{"id":614,"date":"2014-06-16T21:53:53","date_gmt":"2014-06-16T19:53:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.francomostacci.it\/?p=614"},"modified":"2014-06-16T21:53:53","modified_gmt":"2014-06-16T19:53:53","slug":"i-modesti-effetti-degli-80-euro-in-busta-paga","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/2014\/06\/16\/i-modesti-effetti-degli-80-euro-in-busta-paga\/","title":{"rendered":"I modesti effetti degli 80 euro in busta paga"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\tdi Monica Montella e Franco Mostacci<br \/>\npubblicato su <a href=\"Il%20bonus fiscale di 80 euro mensili, che ha rappresentato uno slogan comunicativo di grande impatto mediatico, corrisponde a un importo massimo di 640 euro per il 2014 ed \u00e8 riservato ai lavoratori dipendenti e assimilati che hanno un reddito da lavoro dipendente fino  a 26.000 euro[1]. Il decreto legge 66\/2014 che lo ha istituito ha suscitato alcune perplessit\u00e0 che andrebbero approfondite[2].  In Italia, il sistema di tassazione \u00e8 di tipo individuale e non dipende dal reddito percepito dai diversi componenti del nucleo familiare. Ci\u00f2 significa che a parit\u00e0 di composizione e di reddito complessivo familiare, con il bonus calcolato sul reddito individuale si creano condizioni di disparit\u00e0 tra famiglie monoreddito con figli a carico che non ricevono alcun beneficio dalla manovra governativa e famiglie, magari con pi\u00f9 redditi e senza figli, che percepiranno pi\u00f9 bonus.  Il credito inoltre esclude dal rimborso gli incapienti e i percettori di reddito che non appartengono alla categoria dei lavoratori dipendenti, e occorre sottolineare che le disposizioni del decreto si applicano solo per il periodo d\u2019imposta 2014. In definitiva, solo con la dichiarazione dei redditi, che avverr\u00e0 a maggio 2015, ciascun lavoratore potr\u00e0 sapere esattamente a quanto ammonta il bonus ricevuto e non saranno infrequenti i casi di restituzione al fisco di somme impropriamente ricevute nel corso del 2014.  Per avere un\u2019idea della platea dei possibili beneficiari si pu\u00f2 considerare che i lavoratori dipendenti che hanno presentato la dichiarazione dei redditi nel 2012 sono stati 20 milioni e 790 mila, di cui circa 11 milioni hanno un reddito compreso nella fascia interessata al bonus (Mef, Dipartimento delle Finanze). Ulteriori beneficiari di un bonus parziale sono anche tutti quei lavoratori dipendenti che hanno un reddito annuale basso, avendo lavorato soltanto alcuni mesi.  Per approfondire ulteriormente la questione presentiamo di seguito i risultati di una ricerca condotta a partire dai dati dell\u2019indagine campionaria della Banca d\u2019Italia sui redditi delle famiglie riferita all\u2019anno 2012[3].  Da questa analisi emerge che a ottenere il bonus sar\u00e0 il 57,4% dei lavoratori dipendenti  e assimilati, che riceveranno un importo medio di 558 euro (tavola 1). L\u2019analisi per decili di famiglie consente di capire meglio a chi andranno i benefici della manovra fiscale e le conclusioni si sposano con gli altri studi scientifici gi\u00e0 pubblicati[4]. Su 100 famiglie italiane solo 39 ricevono il bonus (tavola 2). Ma l\u2019aspetto pi\u00f9 deludente \u00e8 che soltanto il 22% della porzione pi\u00f9 povera di popolazione percepisce il bonus, ricavandone mediamente soltanto 96 euro l\u2019anno in pi\u00f9 (+1,3%), mentre il 10% delle famiglie con un reddito gi\u00e0 pi\u00f9 elevato riceve maggiori entrate per 243 euro l\u2019anno (+0,3%). Pi\u00f9 in generale, si nota che, in conseguenza della manovra, sono soprattutto le famiglie con un reddito medio-alto quelle che beneficiano maggiormente del bonus.  Se si tiene conto della numerosit\u00e0 dei nuclei familiari (tavola 3)[5], si evidenzia una distribuzione dei redditi equivalenti che favorisce le classi centrali.  L\u2019effetto redistributivo del bonus \u00e8 solo di lieve entit\u00e0, come mostra l\u2019indice di concentrazione di Gini che si riduce di soli due decimi di punti[6]. La propensione al  consumo, che, come noto, diminuisce all\u2019aumentare del reddito, \u00e8 uguale sia nel gruppo dei beneficiari sia in quello dei non beneficiari, come risulta dalle elaborazioni condotte sui dati dell\u2019indagine della Banca d\u2019Italia.  