{"id":185,"date":"2013-08-05T10:49:19","date_gmt":"2013-08-05T08:49:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.francomostacci.it\/?p=185"},"modified":"2013-08-05T10:49:19","modified_gmt":"2013-08-05T08:49:19","slug":"nel-primo-trimestre-2013-segnali-negativi-sui-conti-pubblici-italiani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/2013\/08\/05\/nel-primo-trimestre-2013-segnali-negativi-sui-conti-pubblici-italiani\/","title":{"rendered":"Nel primo trimestre 2013 segnali negativi sui conti pubblici italiani"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t<em>a cura di <\/em>Monica Montella e Franco Mostacci<br \/>\npubblicato su <a href=\"www.scenarieconomici.it\" target=\"_blank\">Scenari Economici<\/a><\/p>\n<p>Il saldo primario che\u00a0<strong><a href=\"http:\/\/www.istat.it\/it\/archivio\/95052\">nel primo trimestre 2013 \u00e8\u00a0risultato negativo per 9,6 miliardi di euro<\/a>,<\/strong> ha un valore annualizzato[1] rispetto al Pil pari al 2,3%, leggermente inferiore alla stima governativa contenuta nel Def del 2013 (2,4%). Per mantenere l&#8217;obiettivo fino alla fine dell&#8217;anno, i conti pubblici\u00a0dovranno replicare l&#8217;ottima performance del 2012 e quindi far registrare nei prossimi tre trimestri del 2013 un avanzo primario non inferiore ai 45 miliardi di euro. Un risultato ambizioso alla luce della politica economica che conduce l&#8217;attuale Governo.<!--more--><\/p>\n<p>L&#8217;indebitamento netto annualizzato (al netto degli swap sui derivati) \u00e8 risultato pari a 48 miliardi di euro, rispetto ai 45 miliardi di euro previsti dal Governo in carica per il 2013. Il rapporto indebitamento\/Pil (3,1%) ha gi\u00e0 superato la ben nota soglia del 3%.<\/p>\n<p>La contrazione del Pil (reale) annualizzato viaggia ad un ritmo di -2,6%, ben lontano dal -1,8% previsto dal\u00a0<strong><a href=\"http:\/\/www.imf.org\/external\/np\/ms\/2013\/070413.htm\">FMI<\/a>\u00a0<\/strong>per il 2013<strong>, <\/strong>e lontanissimo dalla stima governativa del -1,3% contenuta nel <strong><a href=\"http:\/\/www.mef.gov.it\/doc-finanza-pubblica\/def\/2013\/documenti\/Def_1.PDF\">Def<\/a><\/strong>. In soldoni, sono\u00a0da recuperare circa 23 miliardi di euro di crescita di Pil nominale.<\/p>\n<p>Nel frattempo il\u00a0<strong><a href=\"http:\/\/www.bancaditalia.it\/statistiche\/finpub\/pimefp\/2013\/sb30_13\/suppl_30_13.pdf\">debito pubblico <\/a><\/strong>\u00e8 aumentato di 80 miliardi di euro rispetto all&#8217;anno precedente.<strong>\u00a0<\/strong> Nel solo primo trimestre di quest&#8217;anno \u00e8 cresciuto di 46,4 miliardi di euro rispetto ai 63,1 previsti per l&#8217;intero 2013 dal Governo[2]. Gi\u00e0 nel primo trimestre il rapporto debito\/Pil ha raggiunto quota<a href=\"http:\/\/epp.eurostat.ec.europa.eu\/cache\/ITY_PUBLIC\/2-22072013-AP\/EN\/2-22072013-AP-EN.PDF\"> 130,2%.<\/a><\/p>\n<p>L&#8217;ultimo indicatore, <strong><a href=\"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/?p=484\">il raccordo disavanzo-debito<\/a><\/strong>[3] annualizzato, \u00e8 pari a 32 miliardi di euro ed \u00e8 fortemente influenzato dall&#8217;andamento dei flussi finanziari.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 dal primo trimestre 2013, sia al numeratore che al denominatore, i rapporti fondamentali di finanza pubblica (deficit\/Pil e debito\/Pil) divergono rispetto alle previsioni governative del Def, come anche conferma l&#8217;analisi sulla sostenibilit\u00e0 del debito pubblico.<\/p>\n<p>Con l\u2019analisi della sostenibilit\u00e0 del debito pubblico[4] si verifica se, a un dato momento, il servizio del debito pubblico sia assicurato. A tal fine \u00e8 necessario che i governi siano caratterizzati da solvibilit\u00e0 e liquidit\u00e0.<\/p>\n<p>L\u2019elevato livello del debito pubblico con il quale ci troviamo oggi a dover fare i conti, per assicurarne il servizio e garantire la sostenibilit\u00e0, ha origini remote.