{"id":5240,"date":"2021-12-05T10:59:51","date_gmt":"2021-12-05T09:59:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.francomostacci.it\/?p=5240"},"modified":"2021-12-05T10:59:51","modified_gmt":"2021-12-05T09:59:51","slug":"lindicatore-sintetico-2020-degli-squilibri-macroeconomici-nellunione-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/2021\/12\/05\/lindicatore-sintetico-2020-degli-squilibri-macroeconomici-nellunione-europea\/","title":{"rendered":"L&#8217;indicatore sintetico 2020 degli squilibri macroeconomici nell&#8217;Unione europea"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\tdi <strong>Franco Mostacci<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/scoreboard_2020.pdf\" target=\"_blank\">(documento .pdf)<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/?page_id=2949\" target=\"_blank\">(open data)<\/a><br \/>\n<\/strong><a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/commissione-europea.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone  wp-image-1090\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/commissione-europea.jpg\" alt=\"commissione-europea\" width=\"200\" height=\"133\" srcset=\"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/commissione-europea.jpg 586w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/commissione-europea-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a><br \/>\nCome ogni anno, la Commissione europea ha pubblicato la tavola statistica che riassume i valori di alcuni indicatori chiave, per ciascuno dei 27 paesi dell\u2019Unione europea<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a> (<em>scoreboard<\/em>).<\/p>\n<p><!--more-->Tali numeri sono presi a riferimento per la <a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/info\/publications\/2022-european-semester-alert-mechanism-report_en\">Relazione sul meccanismo di allerta<\/a> &#8211; punto di partenza dell\u2019attivit\u00e0 di sorveglianza per il coordinamento delle politiche economiche<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a> &#8211; in cui si individuano i Paesi che saranno sottoposti ad analisi pi\u00f9 particolareggiate e complete (<em>in depth review<\/em>) per poi formulare raccomandazioni specifiche per gli Stati in cui si riscontrano squilibri macroeconomici eccessivi<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>.<\/p>\n<p>Un meccanismo un po\u2019 farraginoso che, finora, non ha prodotto molti risultati concreti<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a>, ma che comunque consente di tenere sotto osservazione l\u2019evoluzione di alcuni aspetti macroeconomici e individuare alcune criticit\u00e0.<\/p>\n<p>Va anche considerato che, nonostante l&#8217;attenzione posta dalla Commissione europea alla salvaguardia dell&#8217;ambiente, con gli obiettivi ambiziosi del <a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/info\/strategy\/priorities-2019-2024\/european-green-deal_it\">Green New Deal<\/a> in ordine al rispetto degli accordi di Parigi sulla decarbonizzazione, i cambiamenti climatici e la realizzazione dell&#8217;Agenda 2030 delle Nazioni Unite, il quadro di valutazione \u00e8 incentrato solo sugli aspetti macroeconomici, prescindendo dalla sostenibilit\u00e0 dello sviluppo.<\/p>\n<p>Si tratta di una limitazione al coordinamento delle politiche economiche non pi\u00f9 giustificabile, soprattutto se si pensa che il 37% dei 750 miliardi di sussidi e prestiti previsti da Next Generation EU, deve essere impiegato in progetti di salvaguardia o recupero ambientale.<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo dello <em>scoreboard <\/em>\u00e8 quello di evidenziare ogni tendenza che possa determinare sviluppi che hanno &#8211; o potrebbero avere &#8211; effetti negativi sul corretto funzionamento dell\u2019economia di uno Stato membro, dell\u2019Unione economica e monetaria o dell\u2019intera Unione. Se lo squilibrio diventa eccessivo pu\u00f2 mettere a repentaglio il corretto funzionamento dell\u2019Unione economica o monetaria. Il meccanismo di allerta per l\u2019individuazione e il monitoraggio degli squilibri comprende un numero ristretto di indicatori macroeconomici e macrofinanziari (14 indicatori principali e 25 ausiliari).