{"id":237,"date":"2013-08-30T09:37:53","date_gmt":"2013-08-30T07:37:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.francomostacci.it\/?p=237"},"modified":"2013-08-30T09:37:53","modified_gmt":"2013-08-30T07:37:53","slug":"i-tassi-di-interesse-sul-debito-pubblico-corrodono-leconomia-italiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/2013\/08\/30\/i-tassi-di-interesse-sul-debito-pubblico-corrodono-leconomia-italiana\/","title":{"rendered":"I tassi di interesse sul debito pubblico corrodono l&#8217;economia italiana"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t<em>di <\/em>Monica Montella e Franco Mostacci<br \/>\npubblicato su <a href=\"www.scenarieconomici.it\" target=\"_blank\">Scenari economici<\/a><\/p>\n<p>In Italia si pagano i tassi di interesse sul debito pubblico fra i pi\u00f9 alti in Europa. Se a questo aggiungiamo il livello dello stock di debito pubblico, che ha superato abbondantemente i 2.000 miliardi di euro, \u00a0ecco spiegato il motivo per il quale la spesa per interessi passivi \u00e8 di circa 100 miliardi di euro l&#8217;anno. \u00a0Una cifra molto elevata che soffoca qualsiasi prospettiva di rilancio dell\u2019economia come abbiamo visto in un<a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/?p=230\" target=\"_blank\"> <strong>articolo precedente<\/strong><\/a>.<!--more--><\/p>\n<p>Proviamo ora a capire meglio come funzionano i tassi di interesse, un fattore che nel breve periodo potrebbe assumere una notevole rilevanza se fossero confermati <a href=\"http:\/\/scenarieconomici.it\/grafico-del-giorno-i-tassi-dei-titoli-di-stato-mondiali-in-progressivo-decollo\/\" target=\"_blank\"><strong>i timori di possibili rialzi<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p>In generale, il tasso d&#8217;interesse nominale \u00e8 il prezzo pagato da chi riceve liquidit\u00e0 monetaria ed \u00e8 il prezzo incassato da chi la offre. \u00a0Il debito pubblico si compone di numerosi strumenti (monete e depositi, titoli a breve e lungo termine, prestiti e altre passivit\u00e0). Nel corso di un ann0 <a href=\"http:\/\/www.dt.tesoro.it\/export\/sites\/sitodt\/modules\/documenti_it\/debito_pubblico\/dati_statistici\/Principali_tassi_di_interesse_2012.pdf\" target=\"_blank\"><strong>\u00a0il Tesoro <\/strong><\/a>emette, in diverse tranche, differenti tipologie di titoli di Stato, ognuna con un proprio rendimento. \u00a0A questi si aggiungono gli interessi pagati sui titoli pluriennali e sui prestiti\u00a0accesi negli <a href=\"http:\/\/www.dt.tesoro.it\/it\/debito_pubblico\/dati_statistici\/principali_tassi_di_interesse\/storico_principali_tassi_di_interesse.html?showAll=true\" target=\"_blank\"><strong>anni precedenti<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p>In questa analisi consideriamo il tasso di interesse nominale medio implicito,\u00a0 cio\u00e8 il rapporto tra la spesa per interessi in un anno e lo stock di debito pubblico accumulato al 31 dicembre dell\u2019anno precedente. Ad esempio, il debito pubblico alla fine del 2011 era di 1.907 miliardi di euro e gli interessi passivi pagati nel 2012 sono stati di 86,7 miliardi di euro, per cui il tasso di interesse implicito \u00e8 stato del 4,5%.<\/p>\n<p>Ma per capire la vera entit\u00e0 del tasso di interesse nell&#8217;economia si deve \u00a0procedere ad un ulteriore passaggio, cio\u00e8 al calcolo del tasso di interesse reale implicito che riflette pi\u00f9 esattamente l\u2019effettivo costo di un prestito. Il tasso di interesse nominale \u00e8 infatti influenzato dall\u2019inflazione. Se quest\u2019ultima aumenta anche i tassi di interesse nominale crescono.\u00a0 Nella presente analisi il tasso di interesse reale implicito \u00e8 stato calcolato come il tasso di interesse nominale al netto del deflatore del Pil<a title=\"\" href=\"#_ftn1\">[1]<\/a>. In seguito, quindi, quando parleremo di inflazione, si intende la variazione del deflatore del Pil.<\/p>\n<p>Tornando all&#8217;esempio numerico, sempre nel 2012 il deflatore del Pil \u00e8 aumentato dell\u20191,6% e pertanto il tasso di interesse reale implicito \u00e8 stato pari al 2,9%. Ma cosa significa il passaggio dal 4,5% al 2,9% del tasso di interesse?