{"id":3974,"date":"2020-05-16T09:21:44","date_gmt":"2020-05-16T07:21:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.francomostacci.it\/?p=3974"},"modified":"2020-05-16T09:21:44","modified_gmt":"2020-05-16T07:21:44","slug":"i-conti-pubblici-italiani-tra-il-fardello-del-passato-il-contesto-europeo-e-le-prospettive-di-sviluppo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/2020\/05\/16\/i-conti-pubblici-italiani-tra-il-fardello-del-passato-il-contesto-europeo-e-le-prospettive-di-sviluppo\/","title":{"rendered":"I conti pubblici italiani tra il fardello del passato, il contesto europeo e le prospettive di sviluppo"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\tdi <strong>Franco Mostacci<br \/>\n<\/strong>(<strong><a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/analisi_spesa_pubblica.pdf\" target=\"_blank\">documento completo<\/a><\/strong> con l&#8217;analisi dei conti pubblici europei)<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/italia_valigia.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone  wp-image-3977\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/italia_valigia.jpg\" alt=\"italia_valigia\" width=\"195\" height=\"147\" \/><\/a><\/p>\n<p>In questi anni si \u00e8 molto parlato in Italia di <em>spending review<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\"><strong>[1]<\/strong><\/a><\/em>, intendendo con tale termine un insieme di tagli alla spesa corrente finalizzato al riequilibrio dei conti pubblici.<\/p>\n<p><!--more-->Le diverse proposte auspicavano tagli del livello della spesa pubblica pi\u00f9 o meno consistenti e in genere programmati per gli anni a venire, che non sono stati mai realizzati.<\/p>\n<p>A confronto con gli altri paesi europei, l\u2019Italia si trova in una situazione intermedia sia per quanto riguarda le entrate (livello di tassazione) che le uscite (spesa pubblica comprensiva degli interessi sul debito).<\/p>\n<p>Tuttavia, a fronte di un avanzo primario consistente e prolungato, la spesa per interessi porta a un indebitamento di carattere strutturale e impossibile da eliminare, anche negli ultimi anni in cui i tassi di interesse sono molto bassi. Per cui, il debito pubblico aumenta e, in una spirale senza fine, anzich\u00e9 utilizzare il prelievo fiscale per finanziare lo sviluppo economico e sociale, si destina una quota troppo elevata di risorse pubbliche per remunerare i detentori dei titoli di stato. Un trasferimento netto dall\u2019economia reale a quella finanziaria, con una continua sottrazione di valore<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>.<\/p>\n<p>La spesa per consumi (individuali e collettivi) della pubblica amministrazione che costituisce una componente del Pil, in Italia \u00e8 storicamente bassa rispetto ai partner europei e negli ultimi anni si \u00e8 ridotta, proprio per cercare di tener fede ai vincoli di bilancio.<\/p>\n<p>La spesa pubblica per investimenti, che potrebbe fare da volano allo sviluppo del Paese, \u00e8 su livelli troppo bassi e di gran lunga inferiori, anche in termini nominali, a quelli precedenti alla crisi finanziaria del 2008. Il livello degli investimenti non riesce pi\u00f9 neanche a compensare il consumo di capitale (ammortamento) dovuto all\u2019invecchiamento di immobili, apparecchiature e strumenti. Oltre ad essere insufficienti, gli investimenti pubblici riguardano in prevalenza settori tradizionali, come trasporti, costruzioni e armamenti, trascurando quelli maggiormente innovativi come la transizione verso le energie rinnovabili, le infrastrutture della comunicazione che consentirebbero la digitalizzazione dei processi, la protezione dell\u2019ambiente. La scarsa e cattiva allocazione delle risorse non far\u00e0 che accrescere il ritardo tecnologico che l\u2019Italia continua ad accumulare.<\/p>\n<p>La situazione fin qui descritta \u00e8 precedente al sopraggiungere dell\u2019emergenza sanitaria, che ha sconvolto i bilanci pubblici. I dati aggiornati al 2019 rappresentano uno spartiacque tra i conti pubblici come li abbiamo conosciuti finora e il dopo che verr\u00e0. Si tratta di un vero e proprio <em>benchmark <\/em>del fardello che gli italiani portano sulle loro spalle, per poi trasmetterlo ai propri figli.