<\/p>\n<p>L\u2019attuale quadro di valutazione considera due aspetti fondamentali di un Paese (prospetto 1):<\/p>\n<ul>\n<li><strong>squilibri esterni e competitivit\u00e0 <\/strong>(partite correnti, posizione patrimoniale netta sull\u2019estero, tasso di cambio effettivo reale, variazione delle quote di esportazione, costi unitari del lavoro);<\/li>\n<li><strong>squilibri interni e occupazione <\/strong>(prezzi delle abitazioni, flusso dei prestiti nel settore privato, debito del settore privato, debito pubblico, tasso di disoccupazione e variazione delle passivit\u00e0 del settore finanziario, tasso di attivit\u00e0 15-64 anni, tasso di disoccupazione di lunga durata, tasso di disoccupazione giovanile).<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Prospetto 1 \u2013 Indicatori principali per tipologia di squilibrio e valore limite<br \/>\n<\/strong><strong><a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/2017squilibri_prosp.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-2848\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/2017squilibri_prosp.png\" alt=\"2017squilibri_prosp\" width=\"694\" height=\"342\" \/><\/a><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p>Per i 14 indicatori principali sono state definite delle soglie indicative (massime e minime di allerta), superate le quali si individua una condizione di squilibrio.<\/p>\n<p><strong>Tavola 1 \u2013 Quadro di valutazione della procedura per gli squilibri macroeconomici \u2013 Anno 2020<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/2021squilibri_t1.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-5241\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/2021squilibri_t1.png\" alt=\"2021squilibri_t1\" width=\"803\" height=\"385\" \/><\/a><br \/>\n<em>Fonte: <\/em>Commissione europea, Eurostat e DG ECFIN (per gli indicatori sul tasso di cambio effettivo reale)<\/p>\n<p>Il quadro di valutazione preso a riferimento per il Semestre europeo 2022 (tavola 1) \u00e8 riferito al 2020, anno in cui la pandemia dovuta al Covid19 ha fortemente influenzato l\u2019economia dell\u2019Unione europea il cui Pil \u00e8 diminuito del 5,9% (a fronte di un +1,8% nel 2019 e +2,1% nel 2018).<\/p>\n<p>Nel 2020, la Spagna diventa il peggior Paese avendo oltrepassato il valore di soglia per ben 7 indicatori su 14 (erano 4 lo scorso anno), mentre Portogallo e Grecia totalizzano 6 sforamenti. Gli 8 Paesi pi\u00f9 virtuosi presentano comunque 2 valori superiori al limite. Tra questi anche l\u2019Italia che dal 2016 fa registrare 2 squilibri, di cui uno relativo al debito pubblico in rapporto al Pil (155,6%, oltre 20 punti in pi\u00f9 del 2019) e l\u2019altro che fino allo scorso anno era la media triennale del tasso di disoccupazione e nel 2020 \u00e8 stato sostituito dalla variazione triennale del tasso di occupazione della popolazione in et\u00e0 attiva 15-64 anni, che \u00e8 tornato in negativo per la prima volta dal 2011 (-1,3%).<\/p>\n<p>Pi\u00f9 in generale, nel 2020 si sono registrati 99 squilibri per i 28 Stati dell\u2019Ue (con una media di 3,5 squilibri per Paese), 34 in pi\u00f9 del 2019 e il dato pi\u00f9 alto dal 2015.<\/p>\n<p>Quando il livello di guardia di un indicatore \u00e8 superato da numerosi paesi la situazione di criticit\u00e0 investe l\u2019Unione Europea nel suo complesso: \u00e8 il caso della variazione triennale del costo del lavoro che eccede il 9% che riguarda 19 Paesi; del debito pubblico superiore al 60% del Pil (13 Paesi); del debito privato superiore al 133% del Pil (12 Paesi); dell\u2019esposizione patrimoniale netta in misura maggiore del -35% del Pil e della variazione annuale del prezzo delle abitazioni superiore al 6% (entrambe 10 Paesi).<\/p>\n<p>Il set di indicatori considerato non \u00e8 sicuramente esaustivo per monitorare il quadro macroeconomico, oltre alla gi\u00e0 citata assenza di indicatori della sostenibilit\u00e0 ambientale. Basti pensare all\u2019assenza del tasso di interesse sul debito pubblico che condiziona la sostenibilit\u00e0 del servizio del debito<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a>, di indicatori sulla situazione finanziario-patrimoniale del sistema del credito<a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a> o pi\u00f9 in generale sull\u2019esposizione finanziaria del Paese<a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a>.