{"id":540,"date":"2014-05-13T20:43:05","date_gmt":"2014-05-13T18:43:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.francomostacci.it\/?p=540"},"modified":"2014-05-13T20:43:05","modified_gmt":"2014-05-13T18:43:05","slug":"fact-checking-2013-quanto-sono-affidabili-le-previsioni-del-governo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/2014\/05\/13\/fact-checking-2013-quanto-sono-affidabili-le-previsioni-del-governo\/","title":{"rendered":"Fact checking 2013: quanto sono affidabili le previsioni del Governo?"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\tdi Franco Mostacci<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/previsioni.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone  wp-image-552\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/previsioni.jpg\" alt=\"previsioni\" width=\"229\" height=\"133\" \/><\/a><\/p>\n<p>All\u2019inizio di aprile, con il Documento di Economia e Finanza, \u00e8 stato diffuso il Programma di Stabilit\u00e0, che oltre a tracciare un consuntivo dell\u2019anno appena trascorso, offre una previsione dell\u2019andamento macroeconomico e dei saldi di finanza pubblica dal 2014 al 2018. A distanza di alcuni giorni, sono stati resi noti da Eurostat i dati della procedura per deficit eccessivi. All\u2019esito del <em>fact checking<\/em> si conferma, anche nel 2013, uno scostamento per i principali aggregati, tra i dati di preventivo e quelli di consuntivo.<!--more-->Con la notifica alla Commissione europea prevista dalla procedura per deficit eccessivi[1], \u00e8 possibile verificare, a distanza di un anno, la bont\u00e0 delle previsioni governative. L\u2019esercizio pu\u00f2 essere utile anche per avere indicazioni sull\u2019affidabilit\u00e0 delle stime per l\u2019anno in corso, da cui conseguono le decisioni di politica economica.<\/p>\n<p>Nel 2013[2], il Pil nominale per l\u2019insieme dei 18 Paesi dell\u2019Unione Monetaria Europea (UEM) \u00e8 risultato inferiore di 55 miliardi di euro rispetto a quanto previsto (tavola 1). L\u2019aumento rispetto al 2012, inizialmente stimato in 1,5%, si \u00e8 ridotto all\u20191%, per il prolungarsi della crisi economica[3]. Anche l\u2019avanzo primario \u00e8 risultato peggiore di 56 miliardi di euro, ma grazie a una minore spesa per interessi, l\u2019indebitamento netto \u00e8 cresciuto solo di 42 miliardi di euro. Il debito pubblico \u00e8 aumentato in misura leggermente inferiore al previsto grazie a una ridotta esposizione finanziaria (raccordo disavanzo\/debito).<\/p>\n<p>Le previsioni per il 2014 poggiano su una definitiva ripresa economica. Il Pil nominale \u00e8 dato in crescita del 2,6% e il debito pubblico del 3,4%, con un nuovo aumento del rapporto debito\/Pil.<\/p>\n<p>L\u2019analisi aggregata nasconde profonde differenze tra i diversi Paesi.<\/p>\n<p>L\u2019Italia (tavola 2) \u00e8 tra quelli che nel 2013 ha registrato un peggioramento rispetto alle previsioni. Il Pil nominale, anzich\u00e9 crescere dello 0,5%, come annunciato ad aprile 2013 dal governo Monti uscente, \u00e8 diminuito dello 0,4%, con uno scarto di 13 miliardi di euro. L\u2019avanzo primario \u00e8 peggiorato di 3,7 miliardi, mentre la spesa per interessi \u00e8 migliorata di 1,8 miliardi, producendo un surplus di indebitamento pari a 1,9 miliardi di euro. Il maggior esborso finanziario, dovuto al pagamento dei debiti pregressi della pubblica amministrazione, ha causato un aumento del debito pubblico di 17,8 miliardi di euro in pi\u00f9 rispetto a quanto atteso.<\/p>\n<p>Per il 2014, il governo Renzi predice un aumento del Pil dell\u20191,7%, mentre il debito pubblico dovrebbe arrivare al 134,9% del Pil. Le stime sulla crescita del Pil (in termini reali) del 2014, effettuate dai governi che si sono succeduti, sono progressivamente peggiorate nel corso del tempo (tavola 3). Le principali istituzioni internazionali ipotizzano al momento un valore di 0,5-0,6%, inferiore allo 0,8% previsto dal Governo.<\/p>\n<p>La sovrastima del Pil &#8211; o specularmente la sottovalutazione degli effetti della crisi economica &#8211; sembra essere una costante di questi ultimi anni (figura 1). Nel periodo 2008-2013 l\u2019Italia, al pari della Francia, ha preventivato un Pil nominale mediamente superiore dell\u20191,4% rispetto al dato che poi si \u00e8 realizzato. Di contro, in Germania il dato finale prevale dello 0,8% rispetto alla stima iniziale.<\/p>\n<p>In Italia, la sovrastima del Pil nominale in fase di previsione si scompone in un errore di 1,1% nella stima della crescita reale e di 0,3% per quanto riguarda il deflatore (figura 2). La sopravvalutazione del Pil reale ha carattere sistematico in tutti gli anni considerati.