{"id":338,"date":"2012-05-16T19:00:05","date_gmt":"2012-05-16T17:00:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.francomostacci.it\/?p=338"},"modified":"2012-05-16T19:00:05","modified_gmt":"2012-05-16T17:00:05","slug":"misure-della-poverta-minorile-in-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/2012\/05\/16\/misure-della-poverta-minorile-in-italia\/","title":{"rendered":"Misure della povert\u00e0 minorile in Italia"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\">di Monica Montella e Franco Mostacci<b><b> <a href=\"#_ftn1\">[1]<br \/>\n<\/a><\/b><\/b>(<a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/montella_mostacci_povert\u00e0_minori.pdf\" target=\"_blank\">versione PDF<\/a>)<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Lo studio ha costituito la base statistica per il rapporto <a href=\"http:\/\/www.savethechildren.it\/IT\/Tool\/Press\/Single?id_press=478\"><strong>Save the Children &#8211; &#8220;<em>Il Paese di Pollicino<\/em>&#8220;<\/strong><br \/>\n<\/a>pubblicato su <strong><a href=\"http:\/\/pss.irsonline.it\/\" target=\"_blank\">Rivista prospettive sociali e sanitarie<\/a><\/strong> &#8211; novembre 2012<\/p>\n<p><b><span style=\"text-decoration: underline;\">Sintesi <\/span><\/b><\/p>\n<p>Nel clima economico attuale, con la presenza di una forte recessione, con il consolidamento delle misure fiscali, le liberalizzazioni, le semplificazioni amministrative e i tagli dei finanziamenti pubblici, \u00e8 di notevole importanza conoscere le dimensioni e le caratteristiche strutturali della povert\u00e0 per destinare in maniera efficace le scarse risorse disponibili a sostegno dei nuclei familiari pi\u00f9 deboli.<!--more--><\/p>\n<p>Un\u2019analisi delle condizioni di disagio economico delle famiglie consente di evidenziare i soggetti che necessitano di una maggiore tutela sociale. Tra questi, in primo luogo, ci sono i minori per diversi ordini di motivi. Il primo \u00e8 che i minorenni non sono responsabili delle loro condizioni economiche e lo Stato deve sostituirsi alla famiglia se questa non \u00e8 in grado di assicurare il soddisfacimento dei bisogni essenziali. Il secondo \u00e8 che i minori rappresentano il futuro della societ\u00e0 e una loro condizione di deprivazione attuale si riflette in un indebolimento del capitale umano potenziale. Infine, un terzo motivo \u00e8 che in una societ\u00e0 progredita come quella italiana non sono tollerabili situazioni di forte eterogeneit\u00e0 tra i giovani,\u00a0 che possono generare conflitti sociali tra chi possiede troppo e chi ha scarsit\u00e0 di mezzi.<\/p>\n<p>La povert\u00e0 \u00e8 uno stato di indigenza assoluta o relativa e include oltre che aspetti materiali anche dimensioni non materiali e intergenerazionali. La povert\u00e0 relativa (d\u2019ora in avanti pi\u00f9 semplicemente povert\u00e0) individua la condizione di povert\u00e0 nello svantaggio di alcuni soggetti rispetto agli altri e viene calcolata sulla base di una soglia convenzionale (detta linea di povert\u00e0) che individua il valore al di sotto del quale una famiglia viene definita povera in termini relativi. Il fenomeno della povert\u00e0 relativa, oltre che attraverso la misura della sua diffusione (incidenza<a href=\"#_ftn2\">[2]<\/a>), pu\u00f2 essere descritto anche rispetto alla sua gravit\u00e0 (intensit\u00e0<a title=\"\" href=\"#_ftn3\">[3]<\/a>).<\/p>\n<p>Le condizioni economiche del nucleo familiare sono determinate avvalendosi dei dati dell\u2019indagine condotta periodicamente dalla Banca d\u2019Italia sui bilanci delle famiglie italiane e seguendo definizioni e metodologie consolidate a livello internazionale<a title=\"\" href=\"#_ftn4\">[4]<\/a> e gi\u00e0 adottate in precedenti studi (Cannari L., Franco D., 1997).<\/p>\n<p>Nel 2010, il 14,4%, degli individui risultano in condizione di povert\u00e0, in aumento rispetto al 13,4% del 2008<a title=\"\" href=\"#_ftn5\">[5]<\/a>. L\u2019incidenza di povert\u00e0 tra i minori, invece, \u00e8 molto pi\u00f9 elevata. Infatti, nel 2010 \u00e8 il 22,6% (quasi un minore su 4 \u00e8 povero), in crescita rispetto al 21,3% del 2008.<\/p>\n<p>Se analizziamo la cittadinanza degli individui una maggiore povert\u00e0 si registra tra gli stranieri (il 42,1% nel 2010 rispetto al 12,6 degli italiani). In particolare il 58,4% dei minori stranieri risulta povero.