{"id":230,"date":"2013-08-22T09:31:27","date_gmt":"2013-08-22T07:31:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.francomostacci.it\/?p=230"},"modified":"2013-08-22T09:31:27","modified_gmt":"2013-08-22T07:31:27","slug":"gli-effetti-negativi-dei-fattori-del-debito-pubblico-sulla-vita-reale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/2013\/08\/22\/gli-effetti-negativi-dei-fattori-del-debito-pubblico-sulla-vita-reale\/","title":{"rendered":"Gli effetti negativi dei fattori del debito pubblico sulla vita reale"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t<em>di <\/em>Monica Montella e Franco Mostacci<br \/>\npubblicato su <a href=\"www.scenarieconomici.it\" target=\"_blank\"><strong>Scenari economici<\/strong><\/a><\/p>\n<p>Di solito si associa la crescita del debito pubblico all&#8217;incremento degli interessi passivi, ma questa \u00e8 una verit\u00e0 parziale perch\u00e8 l\u2019accumulazione del debito pubblico dipende da due fattori: l\u2019indebitamento netto (o saldo del conto economico consolidato della pubblica amministrazione) e\u00a0il raccordo disavanzo-debito (o saldo dei flussi finanziari).<!--more--> Quando il saldo primario \u00e8 positivo (come sta accadendo negli ultimi anni in Italia), l\u2019indebitamento netto \u00e8 causato dalla spesa per interessi e fa \u00a0aumentare il debito pubblico. Ma un ruolo importante nell\u2019accumulazione del debito pubblico pu\u00f2 essere svolto anche dai flussi finanziari o come definiti tecnicamente <strong><a href=\"http:\/\/epp.eurostat.ec.europa.eu\/cache\/ITY_PUBLIC\/STOCK_FLOW_2013_APR\/EN\/STOCK_FLOW_2013_APR-EN.PDF\">stock-flow adjustment<\/a><\/strong>. Questi ultimi giocano un ruolo importante nell\u2019accumulazione del debito pubblico anche se molto spesso sono una posta particolarmente trascurata nell&#8217;analisi degli indicatori di finanza pubblica.<\/p>\n<p><b>Figura 1 \u2013 Il debito pubblico (stock e flussi)<\/b><a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/flussifinanziari.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-231\" alt=\"flussifinanziari\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/flussifinanziari.png\" width=\"777\" height=\"498\" srcset=\"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/flussifinanziari.png 777w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/flussifinanziari-300x192.png 300w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/flussifinanziari-768x492.png 768w\" sizes=\"(max-width: 777px) 100vw, 777px\" \/><\/a><br \/>\nNel 2012, infatti, il debito pubblico \u00e8 aumentato di 81,5 miliardi di euro, di cui 47,4 per l\u2019indebitamento netto e ben 34,1 per effetto dei flussi finanziari (tavola 1).<\/p>\n<p>Lo stock di circa 2 mila miliardi di euro di debito pubblico registrato al 31 dicembre 2012 \u00e8 stato accumulato quasi completamente a partire dal 1960.<\/p>\n<p>L\u2019analisi \u00e8 stata suddivisa in cinque periodi che corrispondono ad altrettante fasi della <a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/flussifinanziari2ter.png\" target=\"_blank\"><strong>vita politica italiana<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p><b>Tavola 1 \u2013 La variazione del debito pubblico in Italia \u2013 1960-2012 <\/b><i>(milioni di euro)<br \/>\n<\/i><i><a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/flussifinanziari2a.