<\/p>\n<p>Un sistema di monitoraggio degli squilibri macroeconomici dovrebbe anche considerare le situazioni di <em>dumping <\/em>fiscale<a href=\"#_ftn8\" name=\"_ftnref8\">[8]<\/a> e lavorativo, che alterano le pari opportunit\u00e0 di sviluppo delle economie europee.<\/p>\n<p>Eccezioni possono essere mosse anche rispetto alla qualit\u00e0 degli indicatori, atteso che non tutti derivano da statistiche omogenee derivanti dall\u2019applicazione di un regolamento comunitario<a href=\"#_ftn9\" name=\"_ftnref9\">[9]<\/a> o all\u2019esistenza di correlazioni tra alcuni di essi.<\/p>\n<p>Inoltre, non sembrano essere presi in debita considerazione gli effetti negativi di trasmissione sugli altri paesi dei guadagni di competitivit\u00e0 registrati da alcuni per effetto di condizioni favorevoli o di una legislazione non uniforme.<\/p>\n<p>Quali che siano le potenzialit\u00e0 e i limiti dell\u2019attuale monitoraggio degli squilibri eccessivi, resta, comunque, il fatto che le tavole con gli indicatori non si prestano a facili raffronti tra paesi.<\/p>\n<p>Non \u00e8 semplice capire, a parit\u00e0 del numero di violazioni, quale paese ha una situazione macroeconomica migliore; come misurare l\u2019intensit\u00e0 dello squilibrio o comprendere se un Paese sta migliorando o peggiorando nel tempo la propria situazione. L&#8217;Italia ha solo due indicatori fuori norma, ma viene ugualmente sottoposta a <em>in depth review<\/em> e lo scorso anno il suo squilibrio macroeconomico \u00e8 stato definito grave.<\/p>\n<p>Per avere una valutazione caratterizzata da una maggiore oggettivit\u00e0, \u00e8 stato elaborato un indice sintetico di squilibrio macroeconomico, attribuendo un punteggio ad ogni Paese<a href=\"#_ftn10\" name=\"_ftnref10\">[10]<\/a>. L\u2019indicatore sintetico pu\u00f2 essere visto come uno strumento supplementare per controllare se le scelte effettuate dalla Commissione siano coerenti con lo sguardo d\u2019insieme.<\/p>\n<p>Il valore medio ottenuto sintetizza l\u2019ampiezza dello squilibrio e pu\u00f2 essere usato per il confronto con gli altri paesi (in termini di differenze o di <em>ranking<\/em>) o per valutarne l\u2019evoluzione nel tempo. Attraverso questo indicatore \u00e8 possibile anche acquisire ulteriori elementi utili a valutare quale paese sottoporre ad analisi approfondita (<em>in depth review<\/em>).<\/p>\n<p><strong>Tavola 2 \u2013 Indice sintetico di squilibrio macroeconomico \u2013 Anni 2011-2020<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/2021squilibri_t2.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-5242\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/2021squilibri_t2.png\" alt=\"2021squilibri_t2\" width=\"655\" height=\"389\" \/><\/a><br \/>\n<em>Fonte: <\/em>Elaborazioni su dati Commissione europea<\/p>\n<p>A seconda del punteggio (tavola 2), i Paesi sono classificati in tre livelli di squilibri: assente (verde), presente (giallo) e eccessivo (rosso)<a href=\"#_ftn11\" name=\"_ftnref11\">[11]<\/a>.<\/p>\n<p>Gli effetti della crisi pandemica hanno provocato evidenti squilibri nel 2020, con 13 valori positivi, di cui 4 eccessivi (Grecia, Spagna, Lussemburgo, Irlanda), in netto peggioramento rispetto all\u2019anno precedente.<\/p>\n<p>Al primo posto si conferma la Finlandia, che nel periodo della crisi finanziaria (2011) aveva uno squilibrio eccessivo, ma ha saputo costantemente migliorare la propria condizione fino al 2019, per poi peggiorare di 15 punti nel 2020. Al secondo posto Repubblica Ceca, Malta, Belgio e Danimarca sui quali l\u2019emergenza sanitaria non ha prodotto pesanti conseguenze. Seguono altri 9 Paesi &#8211; tra cui la Germania, la Polonia e i Paesi Bassi &#8211; che non presentano squilibri considerevoli (fascia verde).