{"id":261,"date":"2013-09-21T17:20:42","date_gmt":"2013-09-21T15:20:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.francomostacci.it\/?p=261"},"modified":"2013-09-21T17:20:42","modified_gmt":"2013-09-21T15:20:42","slug":"il-governo-gli-italiani-e-la-rana-bollita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/2013\/09\/21\/il-governo-gli-italiani-e-la-rana-bollita\/","title":{"rendered":"Il governo, gli italiani e la rana bollita"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t<em>di <\/em>Monica Montella e Franco Mostacci<br \/>\npubblicato su <a href=\"www.scenarieconomici.it\" target=\"_blank\">Scenari economici<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/Boiling_Frogs_Pic.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Boiling_Frogs_Pic\" src=\"http:\/\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/Boiling_Frogs_Pic.jpg\" width=\"225\" height=\"157\" \/><\/a><\/p>\n<p>L\u2019esperimento della rana bollita dimostra che se si getta una rana viva in una pentola d\u2019acqua bollente salter\u00e0 fuori, ma se si mette una rana in una pentola d\u2019acqua fredda e poi si aumenta\u00a0gradualmente la temperatura\u00a0 fino ad ebollizione il povero animale finir\u00e0 lesso.<br \/>\nUn test crudele, \u00e8 vero, ma \u00e8 esattamente quello che il Governo italiano\u00a0 fa con i suoi cittadini.<!--more--><\/p>\n<p>L\u2019esperimento \u00e8 gi\u00e0 riuscito nel 2012, quando il governo Monti dichiar\u00f2 nel\u00a0Documento di Economia e Finanza (Def)\u00a0di aprile\u00a0che il Pil sarebbe diminuito solo dell&#8217;1,2%, il rapporto indebitamento\/Pil sarebbe stato dell\u20191,7% e il rapporto debito\/Pil \u00a0del 123,4%.<\/p>\n<p>Passano pochi mesi e nella nota di aggiornamento al\u00a0Def\u00a0di settembre del 2012 si scopre che la discesa del Pil \u00e8 raddoppiata al 2,4%, il rapporto indebitamento\/Pil\u00a0 \u00e8 peggiorato al 2,6% come il rapporto debito\/Pil \u00e8 cresciuto al 126,4%.<\/p>\n<p>A conclusione dell&#8217;anno 2012 con la pubblicazione dei dati di consuntivo si scopre che il boccone \u00e8 ancora pi\u00f9 amaro. Confermata la caduta del Pil al 2,4%, il rapporto indebitamento\/Pil ha toccato il 3% (a dir la verit\u00e0 lo ha superato di 653 milioni di euro) e il rapporto debito\/Pil \u00e8 arrivato al 127%.<\/p>\n<p>Di essere stato lessato il cittadino italiano non se ne ancora reso conto. Con una pressione fiscale al 44% \u00a0e un pagamento di 86,7 miliardi di euro di interessi pagati nel 2012 per un crescente debito pubblico che come ha abbiamo gi\u00e0 dichiarato <strong><a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/?p=252\" target=\"_blank\">trasferisce risorse finanziarie dalle tasche delle famiglie a quelle dei mercati\u00a0<\/a><\/strong>farebbe agitare chiunque ne avesse coscienza.<\/p>\n<p>Ma il cittadino italiano sta morendo lentamente e non lo sa, infatti nella tornata elettorale di febbraio del 2013 ha sostanzialmente confermato le stesse forze politiche.<\/p>\n<p>Dopo aver illuso gli italiani\u00a0 il professor Monti affermava che la crisi economica stava volgendo al termine <strong><a href=\"http:\/\/www.reset-italia.net\/2012\/07\/02\/mario-monti-luce-tunnel-derivati\/\">vedendo una luce alla fine del tunnel <\/a><\/strong>e che il vincolo europeo del 3% di indebitamento netto rispetto al Pil sarebbe stato rispettato. FALSO!<\/p>\n<p>Mettendo Enrico Letta al posto del professor Monti l\u2019esperimento prosegue anche nel 2013 e sta dando i suoi frutti, con la pubblicazione della <a href=\"http:\/\/www.mef.gov.it\/ufficio-stampa\/articoli\/2013_2018-Fabrizio_Saccomanni\/documenti\/NotaAgg2013.pdf\" target=\"_blank\"><strong>Nota di aggiornamento al Def<\/strong> <\/a>si \u00e8 tornati alla brusca realt\u00e0.<\/p>\n<p>Ma i cittadini italiani continuano a non esserne coscienti.<\/p>\n<p>Eppure era evidente fin da aprile di quest&#8217;anno, con il <a href=\"http:\/\/www.mef.gov.it\/doc-finanza-pubblica\/def\/\" target=\"_blank\"><strong>Def 2013,<\/strong><\/a> che\u00a0 la finanza pubblica italiana non era nella situazione che il Governo descriveva nei suoi documenti ufficiali. Quei numeri erano stati costruiti ad arte per dare una visione meno pessimistica possibile della realt\u00e0, ben sapendo che per dire esattamente come stava l&#8217;economia del nostro paese ci sarebbe sempre stato tempo. Ma quale tempo?<\/p>\n<p>Un esempio significativo di un dato allegro presente nei documenti ufficiali era il previsto aumento delle entrate contributive di 3,7 miliardi (+1,7% sul 2012) che era evidentemente una chimera in presenza di un mercato del lavoro asfittico.<\/p>\n<p>Con il <a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/?p=194\" target=\"_blank\"><strong>monitoraggio congiunturale del primo<\/strong><\/a> e del <a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/?p=203\" target=\"_blank\"><strong>secondo trimestre<\/strong><\/a> 2013 anche coloro che continuavano a credere alle favole del Governo hanno iniziato a ricredersi.