<\/p>\n<p>In termini di saldo primario rispetto al Pil (figura 3), la Germania e l\u2019Italia sono gli unici Paesi ad aver conseguito nel 2013 un avanzo superiore al 2%, con la Uem al -0,1%; particolarmente critica \u00e8 risultata la situazione in Grecia (-8,7%), Spagna (-3,7%), Irlanda (-2,5%) e Francia (-2%).<\/p>\n<p>La Grecia (che aveva addirittura previsto per un avanzo primario), la Spagna e la Francia hanno pesantemente rivisto al ribasso le stime iniziali. A conti fatti, si \u00e8 avuto, invece, un miglioramento in Germania e Austria e in misura minore in Olanda e Irlanda.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda l\u2019indebitamento rispetto al Pil (figura 4), nel 2013 l\u2019Uem rientra nella soglia del 3% prevista dal Patto di Stabilit\u00e0 (non accadeva dal 2009) e un ulteriore miglioramento \u00e8 previsto per il 2014 (-2,4%). La Germania \u00e8 l\u2019unico Paese a registrare un accreditamento mentre particolarmente pesante \u00e8, ancora una volta, la situazione greca (12,7% a fronte di un 1,9% preventivato). Ad eccezione di Austria e Paesi Bassi in tutta la Uem \u00e8 prevista nel 2014 una riduzione dell\u2019indebitamento.<\/p>\n<p>La presenza di flussi finanziari al di fuori del conto economico (raccordo disavanzo\/debito) pu\u00f2 incidere sul debito pubblico. Nel 2013, ci\u00f2 \u00e8 avvenuto principalmente in Italia (2,1%) e in Finlandia (1,5%), con un effetto medio dello 0,2% nella Uem (figura 5).<\/p>\n<p>Il debito pubblico in rapporto al Pil (figura 6), evidenzia la principale criticit\u00e0 dei conti pubblici italiani, una delle ragioni per cui la Commissione europea ha denunciato la presenza di squilibri macroeconomici eccessivi. Il fatto che la Grecia si trovi in una situazione peggiore di quella italiana non rappresenta una consolazione. Ad eccezione della Finlandia, tutti i principali Paesi dell\u2019UEM si trovano ben al di sopra della soglia di riferimento del 60% e nel 2014 il debito pubblico \u00e8 previsto in aumento ovunque, tranne che in Germania, Irlanda e Portogallo.<\/p>\n<p>Con 82 miliardi di euro di interessi, l\u2019Italia nel 2013 ha continuato a pagare un servizio del debito pubblico pi\u00f9 costoso di tutti gli altri Paesi (figura 7). Nonostante il leggero miglioramento, il tasso di interesse implicito (4,1%) \u00e8 risultato ben pi\u00f9 alto della media Uem (3,2%) e della Germania (2,7%).<\/p>\n<p>Con l\u2019entrata in vigore delle nuove regole previste dal Six Pack e dal Trattato sulla stabilit\u00e0, sul coordinamento e sulla governance (TSCG), pi\u00f9 noto come<em> fiscal compact<\/em>, i Paesi aderenti all\u2019Uem dovrebbero rispettare il Patto di stabilit\u00e0 e perseguire il raggiungimento dell\u2019obiettivo di medio termine[4].<\/p>\n<p>Affinch\u00e9 la Commissione Europea possa monitorare i dati di finanza pubblica, \u00e8 necessario che le previsioni fornite dai governi rispecchino il pi\u00f9 fedelmente possibile la realt\u00e0. Una sottovalutazione di quanto accade pu\u00f2 riflettersi in una politica economica inadeguata, che mette a repentaglio lo sviluppo e il consolidamento fiscale. Ci\u00f2 \u00e8 quanto sta avvenendo da alcuni anni. Anche per il 2014, in cui dovrebbe iniziare a consolidarsi la ripresa economica, l\u2019accuratezza delle previsioni, particolarmente in Italia, pu\u00f2 essere influenzata da calcoli di convenienza politica piuttosto che da considerazioni di natura strettamente economica.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline; color: #ff0000;\">Appendice statistica<\/span><\/p>\n<p><strong>Tavola 1 \u2013 Principali aggregati di finanza pubblica e Pil \u2013 UEM &#8211; Anni 2013-2014 <\/strong><em>(milioni di euro)<\/em><a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/factcheck2013_tav1.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-541\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/factcheck2013_tav1.png\" alt=\"factcheck2013_tav1\" width=\"793\" height=\"323\" srcset=\"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/factcheck2013_tav1.png 793w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/factcheck2013_tav1-300x122.png 300w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/factcheck2013_tav1-768x313.png 768w\" sizes=\"(max-width: 793px) 100vw, 793px\" \/><\/a>Il debito pubblico \u00e8 al lordo di 230.950 milioni di euro di prestiti intergovernativi. Il tasso di interesse implicito \u00e8 il rapporto tra la spesa per interessi di un anno e lo stock di debito pubblico dell\u2019anno precedente.<br \/>\n<em>Fonte:<\/em> elaborazioni su dati Eurostat \u2013 EDP notification tables<\/p>\n<p><strong>Tavola 2 \u2013 Principali aggregati di finanza pubblica e Pil \u2013 Italia &#8211; Anni 2013-2014 <\/strong><em>(milioni di euro)<\/em><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/factcheck2013_tav2.