<\/p>\n<p>Le famiglie mono-genitoriali sono quelle maggiormente esposte alla povert\u00e0 e i minori poveri che vivono in tali famiglie sono il 28,5%. La povert\u00e0 minorile \u00e8 maggiore nei nuclei con 5 o pi\u00f9 componenti (39,5%) e cresce con il numero di minori presenti in famiglia (17,6% con un minore, 20,7% con due minori, 36,3% con tre o pi\u00f9 minori).<\/p>\n<p>Condizioni particolarmente discriminanti sono anche l\u2019area geografica di residenza e il titolo di studio del capofamiglia. La povert\u00e0 minorile si concentra soprattutto nelle Isole (44,7%) e al Sud (38,9%) e si associa ad una minore scolarit\u00e0 del capofamiglia (circa il 60% di povert\u00e0 si associa ad un titoli di studio non superiore alla licenza elementare, mentre si ha solo il 6,5% di povert\u00e0 se il capofamiglia \u00e8 laureato).<\/p>\n<p>Oltre all\u2019incidenza risulta in aumento anche l\u2019intensit\u00e0 della povert\u00e0, che \u00e8 aumentata dal 30,9% del 2008 al 32,3% del 2010. Nelle famiglie con minori l\u2019intensit\u00e0 di povert\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 alta (35,1% nel 2010) e risulta in aumento di 2,5 punti percentuali, viceversa in assenza di minori (26,7% nel 2010) l\u2019intensit\u00e0 di povert\u00e0 \u00e8 diminuita di 1,5 punti percentuali. Le famiglie il cui capofamiglia \u00e8 straniero presentano un\u2019intensit\u00e0 di povert\u00e0 del 23,2%, minore rispetto al 38,9% delle famiglie con capofamiglia italiano.<\/p>\n<p>Per meglio destinare le risorse delle politiche sociali a sostegno dei pi\u00f9 deboli, l\u2019analisi sulla povert\u00e0 limitata solo al reddito pu\u00f2 essere distorta, perch\u00e9 non si considera il patrimonio familiare. L\u2019analisi sulla povert\u00e0 pu\u00f2 essere corretta sottraendone i <i>falsi poveri<\/i>, definiti come coloro che pur avendo un reddito disponibile equivalente inferiore alla soglia di povert\u00e0 hanno una ricchezza superiore al valore mediano. In questo caso l\u2019incidenza di povert\u00e0 nel 2010 si ridurrebbe dal 14,4% al 12,9% e quella minorile dal 22,6% al 20,8%. Tra i cittadini stranieri non sono stati rilevati <i>falsi poveri<\/i>.<\/p>\n<p><b><span style=\"text-decoration: underline;\">La popolazione residente, i minori e i nuclei familiari<\/span><\/b><\/p>\n<p>La popolazione residente in Italia \u00e8 composta da circa 60 milioni di persone<a title=\"\" href=\"#_ftn6\">[6]<\/a>.<\/p>\n<p>Nel corso degli ultimi anni (figura 1) \u00e8 cresciuta considerevolmente la componente straniera, passata dal 2,7% del 2003 al 7,3 % nel 2011.<\/p>\n<p>La percentuale di minorenni sfiorava il 20% nel 1992 ed \u00e8 progressivamente scesa nel tempo, raggiungendo il 16,9% nel 2011, come conseguenza della bassa natalit\u00e0.<\/p>\n<p>La popolazione straniera residente in Italia si caratterizza per una maggiore percentuale di minori, costantemente al di sopra del 20%, anche se in leggero calo dal 2007 in poi.<\/p>\n<p><b>Figura 1 \u2013 Percentuale di minori, di minori stranieri e di popolazione straniera \u2013 Anni 1992-2011<\/b> (popolazione al 1\u00b0 gennaio)<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/2012_povmin_fig1.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-339\" alt=\"2012_povmin_fig1\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/2012_povmin_fig1-1024x400.png\" width=\"474\" height=\"185\" srcset=\"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/2012_povmin_fig1-1024x400.png 1024w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/2012_povmin_fig1-300x117.png 300w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/2012_povmin_fig1-768x300.png 768w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/2012_povmin_fig1-1536x600.png 1536w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/2012_povmin_fig1-2048x800.png 2048w\" sizes=\"(max-width: 474px) 100vw, 474px\" \/><\/a><br \/>\n<span style=\"font-size: xx-small;\"><i>Fonte: <\/i>Istat<\/span><\/p>\n<p>L\u2019indagine campionaria della Banca d\u2019Italia presenta alcune differenze con la base di dati demografica. Nel 2010, la percentuale di minori che risulta dall\u2019indagine \u00e8 pari al 18% (il 16,9% secondo i dati Istat), gli stranieri sono sottorappresentati (il 6,1% contro il 7%), mentre dall\u2019indagine risulta particolarmente elevata la percentuale di minori stranieri, pari al 27,2% contro il 22% dei dati Istat<a title=\"\" href=\"#_ftn7\">[7]<\/a>.