{"id":4208,"date":"2018-06-07T20:56:56","date_gmt":"2018-06-07T18:56:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.francomostacci.it\/?p=2604"},"modified":"2018-06-07T20:56:56","modified_gmt":"2018-06-07T18:56:56","slug":"sono-ancora-pochi-gli-occupati-a-tempo-pieno-per-tornare-ai-livelli-pre-crisi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/2018\/06\/07\/sono-ancora-pochi-gli-occupati-a-tempo-pieno-per-tornare-ai-livelli-pre-crisi\/","title":{"rendered":"Sono ancora pochi gli occupati a tempo pieno per tornare ai livelli pre-crisi"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\tdi Franco Mostacci<br \/>\npubblicato sul <a href=\"www.ilfoglietto.it\" target=\"_blank\">Foglietto della Ricerca<\/a><br \/>\n<a href=\"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/lavoro-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone  wp-image-2607\" src=\"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/lavoro-1.jpg\" alt=\"lavoro\" width=\"201\" height=\"67\" \/><\/a><\/p>\n<p>Gli ultimi dati sul lavoro hanno inevitabilmente riacceso le polemiche. Chi ha governato negli ultimi cinque anni rivendica di aver riportato l\u2019occupazione ai livelli pre-crisi grazie al <em>Job Act<\/em>, venendo, per\u00f2, criticato da chi sostiene che il precariato stia prendendo il sopravvento sulle posizioni lavorative stabili e che il numero di ore lavorate sia ancora in flessione.<\/p>\n<p><!--more-->La duplice lettura \u00e8 resa possibile dalle caratteristiche dell\u2019indagine campionaria Istat sulle \u2018Forze di lavoro\u2019, in cui la definizione di occupato (basta svolgere almeno un\u2019ora di lavoro nella settimana di riferimento), pur rispondendo ad esigenze di comparabilit\u00e0 internazionale, presta spesso il fianco alle critiche dei commentatori.<\/p>\n<p>Le informazioni sull\u2019occupazione in Italia possono essere ricavate anche dai <em>Conti nazionali<\/em>, che offrono il vantaggio della coerenza con il quadro macroeconomico generale, includendo anche la stima del lavoro irregolare.<\/p>\n<p>In particolare, \u00e8 possibile misurare l\u2019ammontare delle unit\u00e0 di lavoro annue a tempo pieno (Ula), che si ottengono dividendo il numero di ore lavorate per quelle previste dal contratto collettivo di riferimento.<\/p>\n<p>Un lavoratore in servizio dal 1\u00b0 gennaio al 31 dicembre \u00e8 considerato una unit\u00e0, mentre un dipendente occupato <em>part-time<\/em> conter\u00e0 per una frazione (se lavora 6 mesi, varr\u00e0 0,5 Ula).<\/p>\n<p>L\u2019andamento delle Ula tiene conto implicitamente delle varie tipologie di lavoro atipico e fornisce risposte pi\u00f9 precise per la valutazione delle politiche di intervento sul mondo del lavoro, rispetto a quanto si riesce a desumere considerando gli occupati.<\/p>\n<p>Nel 2008, si contavano 25,3 milioni di occupati e 25 milioni di Ula. Dopo la crisi economica, nel 2017 gli occupati sono risaliti a 25,1 milioni, ma le Ula ancora non raggiungono i 24 milioni (ne manca, quindi, all\u2019appello pi\u00f9 di un milione).<\/p>\n<p>Rispetto al 2008, i lavoratori indipendenti sono diminuiti di 630 mila unit\u00e0, di cui la met\u00e0 persi nell\u2019industria e nelle costruzioni (pi\u00f9 del 20%). Tra i lavoratori dipendenti, invece, se ne contano 430 mila in meno, con un travaso da industria e costruzioni (-900 mila) verso i servizi (+440 mila) e agricoltura (+30 mila). La componente irregolare ha, invece, prosperato sulla crisi, visto che i lavoratori \u2018in nero\u2019 sono aumentati al 2015 di 100 mila unit\u00e0.<\/p>\n<p>I dati pi\u00f9 aggiornati mostrano un aumento di 34 mila occupati nel primo trimestre 2018, ma una diminuzione di 7 mila Ula.<\/p>\n<p>Nella seconda met\u00e0 degli anni \u201990, il rapporto tra occupati e Ula era di 1,03, per effetto del lavoro straordinario o di pi\u00f9 posizioni lavorative in capo a un singolo individuo. Nei primi anni del secolo, il rapporto ha raggiunto l\u2019equilibrio, ma dalla seconda met\u00e0 del 2007 la tendenza si \u00e8 invertita. Sono sempre meno i lavoratori che possono vantare un\u2019occupazione a tempo pieno, con uno scarto ormai prossimo al 5%.<\/p>\n<p>Tra gli indipendenti, che rappresentano il 29% del totale dei lavoratori, si \u00e8 scesi da 1,21 a 1,17; mentre tra i dipendenti (il 71% del totale), si \u00e8 passati da 0,96 a 0,89.<\/p>\n<p>L\u2019andamento del rapporto occupati\/Ula riflette anche le variazioni nella composizione per branca di produzione. I lavoratori del settore dei servizi sono il 73% del totale (erano il 65% nel 1995), mentre si sono ridotte le quote di industria (16%), costruzioni (6%) e agricoltura (5%).<\/p>\n<p>Tra i lavoratori dipendenti, il calo complessivo del rapporto occupati\/Ula \u00e8 dovuto essenzialmente ai servizi e, pi\u00f9 in particolare, al commercio e alle attivit\u00e0 professionali, mentre sono in recupero negli ultimi anni l\u2019industria e le costruzioni (meno occupati che lavorano di pi\u00f9).<\/p>\n<p>E\u2019 molta la strada da fare per raggiungere un nuovo equilibrio nel mondo del lavoro, restituendo dignit\u00e0 ai molti lavoratori che in questi anni di crisi l\u2019hanno perduta, non escludendo la possibilit\u00e0 di ridurre il numero di ore contrattuali (almeno in alcuni settori), per accrescere \u2013 a parit\u00e0 di ore complessive lavorate \u2013 l\u2019ammontare delle unit\u00e0 stabilmente a tempo pieno.<\/p>\n<p><strong>Occupati e Unit\u00e0 di lavoro annue (Ula) in Italia \u2013 1995-2018 (valori in migliaia, dati destagionalizzati)<br \/>\n<a href=\"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/2018_occupati_ula-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-2605\" src=\"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/2018_occupati_ula-1.jpg\" alt=\"2018_occupati_ula\" width=\"696\" height=\"415\" \/><\/a><br \/>\n<\/strong><em>Fonte<\/em>: Istat, conti economici trimestrali<\/p>\n<p><strong>Rapporto tra lavoratori dipendenti occupati e Unit\u00e0 di lavoro annue (Ula) per branca di attivit\u00e0 in Italia &#8211; 1995-2018 (valori percentuali, dati destagionalizzati)<\/strong><br \/>\n<a href=\"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/2018_ula_settori-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-2606\" src=\"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/2018_ula_settori-1.jpg\" alt=\"2018_ula_settori\" width=\"696\" height=\"415\" \/><\/a><br \/>\n<em>Fonte<\/em>: Istat, conti economici trimestrali\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Franco Mostacci pubblicato sul Foglietto della Ricerca Gli ultimi dati sul lavoro hanno inevitabilmente riacceso le polemiche. 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