{"id":2664,"date":"2018-07-12T16:31:19","date_gmt":"2018-07-12T14:31:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.francomostacci.it\/?p=2664"},"modified":"2018-07-12T16:31:19","modified_gmt":"2018-07-12T14:31:19","slug":"il-precario-equilibrio-tra-politica-fiscale-e-vincoli-di-bilancio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/2018\/07\/12\/il-precario-equilibrio-tra-politica-fiscale-e-vincoli-di-bilancio\/","title":{"rendered":"Il precario equilibrio tra politica fiscale e vincoli di bilancio"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\tdi <strong>Franco Mostacci<\/strong><br \/>\npubblicato sul <a href=\"www.usiricerca.it\" target=\"_blank\">Foglietto della Ricerca<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/cloud_pasettori.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone  wp-image-2669\" src=\"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/cloud_pasettori.jpg\" alt=\"cloud_pasettori\" width=\"201\" height=\"157\" \/><\/a><\/p>\n<p>I conti della pubblica amministrazione sono spesso considerati in funzione del rispetto dei limiti imposti per l\u2019indebitamento e il debito pubblico, previsti dal Patto di stabilit\u00e0 e crescita della Ue.<\/p>\n<p><!--more-->La differenza tra le entrate e le uscite al netto degli interessi rappresenta l\u2019avanzo primario (se positivo) o il disavanzo primario (se negativo). Se a questo saldo si aggiunge la spesa per interessi si ottiene l\u2019accreditamento (+) o l\u2019indebitamento (-). Infine, se si aggiungono i flussi finanziari si ha la variazione del debito. Per il confronto tra Paesi, si utilizza il rapporto tra tali valori e il Pil, che non deve eccedere determinate soglie convenzionali.<\/p>\n<p>Non meno importante \u00e8, per\u00f2, l\u2019azione di regolazione e riequilibrio che lo Stato (centrale e locale) esercita nei confronti degli altri settori istituzionali (incluso il settore estero), attraverso il governo dei flussi dell\u2019economia reale che partono dalla produzione di beni e servizi e giungono all\u2019utilizzo del reddito disponibile. La Pa si finanzia in prevalenza attraverso l\u2019imposizione fiscale e contributiva e, con le entrate riscosse, remunera il personale alle proprie dipendenze, paga le pensioni, acquista beni e servizi (consumi intermedi), eroga contributi alle imprese o alle famiglie, paga gli interessi sul debito pubblico, contribuisce al bilancio dell\u2019Ue.<\/p>\n<p>Nell\u2019Eurozona, l\u2019azione di distribuzione e redistribuzione del reddito da parte della Pa \u00e8 pi\u00f9 incisiva in Francia (53% del Pil nel 2016), Belgio (51%), Grecia (50%), in cui imposte e contributi sono pi\u00f9 elevati. Dalla parte opposta si trovano, invece, la Spagna (38%) e il Regno Unito (39%), mentre l\u2019Italia (47%) \u00e8 in posizione intermedia. Una situazione analoga si ritrova anche dal lato delle uscite nette (in genere chi incassa di pi\u00f9 spende di pi\u00f9 e viceversa).<\/p>\n<p>Il livello della spesa per interessi dipende, invece, dall\u2019ammontare di debito pubblico accumulato e non \u00e8 un caso che Italia e Portogallo (entrambe 4%) sono i Paesi in cui l\u2019onere del debito \u00e8 maggiore.<\/p>\n<p>Ad incidere sulla spesa per interessi \u00e8 anche il livello dei tassi che gravano sul portafoglio di debito pubblico di ciascun Paese. Il tasso di interesse implicito, calcolato rapportando la spesa per interessi di un anno all\u2019ammontare del debito pubblico accumulato alla fine dell\u2019anno precedente, mostra notevoli differenze all\u2019interno dell\u2019Unione europea, ma anche dell\u2019Eurozona.<\/p>\n<p>Tra i Paesi che condividono la moneta unica, il tasso di interesse implicito nel 2016 variava tra lo 0,9% dell\u2019Estonia e il 3,8% della Slovenia. L\u2019Italia (3,1%) \u00e8 ben al di sopra della media (2,4%) e questo comporta una maggior spesa di 15-20 miliardi l\u2019anno. Ci\u00f2 \u00e8 dovuto solo in minima parte alle diverse condizioni attuali di finanziamento del debito (<em>spread<\/em>), mentre la spiegazione va cercata soprattutto nelle modalit\u00e0 con le quali il debito si \u00e8 formato ed \u00e8 stato gestito nel tempo. Ad esempio, tra i <a href=\"http:\/\/www.upbilancio.it\/base-dati-dei-titoli-di-stato\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">titoli del debito pubblico italiano<\/a> sono presenti Btp trentennali collocati nel 1993 a un tasso di interesse fisso superiore al 9%, un valore che a quei tempi poteva anche rispecchiare l\u2019andamento del mercato, ma che oggi rappresentano un fardello non sostenibile.