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-232\" alt=\"flussifinanziari2a\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/flussifinanziari2a-1024x240.png\" width=\"474\" height=\"111\" \/><\/a><br \/>\n<span style=\"font-size: xx-small;\">Fonte:<\/span><span style=\"font-size: xx-small;\"> elaborazioni su dati Istat e Banca d\u2019Italia<\/span><\/i><\/p>\n<p>Dal 1960 il 90% dello stock di debito deriva dall\u2019indebitamento netto, ottenuto come saldo tra i 480 miliardi di avanzo primario e i quasi 2.264 miliardi di spesa per interessi. Il restante 10%, pari a oltre 200 miliardi, deriva dal saldo dei flussi finanziari. E\u2019 quindi vero che furono le spese e i conseguenti disavanzi di bilancio dello Stato a spingere il debito verso l\u2019alto? Dai dati empirici si conferma che non fu responsabile la spesa primaria nella crescita del debito ma l&#8217;enorme spesa per interessi.<\/p>\n<p>La maggior parte del debito pubblico in termini nominali (57%) \u00e8 stato accumulato negli ultimi 20 anni, nonostante un avanzo primario record di quasi 636 miliardi, a fronte del quale la spesa per interessi \u00e8 stata di 1.650 miliardi ci\u00f2 ha contribuito negativamente sulla crescita economica.<\/p>\n<p>Tra il 1960 e il 1992, i conti pubblici facevano registrare un disavanzo primario e la spesa per interessi ha iniziato progressivamente a crescere, soprattutto nel 1981 dopo il <a href=\"http:\/\/www.ilsole24ore.com\/fc?cmd=art&amp;artId=891110&amp;chId=30\"><b>divorzio tra MEF e Banca d\u2019Italia<\/b><\/a> , quando quest\u2019ultima smise di acquistare i titoli di stato non collocati sul mercato. Come si legge nell&#8217;articolo <a href=\"http:\/\/www.umanista.info\/spip.php?article1\" target=\"_blank\"><b>Le origini del debito pubblico italiano <\/b><\/a>, furono in molti in questo periodo storico ad arricchirsi all&#8217;insaputa dei\u00a0 cittadini italiani: &#8220;<i>A partire dal 1981 si cre\u00f2 in Italia quella scandalosa ingiustizia sociale che furono i titoli di Stato, una rendita finanziaria enorme, a lungo totalmente esente da imposizione<\/i>&#8220;.<\/p>\n<p>Le stesse grandezze, analizzate in rapporto al Pil nominale, fanno emergere un diverso quadro macroeconomico\u00a0 rispetto all&#8217;analisi precedente.<\/p>\n<p><b>Tavola 2 \u2013 La variazione del debito pubblico in Italia in rapporto al Pil \u2013 1960-2012 <\/b><i>(valori percentuali)<br \/>\n<\/i><em><a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/flussifinanziari2a_bis.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-235\" alt=\"flussifinanziari2a_bis\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/flussifinanziari2a_bis-1024x200.png\" width=\"474\" height=\"92\" srcset=\"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/flussifinanziari2a_bis-1024x200.png 1024w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/flussifinanziari2a_bis-300x59.png 300w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/flussifinanziari2a_bis-768x150.png 768w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/flussifinanziari2a_bis.png 1415w\" sizes=\"(max-width: 474px) 100vw, 474px\" \/><\/a><br \/>\n<span style=\"font-size: xx-small;\">Fonte:<\/span><\/em><span style=\"font-size: xx-small;\"> elaborazioni su dati Istat e Banca d\u2019Italia<\/span><\/p>\n<p>La variazione del debito, che tra il 1960 e il 2012 \u00e8 stata mediamente del 6% l\u2019anno, ha rallentato la sua crescita dopo il 1993, soprattutto per effetto dell\u2019adesione dell\u2019Italia all\u2019Unione Monetaria.<\/p>\n<p>Gli anni \u201960 sono caratterizzati da una bassa crescita del debito pubblico che si accompagnava a una crescita elevata dell\u2019economia (+6,4%), in una situazione di inflazione contenuta.