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-542\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/factcheck2013_tav2.png\" alt=\"factcheck2013_tav2\" width=\"793\" height=\"323\" srcset=\"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/factcheck2013_tav2.png 793w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/factcheck2013_tav2-300x122.png 300w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/factcheck2013_tav2-768x313.png 768w\" sizes=\"(max-width: 793px) 100vw, 793px\" \/><\/a>Il debito pubblico \u00e8 al lordo dei prestiti intergovernativi. Il tasso di interesse implicito \u00e8 il rapporto tra la spesa per interessi di un anno e lo stock di debito pubblico dell\u2019anno precedente.<br \/>\n<em>Fonte:<\/em> elaborazioni su dati Eurostat \u2013 EDP notification tables.<\/p>\n<p><strong>Tavola 3 \u2013 Stime sulla crescita del Pil a prezzi costanti per il 2014 \u2013 Italia <\/strong><em>(milioni di euro)<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/factcheck2013_tav3.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-544\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/factcheck2013_tav3.png\" alt=\"factcheck2013_tav3\" width=\"793\" height=\"256\" srcset=\"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/factcheck2013_tav3.png 793w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/factcheck2013_tav3-300x97.png 300w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/factcheck2013_tav3-768x248.png 768w\" sizes=\"(max-width: 793px) 100vw, 793px\" \/><\/a><br \/>\n<\/em><\/p>\n<p><strong>Figura 1 \u2013 Scarto tra la previsione e il consuntivo del Pil nominale \u2013 Anni 2008-2013 <\/strong><em>(variazioni percentuali)<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/factcheck2013_fig1.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-545\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/factcheck2013_fig1.png\" alt=\"factcheck2013_fig1\" width=\"808\" height=\"465\" srcset=\"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/factcheck2013_fig1.png 808w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/factcheck2013_fig1-300x173.png 300w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/factcheck2013_fig1-768x442.png 768w\" sizes=\"(max-width: 808px) 100vw, 808px\" \/><\/a>Fonte:<\/em> elaborazioni su dati Eurostat \u2013 EDP notification tables.<\/p>\n<p><strong>Figura 2 \u2013 Scomposizione dello scarto tra previsione e consuntivo del Pil nominale \u2013 Italia &#8211; Anni 2008-2013 <\/strong><em>(variazioni percentuali)<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/factcheck2013_fig2.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-546\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/factcheck2013_fig2.png\" alt=\"factcheck2013_fig2\" width=\"763\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/factcheck2013_fig2.png 763w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/factcheck2013_fig2-300x195.png 300w\" sizes=\"(max-width: 763px) 100vw, 763px\" \/><\/a>Fonte:<\/em> elaborazioni su dati Eurostat (EDP notification tables), Mef (Documento di Economia e Finanza), Istat (Conti nazionali)<\/p>\n<p><strong>Figura 3 \u2013Saldo primario in percentuale del Pil per i principali Paesi dell\u2019UEM \u2013 Anni 2013-2014<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/factcheck2013_fig3.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-547\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/factcheck2013_fig3.png\" alt=\"factcheck2013_fig3\" width=\"808\" height=\"478\" srcset=\"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/factcheck2013_fig3.png 808w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/factcheck2013_fig3-300x177.png 300w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/factcheck2013_fig3-768x454.png 768w\" sizes=\"(max-width: 808px) 100vw, 808px\" \/><\/a><em>Fonte:<\/em> elaborazioni su dati Eurostat \u2013 EDP notification tables<\/p>\n<p><strong>Figura 4 \u2013Indebitamento netto in percentuale del Pil per i principali Paesi dell\u2019UEM \u2013 Anni 2013-2014<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/factcheck2013_fig4.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-548\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/factcheck2013_fig4.png\" alt=\"factcheck2013_fig4\" width=\"808\" height=\"461\" srcset=\"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/factcheck2013_fig4.png 808w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/factcheck2013_fig4-300x171.png 300w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/factcheck2013_fig4-768x438.png 768w\" sizes=\"(max-width: 808px) 100vw, 808px\" \/><\/a><em>Fonte:<\/em> elaborazioni su dati Eurostat \u2013 EDP notification tables<\/p>\n<p><strong>Figura 5 \u2013Raccordo disavanzo\/debito in percentuale del Pil per i principali Paesi dell\u2019UEM \u2013 Anni 2013-2014<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/factcheck2013_fig5.