<\/p>\n<p>La composizione dei nuclei familiari<a title=\"\" href=\"#_ftn8\">[8]<\/a> che emerge dai dati dell\u2019indagine campionaria ha sub\u00ecto modifiche negli ultimi 15 anni (figura 2). Nel 2010, le coppie con figli sono il 54,8% del totale con una diminuzione di oltre 10 punti rispetto alla met\u00e0 degli anni \u201990. Sostanzialmente stabili sono i nuclei con un solo genitore, se per\u00f2 si analizza la composizione delle monoparentali, la percentuale di quelle con minori \u00e8 cresciuta dal 5% al 7,5%, mentre quelle senza minori sono diminuite (da 6% a 4,7%). In aumento le coppie senza figli (da 17,3% a 23,7%) e le persone che vivono da sole (dal 6 al 9,8%).<\/p>\n<p><b>Figura 2 \u2013 Distribuzione percentuale degli individui per tipologia di nucleo familiare \u2013 Anni 1995 e 2010<\/b><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/2012_povmin_fig2.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-340\" alt=\"2012_povmin_fig2\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/2012_povmin_fig2-1024x319.png\" width=\"474\" height=\"147\" \/><\/a><br \/>\n<span style=\"font-size: xx-small;\"><i>Fonte: <\/i>Elaborazioni su dati Banca d\u2019Italia<\/span><\/p>\n<p>Nel presente studio l\u2019incidenza o diffusione della povert\u00e0 \u00e8 misurata come carenza di reddito.<\/p>\n<p>Il reddito considerato \u00e8 il reddito disponibile al netto delle imposte dirette sul reddito e dei contributi sociali che comprende le retribuzioni da lavoro dipendente, i proventi dell\u2019attivit\u00e0 lavorativa autonoma, i trasferimenti in denaro (pensioni, ecc.), le rendite immobiliari compreso l\u2019affitto imputato per le abitazioni occupate dai proprietari, i redditi da capitale.<\/p>\n<p>Nel reddito non sono considerati i trasferimenti in natura offerti alle famiglie sotto forma di servizi pubblici, il patrimonio posseduto dalla famiglia e altri fattori di carattere non economico (come ad esempio lo stato di salute).<\/p>\n<p>Per tenere conto delle economie di scala dovute alla diversa numerosit\u00e0 delle famiglie si passa dal reddito disponibile al reddito disponibile equivalente (si veda nota 2).<\/p>\n<p>Negli ultimi dieci anni i redditi delle famiglie hanno accumulato una pesante perdita del potere d&#8217;acquisto con un effetto differenziato sulla distribuzione (Montella e altri, 2012).<\/p>\n<p>Il reddito equivalente (figura 3) \u00e8 cresciuto da un valore medio di 11.725 euro nel 1995 a 18.914 euro nel 2010 (+61,3%) e da un valore mediano di 10.059 euro nel 1995 a 16.485 euro nel 2010 (+63,9%). La soglia di povert\u00e0 considerata nel presente studio \u00e8 la met\u00e0 del valore mediano del reddito equivalente.<\/p>\n<p><b>Figura 3 \u2013 Distribuzione del reddito equivalente medio, mediano e della soglia di povert\u00e0 \u2013 Anni 1995-2010<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/2012_povmin_fig3.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-341\" alt=\"2012_povmin_fig3\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/2012_povmin_fig3-1024x434.png\" width=\"474\" height=\"200\" \/><\/a><\/b><br \/>\n<span style=\"font-size: xx-small;\"><i>Fonte: <\/i>Elaborazioni su dati Banca d\u2019Italia<\/span><\/p>\n<p><b><span style=\"text-decoration: underline;\">La povert\u00e0 dei minorenni<\/span><\/b><\/p>\n<p>Nel periodo 1995-2010, l\u2019incidenza di povert\u00e0 relativa in Italia (figura 4) \u00e8 rimasta alquanto stabile, oscillando tra un valore minimo nel 2002 e 2006 di 13,2 e un valore massimo di 14,4 registrato nel 2010, cresciuta di 1 punto percentuale rispetto a due anni prima.<\/p>\n<p>In tutto il periodo considerato l\u2019incidenza della povert\u00e0 minorile \u00e8 nettamente pi\u00f9 elevata con valori che oscillano intorno al 20% e raggiungono il picco massimo di 22,6% nel 2010, in crescita rispetto al 21,3% del 2008.<\/p>\n<p>Rispetto alla povert\u00e0 totale la condizione di povert\u00e0 minorile \u00e8 pi\u00f9 alta di 8,2 punti percentuali.<\/p>\n<p>Dal 2006 sono disponibili anche i dati per cittadinanza dell\u2019individuo. Mentre per gli italiani la povert\u00e0 \u00e8 leggermente inferiore a quella totale, gli stranieri fanno registrare valori crescenti fino ad arrivare al 42,1% nel 2010.<\/p>\n<p><b>Figura 4 \u2013 Incidenza di povert\u00e0 relativa \u2013 Anni 1995-2010 <\/b>(percentuale di individui poveri)<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/2012_povmin_fig4.