<\/p>\n<p>Il percorso di risanamento delle finanze pubbliche (diminuzione del deficit, percorso di rientro del debito pubblico, raggiungimento dell\u2019obiettivo di medio termine) si \u00e8 bruscamente interrotto all\u2019inizio del 2020 e la Commissione europea ha sospeso il Patto di stabilit\u00e0 e crescita. Le prime proiezioni indicano un considerevole calo delle entrate dello Stato &#8211; conseguente alla chiusura pi\u00f9 o meno generalizzata di gran parte delle attivit\u00e0 produttive e commerciali \u00a0&#8211; e un deciso aumento delle uscite, a partire da quelle sanitarie e per la protezione sociale (spese assistenziali per ammortizzatori sociali). Tutti i Paesi europei registreranno per il 2020 un indebitamento netto (deficit) come non si \u00e8 mai visto dopo la fine della seconda guerra mondiale.<\/p>\n<p>Con il superamento della fase pi\u00f9 acuta della crisi, presumibilmente gi\u00e0 a partire dalla seconda met\u00e0 del 2020, le spese straordinarie dovrebbero ridursi, ma non \u00e8 detto che le entrate tornino ai livelli del 2019 (precedenti l\u2019emergenza) e, in ogni caso, sar\u00e0 un processo che potrebbero richiedere molto tempo. Al calo delle entrate potrebbe perci\u00f2 \u00a0corrispondere un calo strutturale nelle uscite e negli anni a venire si potrebbe assistere a una cura dimagrante dei bilanci statali (oltre che del prodotto interno lordo).<\/p>\n<p>Il <a href=\"http:\/\/www.mef.gov.it\/inevidenza\/Approvato-il-DEF-2020-ripartire-dopo-lemergenza\/\">Documento di economia e finanza 2020<\/a> prevede \u2013 nell\u2019ipotesi di una riapertura a breve delle attivit\u00e0 produttive e commerciali e di un allentamento dei vincoli di mobilit\u00e0 per i cittadini \u2013 una caduta del prodotto in termini reali dell\u20198% (con un parziale recupero del 4,7% nel 2021); di un indebitamento al 10,4% (che scende al 5,7% nel 2021), dovuto a un saldo primario negativo del 6,8% (-2% nel 2021); di un debito pubblico che sale di 20 punti al 155,7% del Pil per ridiscendere di soli 3 punti l\u2019anno successivo.<\/p>\n<p>La situazione \u00e8 in peggioramento in tutta Europa (figura 15).<\/p>\n<p>Alla fine del 2021, l\u2019indebitamento netto nell\u2019Unione europea (escluso il Regno Unito che nel frattempo dovrebbe aver completato il processo di Brexit) potrebbe arrivare a 3,6% dallo 0,6% del 2019. Nell\u2019Eurozona 9 Paesi su 19, guidati dalla Spagna (-6,7%) si troverebbero a superare la fatidica soglia del -3% che in condizioni normali causa l\u2019apertura automatica della procedura di infrazione al Patto di Stabilit\u00e0 e Crescita, al momento sospeso, ma che potrebbe essere riattivato fin dal 2021. Particolarmente pesante la caduta dei Paesi Bassi che passano da un avanzo di +1,7% a un disavanzo di -3,5%.<\/p>\n<p>In definitiva, gli sconvolgimenti nei bilanci pubblici potrebbero essere tali che, in un orizzonte temporale pi\u00f9 lungo, si potrebbe assistere a un cambiamento delle proporzioni tra Paesi, nell\u2019interpretazione del ruolo dello Stato o della composizione della spesa, con una quota maggiore destinata alla sanit\u00e0, alla protezione sociale e agli affari economici a discapito dei servizi generali o della difesa militare.<\/p>\n<p><strong>Figura 15 &#8211; Conto consolidato della pubblica amministrazione \u2013 Entrate, uscite primarie, interessi (scala sx) e accreditamento(+)\/indebitamento(-) (scala dx) nei principali Paesi UE rispetto al Pil <\/strong>(2021) &#8211; valori percentuali<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/figura15.