<\/p>\n<p>Per dare impulso all\u2019economia, soprattutto nei periodi di uscita da una crisi economica, risultano di fondamentale importanza gli investimenti effettuati dalla PA, sia direttamente sia sotto forma di contributi alle imprese private. Tuttavia, poich\u00e9 la spesa per investimenti concorre alla definizione del deficit (e del debito), le manovre di finanza pubblica spesso finiscono per penalizzare questa uscita rispetto ad altre voci incomprimibili di spesa corrente. Da alcuni anni si discute in sede europea \u2013 senza giungere ad alcuna decisione &#8211; sull\u2019opportunit\u00e0 di inserire una <em>golden rule<\/em> sugli investimenti, che consiste essenzialmente nell\u2019escludere, ai fini del Patto di stabilit\u00e0 e crescita, gli investimenti pubblici produttivi dall\u2019ammontare del deficit.<\/p>\n<p>Nell\u2019Eurozona, il Paese a pi\u00f9 alto investimento \u00e8 la Slovacchia (7%), seguita dall\u2019Estonia (6,2%), mentre in coda si trovano Portogallo (1,9%) e Irlanda (2,3%). L\u2019Italia, pur avendo un livello complessivo in linea con la media dell\u2019area euro, ha il pi\u00f9 alto livello di contributi agli investimenti (1,3%), che vanno a scapito degli investimenti diretti (2,1%).<\/p>\n<p>Dall\u2019inizio del secolo e fino al 2009 (fatta eccezione per il 2002), gli investimenti pubblici in Italia sono aumentati, per poi diminuire bruscamente nella fase di recessione, laddove un intervento anticiclico sarebbe stato, invece, utile. L\u2019ammontare nel 2017 \u00e8 addirittura inferiore a quello del 2000. Le costruzioni rappresentano circa la met\u00e0 del totale, mentre i prodotti della propriet\u00e0 intellettuale (ricerca e sviluppo, <em>software<\/em>, basi di dati, opere artistiche e letterarie), poco meno di un terzo. Non sembrano aver subito la crisi gli armamenti, per i quali nel 2017 sono stati spesi 4 miliardi di euro, pi\u00f9 che per impianti e macchinari (3,7 miliardi).<\/p>\n<p>L\u2019azione di riequilibrio nei confronti delle famiglie si compie, invece, attraverso i trasferimenti sociali in natura (per lo pi\u00f9 servizi sanitari o altri beni e servizi alla persona) o contributi in denaro (tale forma ha assunto il bonus di 80 euro mensili che da qualche anno integra in Italia i redditi medio-bassi). Anche in questo caso, il ruolo dello Stato pu\u00f2 risultare pi\u00f9 o meno incisivo, sia in termini di prelievo fiscale sia di welfare offerto ai cittadini. Il reddito disponibile delle famiglie italiane (68% del Pil), aumenta di 11 punti percentuali (quasi 200 miliardi di euro), se \u00e8 corretto per i trasferimenti in natura. La rettifica \u00e8 ancor pi\u00f9 consistente nei Paesi Bassi (16 p.p.), Francia e Belgio (entrambe 15 p.p.).<\/p>\n<p>Se, da un lato, i conti della pubblica amministrazione devono rispettare i vincoli di bilancio, dall\u2019altro sono chiamati a sostenere lo sviluppo economico e a garantire un adeguato livello di sicurezza sociale, tenendo conto \u2013 anche in termini di equit\u00e0 \u2013 del giusto equilibrio tra spesa pubblica e entrate tributarie e contributive. Un compito non certo facile, per il quale non esiste una ricetta valida per tutti i Paesi e in ogni fase del ciclo economico.<\/p>\n<div><span style=\"font-size: 11pt; line-height: 115%; font-family: 'Calibri', sans-serif; font-weight: normal;\">\u00a0<\/span><strong><span style=\"font-size: 11pt; line-height: 115%; font-family: 'Calibri', sans-serif;\">Entrate, uscite, spesa per interessi, indebitamento della Pubblica Amministrazione nei principali Paesi europei rispetto al Pil<\/span><\/strong><strong><span style=\"font-size: 11pt; line-height: 115%; font-family: 'Calibri', sans-serif; font-weight: normal;\"> \u2013 Anno 2016 (valori percentuali)<\/span><\/strong><\/div>\n<div><a href=\"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/F1_Pa_settori.