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-342\" alt=\"2012_povmin_fig4\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/2012_povmin_fig4-1024x478.png\" width=\"474\" height=\"221\" \/><\/a><br \/>\n<span style=\"font-size: xx-small;\"><i>Fonte: <\/i>Elaborazioni su dati Banca d\u2019Italia<\/span><\/p>\n<p>La diffusione della povert\u00e0 minorile assume valori differenti al variare delle caratteristiche dell\u2019individuo, del nucleo familiare o del capofamiglia<a title=\"\" href=\"#_ftn9\">[9]<\/a> (tavola 1).<b><br \/>\n<\/b><\/p>\n<p><b>Tavola 1 \u2013 Incidenza della povert\u00e0 relativa minorile per le diverse caratteristiche dell\u2019individuo o del nucleo familiare di appartenenza \u2013 Anni 1995-2010 <\/b>(valori percentuali)<br \/>\n<i><a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/2012_povmin_tav1.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-343\" alt=\"2012_povmin_tav1\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/2012_povmin_tav1-1024x968.png\" width=\"474\" height=\"448\" srcset=\"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/2012_povmin_tav1-1024x968.png 1024w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/2012_povmin_tav1-300x284.png 300w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/2012_povmin_tav1-768x726.png 768w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/2012_povmin_tav1-1536x1453.png 1536w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/2012_povmin_tav1-2048x1937.png 2048w\" sizes=\"(max-width: 474px) 100vw, 474px\" \/><\/a><br \/>\n<span style=\"font-size: xx-small;\"><i>Fonte: <\/i>Elaborazioni su dati Banca d\u2019Italia<\/span><\/i><\/p>\n<p><b>\u00a0<\/b>Se nel 2010 l\u2019incidenza di povert\u00e0 minorile \u00e8 il 22,6% (figura 5), per i minori che vivono con un solo genitore l\u2019incidenza sale a quasi il 30%, mentre per le coppie con figli scende al 21,5%<a title=\"\" href=\"#_ftn10\">[10]<\/a>.<\/p>\n<p>La maggiore difficolt\u00e0 dei nuclei monogenitoriali \u00e8 confermata anche dall\u2019analisi per cittadinanza dell\u2019individuo. I minori italiani hanno un incidenza di povert\u00e0 del 19%, un terzo di quella dei loro coetanei stranieri, che raggiunge il 58,4% e sale al 62,2% se \u00e8 presente un solo genitore.<\/p>\n<p><b>Figura 5 \u2013 Incidenza di povert\u00e0 relativa minorile per tipo di nucleo familiare e cittadinanza\u2013 Anno 2010 <\/b>(percentuale di individui poveri)<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/2012_povmin_fig5.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-344\" alt=\"2012_povmin_fig5\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/2012_povmin_fig5-1024x490.png\" width=\"474\" height=\"226\" srcset=\"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/2012_povmin_fig5-1024x490.png 1024w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/2012_povmin_fig5-300x144.png 300w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/2012_povmin_fig5-768x368.png 768w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/2012_povmin_fig5-1536x735.png 1536w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/2012_povmin_fig5-2048x980.png 2048w\" sizes=\"(max-width: 474px) 100vw, 474px\" \/><\/a><br \/>\n<span style=\"font-size: xx-small;\"><i>Fonte: <\/i>Elaborazioni su dati Banca d\u2019Italia<\/span><\/p>\n<p>Osservando il fenomeno con un maggior dettaglio territoriale, la povert\u00e0 minorile non \u00e8 equamente distribuita sul territorio nazionale (figura 6).<\/p>\n<p><b>Figura 6 \u2013 Incidenza di povert\u00e0 relativa minorile per tipo di nucleo familiare e area geografica\u2013 Anno 2010 <\/b>(percentuale di individui poveri)<br \/>\n<i><a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/2012_povmin_fig6.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-345\" alt=\"2012_povmin_fig6\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/2012_povmin_fig6-1024x490.png\" width=\"474\" height=\"226\" \/><\/a><br \/>\n<span style=\"font-size: xx-small;\"><i>Fonte: <\/i>Elaborazioni su dati Banca d\u2019Italia<\/span><\/i><\/p>\n<p><i>\u00a0<\/i>L\u2019incidenza di povert\u00e0 relativa tra i minori nel nord-ovest \u00e8 al 10,9%, il 14% al nord-est e il 13,2% al centro, valori ben al di sotto della media nazionale. Il fenomeno continua ad essere maggiormente diffuso nel Mezzogiorno dove in Sicilia e in Sardegna si raggiunge il valore di 44,7% e si supera la met\u00e0 se si considerano i minori che vivono con un solo genitore, mentre nel sud i minori poveri sono il 38,9% (quasi 2 ogni 5).