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-3975\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/figura15.png\" alt=\"figura15\" width=\"821\" height=\"467\" \/><\/a><br \/>\n<em>Fonte:<\/em> Spring Forecast (Commissione europea)<\/p>\n<p>Un discorso a parte merita, poi, la questione ambientale e l\u2019obiettivo di riduzione del riscaldamento globale<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>, che presupporrebbe una completa riconversione energetica e l\u2019adozione di un modello di sviluppo sostenibile, basato sull\u2019economia circolare e non pi\u00f9 sulla crescita lineare del Pil<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a>. A differenza del Covid-19 l\u2019emergenza climatica produce effetti molto pi\u00f9 lenti, ma che diventano irreversibili una volta superato il punto di non ritorno<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a>. In questa fase, in cui tutti gli Stati stanno investendo enormi risorse finanziarie per il sostegno delle imprese e delle famiglie e per il rilancio dell\u2019economia, non si pu\u00f2 trascurare l\u2019impatto sull\u2019ambiente delle scelte effettuate. Un <em>panel<\/em> di <em>stakeholders<\/em> interpellato dalla Smith School of Enterprise and the Environment<a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a> ha individuato alcune priorit\u00e0 di intervento: investimenti in infrastrutture fisiche \u2018pulite\u2019; interventi di recupero ed efficientamento energetico degli edifici; investimenti in istruzione e formazione per fronteggiare la disoccupazione causata nell\u2019immediato dal Covid-19 e quella di pi\u00f9 lungo termine per il processo di decarbonizzazione; investimenti nel capitale naturale su ecosistemi resilienti e rigenerazione; investimenti in ricerca e sviluppo \u2018puliti\u2019. In Italia, nel 2017 sono stati erogati sussidi favorevoli all\u2019ambiente stimati in 15,2 miliardi di euro, mentre i sussidi ambientalmente dannosi (Sad) ammontavano a 19,3 miliardi<a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a>. Sarebbe utile avere utili informazioni pi\u00f9 tempestive, se non una vera e propria \u2018valutazione di impatto ambientale\u2019 preventiva, da affiancarsi alla \u2018bollinatura\u2019 della Ragioneria generale dello Stato sulle coperture finanziarie per le norme in corso di approvazione.<\/p>\n<p>Se si avr\u00e0 il coraggio di intraprendere seriamente la svolta \u2018green\u2019, la composizione delle entrate e delle spese pubbliche subirebbe notevoli cambiamenti.<\/p>\n<p>In Italia, il percorso di aggiustamento fiscale ai livelli del 2019 richieder\u00e0 molti anni (semmai sar\u00e0 possibile<a href=\"#_ftn8\" name=\"_ftnref8\">[8]<\/a>), considerando anche che non sono stati ancora recuperati gli effetti della crisi finanziaria del 2008 in termini di prodotto interno lordo, accusando un ritardo rispetto ai partner europei, mentre il debito pubblico ha continuato a crescere. L\u2019alto livello del debito pubblico, associato a un\u2019inflazione concentrata sui beni di prima necessit\u00e0<a href=\"#_ftn9\" name=\"_ftnref9\">[9]<\/a>, amplier\u00e0 la forbice della disuguaglianza dei redditi e della ricchezza, che in Italia \u00e8 gi\u00e0 abbastanza elevata, pur non toccando i livelli degli Stati Uniti. In tutto questo periodo sar\u00e0 impensabile applicare tagli allo Stato sociale e misure restrittive di politica fiscale, a parte quella di perseguire con ogni mezzo l\u2019evasione e l\u2019elusione.<\/p>\n<p>Sicuramente non ci sono motivi per dubitare della sostenibilit\u00e0 dei conti pubblici italiani, ma non si pu\u00f2 ignorare che la situazione si sia ulteriormente deteriorata e che rimane esposta a numerosi fattori esogeni sui quali non si ha alcun controllo.<\/p>\n<p>In prospettiva, non si tratta, quindi, di mettere in discussione la funzione svolta dallo Stato di redistribuire le risorse raccolte con la tassazione, quanto piuttosto di capire dove si vuole andare, in una fase storica in cui l\u2019intervento pubblico appare determinante (non solo in senso strettamente <em>keynesiano<\/em>) e come si possa rendere pi\u00f9 efficiente il sistema, adeguandolo ad un nuovo modello di sviluppo.