{"id":2244,"date":"2017-10-19T20:02:06","date_gmt":"2017-10-19T18:02:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.francomostacci.it\/?p=2244"},"modified":"2017-10-19T20:02:06","modified_gmt":"2017-10-19T18:02:06","slug":"il-ministro-padoan-e-il-debito-pubblico-che-non-vuole-diminuire","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/2017\/10\/19\/il-ministro-padoan-e-il-debito-pubblico-che-non-vuole-diminuire\/","title":{"rendered":"Il ministro Padoan e il debito pubblico che non vuole diminuire"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\tdi <strong>Franco Mostacci<br \/>\n<\/strong>pubblicato sul <a href=\"www.ilfoglietto.it\" target=\"_blank\">Foglietto della Ricerca<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/padoan_640.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone  wp-image-2245\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/padoan_640.jpg\" alt=\"padoan_640\" width=\"200\" height=\"125\" srcset=\"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/padoan_640.jpg 640w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/padoan_640-300x188.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a><\/p>\n<p>E\u2019 da molto tempo che Padoan continua a ripetere che il debito pubblico diminuir\u00e0 e lo ha ribadito anche la scorsa settimana a Washington, durante la riunione del Fondo Monetario Internazionale, promettendo una discesa significativa nel 2018.<\/p>\n<p><!--more-->Per evitare equivoci, chiariamo che il ministro dell\u2019Economia non intende dire che negli anni a venire possa scendere il livello dello <em>stock<\/em> di debito, ma solo che lo stesso possa ridursi rispetto al Pil. In pratica, se il debito crescer\u00e0, ma in misura minore di quanto aumenter\u00e0 il Pil, il rapporto tra i due \u2013 che secondo le regole europee dovrebbe convergere verso la soglia del 60% &#8211; cala.<\/p>\n<p>A dir la verit\u00e0, nel 2015 il rapporto \u00e8 gi\u00e0 sceso per la prima volta dal 2007 a 131,5% (era 131,8% nel 2014), ma solo a seguito di una revisione al rialzo del Pil, resa nota di recente dall\u2019Istat.<\/p>\n<p>Tra il 2008 e il 2016, l\u2019ammontare complessivo del debito pubblico \u00e8 aumentato di 612,5 miliardi di euro, nonostante\u00a0un avanzo primario di 181,2 miliardi, in quanto nello stesso periodo sono stati pagati interessi per 665,2 miliardi e flussi finanziari per 128,5 miliardi (di cui 35 di derivati sul debito).<\/p>\n<p>La spesa per interessi, che aveva raggiunto gli 83 miliardi di euro nel 2012, quando lo <em>spread<\/em> era ai massimi, si \u00e8 progressivamente ridotta grazie soprattutto agli acquisti di titoli di Stato da parte della Bce, prima direttamente e poi per il tramite della Banca d\u2019Italia.<\/p>\n<p>L\u2019epoca del <em>Quantitative easing<\/em> volge, per\u00f2, ormai al termine e, non appena la Bce \u2013 forse anche entro la fine di quest\u2019anno &#8211; avr\u00e0 reso note le modalit\u00e0 del <em>tapering<\/em> (l\u2019uscita graduale), i tassi di interesse riprenderanno a salire, gravando ulteriormente sul debito pubblico.<\/p>\n<p>N\u00e9 troppo si pu\u00f2 sperare nell\u2019aiuto dell\u2019inflazione, per due motivi. Il primo \u00e8 che le prospettive di medio periodo non indicano una ripresa sostanziale dei prezzi (a meno di un\u2019impennata del petrolio, che per\u00f2 porterebbe pi\u00f9 sciagure che benefici). Il secondo deriva dal fatto che se \u00e8 vero che una maggiore inflazione fa aumentare il Pil in termini nominali, riducendo quindi il rapporto, \u00e8 altrettanto vero che fa crescere anche i tassi di interesse nominali, che lo Stato paga per rinnovare il debito in scadenza o finanziarne di nuovo.<\/p>\n<p>Per lo Stato, quindi, costretto a ricorrere continuamente ai mercati finanziari, non c\u2019\u00e8 lo stesso vantaggio derivante da una maggiore inflazione, che hanno le famiglie (o le imprese) che hanno sottoscritto un mutuo a tasso fisso.<\/p>\n<p>Insomma, tutti gli sforzi di risanamento fiscale condotti finora, sono stati divorati dalla spesa per interessi e non si vede come si possa uscire da questa spirale che alimenta il debito (a meno di ricorrere a strumenti non convenzionali), visto che anche secondo le stime del Governo, la crescita reale si manterr\u00e0 abbastanza contenuta negli anni a venire.<\/p>\n<p>Per il 2017, che volge ormai al termine, il valore obiettivo previsto dalla <em>Nota di aggiornamento al Def<\/em> per il debito pubblico \u00e8 di 2.258,8 miliardi di euro, che dovrebbe garantire un livello di 131,6% rispetto al Pil, qualche decimale in meno dello scorso anno.<\/p>\n<p>Sulla base dei dati preliminari sul fabbisogno dello Stato e sulla gestione della liquidit\u00e0 <a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/?page_id=757\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">\u00e8 possibile prevedere<\/a> che a settembre toccher\u00e0 i 2.284 miliardi di euro. Pur volendo considerare che dall\u2019inizio dell\u2019anno il conto di Tesoreria si \u00e8 incrementato di circa 10 miliardi, non si scende al di sotto dei 2.274 miliardi. Sono 15 in pi\u00f9 del previsto, quando mancano ancora tre mesi.<\/p>\n<p>A pesare sul fabbisogno 2017 sono gli aiuti finanziari concessi alle Banche in deroga al <em>bail in<\/em> e che &#8211; a meno di recuperi clamorosi di fine anno dal lato delle entrate tributarie e contributive \u2013 non consentiranno ancora una volta al Governo di rispettare gli impegni presi sul debito pubblico.\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Franco Mostacci pubblicato sul Foglietto della Ricerca E\u2019 da molto tempo che Padoan continua a ripetere che il debito pubblico diminuir\u00e0 e lo ha ribadito anche la scorsa settimana a Washington, durante la riunione del Fondo Monetario Internazionale, promettendo una discesa significativa nel 2018.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":"","footnotes":""},"categories":[4],"tags":[173,316,322],"class_list":["post-2244","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-edit","tag-debito-pubblico","tag-inflazione","tag-interessi","et-doesnt-have-format-content","et_post_format-et-post-format-standard"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2244","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2244"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2244\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2244"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2244"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2244"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}