{"id":436,"date":"2014-03-29T20:04:56","date_gmt":"2014-03-29T19:04:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.francomostacci.it\/?p=436"},"modified":"2014-03-29T20:04:56","modified_gmt":"2014-03-29T19:04:56","slug":"per-un-piano-di-investimenti-pubblici-in-settori-strategici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/2014\/03\/29\/per-un-piano-di-investimenti-pubblici-in-settori-strategici\/","title":{"rendered":"Per un piano di investimenti pubblici in settori strategici"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\tdi Monica Montella e Franco Mostacci<br \/>\n<em>pubblicato su<\/em> <a href=\"http:\/\/www.economiaepolitica.it\/index.php\/politiche-fiscali-e-di-bilancio\/la-necessita-di-investimenti-pubblici-in-settori-strategici\/?sthash.8Wh5W5fb.mjjo#.UzspfVfyAvZ\" target=\"_blank\"><strong>Economia e Politica<\/strong><\/a><br \/>\n<em>pubblicato (versione ridotta) su<\/em> <a href=\"http:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2014\/03\/29\/crisi-economica-gli-investimenti-pubblici-nei-settori-strategici-sono-la-soluzione\/930609\/#disqus_thread\" target=\"_blank\"><strong>Ilfattoquotidiano.it<\/strong><\/a><\/p>\n<div>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"center\"><a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/technology2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone  wp-image-438\" alt=\"technology2\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/technology2.jpg\" width=\"297\" height=\"156\" srcset=\"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/technology2.jpg 1000w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/technology2-300x158.jpg 300w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/technology2-768x405.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 297px) 100vw, 297px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"center\">I<a href=\"http:\/\/www.istat.it\/it\/archivio\/114138\" target=\"_blank\"> Conti nazionali annuali\u00a0<\/a>dell\u2019Istat costringono a tracciare uno scenario macroeconomico e di finanza pubblica tutt\u2019altro che ottimistico.<!--more-->Alla fine del 2013, rispetto al 2008, il Pil al netto delle imposte indirette (il cosiddetto valore aggiunto ai prezzi base) \u00e8 diminuito del 6,9%. La caduta ha tra le sue cause il crollo degli investimenti fissi lordi, che in cinque anni si sono ridotti di 74 miliardi (-24%), e la diminuzione dei consumi delle famiglie, che si sono ridotti di quasi 60 miliardi di euro (-7%), con un particolare calo dei trasporti (-19%) e del vestiario e calzature (-16%). L\u2019effetto di tutto ci\u00f2 \u00e8 stato un peggioramento delle condizioni di vita di gran parte della popolazione italiana: in cinque anni si \u00e8 avuta una contrazione delle unit\u00e0 di lavoro del 6,6%, mentre i redditi dei lavoratori dipendenti sono cresciuti soltanto dell\u20191,2% in termini nominali, riducendosi in termini reali.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"center\">Se diamo uno sguardo ai dati di finanza pubblica il quadro \u00e8 ancora pi\u00f9 deludente. La spesa per prestazioni sociali in denaro cresce in 5 anni di 42 miliardi di euro (+15%), ma nel frattempo rinunciamo a 8 miliardi di euro di investimenti pubblici (-23%) e ad altrettanti di contributi agli investimenti (-36%). Nel contempo le entrate sono cresciute di 19 miliardi di euro con un incremento di 10 miliardi delle imposte indirette. Tra il 2009 e il 2013 sono stati pagati 389 miliardi di euro di interessi passivi, ed il debito pubblico \u00e8 aumentato di altrettanto (398 miliardi di euro), raggiungendo la cifra record di 2.069 miliardi di euro a fine 2013, pari al 132,6% del Pil. Il raccordo disavanzo\/debito, misurato dai flussi finanziari (cio\u00e8 la differenza in un dato periodo tra il deficit e la variazione del debito), \u00e8 stato di 91,5 miliardi di euro, dovuti in parte ai fondi salva stati (34 miliardi di euro per l\u2019Efsf<strong>[1]<\/strong>, 11,5 miliardi di euro per l\u2019Esm<strong>[2]<\/strong>\u00a0e 10 miliardi di prestiti bilaterali alla Grecia) e ai rimborsi dei debiti della pubblica amministrazione verso le imprese (circa 22,5 miliardi di euro nel 2013)<strong>[3]<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"center\">E\u2019 chiaro che, dato questo quadro macroeconomico complessivo, se l\u2019Italia volesse effettivamente ricondurre il rapporto debito-Pil verso valori vicini a quelli richiesti dal Fiscal Compact, potrebbe riuscire a farlo solo crescendo a tassi elevati \u2013 a differenza che negli ultimi anni. E tra gli elementi che potrebbero concorrere a ci\u00f2 non potrebbe non esservi una grande ripresa degli investimenti pubblici &#8211; in particolare in settori strategici, che rappresentano il volano della crescita.