{"id":5797,"date":"2022-07-26T17:27:42","date_gmt":"2022-07-26T15:27:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.francomostacci.it\/?p=5797"},"modified":"2022-07-26T17:27:42","modified_gmt":"2022-07-26T15:27:42","slug":"dopo-quasi-40-anni-e-tornato-lo-spettro-dellinflazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/2022\/07\/26\/dopo-quasi-40-anni-e-tornato-lo-spettro-dellinflazione\/","title":{"rendered":"Dopo quasi 40 anni \u00e8 tornato lo spettro dell\u2019inflazione"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\tdi <strong>Franco Mostacci<\/strong><br \/>\npubblicato su <a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/in-edicola\/articoli\/2022\/07\/25\/quarantanni-di-inflazione-perche-oggi-e-speculativa\/6741199\/\" target=\"_blank\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Il fatto Quotidiano<\/strong><\/span><\/a> del 25 luglio 2022<br \/>\npubblicato su <a href=\"www.ilfoglietto.it\" target=\"_blank\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Il Foglietto della Ricerca<\/strong><\/span><\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/carrello-della-spesa.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone  wp-image-5800\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/carrello-della-spesa.jpg\" alt=\"carrello della spesa\" width=\"200\" height=\"150\" \/><\/a><\/p>\n<p>A giugno l\u2019inflazione ha raggiunto l\u20198%, con una crescita ininterrotta da gennaio 2021, dopo che nel 2020 \u2013 anno di inizio della pandemia e delle restrizioni alla vita sociale \u2013 era stata addirittura negativa.<\/p>\n<p><!--more-->Gli annali statistici dicono che per trovare un valore pi\u00f9 alto bisogna risalire a 36 anni fa e pi\u00f9 precisamente a gennaio 1986, quando il termometro dell\u2019inflazione segnava + 8,2%, in raffreddamento dopo il picco di +19,3% di giugno 1981, con la doppia cifra che aveva resistito fino a settembre 1984.<\/p>\n<p>Un tuffo nel passato ci riporta al 1979, quando fu adottato il sistema monetario europeo (Sme), che legava il cambio di otto valute (tra cui il marco tedesco e il franco francese) ad una banda di oscillazione che per la lira era fissato al 6%. All\u2019inizio degli anni \u201980 del secolo scorso, si consum\u00f2 il divorzio tra il Tesoro e la Banca d\u2019Italia, che sanc\u00ec la fine dell\u2019obbligo per la Banca centrale di acquistare i titoli di stato invenduti. Il debito pubblico inizi\u00f2 a salire, i salari erano agganciati alla scala mobile, l\u2019Italia era nel pieno della prima Repubblica, la Banca d\u2019Italia con l\u2019allora governatore Ciampi faceva i salti mortali per difendere il cambio della lira dagli attacchi speculativi delle altre monete e nel 1986 il presidente del consiglio Craxi tent\u00f2 inutilmente di introdurre la lira pesante, con un valore di mille volte quello in circolazione.<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 del diverso contesto storico e politico, il confronto tra l\u2019inflazione di allora e quella di oggi presenta caratteristiche strutturali ben differenti.<\/p>\n<p>Il paniere del 1986 ospitava per la prima volta gli \u201chome computer\u201d come il Commodore e l\u2019Atari, gli antesignani dei personal computer. Tra i generi alimentari, entravano come consumi abituali il petto di tacchino, la passata di pomodoro, il cioccolato in crema (al secolo Nutella). E nell\u2019abbigliamento i jeans, la maglietta polo e il tailleur primaverile. Alla benzina super e normale, si aggiunse anche il gasolio per i motori diesel. Da quell\u2019anno, finirono invece nell\u2019obl\u00eco la pentola smaltata, il nastro per macchina da scrivere, la carta carbone, la cinepresa super8 con annessa pellicola, la radiolina portatile, la domestica a tutto servizio, la rasatura della barba, il canone per la radio e i corsi di stenografia.<\/p>\n<p><strong>Coefficienti di ponderazione degli indici dei prezzi al consumo per capitolo di spesa \u2013 anni 1986 e 2022<\/strong> (valori percentuali)<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/2022_inflazione_Fig1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-5798\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/2022_inflazione_Fig1-1024x546.jpg\" alt=\"2022_inflazione_Fig1\" width=\"474\" height=\"252\" \/><\/a><br \/>\n<em>Fonte<\/em>: elaborazioni su dati Istat<\/p>\n<p>Nel 1986, pi\u00f9 di un quarto della spesa delle famiglie era destinato al consumo alimentare, un valore che oggi si \u00e8 ridotto al 18,4%: il pane \u00e8 passato da 1,6% a 0,9%, la pasta da 0,7% a 0,5%, le carni da 8,8% a 4,7%, il latte da 1,1% a 0,5%, i formaggi da 2,4% a 1,2%, la frutta da 2,4% a 1,4% e gli ortaggi freschi da 2,7% a 1,8%. I primi 4 capitoli di spesa, in cui, a parte i tabacchi, si concentrano la maggior parte dei consumi primari, rappresentavano 36 anni fa quasi la met\u00e0 della spesa, un valore che oggi si \u00e8 ridotto di 10 punti percentuali. Tutti gli altri capitoli hanno, invece, acquisito nel tempo una maggiore importanza. Il peso dei prodotti energetici \u00e8 passato da 8,1% a 9,2% e l\u2019acquisto di beni che allora assorbiva il 68,8% del totale \u00e8 sceso al 58,5%, mentre in misura complementare il peso dei servizi \u00e8 cresciuto del 10%.