<\/p>\n<p>Rispetto al numero dei componenti (tavola 1) l\u2019incidenza di povert\u00e0 nel 2010 \u00e8 particolarmente elevata per i nuclei di 5 o pi\u00f9 persone (39,5%).<\/p>\n<p>L\u2019incidenza di povert\u00e0 risulta crescente anche all\u2019aumentare del numero di minori presenti nel nucleo familiare (17,6% nel caso di un solo minore, 20,7% se ne sono presenti 2 e 36,3% se il nucleo comprende 3 o pi\u00f9 minori).<\/p>\n<p>Non si registrano invece differenze significative rispetto all\u2019et\u00e0 del minore (21,7% tra zero e dieci anni, 23,8% tra 11 e 17 anni), ed inoltre l\u2019incidenza di povert\u00e0 relativa non sembra essere particolarmente influenzata dal sesso del capofamiglia, anche se \u00e8 leggermente pi\u00f9 elevata se si tratta di una donna (il 24,2% contro il 22,2% maschile).<\/p>\n<p>Particolarmente significativo \u00e8 invece il dato relativo alla povert\u00e0 minorile per classe di et\u00e0 del capofamiglia. L\u2019incidenza \u00e8 maggiore se il capofamiglia \u00e8 pi\u00f9 giovane (47,8% fino a 34 anni), per poi stabilizzarsi per le fasce di et\u00e0 pi\u00f9 alte (21,3% tra i 35 e i 44 anni; 21,5% tra i 45 e i 54 anni e 20,8% tra i 55 e i 64 anni). Questo risultato \u00e8 legato al reddito che \u00e8 crescente al crescere dell\u2019et\u00e0 dell\u2019individuo e quindi espone maggiormente alla condizione di povert\u00e0 il capofamiglia pi\u00f9 giovane.<\/p>\n<p>La povert\u00e0 \u00e8 inoltre associata a bassi livelli di istruzione della persona di riferimento, l\u2019incidenza di povert\u00e0 minorile risulta pi\u00f9 elevata nei nuclei familiari quando \u00e8 a capo della famiglia una persona con il titolo di studio pi\u00f9 basso (57,9% se non possiede alcun titolo e 64,9% se \u00e8 in possesso della licenza elementare). Al crescere del titolo di studio diminuisce la povert\u00e0 individuale: con la licenza media inferiore \u00e8 associata un\u2019incidenza del 31%, che scende all\u201911,4% se il capofamiglia ha un diploma di licenza media superiore e il 6,5% se \u00e8 laureato.<\/p>\n<p>Oltre all\u2019incidenza di povert\u00e0 \u00e8 importante conoscere anche una misura dell\u2019intensit\u00e0, ovvero di quanto una famiglia si trova in condizione di povert\u00e0 (figura 7).<\/p>\n<p>Lo scarto percentuale fra il reddito equivalente dei soggetti in condizione di povert\u00e0 e la soglia di povert\u00e0 misura il <i>poverty gap <\/i>o deficit di povert\u00e0. Nel 2010 \u00e8 pari al 32,3% per la totalit\u00e0 delle famiglie residenti. L\u2019intensit\u00e0 di povert\u00e0 nel tempo \u00e8 sempre pi\u00f9 alta per le famiglie in cui sono presenti minori rispetto a quelle senza minori.<\/p>\n<p><b>Figura 7 \u2013 Soglia di povert\u00e0 relativa e redditi medi equivalenti delle famiglie povere con e senza minori \u2013 Anni 1995-2010<br \/>\n<\/b><i><a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/2012_povmin_fig7.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-346\" alt=\"2012_povmin_fig7\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/2012_povmin_fig7-1024x560.png\" width=\"474\" height=\"259\" srcset=\"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/2012_povmin_fig7-1024x560.png 1024w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/2012_povmin_fig7-300x164.png 300w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/2012_povmin_fig7-768x420.png 768w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/2012_povmin_fig7-1536x841.png 1536w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/2012_povmin_fig7-2048x1121.png 2048w\" sizes=\"(max-width: 474px) 100vw, 474px\" \/><\/a><br \/>\n<span style=\"font-size: xx-small;\"><i>Fonte: <\/i>Elaborazioni su dati Banca d\u2019Italia<\/span><\/i><\/p>\n<p>L\u2019analisi dell\u2019intensit\u00e0 di povert\u00e0 \u00e8 stata condotta anche con riferimento ad alcune tipologie \u00a0familiari (tavola 2).<\/p>\n<p><b>Tavola 2 \u2013 Intensit\u00e0 di povert\u00e0 relativa per tipo di nucleo familiare e cittadinanza \u2013 Anni 1995-2010 <\/b>(valori percentuali)<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/2012_povmin_tav2.