<\/p>\n<p>Una cosa appare certa. Se la ripartenza dopo il <em>lockdown<\/em> per l\u2019emergenza sanitaria \u00e8 vissuta come un ritorno alla situazione precedente, ci troveremo impossibilitati a superare le difficolt\u00e0 che il nuovo modello di societ\u00e0 impone senza arrestare il degrado ambientale sempre pi\u00f9 preoccupante.<\/p>\n<p>La necessit\u00e0 ha portato a sperimentare l\u2019insegnamento a distanza, il lavoro agile, la ricetta elettronica, l\u2019utilizzo di strumenti di pagamento digitale, il disbrigo online di pratiche amministrative, colmando in poco tempo un divario culturale ancor pi\u00f9 che tecnologico.<\/p>\n<p>Non tutte le amministrazioni pubbliche sono organizzate dal punto di vista strumentale e delle competenze per favorire il processo di trasformazione digitale e migliorare la qualit\u00e0 dei servizi offerti. I progressi conseguiti in questi anni sono modesti e si registra un ritardo al sud<a href=\"#_ftn10\" name=\"_ftnref10\">[10]<\/a>.<\/p>\n<p>Lo <a href=\"https:\/\/www.oecd.org\/italy\/Skills-Outlook-Italy-IT.pdf\">Skills Outlook Scoreboard<\/a> mostra che I lavoratori italiani (pubblici e privati) utilizzano le tecnologie dell\u2019informazione e della comunicazione (ICT) sul lavoro, ma meno intensamente che in molti altri paesi OCSE. Gli insegnanti che necessitano di una formazione Ict sono il 75,2%, agli ultimi posti della graduatoria e lontani anni luce dal Regno Unito (32,6%).<\/p>\n<p>Il Ministero per l\u2019Innovazione tecnologica e la digitalizzazione di recente istituzione<a href=\"#_ftn11\" name=\"_ftnref11\">[11]<\/a> sta avviando una strategia per l\u2019innovazione e la trasformazione digitale del Paese (<a href=\"https:\/\/innovazione.gov.it\/it\/cosa-facciamo\/italia-2025\/\">Italia 2025<\/a>), per la realizzazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile promossi dalle Nazioni Unite.<\/p>\n<p>La strategia si sviluppa attraverso 20 azioni di innovazione e digitalizzazione, ma solo 9 di queste sono al momento attivate, mentre altre 11 sono ancora in gestazione, tra cui Il progetto \u201cPA &#8211; Porte Aperte all\u2019innovazione\u201d, che intende promuovere l\u2019open innovation nell\u2019amministrazione italiana. Non si intravede un percorso specifico divenuto quanto mai irrinunciabile, per ridurre il <em>digital divide<\/em> tra gli studenti<a href=\"#_ftn12\" name=\"_ftnref12\">[12]<\/a> &#8211; che rischia di aumentare ulteriormente le differenze sociali \u2013 e il <em>gap<\/em> formativo in Ict degli insegnanti, da sviluppare in accordo con il Ministero dell\u2019Istruzione.<\/p>\n<p>Il processo di trasformazione della pubblica amministrazione deve seguire tre direttrici fondamentali, tra loro interconnesse: innovazione tecnologica, valorizzazione del capitale umano e sostenibilit\u00e0 ambientale.<\/p>\n<p>Si tratta di un\u2019unica ricetta, applicabile a tutti i settori e a tutte le articolazioni della pubblica amministrazione, necessaria per conseguire una efficienza della spesa, che rappresenta l\u2019unica soluzione possibile per compensare la scarsit\u00e0 di risorse finanziarie, dovute alle minori entrate e ai maggiori oneri del servizio del debito.<\/p>\n<p>Questo processo di innovazione richiede un ridisegno dei modelli organizzativi, con lo sviluppo di sinergie a tutti i livelli; una riconversione e digitalizzazione dei processi anche attraverso l\u2019utilizzo dell\u2019intelligenza artificiale e dei big data; uno sfruttamento massivo e integrato delle banche dati.<\/p>\n<p>Anche il lavoro pubblico potrebbe essere sottoposto a profonde trasformazioni. I vincoli di bilancio o le nuove modalit\u00e0 di gestione dei processi, potrebbero portare a ridurre in alcuni settori la domanda di lavoratori pubblici, oltre a uno spiazzamento per coloro dotati di minori competenze (soprattutto per quanto riguarda l\u2019utilizzo delle apparecchiature informatiche). Le conseguenze potrebbero essere uno snellimento delle piante organiche, che potrebbe accompagnarsi a una riduzione dell\u2019orario di lavoro, favorito anche dal consolidamento del lavoro a distanza, per il quale occorrer\u00e0 riscrivere le norme che regolano il rapporto di lavoro.