Una valutazione obiettiva sull\u2019efficacia del provvedimento  varato dal governo Renzi  dipende naturalmente dagli obiettivi che essa si prefigge e dalle coperture finanziarie utilizzate per sostenere il bonus fiscale[7].  Se lo scopo fosse stato quello di rilanciare la crescita, si deve constatare con rammarico che l\u2019impatto sar\u00e0 estremamente modesto. L\u2019importo redistribuito nel 2014 (circa 6,6 miliardi di euro secondo la stima effettuata dai tecnici del Senato),  sar\u00e0  solo dello 0,4% del Pil e assumendo una propensione al consumo di 0,8% l\u2019incremento atteso della domanda scende allo 0,32%[8]. Se poi si considera  il minor consumo privato (se il bonus \u00e8 finanziato con un aumento della tassazione) o pubblico (nella misura in cui il bonus \u00e8 finanziato attraverso un taglio della spesa della PA) se ne deduce che la manovra avr\u00e0 un effetto trascurabile sul Pil e, quindi, sulla crescita.  Tanto pi\u00f9 che entro il 15 gennaio 2015, sar\u00e0 adottato un decreto per aumentare le aliquote di imposta e ridurre le agevolazioni e le detrazioni fiscali per conseguire un maggior gettito di 3 miliardi nel 2015, 7 miliardi nel 2016 e 10 miliardi dal 2017 (DEF 2014)[9].  Ma, eliminando l\u2019ipotesi di un beneficio sulla crescita, si potrebbe ritenere che l\u2019obiettivo del Governo fosse operare una redistribuzione dei redditi, in considerazione della forte disuguaglianza esistente in Italia. Ma anche a questo scopo il provvedimento, come si \u00e8 visto, risulta inefficace, perch\u00e9 la concentrazione dei redditi si riduce solo marginalmente.  D\u2019altra parte se la finalit\u00e0 era la maggiore equit\u00e0 sociale, sarebbe stato opportuno utilizzare strumenti diversi per l\u2019individuazione dei beneficiari, primo fra tutti quello dell\u2019indicatore Isee[10].  A riguardo \u00e8 opportuno aggiungere che ben pi\u00f9 efficace poteva essere l\u2019introduzione di una forma di reddito minimo per coloro che versano in uno stato di deprivazione materiale [11]. Una manovra di questo tipo infatti, avrebbe avuto il vantaggio di determinare un maggiore impatto sui consumi e una pi\u00f9 accentuata riduzione delle disuguaglianze sociali. Un effetto aggiuntivo sulla crescita poteva essere, poi, ottenuto se ai destinatari del reddito minimo, ma anche agli attuali percettori di ammortizzatori sociali, venisse chiesto in cambio un impegno lavorativo in settori pubblici strategici che offrono un servizio a pagamento (svolgere la funzione di custodi in musei, siti archeologici, parchi pubblici, ecc. per consentire, ad esempio, un orario prolungato del servizio di apertura).  In alternativa ai trasferimenti monetari, una maggiore inclusione sociale potrebbe essere raggiunta anche con trasferimenti pubblici in natura diretti ai ceti meno abbienti (con strumenti come i buoni alimentari e l\u2019edilizia popolare), ma ad esempio anche attraverso il sostegno del tempo pieno nell\u2019istruzione pubblica per favorire in misura maggiore il lavoro femminile, oppure rafforzando l\u2019assistenza sanitaria pubblica e sociale. In questo caso, la riduzione delle disuguaglianze si avrebbe in termini di capabilities, cio\u00e8 di opportunit\u00e0 materiali da cogliere all\u2019interno della societ\u00e0.  C\u2019\u00e8 tuttavia da considerare che la platea dei beneficiari del reddito minimo o dei trasferimenti in natura sarebbe risultata minore di quella del decreto proposto, i tempi di realizzazione sarebbero stati pi\u00f9 lunghi e nell\u2019immediato l\u2019impatto in termini di consenso politico ed elettorale sarebbe stato inferiore.  