{"id":188,"date":"2013-08-05T10:57:19","date_gmt":"2013-08-05T08:57:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.francomostacci.it\/?p=188"},"modified":"2013-08-05T10:57:19","modified_gmt":"2013-08-05T08:57:19","slug":"il-debito-pubblico-e-i-fattori-che-lo-determinano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/2013\/08\/05\/il-debito-pubblico-e-i-fattori-che-lo-determinano\/","title":{"rendered":"Il debito pubblico e i fattori che lo determinano"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t<em>a cura di <\/em>Monica Montella e Franco Mostacci<br \/>\npubblicato su <a href=\"www.scenarieconomici.it\" target=\"_blank\">Scenari Economici<\/a><\/p>\n<p><em>La dimensione del debito pubblico italiano, causato principalmente dall\u2019elevata spesa per interessi, sta soffocando ogni prospettiva di crescita economica con ripercussioni devastanti anche sullo stato sociale. Prima che si arrivi ad un punto di non ritorno, il Governo dovrebbe attivare strumenti di politica economica tali da ricondurre lo stock di debito pubblico entro livelli di sostenibilit\u00e0. Il timore di default dei debiti sovrani di alcuni Paesi, ha indotto l\u2019Europa a definire rigidamente la sostenibilit\u00e0 del debito pubblico innescando un meccanismo di vincoli alla spesa pubblica che impediscono il rilancio della crescita economica. <!--more--><\/em><\/p>\n<p>La dinamica del debito pubblico coglie gli effetti di feedback tra politiche di bilancio, attivit\u00e0 macroeconomica e settore finanziario. <a href=\"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/?p=533\">La recente riforma costituzionale<\/a> ha sancito l&#8217;equilibrio del bilancio strutturale e la sostenibilit\u00e0 del debito pubblico, vincolando la politica economica ai patti di stabilit\u00e0 europei[1].<\/p>\n<p>L\u2019accumulo del debito lordo \u00e8 riconducibile a tre fattori principali (figura 1): 1) il saldo primario delle amministrazioni pubbliche in ciascun periodo; 2) l\u2019impatto congiunto della spesa per interessi sull\u2019ammontare del debito in essere, della crescita del PIL e dei tassi di inflazione sul rapporto tra debito e PIL (Snowball effect); 3) il raccordo disavanzo debito, definito per semplicit\u00e0 \u201c<i>flussi finanziari<\/i>\u201d[2], riguardante le operazioni o altri fattori che incidono sulla consistenza del debito ma che non rientrano nel calcolo del disavanzo.<\/p>\n<p><b>Figura 1 \u2013 I fattori della variazione del debito pubblico rispetto al Pil \u2013 Anni 1990-2017<sup>(*)<\/sup>,<\/b> (valori percentuali)<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/2013_sostdeb_fig1.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-189\" alt=\"2013_sostdeb_fig1\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/2013_sostdeb_fig1-1024x660.png\" width=\"474\" height=\"305\" \/><\/a><br \/>\n<span style=\"font-size: xx-small;\"><i>Fonte:<\/i> elaborazione su dati Ministero Economia e Finanze, Banca d\u2019Italia, Istat<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: xx-small;\">(*) I dati dal 2013 al 2017 sono le previsioni contenute nel DEF 2013<\/span><\/p>\n<p>Nel 1993 l\u2019aumento del debito \u00e8 dovuto allo <em>snowball effect<\/em> (9,5%) e al raccordo disavanzo-debito (+3,2% rispetto al Pil), nonostante un avanzo primario di 2,6% rispetto al Pil. Nei dieci anni successivi la riduzione del rapporto debito\/Pil \u00e8 dovuta al consistente avanzo primario, con oltre 400 miliardi di euro di maggiori entrate rispetto alle uscite. Nel 2009 con la forte crisi, lo <em>snowball effect<\/em> fa aumentare il rapporto debito\/Pil di 8,5%, al quale si aggiungono lo 0,8% del disavanzo primario e l\u20191% del raccordo disavanzo-debito.