\u00a0 I Governi che si sono succeduti negli ultimi 50 anni, sia pure con responsabilit\u00e0 diverse, hanno esposto il Paese ad una situazione non sostenibile con un debito pubblico sempre crescente[5]. Se poi aggiungiamo che da un certo periodo in poi, la spesa per interessi ha iniziato a gravare pesantemente sui saldi di finanza pubblica, il quadro \u00e8 veramente desolante.<\/p>\n<p>In un\u2019ottica di solvibilit\u00e0, la \u201c<i>soglia convenzionale<\/i>\u201d di sostenibilit\u00e0[6](linea rossa in figura 1) \u00e8 il punto che mantiene costante il rapporto tra debito e PIL[7]. Il debito pubblico \u00e8 sostenibile negli anni in cui il rapporto indebitamento\/Pil \u00e8 superiore alla soglia.<\/p>\n<p><strong>Figura 1<\/strong> &#8211;\u00a0<b>\u00a0Indebitamento netto e soglia di sostenibilit\u00e0 del debito pubblico \u2013 \u00a0Anni 1999-2013 (dati trimestrali annualizzati)<\/b><a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/2013_primotrim_fig1.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-186\" alt=\"2013_primotrim_fig1\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/2013_primotrim_fig1.png\" width=\"613\" height=\"409\" srcset=\"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/2013_primotrim_fig1.png 613w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/2013_primotrim_fig1-300x200.png 300w\" sizes=\"(max-width: 613px) 100vw, 613px\" \/><\/a><span style=\"font-size: xx-small;\"><em>Fonte:<\/em> elaborazioni su dati Istat e Banca d&#8217;Italia<\/span><\/p>\n<p>Nel 2009, l\u2019accumulazione del debito \u00e8 stata alimentata soprattutto dalla componente legata alla recessione infatti i valori sono marcatamente insostenibili. Nell&#8217;ultimo trimestre del 2012 timidi segnali di ripresa hanno influenzato positivamente la soglia di sostenibilit\u00e0, mentre l&#8217;indebitamento da -5,4% del IV trimestre del 2009 ha raggiunto -2,9%.<\/p>\n<p>Nel\u00a0 primo trimestre 2013 si ha un&#8217;inversione di tendenza che causa un&#8217;ampliamento della forbice tra l&#8217;indebitamento netto e la soglia convenzionale. Un cambio di direzione dei due indicatori che non fa ben sperare.<\/p>\n<p>La politica economica adottata dal Governo impoverisce il paese con scelte insostenibili di breve periodo, continuando nel frattempo a chiudere gli occhi davanti agli sprechi e alle lobby di potere.<\/p>\n<p><strong>Note<\/strong><\/p>\n<p>[1] La presente analisi scaturisce da un sistema pi\u00f9 complesso di monitoraggio di breve periodo dei conti pubblici composto da un set di indicatori tra loro integrati, che seguono le diverse fasi della creazione del debito pubblico, indispensabile quale strumento preventivo di analisi \u00a0per la sostenibilit\u00e0 del debito pubblico.\u00a0Lo strumento di monitoraggio \u00e8 basato su dati trimestrali che sono cumulati su base annua (si intende la somma del trimestre corrente e dei tre trimestri precedenti) e consentono di proiettare l&#8217;andamento del dato annuale. Il\u00a0set di indicatori a cui si fa riferimento sono: il saldo primario, l&#8217;indebitamento netto, il Pil trimestrale e il debito pubblico.<\/p>\n<p>[2] Tenendo in debita considerazione il Documento di Economia e Finanza (DEF) del 2013 si nota che per il triennio 2013-2015 il debito pubblico continuer\u00e0 ad aumentare di 117 miliardi di euro (102 miliardi di euro di indebitamento e 15 miliardi di euro di flussi finanziari), nonostante il perseguimento del <a href=\"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/?p=533\">pareggio di bilancio strutturale previsto dalla riforma costituzionale.