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"center\">Cos\u00ec, tra le priorit\u00e0 per l\u2019Italia (in linea con l\u2019<a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/digital-agenda\/en\" target=\"_blank\">Agenda Digitale europea<\/a>) c\u2019\u00e8 lo sviluppo dei servizi digitali, la cui realizzazione richiede investimenti sulle infrastrutture a banda larga e ultra larga<strong>[4]<\/strong>. Lo sviluppo tecnologico \u00e8 un aspetto prioritario che il nostro paese non pu\u00f2 pi\u00f9 rimandare, per raggiungere l\u2019obiettivo strategico di garantire la connessione veloce a internet per tutti attraverso le reti di nuova generazione (anche a quel 10% di popolazione che oggi non \u00e8 raggiunta) e consentire di sviluppare una cultura informatica diffusa. Lo sviluppo della banda larga<strong>[5]<\/strong>\u00a0permette di accelerare sui servizi digitali (e-governement) e sul piano di digitalizzazione dei processi, garantendo anche alle \u00a0imprese la riduzione del <em>digital divide<\/em>, per porle in una condizione di sana ed efficiente competizione nei processi produttivi, anche in un\u2019ottica di una maggiore produttivit\u00e0. Fondamentale per l\u2019Italia \u00e8 favorire quindi la riqualificazione dei settori tradizionali attraverso l\u2019impiego di tecnologie innovative.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"center\">Anche gli investimenti nella <em>green economy<\/em>, oltre ad avere un valore etico, potrebbero offrire un <em>pay back <\/em>superiore alle spese effettuate. Secondo lo studio\u00a0<a href=\"http:\/\/www.confindustriasi.it\/files\/Executive%20Summary_Smart%20Energy.pdf\" target=\"_blank\">Smart Energy Project<\/a>\u00a0di Confindustria, se l\u2019Italia desse avvio a politiche nazionali pi\u00f9 incisive sull\u2019efficienza energetica<strong>[6]<\/strong>\u00a0da qui al 2020 si potrebbe avere una crescita annuale della produzione industriale italiana di oltre 65 miliardi di euro (circa mezzo punto di Pil), creando 500mila posti di lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"center\">Un\u2019altra priorit\u00e0 \u00e8 la tutela e valorizzazione del patrimonio naturale (ad esempio attraverso la riduzione del rischio idrogeologico e messa in sicurezza del territorio) e culturale (una ricchezza unica al mondo mal sfruttata), con il vantaggio dell\u2019effetto trainante \u00a0del turismo sugli altri settori ad esso collegati come il commercio, i trasporti, i servizi di alloggio e ristorazione e tutto l\u2019indotto legato alle attivit\u00e0 artistiche<strong>[7]<\/strong>, di intrattenimento e divertimento (che nel 2013 rappresentano solo il 3% del valore aggiunto).<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"center\">Un contributo agli investimenti in questi settori potrebbe venire dai \u00a0<a href=\"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/2014\/01\/30\/fondi-europei-una-grande-occasione-per-litalia\/\" target=\"_blank\">fondi europei 2014-2020<\/a>, il cui cofinanziamento italiano potrebbe generare quelle risorse aggiuntive che, se colte senza indugio, ed usate in modo efficiente investendo nei settori ad alto valore aggiunto, potrebbero contribuire alla ripresa dell\u2019occupazione nel nostro paese. Tali risorse potrebbero essere utilizzate anche per innovare la nostra rete di trasporti,<strong>[8]<\/strong>\u00a0il che potrebbe rappresentare un ulteriore supporto al settore del turismo.