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-2665\" src=\"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/F1_Pa_settori-1024x531.png\" alt=\"F1_Pa_settori\" width=\"474\" height=\"245\" \/><\/a><br \/>\n<span style=\"font-size: 9pt; line-height: 115%; font-family: 'Calibri', sans-serif;\">Fonte: Elaborazioni su dati Eurostat\u00a0<\/span><\/div>\n<div><\/div>\n<div><span style=\"font-size: 11pt; line-height: 115%; font-family: 'Calibri', sans-serif; font-weight: normal;\">\u00a0<\/span><strong><span style=\"font-size: 11pt; line-height: 115%; font-family: 'Calibri', sans-serif;\">Tasso di interesse implicito nei principali Paesi europei<\/span><\/strong><strong><span style=\"font-size: 11pt; line-height: 115%; font-family: 'Calibri', sans-serif; font-weight: normal;\"> \u2013 Anno 2016 (valori percentuali)<\/span><\/strong><\/div>\n<div>\n<div><a href=\"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/F2_Pa_settori.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-2666\" src=\"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/F2_Pa_settori-1024x565.png\" alt=\"F2_Pa_settori\" width=\"474\" height=\"261\" \/><\/a><\/div>\n<div><span style=\"font-size: 9pt; line-height: 115%; font-family: 'Calibri', sans-serif;\">Fonte: Elaborazioni su dati Eurostat<\/span><\/div>\n<div><\/div>\n<div><span style=\"font-size: 11pt; line-height: 115%; font-family: 'Calibri', sans-serif; font-weight: normal;\">\u00a0<\/span><strong><span style=\"font-size: 11pt; line-height: 115%; font-family: 'Calibri', sans-serif;\">Investimenti<\/span><\/strong> <strong><span style=\"font-size: 11pt; line-height: 115%; font-family: 'Calibri', sans-serif;\">e contributi agli investimenti della PA rispetto al Pil nei principali Paesi europei<\/span><\/strong><strong><span style=\"font-size: 11pt; line-height: 115%; font-family: 'Calibri', sans-serif; font-weight: normal;\"> \u2013 Anno 2016<sup>(*)<\/sup> (valori percentuali)<\/span><\/strong><\/div>\n<div>\n<div><a href=\"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/F3_Pa_settori.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-2667\" src=\"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/F3_Pa_settori-1024x563.png\" alt=\"F3_Pa_settori\" width=\"474\" height=\"260\" \/><\/a><\/div>\n<p><span style=\"font-size: 10pt; line-height: 115%; font-family: 'Calibri', sans-serif;\">Fonte: Elaborazioni su dati Eurostat \u2013 (*) Per Romania e Ungheria anno 2015\u00a0<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div><\/div>\n<div><span style=\"font-size: 11pt; line-height: 115%; font-family: 'Calibri', sans-serif; font-weight: normal;\">\u00a0<\/span><strong><span style=\"font-size: 11pt; line-height: 115%; font-family: 'Calibri', sans-serif;\">Investimenti<\/span><\/strong> <strong><span style=\"font-size: 11pt; line-height: 115%; font-family: 'Calibri', sans-serif;\">della PA per tipologia in Italia<\/span><\/strong><strong><span style=\"font-size: 11pt; line-height: 115%; font-family: 'Calibri', sans-serif; font-weight: normal;\"> \u2013 Anni 2000-2017 (milioni di euro)<\/span><\/strong><\/div>\n<div>\n<div><a href=\"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/F4_Pa_settori.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-2668\" src=\"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/F4_Pa_settori-1024x624.png\" alt=\"F4_Pa_settori\" width=\"474\" height=\"288\" \/><\/a><\/div>\n<\/div>\n<div><span style=\"font-size: 10pt; line-height: 115%; font-family: 'Calibri', sans-serif;\">Fonte: Elaborazioni su dati Istat<\/span><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Franco Mostacci pubblicato sul Foglietto della Ricerca I conti della pubblica amministrazione sono spesso considerati in funzione del rispetto dei limiti imposti per l\u2019indebitamento e il debito pubblico, previsti dal Patto di stabilit\u00e0 e crescita della Ue.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":"","footnotes":""},"categories":[6],"tags":[134,172,181,326,459],"class_list":["post-2664","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-finanza-pubblica","tag-conti-pubblici-2","tag-debito","tag-deficit","tag-investimenti","tag-politica-fiscale","et-doesnt-have-format-content","et_post_format-et-post-format-standard"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2664","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2664"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2664\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2664"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2664"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2664"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}