<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo \u00e8 quello di conseguire il maggior livello di efficienza, fornendo servizi di massima qualit\u00e0 a costi contenuti. Pi\u00f9 che inseguire il rispetto pedissequo dell\u2019orario di lavoro, sar\u00e0 necessario dare priorit\u00e0 agli obiettivi da raggiungere.<\/p>\n<p>Due sono i principali ostacoli che si frappongono alla realizzazione di un processo di reale modernizzazione del Paese: le resistenze culturali interne e la corruzione.<\/p>\n<p>In molti settori della pubblica amministrazione l\u2019inefficienza si basa su un accordo tacito tra la dirigenza amministrativa e il pubblico dipendente, affinch\u00e9 la prima possa agire indisturbata mentre ai secondi sono tollerate deviazioni dal codice di comportamento. Laddove si manifesta questa combutta, genera un sovradimensionamento delle strutture e paralizza l\u2019innovazione nei processi: la segregazione delle funzioni, ovvero la ripartizione dei ruoli in un procedimento amministrativo, anzich\u00e9 essere utilizzata come misura di prevenzione della corruzione, finisce per essere una modalit\u00e0 per allungare i tempi della burocrazia e, al tempo stesso, per impedire l\u2019individuazione della responsabilit\u00e0 soggettiva.<\/p>\n<p>La resistenza, talvolta pervicace, all\u2019affermarsi della cultura della trasparenza, ponendo ostacoli di ogni genere pur di non rendere noti gli atti prodotti dall\u2019amministrazione, rappresenta un freno a qualsiasi tentativo di innovazione. Non \u00e8 esente da critiche la stessa Presidenza del Consiglio in tutte le sue articolazioni (ben 8 ministri senza portafoglio e 6 Sottosegretari di Stato), la cui sezione \u2018Amministrazione trasparente\u2019<a href=\"#_ftn13\" name=\"_ftnref13\">[13]<\/a> non \u00e8 di agevole consultazione<a href=\"#_ftn14\" name=\"_ftnref14\">[14]<\/a>.<\/p>\n<p>Uno dei principali problemi che affligge la pubblica amministrazione \u00e8 l&#8217;autoreferenzialit\u00e0 della dirigenza pubblica, che si nomina, si forma e si valuta da sola<a href=\"#_ftn15\" name=\"_ftnref15\">[15]<\/a>, con la compiacenza della politica.<\/p>\n<p>L\u2019attuale modello organizzativo, che tende al mantenimento degli incarichi e quindi a cristallizzare la situazione, rappresenta un freno all\u2019innovazione, che va rimosso a partire da una ristrutturazione della Scuola nazionale dell\u2019amministrazione.<\/p>\n<p>Esso rappresenta anche il terreno di coltura ideale dove si annida e prospera la corruzione, che viene tenuta nascosta fino a quando accadimenti esterni fanno scattare l\u2019azione giudiziaria, che reprime i singoli episodi ma \u00e8 inerme nei confronti dell\u2019intero sistema.<\/p>\n<p>Per realizzare un cambiamento si deve adottare un sistema di cogestione della cosa pubblica, affidando ai cittadini e alla societ\u00e0 civile il compito di valutare l\u2019operato degli amministratori, in modo tale che si spezzi il legame di autoreferenzialit\u00e0 attuale. Insieme ad una piena affermazione della cultura della trasparenza, ben oltre gli attuali obblighi troppo spesso non rispettati, la cogestione rappresenterebbe una svolta epocale per assicurare una gestione efficace ed efficiente dello Stato.<\/p>\n<p>L\u2019Italia \u00e8 a un punto di svolta: non pu\u00f2 limitarsi a ripartire, ma deve mettere in atto una completa riconversione della pubblica amministrazione, per essere pronta ad affrontare il difficile percorso che la attende. L\u2019unica certezza \u00e8 che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 tempo da perdere.