<\/p>\n<p>Nel 2012 la differenza del debito rispetto al Pil\u00a0 raggiunge un nuovo picco, con lo <i>snowball effect<\/i> al 6,5% e il raccordo disavanzo-debito \u00e8 del 2,2%, neutralizzando in parte l\u2019avanzo primario (2,5%).<\/p>\n<p>La scomposizione dello snowball effect (figura 2) evidenzia la diversa incidenza delle sue componenti nell\u2019accumulazione del debito rispetto al Pil.<\/p>\n<p><b>Figura 2 \u2013 Scomposizione dello snowball effect \u2013 Anni 1990-2017<sup>(*)<\/sup>, <\/b>(valori percentuali)<i><a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/2013_sostdeb_fig2.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-190\" alt=\"2013_sostdeb_fig2\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/2013_sostdeb_fig2-1024x660.png\" width=\"474\" height=\"305\" \/><\/a><br \/>\n<span style=\"font-size: xx-small;\"><i>Fonte:<\/i> elaborazione su dati Ministero Economia e Finanze, Banca d\u2019Italia, Istat<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: xx-small;\">(*) I dati dal 2013 al 2017 sono le previsioni contenute nel DEF 2013<\/span><\/i><\/p>\n<p>Nel 1993 l\u2019accumulazione del debito \u00e8 stata alimentata soprattutto dall\u2019effetto della spesa per interessi reali e in parte dall\u2019effetto recessione. Al contrario nel 2009 ha prevalso la componente legata alla recessione.<\/p>\n<p>L\u2019analisi della sostenibilit\u00e0 del debito pubblico[3] verifica che, ad un dato momento, il servizio del debito pubblico sia assicurato. A tal fine \u00e8 necessario che i governi siano caratterizzati da solvibilit\u00e0 e liquidit\u00e0.<\/p>\n<p>In un\u2019ottica di solvibilit\u00e0, la \u201c<i>soglia convenzionale<\/i>\u201d di sostenibilit\u00e0[4] (linea rossa in figura 3) \u00e8 il punto che mantiene costante il rapporto tra debito e PIL[5]. Il debito pubblico \u00e8 sostenibile negli anni in cui il rapporto indebitamento\/Pil \u00e8 superiore alla soglia.<\/p>\n<p>Nel 2012 la sostenibilit\u00e0 del debito pubblico in senso convenzionale non \u00e8 stata raggiunta e il rapporto debito\/Pil \u00e8 passato da 120,8% a 127%.<\/p>\n<p>Il Documento di Economia e Finanza (DEF) del 2013 prevede che, per il triennio 2013-2015 il debito pubblico continuer\u00e0 ad aumentare di 117 miliardi di euro (102 miliardi di euro di indebitamento e 15 miliardi di euro di flussi finanziari), nonostante il perseguimento del pareggio di bilancio strutturale previsto dalla riforma costituzionale.<\/p>\n<p>Nel 2014 il rapporto debito\/Pil dovrebbe diminuire e dovremmo entrare in un\u2019ottica di sostenibilit\u00e0 di tipo convenzionale ma sempre secondo le previsioni del MEF.<\/p>\n<p>Con il nuovo Patto di Stabilit\u00e0 europeo[6] \u00e8 stato introdotto un concetto pi\u00f9 restrittivo di sostenibilit\u00e0 del debito pubblico (<i>soglia del patto di stabilit\u00e0<\/i>), prevedendo una riduzione annuale di un ventesimo della differenza tra il rapporto debito\/PIL e il valore di soglia del 60%[7].<\/p>\n<p>Se le previsioni governative (generalmente ottimistiche) si verificassero allora sar\u00e0 possibile sfiorare l\u2019obiettivo di sostenibilit\u00e0 nel 2015 e conseguirlo a partire dal 2016. <a href=\"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/?p=651\">Ma come abbiamo gi\u00e0 analizzato<\/a> sembrerebbe un risultato ambizioso alla luce della politica economica che conduce l&#8217;attuale Governo.<\/p>\n<p><b>Figura 3 \u2013 Indebitamento netto e sostenibilit\u00e0 del debito pubblico \u2013 Anni 2009-2017<\/b><i><a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/2013_sostdeb_fig3.