oggettivi come l\u2019indice proposto, aggiungendo \u2013 se del caso \u2013 un peso legato all\u2019importanza di ciascun indicatore rispetto agli altri<a href=\"#_ftn12\" name=\"_ftnref12\">[12]<\/a>.<\/p>\n<p>Il superamento di un punteggio medio superiore a 70 (zona gialla o rossa), l\u2019aumento del punteggio medio rispetto all\u2019anno precedente (deterioramento dello squilibrio), il peggioramento relativo rispetto agli altri paesi (perdita di posizioni nella graduatoria), sono tre fattori che, grazie all\u2019indicatore sintetico, evidenziano, presi singolarmente o nel loro insieme, la necessit\u00e0 di approfondire le cause di squilibrio e le conseguenze sull\u2019economia del paese o dell\u2019intera Unione europea.<\/p>\n<p>____________________________<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> I regolamenti per la <a href=\"http:\/\/europa.eu\/legislation_summaries\/other\/ec0019_it.htm\"><strong>governance<\/strong><\/a><strong> economica<\/strong>\u00a0\u00a0previsti nel pacchetto normativo \u201csix pack\u201d del 2011 definiscono anche la procedura per gli squilibri macroeconomici .<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> Nell\u2019attuale ciclo di sorveglianza la Commissione sottoporr\u00e0 ad esame approfondito 13 Stati membri oltre alla Grecia che sta beneficiando di assistenza finanziaria.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> Nelle precedenti edizioni gli indicatori principali erano 11. A partire dal 2014 sono stati aggiunti 3 nuovi indicatori per osservare gli squilibri nell\u2019occupazione e nello sviluppo sociale.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> Ovviamente, poi, gli indicatori selezionati sono e saranno sempre pi\u00f9 oggetto di valutazioni approfondite in merito alla loro affidabilit\u00e0.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> Tale dimensione poteva essere rappresentata attraverso lo <em>spread<\/em>, cio\u00e8 il differenziale di rendimento rispetto ai Bund decennali della Germania degli omologhi titoli di stato nazionali oppure mediante il tasso di interesse implicito (nominale o reale), cio\u00e8 il rapporto tra gli interessi corrisposti in un anno e lo <em>stock<\/em> di debito pubblico alla fine dell\u2019anno precedente.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a> Si potrebbe utilizzare un indicatore sull\u2019entit\u00e0 dei crediti deteriorati (Non-performing loans).<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a> La scelta degli indicatori non \u00e8 stata fatta in sede Eurostat ma c\u2019\u00e8 stato un coinvolgimento degli statistici sulla valutazione della disponibilit\u00e0 e confrontabilit\u00e0 degli indicatori.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a> Il primo passo consiste nella standardizzazione dei 14 indicatori, assegnando un valore uguale a 0 in assenza di squilibrio e graduando in maniera crescente i valori in maniera tale da avere un punteggio uguale a 100 in corrispondenza della soglia di riferimento. Un punteggio prossimo a 100 indica che si sta per raggiungere o superare la soglia, uguale a 200 che si \u00e8 sforata del doppio la soglia. Il punteggio standardizzato si ottiene effettuando il rapporto tra il valore dell\u2019indicatore e la soglia indicativa e moltiplicando il risultato per 100. Per i due indicatori che presentano un intervallo di soglia compreso tra un valore negativo e uno positivo, \u00e8 stato assegnato un punteggio uguale a 0 in corrispondenza del valore centrale dell\u2019intervallo e valori crescenti in entrambi le direzioni.\u00a0 Per il saldo delle partite correnti si ha 100 sia che si abbia un disavanzo del 4%, sia che si abbia un avanzo del 6% (in questo caso \u00e8 stata utilizzata la differenza relativa anzich\u00e9 il rapporto). Per i due indicatori per i quali la soglia \u00e8 differenziata a seconda dell\u2019appartenenza o meno all\u2019area dell\u2019euro \u00e8 stato considerato il valore richiesto per i paesi euro. Il secondo passo consiste nel calcolare la media aritmetica semplice dei punteggi standardizzati degli indicatori per ciascun paese.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref9\" name=\"_ftn9\">[9]<\/a> I valori soglia di riferimento per i tre livelli di criticit\u00e0 (assente 0-70, presente 70-100 e eccessivo &gt;100) sono stati definiti in coerenza con le decisioni della Commissione Europea di sottoporre i paesi ad analisi approfondita.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref10\" name=\"_ftn10\">[10]<\/a> La sola Irlanda \u00e8 balzata da una variazione quinquennale di -11,97% del 2014 a +38,26% del 2015, ma la maggior parte dei Paesi ha fatto registrare un miglioramento.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref11\" name=\"_ftn11\">[11]<\/a> Belgio, Ungheria, Romania, Regno Unito, Danimarca, Lussemburgo, Lettonia, Lituania, Lussemburgo.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref12\" name=\"_ftn12\">[12]<\/a> Se, ad esempio, si ritiene che il rapporto debito\/Pil debba avere pi\u00f9 importanza degli altri indicatori, si pu\u00f2 costruire una specifica media aritmetica ponderata, anzich\u00e9 semplice. Tuttavia, in assenza di riscontri oggettivi, l\u2019attribuzione di un peso maggiore a uno o pi\u00f9 indicatori, pu\u00f2 introdurre elementi di arbitrariet\u00e0 e per questo motivo \u00e8 stata preferita la media aritmetica semplice.\u00a0 Il peso dovrebbe tenere conto anche delle correlazioni esistenti tra taluni indicatori.\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Franco Mostacci (il documento in .pdf) Ha preso il via il Semestre europeo 2017, con le verifiche preventive della Commissione europea previste dal Patto di stabilit\u00e0 e crescita.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":"","footnotes":""},"categories":[5],"tags":[117,589,630],"class_list":["post-1843","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-europa","tag-commissione-europea","tag-scoreboard","tag-squilibri-macroeconomici","et-doesnt-have-format-content","et_post_format-et-post-format-standard"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1843","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1843"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1843\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1843"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1843"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1843"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}