<\/p>\n<p>Con la crisi petrolifera del 1973 il deflatore del Pil inizi\u00f2 a galoppare (+12,7%),\u00a0 raggiungendo nel 1980 il valore massimo del +20,8%. La variazione del Pil nominale (+19,1%) fu molto elevata negli anni \u201970, ma la crescita in termini reale (+3,8%), sebbene sostenuta, si ridusse rispetto al decennio precedente.\u00a0 La variazione del debito rispetto al Pil (+10,4%) fu causata dai disavanzi primari (-3,5%) e dagli interessi passivi che iniziavano ad essere consistenti (+4%).<\/p>\n<p>Il periodo peggiore per l&#8217;Italia fu sicuramente quello che va dal 1981 al 1992 (fine della prima Repubblica),\u00a0 con una variazione media del debito pubblico dell&#8217; 11,9%, di cui l\u201911,2% da attribuire all&#8217;indebitamento causato da una elevata spesa per interessi (+9,3%). \u00a0La crescita reale scese al 2,2% e contemporaneamente il tasso di interesse reale sui titoli di stato, negativo negli anni \u201970, divenne positivo a partire dal 1984 (+2,8%) fino a raggiungere il massimo nel 1992 (+8,3%).<\/p>\n<p>Tra il 1993 e il 2001 fu condotta una politica del rigore che port\u00f2 l\u2019Italia ad entrare nell\u2019area dell\u2019euro. La variazione del debito pubblico si ridusse in maniera considerevole, non tanto per la \u00a0spesa per interessi che viaggiava all&#8217;8,9%, quanto per il conseguimento di un avanzo primario senza precedenti (+4,3%). A farne le spese fu ancora la crescita reale che si ridusse all&#8217;1,7%.<\/p>\n<p>Negli ultimi 10 anni la variazione del debito ha beneficiato di una lieve riduzione dei tassi di interesse<a title=\"\" href=\"http:\/\/scenarieconomici.it\/wp-admin\/post.php?post=3483&amp;action=edit#_ftn1\">[1]<\/a> e dei bassi livelli di inflazione, resi possibili dalla politica monetaria dell\u2019Eurosistema. Al tempo stesso per\u00f2, la crisi economico-finanziaria internazionale, i vincoli imposti dal Patto di Stabilit\u00e0 e Crescita e l\u2019assenza di una politica monetaria nazionale\u00a0 hanno completamente bloccato la crescita dell\u2019economia.<\/p>\n<p>Un discorso a parte va fatto per i flussi finanziari, che hanno conosciuto il loro periodo peggiore tra il 1960 e il 1980 (-2,6%). Negli ultimi 10 anni sono stati accumulati 80 miliardi di euro di maggior debito pubblico per effetto dei flussi finanziari. \u00a0Una delle voci pi\u00f9 rilevanti \u00e8 la concessione di prestiti (46,7 miliardi di euro), in cui sono inclusi anche le passivit\u00e0 relative ai <a href=\"http:\/\/scenarieconomici.it\/litalia-ha-gia-sborsato-50-miliardi-per-prestiti-ad-efsf-e-contributi-a-esm\/\">fondi salva Stati<\/a>. Con l&#8217;avvio del <a href=\"http:\/\/eur-lex.europa.eu\/LexUriServ\/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2010:118:0001:0004:IT:PDF\" target=\"_blank\">MES<\/a> , poi, si sta sottraendo un&#8217;enorme liquidit\u00e0 monetaria\u00a0all&#8217;economia reale\u00a0per sostenere i Paesi in difficolt\u00e0.<\/p>\n<p>L&#8217;analisi dei dati empirici mostra che la classe politica che ha governato l\u2019Italia nelle diverse fasi storiche ha consentito alle lobby di potere (economiche e finanziarie) di arricchirsi sempre pi\u00f9 a danno delle generazioni presenti e future. Questo \u00e8 il motivo per cui oggi ci troviamo a dover gestire un debito pubblico di oltre 2 mila miliardi, cha causa una spesa per interessi che si avvvicina ai 100 miliardi di euro l\u2019anno pagata a dei privati. Per trovare queste risorse o dovranno\u00a0 tassare \u00a0i \u00a0cittadini o incidere sul taglio della spesa pubblica e ci\u00f2 inesorabilmente toglie ulteriori risorse finanziarie<a title=\"\" href=\"http:\/\/scenarieconomici.it\/wp-admin\/post.php?post=3483&amp;action=edit#_ftnref1\">[2]<\/a> nel circuito economico frenando ogni prospettiva di crescita dell\u2019economia reale.