<\/p>\n<p>Se la struttura dei consumi rispetto ad oggi era assai diversa, ancor di pi\u00f9 lo \u00e8 il contributo all\u2019inflazione, che tiene conto anche della dinamica dei prezzi.<\/p>\n<p><strong>Contributi alla variazione degli indici dei prezzi al consumo per capitolo di spesa e tipologia di prodotto \u2013 gennaio 1986 e giugno 2022<\/strong> (valori percentuali)<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/2022_inflazione_Tav1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-5799\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/2022_inflazione_Tav1.jpg\" alt=\"2022_inflazione_Tav1\" width=\"765\" height=\"512\" \/><\/a><br \/>\n<em>Fonte<\/em>: elaborazioni su dati Istat<\/p>\n<p>A gennaio 1986 i maggiori contributi alla variazione dell\u2019indice dei prezzi al consumo erano dovute ai generi alimentari (+2,3%), abbigliamento e calzature (+1%), tempo libero, spettacoli e cultura (+0,9%), servizi ricettivi e di ristorazione (+0,9%). Attualmente, invece, in testa ci sono le spese per l\u2019abitazione (+3%), i trasporti (+1,9%) e i generi alimentari (+1,7%).<\/p>\n<p>Assai significativa \u00e8 la scomposizione per tipologia, che si ottiene da una differente riclassificazione del paniere. Oggi, oltre la met\u00e0 del totale \u00e8 dovuta ai beni energetici (+4,1<em>%)<\/em><em> e in particolar modo alla bolletta della luce (1,59 punti), del gas (1,36), ai carburanti (1,15)<\/em>, mentre a gennaio 1986 la componente energetica era ininfluente.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 in generale, possiamo dire che, mentre a met\u00e0 degli anni \u201980 l\u2019aumento dei prezzi al consumo si formava in prevalenza sul mercato interno ed era trainato dalla domanda di beni e servizi, quella che stiamo vivendo \u00e8 un\u2019inflazione dovuta ai costi dei beni energetici, causata da speculazioni finanziarie sui mercati internazionali. Difatti, anche la componente di fondo dell\u2019inflazione, calcolata escludendo i beni alimentari non lavorati e i beni energetici, se allora era pari a 6,7% ora \u00e8 molto pi\u00f9 contenuta (3,8%).<\/p>\n<p>Un brutto colpo per le famiglie italiane, per le quali lo spettro dell\u2019inflazione, con tutto quello che ne consegue, era ormai solo uno sbiadito ricordo. Se nei prossimi mesi, come \u00e8 lecito attendersi, il prezzo degli energetici dovesse sgonfiarsi, anche la fiammata inflazionistica potrebbe rientrare. Per\u00f2, in assenza di un meccanismo di adeguamento automatico degli stipendi (la scala mobile fu definitivamente abrogata a luglio 1992 con il governo Amato), rester\u00e0 una perdita secca nel potere d\u2019acquisto di coloro che vivono di un reddito fisso.<\/p>\n<p>Molti contratti collettivi, sia pubblici che privati, sono scaduti da anni, come ammesso dallo stesso Draghi nell\u2019ultimo discorso alle Camere. In ogni caso, la rivalutazione degli stipendi, legata all&#8217;indice dei prezzi al consumo armonizzati al netto dei prodotti energetici importati, \u00e8 prevista nella misura del 4,7% per il 2022, un valore ben pi\u00f9 basso dell&#8217;inflazione media attesa e insufficiente a riempire il carrello della spesa, i cui prezzi sono cresciuti dell\u20198,2% nell\u2019ultimo anno.<\/p>\n<p>Il bonus da 200 euro una tantum, concesso ai lavoratori dipendenti che guadagnano meno di 35 mila euro lordi con il decreto Aiuti, rappresenta una compensazione solo parziale della perdita di potere d\u2019acquisto e, in assenza di un Governo con pieni poteri, ben poco si potr\u00e0 fare nei prossimi mesi per aiutare le famiglie in difficolt\u00e0.\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Franco Mostacci pubblicato su Il fatto Quotidiano del 25 luglio 2022 pubblicato su Il Foglietto della Ricerca A giugno l\u2019inflazione ha raggiunto l\u20198%, con una crescita ininterrotta da gennaio 2021, dopo che nel 2020 \u2013 anno di inizio della pandemia e delle restrizioni alla vita sociale \u2013 era stata addirittura negativa.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":"","footnotes":""},"categories":[10],"tags":[148,316,422,462],"class_list":["post-5797","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-prezzi","tag-core-inflation","tag-inflazione","tag-paniere","tag-potere-dacquisto","et-doesnt-have-format-content","et_post_format-et-post-format-standard"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5797","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5797"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5797\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5797"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5797"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5797"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}