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-191\" alt=\"2013_sostdeb_fig3\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/2013_sostdeb_fig3-1024x536.png\" width=\"474\" height=\"248\" srcset=\"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/2013_sostdeb_fig3-1024x536.png 1024w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/2013_sostdeb_fig3-300x157.png 300w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/2013_sostdeb_fig3-768x402.png 768w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/2013_sostdeb_fig3-1536x804.png 1536w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/2013_sostdeb_fig3-2048x1072.png 2048w\" sizes=\"(max-width: 474px) 100vw, 474px\" \/><\/a><br \/>\n<span style=\"font-size: xx-small;\"><i>Fonte:<\/i> elaborazione su dati Ministero Economia e Finanze, Banca d\u2019Italia, Istat<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: xx-small;\">(*) I dati dal 2013 al 2017 sono le previsioni contenute nel DEF 2013<\/span><\/i><\/p>\n<p>L\u2019elevato livello del debito pubblico ha origini remote[8]. Ma da un certo periodo in poi, la spesa per interessi ha iniziato a gravare pesantemente sui saldi di finanza pubblica, influenzando la politica economica del nostro Paese.<\/p>\n<p>I punti salienti di questa politica irresponsabile sono evidenziati nella figura 4 che mostra lo scarto in termini percentuali tra la variazione del debito pubblico in rapporto al Pil e la soglia di sostenibilit\u00e0 convenzionale. Se negli anni passati fosse stata preventivamente monitorata la sostenibilit\u00e0 del debito pubblico (non a livello Italia ma a livello Europeo\u00a0 perch\u00e8 anche le Istituzioni Europee hanno una loro responsabilit\u00e0 sull&#8217;aggravarsi di questo fenomeno) si sarebbe potuto intervenire tempestivamente al verificarsi dei primi segnali negativi.<\/p>\n<p><b>Figura 4 \u2013 Scostamento dalla soglia di sostenibilit\u00e0 convenzionale del debito pubblico \u2013 Anni 1960-2012 <\/b>(valori percentuali)<a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/2013_sostdeb_fig4.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-192\" alt=\"2013_sostdeb_fig4\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/2013_sostdeb_fig4-1024x692.png\" width=\"474\" height=\"320\" \/><\/a><span style=\"font-size: xx-small;\"><i>Fonte:<\/i> elaborazione su dati Ministero Economia e Finanze, Banca d\u2019Italia, Istat<\/span><\/p>\n<p>Oltre ai fattori considerati ci sono altre due incognite che gravano sulla stabilit\u00e0 dei conti pubblici italiani: i derivati[9] e il fondo salva-Stati[10].<\/p>\n<p>Gli sforzi di risanamento della finanza pubblica dell\u2019attuale azione di Governo tendono solo a garantire un consistente avanzo primario, grazie ad una elevata pressione fiscale e al taglio della spesa pubblica.<\/p>\n<p>Numerosi analisti economici affermano che la stabilizzazione dei tassi di interesse e gli interventi sui saldi strutturali non sono sufficienti a recuperare un percorso virtuoso, e l\u2019analisi empirica sulla sostenibilit\u00e0 del debito pubblico lo conferma ampiamente.<\/p>\n<p>Una elevata crescita economica potrebbe correggere parzialmente l\u2019andamento delle curve e impedire che nuove misure restrittive peggiorino ulteriormente le condizioni economiche degli italiani. Ma ogni intervento appare vanificato dall\u2019aumento della spesa per interessi passivi, che nel 2016 superer\u00e0 i 100 miliardi di euro (sempre secondo previsioni MEF), e inoltre non dobbiamo trascurare l&#8217;incognita della dinamica dei flussi finanziari. Solo un <a href=\"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/?p=651\">sistema di monitoraggio<\/a> composto da un set di indicatori tra loro integrati, che seguono le diverse fasi della creazione del debito pubblico, pu\u00f2 rappresentare un valido strumento preventivo per la sostenibilit\u00e0 del debito pubblico.