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-347\" alt=\"2012_povmin_tav2\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/2012_povmin_tav2-1024x182.png\" width=\"474\" height=\"84\" srcset=\"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/2012_povmin_tav2-1024x182.png 1024w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/2012_povmin_tav2-300x53.png 300w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/2012_povmin_tav2-768x137.png 768w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/2012_povmin_tav2-1536x273.png 1536w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/2012_povmin_tav2-2048x365.png 2048w\" sizes=\"(max-width: 474px) 100vw, 474px\" \/><\/a><br \/>\n<span style=\"font-size: xx-small;\"><i>Fonte:<\/i> Elaborazioni su dati Banca d\u2019Italia<\/span><\/p>\n<p>Alla fine degli anni \u201990 l\u2019intensit\u00e0 di povert\u00e0 \u2013 ovvero di quanto in percentuale il reddito disponibile equivalente familiare si discosta dalla soglia di povert\u00e0 &#8211;\u00a0 risultava particolarmente elevata (il 38,1% nel 1998). Negli anni successivi \u00e8 scesa progressivamente fino al valore minimo di 26,9% nel 2006. Negli ultimi quattro anni \u00e8 risalita fino a raggiungere il valore di 32,3% nel 2010.<\/p>\n<p>L\u2019intensit\u00e0 di povert\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 elevata nei nuclei familiari in cui sono presenti i minori (35,1% nel 2010). Se il capofamiglia \u00e8 straniero l\u2019intensit\u00e0 di povert\u00e0 \u00e8 molto pi\u00f9 bassa (23,2%) rispetto ai nuclei con capofamiglia italiano (38,9%) e la differenza \u00e8 pi\u00f9 accentuata nel 2010 rispetto agli anni precedenti.<\/p>\n<p>Le famiglie monoparentali povere in cui sono presenti minori hanno un\u2019intensit\u00e0 di povert\u00e0 superiore (43,6%) rispetto alle coppie (34,4%). I nuclei monogenitoriali, pertanto hanno sia una maggiore incidenza di povert\u00e0 che una maggiore intensit\u00e0. La compresenza di entrambi i fattori, fenomeno assente negli anni \u201990, rende particolarmente critica la situazione dei nuclei con un solo genitore.<\/p>\n<p>L\u2019analisi fin qui condotta, basata su un concetto di povert\u00e0 relativa che fa riferimento al reddito disponibile equivalente, non consente di catturare le situazioni in cui il nucleo familiare \u2013 e gli individui che vi appartengono \u2013 pur avendo un reddito al di sotto della soglia di povert\u00e0-, pu\u00f2 contare anche sulla propria ricchezza al fine di evitare una situazione di deprivazione economica.<\/p>\n<p>Per catturare i cos\u00ec definiti <i>falsi poveri<\/i>, ovvero coloro che pur essendo al di sotto della soglia di povert\u00e0 secondo il reddito, appartiene ad un nucleo familiare la cui ricchezza \u00e8 superiore alla mediana della ricchezza nazionale (si trova nella parte destra della distribuzione della ricchezza), bisogna concentrare l\u2019analisi oltre che sul reddito anche sulla ricchezza.<\/p>\n<p>L\u2019analisi sulla povert\u00e0 pu\u00f2 essere corretta depurando, dall\u2019ammontare totale degli individui in povert\u00e0 relativa, il numero dei \u201cfalsi poveri\u201d. Attraverso la stima della ricchezza la percentuale di poveri diminuisce e la presenza di \u201cfalsi poveri\u201d non \u00e8 uguale nel corso del tempo (figura 8).<\/p>\n<p><b>Figura 8 \u2013 Tasso di povert\u00e0 relativa standard e depurato dai \u201cfalsi poveri\u201d totale e minorile\u2013 Anni 1995-2010 <\/b>(valori percentuali)<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/2012_povmin_fig8.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-348\" alt=\"2012_povmin_fig8\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/2012_povmin_fig8-1024x426.png\" width=\"474\" height=\"197\" \/><\/a><br \/>\n<span style=\"font-size: xx-small;\"><i>Fonte: Elaborazioni su dati Banca d\u2019Italia<\/i><\/span><\/p>\n<p>Nel 2010, considerando i \u201cfalsi poveri\u201d, il tasso di povert\u00e0 relativa si riduce dal 14,4% al 12,9% e la povert\u00e0 minorile si abbassa dal 22,6% al 20,8%.<\/p>\n<p>Negli ultimi quattro anni la percentuale di \u201cfalsi poveri\u201d sul totale dei poveri \u00e8 diminuita e la differenza tra linea standard e quella corretta si \u00e8 ridotta nel tempo.<\/p>\n<p><b><span style=\"text-decoration: underline;\">Conclusioni<\/span><\/b><\/p>\n<p>Uno degli obiettivi fondamentali delle politiche nazionali contro la povert\u00e0 dovrebbe essere quello di aiutare i poveri a raggiungere un livello di vita soddisfacente, nonch\u00e9 di creare le condizioni, economiche e di altro tipo, che consentano a essi e ai loro figli di avere eguale accesso alle opportunit\u00e0.<\/p>\n<p>Secondo Del Boca (2010), &#8220;<i>La povert\u00e0 infantile \u00e8 fortemente legata agli investimenti in capitale umano. Individui con un basso livello di istruzione sono in forte svantaggio sul mercato del lavoro e sono a maggior rischio di povert\u00e0<\/i>&#8220;.