\u00a0 Significa che in realt\u00e0 chi ha investito denaro in titoli di Stato ha ricevuto un surplus sul proprio capitale in termini reali ben inferiore\u00a0 rispetto al valore nominale per effetto dell\u2019inflazione. Visto dal lato del debitore significa anche che lo Stato\u00a0in termini reali \u00e8 come se avesse pagato di meno!<\/p>\n<p>Nella figura 1 \u00e8 rappresentata la relazione tra tasso di interesse nominale, tasso di interesse reale e deflatore del Pil in Italia tra il 1960 e il 2012<\/p>\n<p><b>Figura 1 \u2013 Tassi di interesse nominale e reale e deflatore del Pil in Italia \u2013 Anni 1960-2012 <\/b>(valori percentuali)<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/tassireali_fig1.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-242\" alt=\"tassireali_fig1\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/tassireali_fig1.png\" width=\"914\" height=\"521\" srcset=\"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/tassireali_fig1.png 914w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/tassireali_fig1-300x171.png 300w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/tassireali_fig1-768x438.png 768w\" sizes=\"(max-width: 914px) 100vw, 914px\" \/><\/a><br \/>\n<span style=\"font-size: xx-small;\"><i>Fonte<\/i>: elaborazioni su dati Istat e Banca d\u2019Italia<\/span><\/p>\n<p>Il tasso di interesse reale negli anni \u201960 era sempre positivo ad eccezione di una breve parentesi tra il 1962 e il 1964 (governi Fanfani, Leone, Moro).<\/p>\n<p>Fino allo shock petrolifero del 1973 il tasso di interesse nominale \u00e8 rimasto stabilmente intorno al 5%, per poi crescere fino a un valore massimo di 14,4 nel 1983 (governi Fanfani e Craxi). Nel contempo a partire dal 1970 e fino al 1983, in presenza di un deflatore del Pil molto elevato,\u00a0 il tasso di interesse reale fu invece negativo con un picco di -11,2%\u00a0nel 1974 (governi Rumor, Moro) . In questo periodo storico lo Stato si avvantaggiava nei confronti dei propri creditori, perch\u00e8 con un\u00a0tasso di inflazione cos\u00ec elevato il tasso di interesse reale era fortemente negativo, anche con tassi di interessi nominali a due cifre.<\/p>\n<p>Dopo una breve fase di riduzione tra il 1984 e il 1988 il tasso di interesse nominale \u00e8 cresciuto nuovamente fino a un nuovo picco del 13,1% nel 1992 (governi Andreotti e Amato). La stagione d\u2019oro dei tassi di interessi reali \u00e8 stata invece tra la seconda met\u00e0 degli anni \u201980 e il 1992 quando si raggiunse il valore massimo di 8,3% (governi Andreotti, Amato). Da allora si \u00e8 avuto un trend di costante discesa, anche se dal 2010 (4%) al 2012 (4,5%) il trend sembra essersi invertito. Attualmente il tasso di interesse reale si \u00e8 attestato intorno al 3%.<\/p>\n<p>Il confronto con gli altri Paesi (<a href=\"http:\/\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/tassireali_int.png\"><strong>tavola 1<\/strong><\/a> e figura 2) mostra situazioni differenziate nel tempo dell\u2019andamento dei tassi di interesse reali.<\/p>\n<div>\n<p><b>Figura 2 \u2013 Tassi di interesse reale sul debito pubblico. Confronti internazionali \u2013 Anni 2002-2012\u00a0 <\/b>(valori percentuali)<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/tassireali_fig3.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-243\" alt=\"tassireali_fig3\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/tassireali_fig3.png\" width=\"739\" height=\"377\" srcset=\"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/tassireali_fig3.png 739w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/tassireali_fig3-300x153.png 300w\" sizes=\"(max-width: 739px) 100vw, 739px\" \/><\/a><br \/>\n<span style=\"font-size: xx-small;\"><i>Fonte<\/i>: elaborazioni su dati Eurostat<\/span><\/p>\n<p>Negli anni \u201970 le differenze nei tassi di interesse reale sul debito pubblico sono notevoli, con Regno Unito e Italia fortemente negativi, gli Stati Uniti per lo pi\u00f9 negativi e la Germania positiva. Nella seconda met\u00e0 degli anni \u201980 i tassi di interesse reale tendono a convergere. Nei primi anni \u201990 lo Stato italiano paga tassi di interesse reali sul debito pubblico di gran lunga superiori a quelli degli altri Paesi (tavola 1). Viceversa, negli ultimi anni del secolo \u00e8\u00a0 la Spagna che paga tassi di interesse reali superiori allo zero e tali si\u00a0sono mantenuti\u00a0almeno fino al 2006. L&#8217;Italia e la Spagna tra il 2011 e il 2012 pagano tassi reali pi\u00f9 alti di tutti i paesi considerati.