<\/p>\n<p>___________________________________________<br \/>\n<a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Negli anni pi\u00f9 recenti si sono succedute diverse analisi e proposte di revisione della spesa pubblica. Con la legge finanziaria 2007 fu istituita la <a href=\"http:\/\/www.rgs.mef.gov.it\/VERSIONE-I\/ragioneria_generale\/biblioteca_luca_pacioli\/commissione_tecnica_per_la_spesa_pubblica\/commissione_tecnica_per_la_finanza_pubblica\/\">Commissione tecnica sulla spesa pubblica<\/a>, presieduta dal prof. Gilberto Muraro, che produsse il &#8220;Libro verde della spesa pubblica. Spendere meglio: alcune prime indicazioni&#8221;, per poi essere soppressa dal D.L. 112\/2008. Successivamente oper\u00f2 il gruppo di lavoro coordinato dal <a href=\"http:\/\/www.mef.gov.it\/primo-piano\/documenti\/2012\/gruppo_di_lavoro_bilancio_e_patrimonio_pubblico.pdf\">prof. Piero Giarda<\/a> (2010) che propose una classificazione degli sprechi; con il governo Monti la razionalizzazione della spesa fu affidata ad <a href=\"https:\/\/www.ilpost.it\/2012\/07\/06\/spending-review\/\">Enrico Bondi<\/a> (2012)\u00a0 che var\u00f2 una serie di misure di contenimento; il governo Letta (2013) si affid\u00f2 invece a <a href=\"http:\/\/revisionedellaspesa.gov.it\/commissario.html\">Carlo Cottarelli<\/a>, che organizz\u00f2 gruppi di lavoro tematici indipendenti per giungere a una relazione finale; con Renzi (2014) il testimone pass\u00f2 a Yoram Gutgeld, che per un breve periodo si avvalse anche della collaborazione di Roberto Perotti.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> Mariana Mazzucato, \u201c<em>Il valore di tutto. Chi lo produce e chi lo sottrae nell\u2019economia globale<\/em>\u201d (2018).<br \/>\n<a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> L\u2019accordo sul clima raggiunto a Parigi nel 2015 (Cop21) prevede di mantenere l&#8217;aumento medio della temperatura mondiale ben al di sotto di 2\u00b0C rispetto ai livelli preindustriali come obiettivo a lungo termine, puntando a limitare l&#8217;aumento a 1,5\u00b0C, per ridurre in misura significativa i rischi e gli impatti dei cambiamenti climatici. L\u2019<a href=\"https:\/\/unric.org\/it\/obiettivo-13-promuovere-azioni-a-tutti-i-livelli-per-combattere-il-cambiamento-climatico\/\">obiettivo 13<\/a> di sviluppo sostenibile per la lotta al cambiamento climatico dell\u2019Agenda 2030 delle Nazioni Unite, prevede di rafforzare in tutti i paesi la capacit\u00e0 di ripresa e di adattamento ai rischi legati al clima e ai disastri naturali; di integrare le misure di cambiamento climatico nelle politiche, strategie e pianificazione nazionali; di migliorare l\u2019istruzione, la sensibilizzazione e la capacit\u00e0 umana e istituzionale per quanto riguarda la mitigazione del cambiamento climatico, l\u2019adattamento, la riduzione dell\u2019impatto e l\u2019allerta tempestiva.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> Kate Raworth, <em>L\u2019Economia della ciambella, sette mosse per pensare come un economista del XXI secolo<\/em> (2017).<br \/>\n<a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]\u00a0<span style=\"color: #000000;\">Timothy M. Lenton et al.<\/span>, <\/a><a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/d41586-019-03595-0\">Climate tipping points \u2014 too risky to bet against<\/a><span style=\"color: #000000;\"><a style=\"color: #000000;\" href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\"> (Nature, 2019).<\/a><\/span><br \/>\n<a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a> Cameron Hepburn et al., <a href=\"https:\/\/academic.oup.com\/oxrep\/advance-article\/doi\/10.1093\/oxrep\/graa015\/5832003?searchresult=1\">Will Covid-19 fiscal recovery packages accelerate or retard progress on climate change<\/a> (2020).<br \/>\n<a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a> Ministero dell\u2019Ambuente e della tutela del territorio e del mare, <a href=\"https:\/\/www.minambiente.it\/pagina\/catalogo-dei-sussidi-ambientalmente-dannosi-e-dei-sussidi-ambientalmente-favorevoli\">Catalogo dei sussidi ambientalmente dannosi e dei sussidi ambientalmente favorevoli<\/a> (2018).<br \/>\n<a href=\"#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a> Ad esempio \u00e8 difficile ipotizzare che si torni ai livelli occupazionali di allora in termini di ore lavorate, ma \u00e8 altrettanto vero che non necessariamente l\u2019obiettivo della piena occupazione deve rimanere tale e agganciato al modello di crescita lineare del Pil anche in futuro.