<\/p>\n<hr align=\"left\" size=\"1\" width=\"33%\" \/>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"http:\/\/scenarieconomici.it\/wp-admin\/post.php?post=3483&amp;action=edit#_ftnref1\">[1]<\/a> Il tasso ufficiale di sconto nel 1960 era del 3,50% e aument\u00f2 progressivamente fino al 19% nel 1981. A settembre del 1992, nel pieno della crisi che port\u00f2 alla svalutazione della lira, era al 15% e da allora inizi\u00f2 progressivamente a scendere. A partire dal 1999 il tasso di sconto \u00e8 stato sostituito dal tasso sulle operazioni di rifinanziamento principali effettuate dall\u2019Eurosistema, inizialmente fissato al 3% \u00e8 attualmente pari allo 0,50%.<\/p>\n<p><a title=\"\" href=\"http:\/\/scenarieconomici.it\/wp-admin\/post.php?post=3483&amp;action=edit#_ftnref1\">[2]<\/a> La Banca \u00a0Centrale \u00a0Europea \u00a0(BCE) \u00a0non \u00a0pu\u00f2 \u00a0\u2018monetizzare\u2019 \u00a0la \u00a0spesa \u00a0degli \u00a0Stati \u00a0dell\u2019eurozona \u00a0(lo \u00a0proibiscono \u00a0i \u00a0Trattati \u00a0di \u00a0Maastricht \u00a0e \u00a0di \u00a0Lisbona), \u00a0che \u00a0devono \u00a0appunto \u00a0rivolgersi \u00a0ai \u00a0mercati \u00a0di \u00a0capitali \u00a0privati. \u00a0Neppure \u00a0le \u00a0singole \u00a0BC \u00a0nazionali \u00a0(come \u00a0la \u00a0Banca \u00a0d\u2019Italia) \u00a0possono \u00a0\u2018monetizzare\u2019 \u00a0adeguatamente \u00a0la \u00a0spesa \u00a0degli \u00a0Stati, \u00a0non \u00a0possono, \u00a0in \u00a0parole \u00a0povere, \u00a0creare \u00a0denaro.\u00a0 Oggi \u00a0i \u00a017 \u00a0Stati \u00a0dell\u2019eurozona \u00a0devono \u00a0pagare \u00a0gli \u00a0interessi \u00a0sul \u00a0loro \u00a0debito \u00a0a \u00a0dei \u00a0privati. In questo periodo storico questo squilibrio\u00a0 costa\u00a0 all&#8217;Italia 100 miliardi di interessi\u00a0 l&#8217;anno come detto\u00a0 pagati ai privati.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Monica Montella e Franco Mostacci pubblicato su Scenari economici Di solito si associa la crescita del debito pubblico all&#8217;incremento degli interessi passivi, ma questa \u00e8 una verit\u00e0 parziale perch\u00e8 l\u2019accumulazione del debito pubblico dipende da due fattori: l\u2019indebitamento netto (o saldo del conto economico consolidato della pubblica amministrazione) e\u00a0il raccordo disavanzo-debito (o saldo dei [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":"","footnotes":""},"categories":[6],"tags":[57,135,173,258,266,285,310,323,334,370,385,426,452,576],"class_list":["post-230","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-finanza-pubblica","tag-banca-ditalia","tag-conto-consolidato-della-pa","tag-debito-pubblico","tag-flussi-finanziari","tag-fondo-salva-stati","tag-governo","tag-indebitamento-netto","tag-interessi-passivi","tag-istat","tag-mef","tag-monete-e-depositi","tag-pareggio-di-bilancio","tag-pil","tag-saldo-primario","et-doesnt-have-format-content","et_post_format-et-post-format-standard"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/230","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=230"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/230\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=230"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=230"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=230"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}