<\/p>\n<p>La tavola rispecchia abbastanza fedelmente le situazioni di criticit\u00e0 di alcuni paesi europei. Italia, Croazia e Danimarca hanno vissuto una situazione di squilibrio macroeconomico grave e persistente dal 2011 al 2014. Lo stesso si \u00e8 visto in Portogallo e Spagna (2011-2014), Irlanda, Cipro e Grecia (2011-2015). Tra il 2016 e il 2019, gli effetti della ripresa economica hanno normalizzato molte situazioni che in precedenza erano maggiormente a rischio (nel 2011 si contavano 17 situazioni di grave squilibrio con punteggio superiore a 100). La crisi pandemica del 2020 non sembra aver prodotto gli stessi effetti devastanti sul quadro macroeconomico della crisi finanziaria del 2008 e i segnali di ripresa registrati nel 2021 lasciano sperare che i diversi squilibri possano rientrare nel medio termine.<\/p>\n<p><strong>Figura 1 \u2013 Punteggio standardizzato medio per appartenenza o meno all\u2019Eurozona \u2013 Anni 2011-2020<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/2021squilibri_f1.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-5243\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/2021squilibri_f1.png\" alt=\"2021squilibri_f1\" width=\"807\" height=\"405\" \/><\/a><br \/>\n<em>Fonte: <\/em>Elaborazioni su dati Commissione europea<\/p>\n<p>Nel 2020 il punteggio medio (74) \u00e8 peggiorato di 20 punti rispetto al 2019, tornando ai livelli del 2015, ma comunque ben al di sotto dei 147 del 2011. I Paesi dell\u2019Eurozona hanno sofferto maggiori squilibri durante gli anni della crisi economica, con un divario massimo di 36 punti rispetto ai Paesi no Euro nel 2011, che si \u00e8 progressivamente ridotto fino al 2019. Gli effetti della pandemia si sono fatti sentire maggiormente nell\u2019Eurozona (+25 punti) rispetto agli altri Paesi (+9 punti). In generale l\u2019Eurozona soffre particolarmente gli squilibri interni e relativi all\u2019occupazione (soprattutto debiti del settore privato e debito pubblico), mentre gli altri Paesi hanno punteggi maggiori sugli squilibri esterni e la competitivit\u00e0, con particolare riguardo al costo del lavoro.<\/p>\n<p>Dopo il miglioramento degli ultimi anni, nel 2020 si \u00e8 registrato un aumento degli squilibri per tutti e 14 gli indicatori considerati, con particolare riguardo per il costo del lavoro, il debito pubblico, le passivit\u00e0 del settore finanziario, il tasso di attivit\u00e0 e la disoccupazione giovanile.<\/p>\n<p><strong>Figura 2 \u2013 Punteggio standardizzato per tipologia di squilibrio per il 2020 e confronto con il 2019<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/2021squilibri_f2.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-5244\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/2021squilibri_f2.png\" alt=\"2021squilibri_f2\" width=\"1000\" height=\"575\" \/><\/a><br \/>\n<em>Fonte: <\/em>Elaborazioni su dati Commissione europea<\/p>\n<p>Nel 2020, l\u2019indicatore sintetico di squilibrio macroeconomico varia tra i 46 punti della Finlandia e i 157 della Grecia (figura 2). L\u2019Italia, con 98 punti si posiziona al quintultimo posto nell\u2019eurozona, mentre lo scorso anno era terza con 40 punti. Molti paesi nel 2020 hanno aumentato il proprio squilibrio complessivo, in particolar modo la Spagna (da 73 a 139), la Grecia (da 92 a 157), l\u2019Italia (da 40 a 98), il Lussemburgo (da 62 a 107) e la Francia (da 47 a 89). In miglioramento la sola Repubblica Ceca (da 48 a 47).<\/p>\n<p><strong>Tavola 3 \u2013 Graduatoria dello squilibrio macroeconomico \u2013 Anni 2011-2020<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/2021squilibri_t3.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-5245\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/2021squilibri_t3.png\" alt=\"2021squilibri_t3\" width=\"645\" height=\"397\" \/><\/a><br \/>\n<em>Fonte<\/em>: elaborazioni su dati Commissione europea \u2013 In marrone chiaro i paesi che non appartengono all\u2019eurozona<\/p>\n<p>Al primo posto si conferma la Finlandia, con il segno positivo nella variazione quinquennale della quota di mercato dell\u2019esportazione di beni e servizi e il miglioramento del saldo delle partite correnti, anche se peggiorano soprattutto il costo del lavoro e la disoccupazione giovanile.