<\/p>\n<p>Gli unici che continuavano a ripetere come un <i>mantra<\/i> ossessiva che non ci sarebbe stata alcuna manovra correttiva erano gli esponenti della compagine governativa, che a fine agosto, pi\u00f9 per calcoli politici che economici, hanno cancellato l\u2019acconto dell\u2019Imu sulla prima casa.<\/p>\n<p>L\u2019amara realt\u00e0 \u00e8 che anche la Nota di aggiornamento al Def\u00a0 diffusa in questi giorni contiene stime troppo ottimistiche e obiettivi irraggiungibili da qui alla fine dell\u2019anno. Cerchiamo di scoprirlo insieme.<\/p>\n<p>Dal lato della finanza pubblica le entrate tributarie devono fare i conti con il mancato gettito della rata Imu di dicembre e con la flessione dell\u2019Iva dovuta al rallentamento dei consumi, mentre le entrate contributive sono ancora sovrastimate. Ben difficilmente si potr\u00e0 poi ridurre la spesa pubblica nei prossimi tre mesi. In definitiva, senza interventi sostanziali, l\u2019avanzo primario non raggiunger\u00e0 il 2,3% e l\u2019indebitamento netto superer\u00e0 il 3,1%.<\/p>\n<p>Ma anche il quadro macroeconomico per il 2013 appare edulcorato. Il Pil nominale, che inizialmente doveva crescere di 0,5% ora si avvia a una diminuzione dello 0,6%. Quello reale, invece, \u00e8 stato rivisto da -1,3% a -1,7%, un risultato ottenuto azionando il paracadute del deflatore che dall\u20191,8% iniziale nel documento attuale\u00a0 \u00e8 dato all\u20191,2%, con un deflatore dei consumi all\u20191,5%, a fronte di un\u2019inflazione gi\u00e0 acquisita ad agosto di 1,4%.<\/p>\n<p>Il debito pubblico, poi, continua a galoppare. Ma soprattutto non si capisce come far\u00e0 il Governo a coprire il fabbisogno degli ultimi mesi dell\u2019anno senza aumentarlo ulteriormente. Dal 127% rispetto al Pil del 2012, secondo la Nota di aggiornamento al Def il debito pubblico nel 2013 salirebbe al 133%, che corrisponde a 2.071,2 miliardi di euro, un tetto che a luglio \u00e8 gi\u00e0 stato ampiamente sforato. Si preannuncia, quindi, un\u2019ulteriore impennata che si rifletter\u00e0 nei prossimi anni con maggiori spese per interessi a carico delle generazioni future. Ma nel frattempo il nostro Governo sostiene che sui nostri conti pesa l&#8217;instabilit\u00e0 politica. Ma siamo proprio sicuri?<\/p>\n<p>Nel frattempo il portavoce Rehn,\u00a0commissario Ue agli Affari economici,\u00a0 in parlamento si \u00e8 espresso su deficit del nostro Paese affermando \u00abdi vedere le misure che saranno prese nelle prossime settimane. Auspichiamo che le misure siano prese in modo tempestivo, siamo gia&#8217; alla fine di settembre e per intervenire sul bilancio 2013 bisogna agire presto\u00bb.<\/p>\n<p>Ma di quali misure parla?<\/p>\n<p>Forse\u00a0 dell&#8217;IMU sulla prima casa e sull&#8217;aumento dell&#8217;IVA? Ma no, queste misure sono fuori luogo in questo momento storico soprattutto in presenza di due fazioni politiche che pur di conquistarsi qualche voto elettorale da qualche cittadino incosciente alle prossime elezioni continuano a nascondere la cruda realt\u00e0.<\/p>\n<p>Ad aumentare, anche per quest\u2019anno, sar\u00e0 la pressione fiscale che, salvo ulteriori manovre salir\u00e0 al 44,3%, scaldando ulteriormente la temperatura della pentola dove gli italiani sono messi a lessare.<\/p>\n<p>Per non fare la fine della rana bollita, se ancora\u00a0gli italiani hanno la capacit\u00e0 di reagire,\u00a0 devono scalciare con forza per schizzare fuori da questa situazione\u00a0 e non finire completamente bolliti come la povera rana.<\/p>\n<p><strong>Tavola 1 &#8211; <\/strong>Quadro macroeconomico e di finanza pubblica nel Def e nella Nota di aggiornamento al Def &#8211; Anno 2013<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/ranebollite_tav1.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-262\" alt=\"ranebollite_tav1\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/ranebollite_tav1-1024x789.png\" width=\"474\" height=\"365\" srcset=\"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/ranebollite_tav1-1024x789.png 1024w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/ranebollite_tav1-300x231.png 300w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/ranebollite_tav1-768x592.png 768w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/ranebollite_tav1-1536x1184.png 1536w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/ranebollite_tav1.png 1583w\" sizes=\"(max-width: 474px) 100vw, 474px\" \/><\/a><br \/>\n<span style=\"font-size: xx-small;\"><em>Fonte:<\/em> elaborazioni su dati Ministero Economia e Finanze e Istat<\/span>\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Monica Montella e Franco Mostacci pubblicato su Scenari economici L\u2019esperimento della rana bollita dimostra che se si getta una rana viva in una pentola d\u2019acqua bollente salter\u00e0 fuori, ma se si mette una rana in una pentola d\u2019acqua fredda e poi si aumenta\u00a0gradualmente la temperatura\u00a0 fino ad ebollizione il povero animale finir\u00e0 lesso. 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