In conclusione, al di l\u00e0 del beneficio economico che solo alcune famiglie percepiranno, il bonus come previsto nell\u2019attuale decreto non appare una misura idonea a dare nuovo slancio all\u2019economia italiana n\u00e9 capace di incidere significativamente sulle condizioni di vita delle famiglie pi\u00f9 disagiate; n\u00e9 si tratta di una misura strutturale, dal momento che le coperture del decreto sono una tantum. - See more at: http:\/\/www.economiaepolitica.it\/index.php\/distribuzione-e-poverta\/i-modesti-effetti-degli-80-euro-in-busta-paga\/#.U6CcYSjyAvY\" target=\"_blank\"><strong>Economia e Politica<\/strong><\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/80euro.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone  wp-image-619\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/80euro.jpg\" alt=\"80euro\" width=\"185\" height=\"158\" \/><\/a><\/p>\n<p>Il bonus fiscale di 80 euro mensili, che ha rappresentato uno slogan comunicativo di grande impatto mediatico, corrisponde a un importo massimo di 640 euro per il 2014 ed \u00e8 riservato ai lavoratori dipendenti e assimilati che hanno un reddito da lavoro dipendente fino \u00a0a 26.000 euro<strong>[1]<\/strong>. Il decreto legge 66\/2014 che lo ha istituito ha suscitato alcune perplessit\u00e0 che andrebbero approfondite<strong>[2]<\/strong>.<!--more--><\/p>\n<p>In Italia, il sistema di tassazione \u00e8 di tipo individuale e non dipende dal reddito percepito dai diversi componenti del nucleo familiare. Ci\u00f2 significa che a parit\u00e0 di composizione e di reddito complessivo familiare, con il bonus calcolato sul reddito individuale si creano condizioni di disparit\u00e0 tra famiglie monoreddito con figli a carico che non ricevono alcun beneficio dalla manovra governativa e famiglie, magari con pi\u00f9 redditi e senza figli, che percepiranno pi\u00f9 bonus.<\/p>\n<p>Il credito inoltre esclude dal rimborso gli incapienti e i percettori di reddito che non appartengono alla categoria dei lavoratori dipendenti, e occorre sottolineare che le disposizioni del decreto si applicano solo per il periodo d\u2019imposta 2014. In definitiva, solo con la dichiarazione dei redditi, che avverr\u00e0 a maggio 2015, ciascun lavoratore potr\u00e0 sapere esattamente a quanto ammonta il bonus ricevuto e non saranno infrequenti i casi di restituzione al fisco di somme impropriamente ricevute nel corso del 2014.<\/p>\n<p>Per avere un\u2019idea della platea dei possibili beneficiari si pu\u00f2 considerare che i lavoratori dipendenti che hanno presentato la dichiarazione dei redditi nel 2012 sono stati 20 milioni e 790 mila, di cui circa 11 milioni hanno un reddito compreso nella fascia interessata al bonus (Mef, Dipartimento delle Finanze). Ulteriori beneficiari di un bonus parziale sono anche tutti quei lavoratori dipendenti che hanno un reddito annuale basso, avendo lavorato soltanto alcuni mesi.<\/p>\n<p>Per approfondire ulteriormente la questione presentiamo di seguito i risultati di una ricerca condotta a partire dai dati dell\u2019indagine campionaria della Banca d\u2019Italia sui redditi delle famiglie riferita all\u2019anno 2012<strong>[3]<\/strong>.<\/p>\n<p>Da questa analisi emerge che a ottenere il bonus sar\u00e0 il 57,4% dei lavoratori dipendenti \u00a0e assimilati, che riceveranno un importo medio di 558 euro (tavola 1).<\/p>\n<p>Per valutare l\u2019impatto della manovra si deve, per\u00f2, considerare la famiglia alla quale ciascun individuo appartiene. Ogni nucleo familiare ha una propria struttura (numerosit\u00e0, composizione per et\u00e0, numero di percettori, ecc.) e una o pi\u00f9 fonti di reddito di natura anche diversa dal lavoro dipendente, per cui il bonus (o anche pi\u00f9 di uno) incide in misura differente sul reddito familiare.<\/p>\n<p>Il reddito disponibile familiare in media \u00e8 stato di 30.380 euro nel 2012 e si incrementa per effetto del bonus di 267 euro (figura 1). Ma se si considerano soltanto le famiglie che riceveranno il credito, si nota che hanno un reddito familiare superiore alla media (31.090 euro annui) ai quali si aggiungono ulteriori 691 euro, considerando che ogni nucleo beneficiario riceve in media 1,24 bonus. Gi\u00e0 da questa prima valutazione si nota una disparit\u00e0 di trattamento poco difendibile perch\u00e9 si va ad incrementare il reddito di chi gi\u00e0 lo ha elevato a livello familiare.