<\/p>\n<p>Al secondo la Repubblica Ceca che scala in un anno 10 posizioni, tornando ai livelli del 2016, dopo il peggioramento del 2017-2019.<\/p>\n<p>L\u2019Italia perde ben 20 posizioni, precipitando dai primi posti agli ultimi e tornando ai livelli del 2015.<\/p>\n<p>La Germania, che era al primo posto nel 2011, scivola in decima posizione, continuando a persistere lo squilibrio eccessivo nell\u2019avanzo della bilancia commerciale, che resta al 7,4% del Pil (media triennale).<\/p>\n<p>Nelle ultime 8 posizioni si trovano solo Paesi dell\u2019Eurozona. Rispetto al 2019 perdono posizioni anche la Lituania (13) e la Francia (10).<\/p>\n<p><strong>Tavola 4 \u2013 Punteggio standardizzato per indicatore di squilibrio macroeconomico \u2013 Italia &#8211; Anni 2011-2020<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/2021squilibri_t4.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-5246\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/2021squilibri_t4.png\" alt=\"2021squilibri_t4\" width=\"789\" height=\"335\" \/><\/a><br \/>\n<em>Fonte<\/em>: elaborazioni su dati Commissione europea<\/p>\n<p>Nel 2020 l\u2019Italia, pur mantenendo due soli squilibri macroeconomici, peggiora il buon risultato conseguito negli ultimi 4 anni.<\/p>\n<p>A pesare \u00e8 particolarmente il tasso di attivit\u00e0 (15-64 anni) che \u00e8 diminuita dell\u20191,3% rispetto al 2017, sforando di 6,5 volte la soglia. Peggiorano anche la gran parte degli indicatori e tra questi il costo del lavoro per unit\u00e0 di prodotto (+5,5% in tre anni), il debito pubblico (155,6% del Pil), la variazione quinquennale della quota di mercato mondiale delle esportazioni di beni e servizi (-2,84%), la variazione annuale delle passivit\u00e0 del settore finanziario (+6,8%).<\/p>\n<p>Gli squilibri interni e quelli relativi all\u2019occupazione continuano a rappresentare i fattori preponderanti che spiegano l\u201988% del punteggio medio nel 2020, il valore pi\u00f9 alto dal 2011. Su tutti il debito delle amministrazioni pubbliche, il tasso di attivit\u00e0, ma anche il livello di disoccupazione e il debito del settore privato entrambi prossimi alla soglia massima di tolleranza.<\/p>\n<p>Tra i fattori esterni e dovuti alla competitivit\u00e0, pur non essendoci squilibri eccessivi, si registra un aumento del saldo delle partite correnti, con una media triennale di +3,2% lontana dal valore limite di +6% e il costo nominale del lavoro per unit\u00e0 di prodotto.<\/p>\n<p><strong>Conclusioni<\/strong><\/p>\n<p>Sebbene lo <em>scoreboard <\/em>abbia natura puramente indicativa e vada letto insieme ai 25 indicatori ausiliari e al quadro macroeconomico attuale, l\u2019individuazione di squilibri eccessivi e la adozione di conseguenti misure correttive, possono trarre giovamento dalla trasformazione degli indicatori in un punteggio unico standardizzato per paese.<\/p>\n<p>La decisione della Commissione europea di inviare un paese ad una analisi approfondita successiva, anzich\u00e9 su una base discrezionale motivata, come avviene ora con la Relazione sul meccanismo di allerta<a href=\"#_ftn12\" name=\"_ftnref12\">[12]<\/a>, potrebbe essere ricondotta a criteri pi\u00f9 oggettivi come l\u2019indice proposto, aggiungendo \u2013 se del caso \u2013 un peso legato all\u2019importanza di ciascun indicatore rispetto agli altri<a href=\"#_ftn13\" name=\"_ftnref13\">[13]<\/a>.<\/p>\n<p>In un\u2019ottica di sviluppo sostenibile, la valutazione dovrebbe anche includere indicatori sui risultati conseguiti in termini di decarbonizzazione dell\u2019economia e pi\u00f9 in generale nel contrasto ai cambiamenti climatici e alla protezione dell\u2019ambiente.<\/p>\n<p>Il superamento di un punteggio medio superiore a 70 (zona gialla o rossa), l\u2019aumento rispetto all\u2019anno precedente (deterioramento dello squilibrio), il peggioramento relativo rispetto agli altri paesi (perdita di posizioni nella graduatoria), sono tre fattori che, grazie all\u2019indicatore sintetico, evidenziano, presi singolarmente o nel loro insieme, la necessit\u00e0 di approfondire le cause di squilibrio e le conseguenze sull\u2019economia del paese o dell\u2019intera Unione europea.