<\/p>\n<p><b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p><b>Note<\/b><\/p>\n<p>[1] Il Trattato sulla stabilit\u00e0 (noto come fiscal compact) sottoscritto il 2 marzo 2012 da 25 Stati dell&#8217;Unione Europea, ha imposto ai Paesi firmatari di rivedere la normativa nazionale in materia di finanza pubblica per fronteggiare disavanzi e debiti eccessivi. In Italia la legge costituzionale n. 1\/2012 ha recepito il Trattato introducendo \u201cl&#8217;equilibrio tra le entrate e le spese del proprio bilancio tenendo conto delle fasi avverse e delle fasi favorevoli del ciclo economico\u201d.<\/p>\n<p>[2] I flussi finanziari sono l\u2019insieme di: partite finanziarie, altri conti passivi, interessi maturati (differenza tra cassa\u00a0 e competenza), scarti e premi di emissioni\/rimborsi, effetto della variazione del cambio e discrepanze statistiche. In letteratura, per semplificare, si \u00e8 sempre ipotizzato che il raccordo disavanzo-debito fosse pari a zero, ma l\u2019analisi empirica ha dimostrato il contrario.<\/p>\n<p>[3] Sia la BCE che la Banca d\u2019Italia definiscono la sostenibilit\u00e0, secondo l\u2019approccio del vincolo di solvibilit\u00e0 (medio e lungo termine), come la capacit\u00e0 di generare nel tempo avanzi primari in misura sufficiente ad assorbire il costo del servizio del debito (attuale e futuro). Nell\u2019ambito della definizione della sostenibilit\u00e0 delle finanze pubbliche, \u00e8 per\u00f2 essenziale considerare anche: 1) le passivit\u00e0 potenziali delle amministrazioni pubbliche, la cui voce pi\u00f9 importante riguarda le misure di sostegno pubblico al settore finanziario; 2) le passivit\u00e0 implicite, cio\u00e8 i costi associati all\u2019invecchiamento della popolazione che costituiscono una sfida importante per la sostenibilit\u00e0 dei conti pubblici; 3) il vincolo di liquidit\u00e0, un indicatore di breve termine che fa riferimento alla capacit\u00e0 del governo di mantenere l\u2019accesso ai mercati finanziari, in modo da poter onorare tutti gli obblighi. Nel presente lavoro si \u00e8 analizzata soltanto l\u2019aspetto della solvibilit\u00e0. Per approfondimenti sull\u2019analisi convenzionale di sostenibilit\u00e0 vedi: E.Ley (2010) \u201c<a href=\"http:\/\/siteresources.worldbank.org ;\">Fiscal (and External) Sustainability<\/a>\u201d; \u00a0\u00a0R. Ercoli (2009) \u201c<i>Effetti delle procedure di bilancio: miti e \u2018falsi\u2019 miti<\/i>\u201d; L. Pasinetti (1998) \u201c<i>European Union at the end of 1997: who is within the public finance \u201csustainability zo<\/i>ne\u201d.<\/p>\n<p>[4] La soglia dell&#8217;indebitamento in senso convenzionale \u00e8 quel valore che dovrebbe assumere l&#8217;indebitamento netto affinch\u00e8 il rapporto debito\/Pil rimanga stazionario.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/funsost.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"funsost\" src=\"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/funsost.png\" width=\"221\" height=\"69\" \/><\/a><\/p>\n<p>dove: g \u00e8 la variazione del pil nominale del periodo; d \u00e8 il debito\/Pil(t-1) cio\u00e8 il rapporto debito pil del periodo precedente; f \u00e8 il rapporto del raccordo disavanzo-debito (o flussi finanziari)\/Pil del periodo.<\/p>\n<p>[5] L\u2019analisi pu\u00f2 essere condotta indifferentemente rispetto al saldo primario o all\u2019indebitamento. Nel presente lavoro si \u00e8 scelto quest\u2019ultimo aggregato.<\/p>\n<p>[6] Regolamento del Consiglio europeo n. 1177 dell\u20198 novembre 2011 che modifica il regolamento n. 1467 del 7 luglio 1997 sulle modalit\u00e0 di attuazione della procedura per i disavanzi eccessivi.