<\/p>\n<p>L\u2019analisi per decili di famiglie consente di capire meglio a chi andranno i benefici della manovra fiscale e le conclusioni si sposano con gli altri studi scientifici gi\u00e0 pubblicati<strong>[4]<\/strong>. Su 100 famiglie italiane solo 39 ricevono il bonus (tavola 2). Ma l\u2019aspetto pi\u00f9 deludente \u00e8 che soltanto il 22% della porzione pi\u00f9 povera di popolazione percepisce il bonus, ricavandone mediamente soltanto 96 euro l\u2019anno in pi\u00f9 (+1,3%), mentre il 10% delle famiglie con un reddito gi\u00e0 pi\u00f9 elevato riceve maggiori entrate per 243 euro l\u2019anno (+0,3%). Pi\u00f9 in generale, si nota che, in conseguenza della manovra, sono soprattutto le famiglie con un reddito medio-alto quelle che beneficiano maggiormente del bonus.<\/p>\n<p>Se si tiene conto della numerosit\u00e0 dei nuclei familiari (tavola 3)<strong>[5]<\/strong>, si evidenzia una distribuzione dei redditi equivalenti che favorisce le classi centrali.<\/p>\n<p>L\u2019effetto redistributivo del bonus \u00e8 solo di lieve entit\u00e0, come mostra l\u2019indice di concentrazione di Gini che si riduce di soli due decimi di punti<strong>[6]<\/strong>. La propensione al \u00a0consumo, che, come noto, diminuisce all\u2019aumentare del reddito, \u00e8 uguale sia nel gruppo dei beneficiari sia in quello dei non beneficiari, come risulta dalle elaborazioni condotte sui dati dell\u2019indagine della Banca d\u2019Italia.<\/p>\n<p>Una valutazione obiettiva sull\u2019efficacia del provvedimento \u00a0varato dal governo Renzi \u00a0dipende naturalmente dagli obiettivi che essa si prefigge e dalle coperture finanziarie utilizzate per sostenere il bonus fiscale<strong>[7]<\/strong>.<\/p>\n<p>Se lo scopo fosse stato quello di rilanciare la crescita, si deve constatare con rammarico che l\u2019impatto sar\u00e0 estremamente modesto. L\u2019importo redistribuito nel 2014 (circa 6,6 miliardi di euro secondo la stima effettuata dai tecnici del Senato), \u00a0sar\u00e0 \u00a0solo dello 0,4% del Pil e assumendo una propensione al consumo di 0,8% l\u2019incremento atteso della domanda scende allo 0,32%<strong>[8]<\/strong>. Se poi si considera \u00a0il minor consumo privato (se il bonus \u00e8 finanziato con un aumento della tassazione) o pubblico (nella misura in cui il bonus \u00e8 finanziato attraverso un taglio della spesa della PA) se ne deduce che la manovra avr\u00e0 un effetto trascurabile sul Pil e, quindi, sulla crescita.<\/p>\n<p>Tanto pi\u00f9 che entro il 15 gennaio 2015, sar\u00e0 adottato un decreto per aumentare le aliquote di imposta e ridurre le agevolazioni e le detrazioni fiscali per conseguire un maggior gettito di 3 miliardi nel 2015, 7 miliardi nel 2016 e 10 miliardi dal 2017 (DEF 2014)<strong>[9]<\/strong>.<\/p>\n<p>Ma, eliminando l\u2019ipotesi di un beneficio sulla crescita, si potrebbe ritenere che l\u2019obiettivo del Governo fosse operare una redistribuzione dei redditi, in considerazione della forte disuguaglianza esistente in Italia. Ma anche a questo scopo il provvedimento, come si \u00e8 visto, risulta inefficace, perch\u00e9 la concentrazione dei redditi si riduce solo marginalmente.<\/p>\n<p>D\u2019altra parte se la finalit\u00e0 era la maggiore equit\u00e0 sociale, sarebbe stato opportuno utilizzare strumenti diversi per l\u2019individuazione dei beneficiari, primo fra tutti quello dell\u2019indicatore Isee<strong>[10]<\/strong>.<\/p>\n<p>A riguardo \u00e8 opportuno aggiungere che ben pi\u00f9 efficace poteva essere l\u2019introduzione di una forma di reddito minimo per coloro che versano in uno stato di deprivazione materiale <strong>[11]<\/strong>. Una manovra di questo tipo infatti, avrebbe avuto il vantaggio di determinare un maggiore impatto sui consumi e una pi\u00f9 accentuata riduzione delle disuguaglianze sociali. Un effetto aggiuntivo sulla crescita poteva essere, poi, ottenuto se ai destinatari del reddito minimo, ma anche agli attuali percettori di ammortizzatori sociali, venisse chiesto in cambio un impegno lavorativo in settori pubblici strategici che offrono un servizio a pagamento (svolgere la funzione di custodi in musei, siti archeologici, parchi pubblici, ecc. per consentire, ad esempio, un orario prolungato del servizio di apertura).