<\/p>\n<p>A causa della pandemia da Covid19 si \u00e8 fermato nel 2020 il percorso di generale riduzione degli squilibri macroeconomici che proseguiva ininterrottamente dal 2011, per riassorbire gli effetti della crisi finanziaria del 2008. Tuttavia, il peggioramento del quadro, potrebbe essere di natura temporanea ed essere parzialmente riassorbito dalla ripresa in atto nel 2021.<\/p>\n<p>L\u2019Italia ha pagato uno dei prezzi pi\u00f9 alti della pandemia in termini di squilibri macroeconomici, passando da 40 a 98 punti (a due soli punti dallo squilibrio grave) e perdendo 20 posizioni (dal terzo al ventitreesimo posto).<\/p>\n<p>_______________________________________________________<br \/>\n<a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> A partire da questa edizione il Regno Unito non \u00e8 pi\u00f9 presente,<br \/>\n<a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> I regolamenti per la <strong><a href=\"http:\/\/europa.eu\/legislation_summaries\/other\/ec0019_it.htm\">governance<\/a> economica<\/strong> previsti nel pacchetto normativo \u201csix pack\u201d del 2011 definiscono anche la procedura per gli squilibri macroeconomici (Semestre europeo).<br \/>\n<a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> Nell\u2019attuale ciclo di sorveglianza la Commissione sottoporr\u00e0 ad esame approfondito 12 Stati membri: Croazia, Cipro, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Paesi Bassi, Portogallo, Romania, Spagna, Svezia. Si tratta degli stessi Stati gi\u00e0 monitorati negli ultimi due anni e per i quali la procedura si concluse con un\u2019allerta, in particolar modo per Cipro, Grecia e Italia per i quali era stata ravvisata la presenza di gravi squilibri macroeconomici.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> I dati macroeconomici presi in considerazione sono riferiti all\u2019anno 2020, diffusi alla fine del 2021 e valutati all\u2019interno del cosiddetto semestre europeo 2022. Sebbene si tratti in alcuni casi di valori di tendenza, che non presentano forti oscillazioni, questo sfasamento temporale \u2013 di cui comunque si tiene conto nella formulazione dei giudizi \u2013 pu\u00f2 rappresentare un ulteriore limite del processo di sorveglianza, soprattutto in considerazione del fatto che, a causa dell&#8217;emergenza sanitaria provocata dal Covid-19, il quadro macroeconomico per l&#8217;anno 2020 \u00e8 stato fortemente alterato.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> Tale dimensione poteva essere rappresentata attraverso lo <em>spread<\/em>, cio\u00e8 il differenziale di rendimento rispetto ai Bund decennali della Germania degli omologhi titoli di stato nazionali oppure mediante il tasso di interesse implicito (nominale o reale), cio\u00e8 il rapporto tra gli interessi corrisposti in un anno e lo <em>stock <\/em>di debito pubblico alla fine dell\u2019anno precedente.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a> Si potrebbe utilizzare un indicatore sull\u2019entit\u00e0 dei crediti deteriorati (Non-performing loans).<br \/>\n<a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a> Il saldo dello stock dei conti finanziari nei confronti del Resto del mondo rapportato alle passivit\u00e0 finanziarie potrebbe essere un indicatore sostitutivo della posizione patrimoniale netta sull\u2019estero, mentre lo stock di passivit\u00e0 finanziarie rapportato al Pil o al Patrimonio netto rappresenterebbe un\u2019utile informazione aggiuntiva (<a href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/politiche-economiche\/europa-e-mondo\/squilibri-macroeconomici-eu\/\">Montella e Mostacci<\/a>, 2019).<br \/>\n<a href=\"#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a> E\u2019 emblematico il caso dell\u2019Irlanda che offre condizioni fiscali particolarmente favorevoli alle multinazionali che collocano l\u00ec la loro sede europea, facendo confluire sotto forma di <em>royalties<\/em> gran parte dei profitti realizzati nei singoli Paesi dell\u2019Unione.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref9\" name=\"_ftn9\">[9]<\/a> La scelta degli indicatori non \u00e8 stata fatta in sede Eurostat ma c\u2019\u00e8 stato un coinvolgimento degli statistici sulla valutazione della disponibilit\u00e0 e confrontabilit\u00e0 degli indicatori.