<\/p>\n<p>[7] Per l\u2019Italia la regola sul limite del debito sar\u00e0 applicata a partire dal 2015. Il rapporto debito\/Pil di riferimento \u00e8 la media dei tre anni precedenti quello di osservazione (<i>backward looking)<\/i> oppure la media dell\u2019anno di osservazione e dei due successivi (<i>forward looking)<\/i>. Nel secondo caso il dato \u00e8 fortemente influenzato dalle previsioni governative. Nel lavoro \u00e8 stata considerata solo la prospettiva <i>backward looking<\/i>.<\/p>\n<p>[8] <a href=\"http:\/\/www.lavoce.info\/articoli\/-conti_pubblici\/pagina1003268.html\">M. Montella, F. Mostacci \u2013 <i>\u201c<strong><\/strong><\/i><\/a><i><strong><a href=\"http:\/\/www.lavoce.info\/dal-passato-un-debito-pubblico-insostenibile\/\">Dal passato un debito pubblico insostenibile<\/a>\u201d<\/strong><\/i> in LaVoce.info del 6 settembre 2012<a href=\"http:\/\/www.lavoce.info\/articoli\/-conti_pubblici\/pagina1003268.html\"><br \/>\n<\/a><\/p>\n<p>[9] A causa degli swap dal 2006 al 2012 si \u00e8 avuta una maggior spesa per interessi passivi di 8,4 miliardi. Lo Stato italiano ha un portafoglio di 160 miliardi di derivati, quasi il 10% dei titoli pubblici(<a href=\"http:\/\/www.camera.it\/410?idSeduta=0605&amp;tipo=stenografico#sed0605.stenografico.tit00110.sub00080)\">Camera dei Deputati<\/a>\u00a0\u2013 interpellanza urgente n.\u00a0<a href=\"http:\/\/documenti.camera.it\/apps\/commonServices\/getDocumento.ashx?sezione=lavori&amp;idLegislatura=16&amp;tipoDoc=si&amp;idDocumento=2-01385\">2-01385<\/a>\u00a0Borghesi (IDV), risposta Rossi Doria), senza contare i derivati posseduti dagli enti locali.\u00a0Come ha scritto anche il<a href=\"http:\/\/www.ft.com\/intl\/cms\/s\/0\/440007a8-dd9a-11e2-a756-00144feab7de.html#axzz2XJO4QJ00\" target=\"_blank\"> Financial Times<\/a>\u00a0solo una manciata di funzionari italiani, del passato e presenti, sono a conoscenza del quadro completo dei derivati.\u00a0\u00a0L&#8217;esposizione in derivati \u00e8 tutt\u2019altro che trascurabile e potrebbe portare ad un peggioramento dell\u2019indebitamento e del debito pubblico.<\/p>\n<p>[10] Il nuovo fondo salva Stati ESM (European Stability Mechanism) che sostituir\u00e0 l\u2019EFSF (European Financial Stability Facility) \u00e8 definito in modo che, a differenza del precedente, non \u00e8 coperto da obbligazioni emesse da ciascuno Stato e quindi non va ad aumentare il debito pubblico, anche se permane il rischio di esposizione debitoria che si riverser\u00e0 sulle future generazioni nel medio-lungo periodo.\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>a cura di Monica Montella e Franco Mostacci pubblicato su Scenari Economici La dimensione del debito pubblico italiano, causato principalmente dall\u2019elevata spesa per interessi, sta soffocando ogni prospettiva di crescita economica con ripercussioni devastanti anche sullo stato sociale. Prima che si arrivi ad un punto di non ritorno, il Governo dovrebbe attivare strumenti di politica [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":"","footnotes":""},"categories":[6],"tags":[57,173,179,256,258,285,309,334,370,426,452,576,613],"class_list":["post-188","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-finanza-pubblica","tag-banca-ditalia","tag-debito-pubblico","tag-def","tag-fiscal-compact","tag-flussi-finanziari","tag-governo","tag-indebitamento","tag-istat","tag-mef","tag-pareggio-di-bilancio","tag-pil","tag-saldo-primario","tag-sostenibilita","et-doesnt-have-format-content","et_post_format-et-post-format-standard"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/188","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=188"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/188\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=188"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=188"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=188"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}