<\/p>\n<p>La storia di questi ultimi anni mostra che l\u2019Italia (e ancora di pi\u00f9 la Spagna) stanno corrispondendo tassi di interesse reale nettamente superiori a quelli degli altri Paesi.<\/p>\n<p>Di conseguenza anche in termini\u00a0 nominale i tassi pagati dalla Spagna e dall&#8217;Italia sono i pi\u00f9 alti tra il resto dei paesi Europei come mostra la figura 3 che pone a confronto i dati dei principali paesi dell\u2019unione monetaria europea (UEM).<\/p>\n<p><b>Figura 3 \u2013 Tassi di interesse nominale sul debito pubblico. Paesi UEM \u2013 Anni 2012-2013\u00a0 <\/b>(valori percentuali)<a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/tassireali_fig4.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-244\" alt=\"tassireali_fig4\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/tassireali_fig4.png\" width=\"642\" height=\"379\" srcset=\"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/tassireali_fig4.png 642w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/tassireali_fig4-300x177.png 300w\" sizes=\"(max-width: 642px) 100vw, 642px\" \/><\/a><br \/>\n<span style=\"font-size: xx-small;\"><i>Fonte<\/i>: elaborazioni su dati Eurostat (procedura deficit eccessivi)<\/span><\/p>\n<p>Infine, la figura 4 aiuta a capire\u00a0chi ha beneficiato nel tempo dei frutti di tali interessi, ponendo a confronto la ripartizione del debito pubblico tra i settori detentori a dicembre 1988 (primo dato utile ricavabile dalla base dati informativa della Banca d\u2019Italia) e aprile 2013.<\/p>\n<p><b>Figura 4 \u2013 Debito pubblico per settori detentori <\/b>(valori percentuali)<br \/>\n<i><a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/tassireali_fig2.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-245\" alt=\"tassireali_fig2\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/tassireali_fig2-1024x360.png\" width=\"474\" height=\"166\" \/><\/a><br \/>\n<span style=\"font-size: xx-small;\"><i>Fonte<\/i>: elaborazioni su dati Istat e Banca d\u2019Italia<\/span><\/i><\/p>\n<p>A dicembre del 1988 il debito pubblico italiano era di 525 miliardi di euro equivalenti. Oltre la met\u00e0 era posseduto da famiglie e imprese (57%), il 25% dalle istituzioni finanziarie e monetarie, il 14% dalla Banca d\u2019Italia e solo il 4% era in mano straniera.<\/p>\n<p>Ad aprile del 2013 il debito pubblico ha raggiunto i 2.041 miliardi di euro. Il 49% \u00e8 detenuto dalle istituzioni finanziarie e monetarie, il 5% dalla Banca d\u2019Italia, l\u201911% da famiglie e imprese e ben il 35% da soggetti non residenti in Italia.<\/p>\n<\/div>\n<p>In conclusione, in quanto a tassi di interesse pagati sul debito pubblico, l\u2019Italia \u00e8 stata inspiegabilmente il fanalino di coda per il 2012\u00a0\u00a0e lo sar\u00e0 probabilmente anche nel 2013, pur essendo uno dei pochi paesi a poter vantare un solido avanzo primario e un indebitamento netto in linea con la soglia del 3% rispetto al Pil.<\/p>\n<p>La riduzione di 1 punto percentuale del tasso di interesse nominale ci consentirebbe di raggiungere la media dei 17\u00a0 paesi dell\u2019euro e di risparmiare 20 miliardi di euro l\u2019anno di interessi passivi. Una cifra che rappresenterebbe ossigeno puro per l\u2019asfittica economia italiana. Anzich\u00e8 limitarsi a sperare nella discesa dello spread, il Governo dovrebbe esercitare un ruolo attivo nei confronti delle istituzioni sovranazionali e dei mercati\u00a0 per mettere fine alle speculazioni finanziarie.<\/p>\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref1\">[1]<\/a> Pi\u00f9 precisamente il tasso di interesse reale si ottiene sottraendo dal tasso di interesse nominale la variazione del deflatore e dividendo il risultato per la variazione del deflatore maggiorata di 1, dove tutte le grandezze sono in termini unitari e non percentuali.\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Monica Montella e Franco Mostacci pubblicato su Scenari economici In Italia si pagano i tassi di interesse sul debito pubblico fra i pi\u00f9 alti in Europa. 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