<\/a><\/p>\n<p>[3] Il raccordo disavanzo-debito, detto anche raccordo tra stock e flussi o flussi finanziari corrisponde a quella parte della variazione del rapporto debito\/ PIL che non si riflette nel disavanzo. I flussi finanziari sono l\u2019insieme di: a) partite finanziarie, aggiustamenti cassa\/competenza, classificazioni di transazioni e discrepanze (passaggio da indebitamento netto a fabbisogno del settore pubblico); b) dismissioni\/acquisizioni mobiliari, classificazioni di transazioni e discrepanze (passaggio dal fabbisogno del settore pubblico al fabbisogno della pubblica amministrazione); c) variazioni dei depositi del Tesoro presso la Banca d\u2019Italia, scarti (premi) di emissione (rimborso), effetto delle variazioni del cambio sulle passivit\u00e0 in valuta estera (passaggio dal fabbisogno della pubblica amministrazione alla variazione del debito pubblico).<\/p>\n<p>[4] Sia la BCE che la Banca d\u2019Italia definiscono la sostenibilit\u00e0, secondo l\u2019approccio del vincolo di solvibilit\u00e0 (medio e lungo termine), come la capacit\u00e0 di generare nel tempo avanzi primari in misura sufficiente ad assorbire il costo del servizio del debito (attuale e futuro). Nell\u2019ambito della definizione della sostenibilit\u00e0 delle finanze pubbliche, \u00e8 per\u00f2 essenziale considerare anche: 1) le passivit\u00e0 potenziali delle amministrazioni pubbliche, la cui voce pi\u00f9 importante riguarda le misure di sostegno pubblico al settore finanziario; 2) le passivit\u00e0 implicite, cio\u00e8 i costi associati all\u2019invecchiamento della popolazione che costituiscono una sfida importante per la sostenibilit\u00e0 dei conti pubblici; 3) il vincolo di liquidit\u00e0, un indicatore di breve termine che fa riferimento alla capacit\u00e0 del governo di mantenere l\u2019accesso ai mercati finanziari, in modo da poter onorare tutti gli obblighi. Nel presente lavoro si \u00e8 analizzata soltanto l\u2019aspetto della solvibilit\u00e0. Per approfondimenti sull\u2019analisi convenzionale di sostenibilit\u00e0 vedi: <a href=\"http:\/\/siteresources.worldbank.org\">E.Ley (2010) \u201cFiscal (and External) Sustainability\u201d<\/a>; R. Ercoli (2009) \u201c<i>Effetti delle procedure di bilancio: miti e \u2018falsi\u2019 miti<\/i>\u201d; L. Pasinetti (1998) \u201c<i>European Union at the end of 1997: who is within the public finance \u201csustainability zo<\/i>ne\u201d.<\/p>\n<p>[5] M. Montella, F. Mostacci \u2013 <i>\u201c<strong><a href=\"http:\/\/www.lavoce.info\/dal-passato-un-debito-pubblico-insostenibile\/\">Dal passato un debito pubblico insostenibile<\/a>\u201d<\/strong><\/i> in LaVoce.info del 6 settembre 2012<a href=\"http:\/\/www.lavoce.info\/articoli\/-conti_pubblici\/pagina1003268.html\"><br \/>\n<\/a><\/p>\n<p>[6] La soglia dell&#8217;indebitamento in senso convenzionale \u00e8 quel valore che dovrebbe assumere l&#8217;indebitamento netto affinch\u00e8 il rapporto debito\/Pil rimanga stazionario.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/funsost.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"funsost\" src=\"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/funsost.png\" width=\"221\" height=\"69\" \/><\/a><\/p>\n<p>dove: g \u00e8 la variazione del pil nominale del periodo; d \u00e8 il debito\/Pil(t-1) cio\u00e8 il rapporto debito pil del periodo precedente; f \u00e8 il rapporto del raccordo disavanzo-debito (o flussi finanziari)\/Pil del periodo.<\/p>\n<p>[7] L\u2019analisi pu\u00f2 essere condotta indifferentemente rispetto al saldo primario o all\u2019indebitamento. Nel presente lavoro si \u00e8 scelto quest\u2019ultimo aggregato.\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>a cura di Monica Montella e Franco Mostacci pubblicato su Scenari Economici Il saldo primario che\u00a0nel primo trimestre 2013 \u00e8\u00a0risultato negativo per 9,6 miliardi di euro, ha un valore annualizzato[1] rispetto al Pil pari al 2,3%, leggermente inferiore alla stima governativa contenuta nel Def del 2013 (2,4%). 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