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref10\" name=\"_ftn10\">[10]<\/a> La metodologia consiste nello \u2018standardizzare\u2019 i 14 indicatori, assegnando un valore uguale a 0 in assenza di squilibrio e graduando in maniera crescente i valori in maniera tale da avere un punteggio uguale a 100 in corrispondenza della soglia di riferimento. Un punteggio prossimo a 100 indica che si sta per raggiungere o superare la soglia, uguale a 200 che si \u00e8 sforata del doppio la soglia. Il punteggio standardizzato si ottiene effettuando il rapporto tra il valore dell\u2019indicatore e la soglia indicativa e moltiplicando il risultato per 100. Per i due indicatori che presentano un intervallo di soglia compreso tra un valore negativo e uno positivo, \u00e8 stato assegnato un punteggio uguale a 0 in corrispondenza del valore centrale dell\u2019intervallo e valori crescenti in entrambi le direzioni. Per il saldo delle partite correnti si ha 100 sia che si abbia un disavanzo del 4%, sia che si abbia un avanzo del 6% (in questo caso \u00e8 stata utilizzata la differenza relativa anzich\u00e9 il rapporto). Per i due indicatori per i quali la soglia \u00e8 differenziata a seconda dell\u2019appartenenza o meno all\u2019area dell\u2019euro \u00e8 stato considerato il valore richiesto per i paesi euro. Per avere un punteggio sintetico di ciascun Paese si calcola la media aritmetica semplice dei punteggi standardizzati dei 14 indicatori.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref11\" name=\"_ftn11\">[11]<\/a> I valori soglia di riferimento per i tre livelli di criticit\u00e0 (assente 0-70, presente 70-100 e eccessivo &gt;100) sono stati definiti in coerenza con la decisione a suo tempo presa dalla Commissione Europea nel 2015, di sottoporre i Paesi ad analisi approfondita.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref12\" name=\"_ftn12\">[12]<\/a> Nonostante i miglioramenti conseguiti e l\u2019esistenza di 2 soli squilibri, l\u2019Italia anche quest\u2019anno \u00e8 stata rinviata alla <em>In-depth review <\/em>per stabilire l\u2019esistenza di squilibri macroeconomici pi\u00f9 o meno eccessivi. La decisione presa dalla Commissione europea si basa, evidentemente, sulla necessit\u00e0 di mantenere alta l\u2019attenzione sul debito pubblico dell\u2019Italia, che pu\u00f2 rappresentare una minaccia per la stabilit\u00e0 dell\u2019Unione europea.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref13\" name=\"_ftn13\">[13]<\/a> Se, ad esempio, si ritiene che il rapporto debito\/Pil debba avere pi\u00f9 importanza degli altri indicatori, si pu\u00f2 costruire una specifica media aritmetica ponderata, anzich\u00e9 semplice. Tuttavia, in assenza di riscontri oggettivi, l\u2019attribuzione di un peso maggiore a uno o pi\u00f9 indicatori, pu\u00f2 introdurre elementi di arbitrariet\u00e0 e per questo motivo \u00e8 stata preferita la media aritmetica semplice.\u00a0 Il peso dovrebbe tenere conto anche delle correlazioni esistenti tra taluni indicatori.\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Franco Mostacci (documento .pdf) (open data) Come ogni anno, la Commissione europea ha pubblicato la tavola statistica che riassume i valori di alcuni indicatori chiave, per ciascuno dei 27 paesi dell\u2019Unione europea[1] (scoreboard).<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":"","footnotes":""},"categories":[5],"tags":[117,431,630],"class_list":["post-5240","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-europa","tag-commissione-europea","tag-patto-di-stabilita-e-crescita","tag-squilibri-macroeconomici","et-doesnt-have-format-content","et_post_format-et-post-format-standard"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5240","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5240"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5240\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5240"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5240"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5240"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}