<\/p>\n<p><i>Una condizione prolungata di povert\u00e0, specialmente durante l\u2019infanzia e l\u2019adolescenza pu\u00f2 avere effetti deteriori sulla salute e sul benessere di un individuo lungo tutto l\u2019arco della propria esistenza<\/i> (Emerson, 2009).<\/p>\n<p>Il fenomeno della povert\u00e0 minorile \u00e8 particolarmente presente in Italia e la situazione, anzich\u00e9 migliorare nel tempo, sembra essersi aggravata nel 2010, in corrispondenza della crisi economica di cui soffre il Paese.<\/p>\n<p>Rispetto alla povert\u00e0 totale la condizione di povert\u00e0 minorile \u00e8 pi\u00f9 alta di 8,2 punti percentuali.<\/p>\n<p>Dallo studio effettuato emerge che la povert\u00e0 minorile dipende in particolar modo dalla cittadinanza (l\u2019incidenza di povert\u00e0 \u00e8 maggiore per gli stranieri anche se l\u2019intensit\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 bassa), dalla presenza di un solo genitore, dall\u2019area geografica di residenza, dall\u2019et\u00e0 e dal titolo di studio del capofamiglia.<\/p>\n<p>Questo dato della povert\u00e0 giovanile, oltre ad essere grave in s\u00e9, tende a generare una trasmissione intergenerazionale della povert\u00e0 (le persone giovani povere genereranno figli poveri i quali faranno fatica ad uscire da questa condizione).<\/p>\n<p>Le indicazioni che si possono trarre dalle analisi sono utili per definire politiche economiche mirate a ridurre la condizione di disagio economico dei minori ed offrire loro la possibilit\u00e0 di condurre senza privazioni il loro percorso di crescita alla pari dei loro coetanei pi\u00f9 fortunati.<\/p>\n<p>Per meglio destinare le risorse delle politiche sociali a sostegno dei soggetti pi\u00f9 deboli, si deve tenere conto oltre che del reddito anche del patrimonio familiare, eliminando dai beneficiari i <i>falsi poveri<\/i>.<\/p>\n<p>La tendenza in atto, nonostante la situazione tutt\u2019altro che favorevole della finanza pubblica, sembra suggerire la necessit\u00e0 di interventi urgenti e mirati, \u00a0non pi\u00f9 rinviabili che costituiscono, peraltro, un investimento nei confronti della generazione che rappresenta il futuro della societ\u00e0 italiana.<\/p>\n<p><b><span style=\"text-decoration: underline;\">Riferimenti bibliografici\u00a0 <\/span><\/b><\/p>\n<p>Banca d\u2019Italia (1997-2012), <i>I bilanci delle famiglie italiane<\/i> \u00a0(dal 1995 al 2010) \u2013 Supplementi al Bollettino Statistico<\/p>\n<p>Cannari L., Franco D. (1997), <i>La povert\u00e0 tra i minorenni in Italia: dimensioni, caratteristiche, politiche<\/i> \u2013 Banca d\u2019Italia \u2013 Temi di discussione del Servizio Studi \u2013 n. 294<\/p>\n<p>Del Boca D. (2010), <i>Child poverty and child well-being in Italy<\/i>, Universit\u00e0 di Torino \u2013 Dipartimento di Economia \u2013 Working paper n. 1\/2010<\/p>\n<p>Emerson E. (2009), <i>Relative Child Poverty, Income Inequality, Wealth and Health<\/i> \u2013 American Medical Association, <a href=\"http:\/\/www.precaution.org\/lib\/effects_of_childhood_poverty.090115.pdf\">http:\/\/www.precaution.org\/lib\/effects_of_childhood_poverty.090115.pdf<\/a><\/p>\n<p>Istat (2011), <i>La povert\u00e0 in Italia<\/i> &#8211; <a href=\"http:\/\/www.istat.it\/it\/archivio\/33524\">http:\/\/www.istat.it\/it\/archivio\/33524<\/a><\/p>\n<p>Montella M., Mostacci F., Roberti P. (2012), <i>I costi della crisi pagati dai pi\u00f9 deboli<\/i> \u2013 lavoce.info 3.4.2012\u00a0 <a href=\"http:\/\/www.lavoce.info\/articoli\/-poverta\/pagina1002972.html\">http:\/\/www.lavoce.info\/articoli\/-poverta\/pagina1002972.html<\/a><\/p>\n<p><b>OECD (2008),<\/b> <b><i>Growing Unequal? Income Distribution and Poverty in OECD Countries <\/i>&#8211; <a href=\"http:\/\/www.oecd.org\/document\/53\/0,3746,en_2649_33933_41460917_1_1_1_1,00.html\">http:\/\/www.oecd.org\/document\/53\/0,3746,en_2649_33933_41460917_1_1_1_1,00.html<\/a><\/b><\/p>\n<div>\n<hr align=\"left\" size=\"1\" width=\"33%\" \/>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref1\">[1]<\/a>\u00a0 Si ringrazia la Banca d\u2019Italia per aver reso disponibile la serie storica degli archivi dell\u2019indagine campionaria sui Bilanci delle famiglie italiane sulla quale si basano le analisi e i risultati conseguiti.