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref9\" name=\"_ftn9\">[9]<\/a> Ad aprile 2020 i prezzi dei generi alimentari, prodotti per la pulizia della casa e per la cura della persona hanno fatto registrare un aumento del 2,5% rispetto allo scorso anno, a fronte di una inflazione media pari a 0.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref10\" name=\"_ftn10\">[10]<\/a> <a href=\"https:\/\/www.istat.it\/it\/archivio\/241550\">Pubblica amministrazione locale e Ict<\/a> (Istat, aprile 2020)<br \/>\n<a href=\"#_ftnref11\" name=\"_ftn11\">[11]<\/a> In precedenza le funzioni erano svolte da un Dipartimento del Ministero della Funzione Pubblica.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref12\" name=\"_ftn12\">[12]<\/a> <a href=\"https:\/\/www.lavoce.info\/archives\/65801\/perche-la-scuola-online-non-crei-disuguaglianze\/\">Perch\u00e9 la scuola online non crei disuguaglianze<\/a> (L. Vergolini e E. Vlach, LaVoce.info)<br \/>\n<a href=\"#_ftnref13\" name=\"_ftn13\">[13]<\/a> Il Dlgs 33\/2013, pi\u00f9 volte modificato, definisce la \u2018trasparenza\u2019 come accessibilit\u00e0 totale dei dati e documenti detenuti dalle pubbliche amministrazioni, allo scopo di tutelare i diritti dei cittadini, promuovere la partecipazione degli interessati all&#8217;attivit\u00e0 amministrativa e favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull&#8217;utilizzo delle risorse pubbliche e stabilisce i contenuti, dal formato standardizzato, che ciascuna pubblica amministrazione \u00e8 obbligata a pubblicare nella sezione Amministrazione trasparente del proprio sito internet istituzionale.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref14\" name=\"_ftn14\">[14]<\/a> La sezione \u2018Amministrazione trasparente\u2019 del <a href=\"https:\/\/innovazione.gov.it\/it\/amministrazione-trasparente\/\">Ministero per l\u2019innovazione tecnologica e la digitalizzazione<\/a> non rispetta i canoni previsti dal Dlgs 33\/2003, essendo presente solo il contenuto relativo alla \u2018Selezione del personale\u2019, senza neanche il rimando ad \u2018Amministrazione trasparente\u2019 della <a href=\"http:\/\/presidenza.governo.it\/AmministrazioneTrasparente\/index.html\">Presidenza del Consiglio dei Ministri<\/a> (siti consultati il 15 maggio 2020, ore 12:15).<br \/>\n<a href=\"#_ftnref15\" name=\"_ftn15\">[15]<\/a> Gli <a href=\"https:\/\/performance.gov.it\/organismi-indipendenti-valutazione\">Organismi indipendenti di valutazione<\/a> (Oiv), ai quali il D.Lgs 150\/2009 affida la valutazione della performance negli enti pubblici, sono nominati dagli organi di indirizzo politico-amministrativo, tra gli stessi dirigenti pubblici, magari di altre amministrazioni, assicurando un intercambiabilit\u00e0 dei ruoli che tende a proteggere il sistema.\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Franco Mostacci (documento completo con l&#8217;analisi dei conti pubblici europei) In questi anni si \u00e8 molto parlato in Italia di spending review[1], intendendo con tale termine un insieme di tagli alla spesa corrente finalizzato al riequilibrio dei conti pubblici.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":"","footnotes":""},"categories":[4],"tags":[134,497,646],"class_list":["post-3974","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-edit","tag-conti-pubblici-2","tag-pubblica-amministrazione","tag-sviluppo-sostenibile","et-doesnt-have-format-content","et_post_format-et-post-format-standard"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3974","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3974"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3974\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3974"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3974"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3974"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}