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-549\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/factcheck2013_fig5.png\" alt=\"factcheck2013_fig5\" width=\"808\" height=\"478\" srcset=\"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/factcheck2013_fig5.png 808w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/factcheck2013_fig5-300x177.png 300w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/factcheck2013_fig5-768x454.png 768w\" sizes=\"(max-width: 808px) 100vw, 808px\" \/><\/a><em>Fonte:<\/em> elaborazioni su dati Eurostat \u2013 EDP notification tables<\/p>\n<p><strong>Figura 6 \u2013Debito pubblico in percentuale del Pil per i principali Paesi dell\u2019UEM \u2013 Anni 2013-2014<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/factcheck2013_fig6.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-550\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/factcheck2013_fig6.png\" alt=\"factcheck2013_fig6\" width=\"1002\" height=\"593\" srcset=\"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/factcheck2013_fig6.png 1002w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/factcheck2013_fig6-300x178.png 300w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/factcheck2013_fig6-768x455.png 768w\" sizes=\"(max-width: 1002px) 100vw, 1002px\" \/><\/a><em>Fonte:<\/em> elaborazioni su dati Eurostat \u2013 EDP notification tables<\/p>\n<p><strong>Figura 7 \u2013 Tasso di interesse implicito sul debito pubblico per i principali Paesi dell\u2019UEM \u2013 Anni 2013-2014<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/factcheck2013_fig7.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-551\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/factcheck2013_fig7.png\" alt=\"factcheck2013_fig7\" width=\"808\" height=\"478\" srcset=\"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/factcheck2013_fig7.png 808w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/factcheck2013_fig7-300x177.png 300w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/factcheck2013_fig7-768x454.png 768w\" sizes=\"(max-width: 808px) 100vw, 808px\" \/><\/a><em>Fonte:<\/em> elaborazioni su dati Eurostat \u2013 EDP notification tables<\/p>\n<p>[1] Nell\u2019ambito del Patto di Stabilit\u00e0 e Crescita, tutti gli Stati Membri inviano alla Commissione Europea, i dati di finanza pubblica (spesa per interessi, indebitamento, debito) in termini assoluti e in rapporto al Pil, per gli ultimi 4 anni e una previsione per l\u2019anno in corso. La notifica \u00e8 ripetuta 2 volte l\u2019anno: il 31 marzo e il 30 settembre. Per l\u2019Italia \u00e8 effettuata dall\u2019Istituto Nazionale di Statistica. Entro il 30 aprile, in ottemperanza alle regole del semestre europeo, gli Stati Membri trasmettono alle istituzioni europee il Programma di stabilit\u00e0 e il Programma nazionale delle riforme, che contengono gli elementi di valutazione sul rispetto dei vincoli definiti dal Patto di stabilit\u00e0 e crescita. In Italia, il Programma di stabilit\u00e0 e il Programma nazionale delle riforme coincidono rispettivamente con le sezioni I e III del Documento di Economia e Finanza presentato al Parlamento entro il 10 aprile.<\/p>\n<p>[2] Il dato consuntivo del 2013 \u00e8 provvisorio e sar\u00e0 soggetto in futuro a revisioni.<\/p>\n<p>[3] <em>Forecast accuracy can be shown to depend on the cyclical position with forecast errors being typically larger in and around economic recessions\u2026.One reason for the poorer forecasting performance in recessions is the difficulty in predicting turning points. Another is that GDP forecasts tend to be overly optimistic in a recessionary environment<\/em>\u201d \u2013 Commissione Europea, <a href=\"http:\/\/ec.europa.eu\/economy_finance\/eu\/forecasts\/2013_spring_forecast_en.htm#forecasts-noneu\">The European Economic Forecasts \u2013 Spring 2013<\/a><\/p>\n<p>[4] F. Mostacci, <a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/?p=97\"><em>La regola del debito e il disavanzo strutturale tra falsi miti e realt\u00e0<\/em><\/a>\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Franco Mostacci All\u2019inizio di aprile, con il Documento di Economia e Finanza, \u00e8 stato diffuso il Programma di Stabilit\u00e0, che oltre a tracciare un consuntivo dell\u2019anno appena trascorso, offre una previsione dell\u2019andamento macroeconomico e dei saldi di finanza pubblica dal 2014 al 2018. 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