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref2\">[2]<\/a> Un individuo \u00e8 povero (in senso relativo) se appartiene ad un nucleo familiare il cui reddito equivalente \u00e8 inferiore alla met\u00e0 della mediana. Il reddito equivalente \u00e8 ottenuto dividendo il reddito disponibile della famiglia per il numero di componenti equivalenti: Y<sub>eq<\/sub>=Y\/n<sub> eq<\/sub>. Il numero di componenti equivalenti di un nucleo familiare secondo la scala di equivalenza Ocde \u00e8 la somma degli individui che la compongono, in cui la persona di riferimento vale 1, le\u00a0 persone che hanno almeno 14 anni 0,5 e i minori di 14 anni 0,3. L\u2019incidenza di povert\u00e0 \u00e8 il rapporto tra il numero di individui che si collocano al di sotto della soglia di povert\u00e0 rispetto al totale degli individui.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref3\">[3]<\/a> L\u2019intensit\u00e0 di povert\u00e0 \u00e8 una misura percentuale di quanto il reddito disponibile delle famiglie \u00e8 mediamente inferiore alla soglia di povert\u00e0. A differenza dell\u2019incidenza individuale di povert\u00e0, la misura dell\u2019intensit\u00e0 \u00e8 riferita ai nuclei familiari nel loro insieme.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref4\">[4]<\/a> L\u2019OCDE usa una linea di povert\u00e0 relativa che corrisponde al 50% della mediana del reddito disponibile ed una scala di equivalenza che tiene conto anche dell\u2019et\u00e0 dell\u2019individuo. I livelli e l\u2019andamento temporale della povert\u00e0 basato su queste definizioni pu\u00f2 differire rispetto ad altre misure della povert\u00e0.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref5\">[5]<\/a> Dal lato della spesa per consumi e utilizzando una differente metodologia per l\u2019individuazione della soglia di povert\u00e0 relativa, l\u2019Istat rileva il 13,6 di individui poveri nel 2008, il 13,2% nel 2009 e il 13,8% nel 2010.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref6\">[6]<\/a> I risultati provvisori del Censimento del 9 ottobre 2011, diffusi dall\u2019Istat il 27 aprile 2012, indicano una popolazione residente di 59.464.644, di cui 3.769.518 stranieri (6,3%). Dopo la conclusione definitiva delle operazioni censuarie sar\u00e0 ricostruita la popolazione residente e la sua distribuzione per et\u00e0 e per cittadinanza dal 2002 al 2011.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref7\">[7]<\/a> Queste differenze possono incidere sulla precisione dei risultati delle elaborazioni sulla povert\u00e0 minorile, ma non possono alterare la validit\u00e0 complessiva dell\u2019analisi.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref8\">[8]<\/a> Nel presente lavoro i figli sono gli individui che vivono con almeno un genitore fino all\u2019et\u00e0 di 30 anni. Oltre tale soglia sono stati considerati come membri adulti appartenenti al nucleo familiare.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref9\">[9]<\/a> Il capofamiglia \u00e8 inteso come il maggior percettore di reddito del nucleo familiare.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref10\">[10]<\/a> Se consideriamo soltanto le coppie con figli la diffusione di povert\u00e0 minorile dipende dal numero di percettori di reddito, \u00e8 il\u00a0 37,4% se \u00e8 solo uno dei genitori a percepire redditi\u00a0 mentre scende all\u201911,9% se sono pi\u00f9 percettori.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Monica Montella e Franco Mostacci [1] (versione PDF) Lo studio ha costituito la base statistica per il rapporto Save the Children &#8211; &#8220;Il Paese di Pollicino&#8220; pubblicato su Rivista prospettive sociali e sanitarie &#8211; novembre 2012 Sintesi Nel clima economico attuale, con la presenza di una forte recessione, con il consolidamento delle misure fiscali, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":"","footnotes":""},"categories":[11],"tags":[57,306,320,382,464,532],"class_list":["post-338","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-redditi-e-consumi","tag-banca-ditalia","tag-incidenza","tag-intensita","tag-minori","tag-poverta","tag-rediti","et-doesnt-have-format-content","et_post_format-et-post-format-standard"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/338","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=338"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/338\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=338"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=338"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=338"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}