<\/p>\n<p>Le politiche di <em>austerity <\/em>fin qui attuate non hanno raggiunto l\u2019obiettivo di risanare e mettere in sicurezza i conti pubblici, e al tempo stesso hanno pesantemente eroso la competitivit\u00e0 delle imprese italiane e depresso la domanda interna (per gli effetti negativi sui redditi delle famiglie). Le proposte sopra dette per un piano di rilancio degli investimenti, mirato allo sviluppo di infrastrutture tecnologiche e in settori strategici ad alto valore aggiunto, potrebbero modificare questo quadro ma sarebbe quanto meno necessario lo scorporo degli investimenti pubblici dalla contabilit\u00e0 dei disavanzi e del debito. C\u2019\u00e8 da chiedersi, per\u00f2, se l\u2019attuale classe politica sia pronta e capace a promuovere un rilancio di questo tipo.<br \/>\n___________________________<br \/>\n[1] I contributi al fondo Efsf sono solo figurativi. Viene iscritta una passivit\u00e0 a debito come garanzia qualora i beneficiari del fondo non dovessero restituire il debito.<br \/>\n[2] Per pagare la quota di contributo al capitale dell\u2019Esm sono stati emessi nel 2013 titoli di Stato in aggiunta a quelli occorrenti per coprire il debito pubblico italiano.<br \/>\n[3] Si pu\u00f2 aggiungere che lo squilibrio del sistema di protezione sociale tra prestazioni pagate e contributi versati ha superato i 100 miliardi di euro nel 2013 e l\u2019insostenibilit\u00e0 del sistema \u00e8 destinata a peggiorare negli anni a venire. Secondo le stime del Governo (nota di aggiornamento al Def 2013) nei prossimi 4 anni si accumuleranno 450 miliardi di euro di squilibrio previdenziale.<br \/>\n[4] In\u00a0<a href=\"http:\/\/ec.europa.eu\/regional_policy\/projects\/stories\/details_new.cfm?pay=IT&amp;the=45&amp;sto=2823&amp;lan=10&amp;region=ALL&amp;obj=ALL&amp;per=2&amp;defL=EN\" target=\"_blank\">Sardegna\u00a0<\/a>sono stati promossi investimenti riguardo internet a banda larga. Lo svolgimento dei lavori si articoler\u00e0 in due fasi distinte: la prima prevede la sistemazione dell\u2019infrastruttura di comunicazione; la seconda comporta l\u2019installazione e l\u2019attivazione delle fibre ottiche. Questi cavi permetteranno agli abitanti dell\u2019isola di connettersi velocemente a internet grazie alla tecnologia FTTH, la fibra ottica fino all\u2019abitazione.<br \/>\n[5] La Commissione europea usa il termine banda larga in un\u2019altra accezione, cio\u00e8 come sinonimo di connessione alla rete Internet pi\u00f9 veloce di quella assicurata da un normale modem analogico dial-up.<br \/>\n[6] Tali politiche sono legate all\u2019applicazione della Direttiva sull\u2019efficienza energetica 2012\/27\/UE.<br \/>\n[7] Ad esempio\u00a0<a href=\"http:\/\/cultura.cedesk.beniculturali.it\/europa-creativa.aspx\" target=\"_blank\">Europa creativa<\/a>\u00a0mette a disposizione 1,46 miliardi di euro dedicati esplicitamente al settore culturale e creativo.<br \/>\n[8] Con il\u00a0<a href=\"http:\/\/www.europarl.europa.eu\/news\/it\/news-room\/content\/20131115IPR24720\/html\/Collegare-l%27Europa-i-deputati-approvano-nuovi-fondi-per-infrastrutture\" target=\"_blank\">programma meccanismo per collegare l\u2019Europa<\/a>\u00a0ci sono 23,2 miliardi di euro da utilizzare per il settore dei trasporti per migliorare i collegamenti transfrontalieri.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Monica Montella e Franco Mostacci pubblicato su Economia e Politica pubblicato (versione ridotta) su Ilfattoquotidiano.it I Conti nazionali annuali\u00a0dell\u2019Istat costringono a tracciare uno scenario macroeconomico e di finanza pubblica tutt\u2019altro che ottimistico.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":"","footnotes":""},"categories":[5],"tags":[171,262,290,326,474,647],"class_list":["post-436","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-europa","tag-debiti-della-pubblica-amministrazione","tag-fondi-europei","tag-green-economy","tag-investimenti","tag-prestazioni-sociali","tag-sviluppo-tecnologico","et-doesnt-have-format-content","et_post_format-et-post-format-standard"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/436","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=436"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/436\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=436"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=436"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=436"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}