<\/p>\n<p>In alternativa ai trasferimenti monetari, una maggiore inclusione sociale potrebbe essere raggiunta anche con trasferimenti pubblici in natura diretti ai ceti meno abbienti (con strumenti come i buoni alimentari e l\u2019edilizia popolare), ma ad esempio anche attraverso il sostegno del tempo pieno nell\u2019istruzione pubblica per favorire in misura maggiore il lavoro femminile, oppure rafforzando l\u2019assistenza sanitaria pubblica e sociale. In questo caso, la riduzione delle disuguaglianze si avrebbe in termini di <em>capabilities<\/em>, cio\u00e8 di opportunit\u00e0 materiali da cogliere all\u2019interno della societ\u00e0.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 tuttavia da considerare che la platea dei beneficiari del reddito minimo o dei trasferimenti in natura sarebbe risultata minore di quella del decreto proposto, i tempi di realizzazione sarebbero stati pi\u00f9 lunghi e nell\u2019immediato l\u2019impatto in termini di consenso politico ed elettorale sarebbe stato inferiore.<\/p>\n<p>In conclusione, al di l\u00e0 del beneficio economico che solo alcune famiglie percepiranno, il bonus come previsto nell\u2019attuale decreto non appare una misura <strong>idonea <\/strong>a dare nuovo slancio all\u2019economia italiana n\u00e9 capace di incidere significativamente sulle condizioni di vita delle famiglie pi\u00f9 disagiate; n\u00e9 si tratta di una misura <strong>strutturale<\/strong>, <strong>dal momento che<\/strong> le coperture del decreto sono una tantum.<\/p>\n<p><strong>Appendice statistica<\/strong><\/p>\n<p><strong>Tavola 1 \u2013 Bonus fiscale (dl 66\/2014) per classe di reddito dei lavoratori dipendenti \u2013 (importi in euro)<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/2014_bonus_tav1.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-615\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/2014_bonus_tav1.png\" alt=\"2014_bonus_tav1\" width=\"778\" height=\"243\" srcset=\"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/2014_bonus_tav1.png 778w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/2014_bonus_tav1-300x94.png 300w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/2014_bonus_tav1-768x240.png 768w\" sizes=\"(max-width: 778px) 100vw, 778px\" \/><\/a>Fonte: elaborazioni su dati Banca d\u2019Italia<\/p>\n<p><strong>Figura 1 \u2013 Effetti del bonus fiscale sui redditi familiari dell\u2019anno 2012 \u2013 (importi in euro)<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/2014_bonus_fig1.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-616\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/2014_bonus_fig1.png\" alt=\"2014_bonus_fig1\" width=\"943\" height=\"527\" srcset=\"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/2014_bonus_fig1.png 943w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/2014_bonus_fig1-300x168.png 300w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/2014_bonus_fig1-768x429.png 768w\" sizes=\"(max-width: 943px) 100vw, 943px\" \/><\/a>Fonte: elaborazioni su dati Banca d\u2019Italia<\/p>\n<p><strong>Tavola 2 \u2013 Bonus fiscale (dl 66\/2014) per decili di famiglie \u2013 (importi in euro)<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/2014_bonus_tav2.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-617\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/2014_bonus_tav2.png\" alt=\"2014_bonus_tav2\" width=\"793\" height=\"327\" srcset=\"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/2014_bonus_tav2.png 793w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/2014_bonus_tav2-300x124.png 300w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/2014_bonus_tav2-768x317.png 768w\" sizes=\"(max-width: 793px) 100vw, 793px\" \/><\/a>Fonte: elaborazioni su dati Banca d\u2019Italia<\/p>\n<p><strong>Tavola 3 \u2013 Bonus fiscale (dl 66\/2014) per decili di famiglie equivalenti \u2013 (importi in euro)<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/2014_bonus_tav3.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-618\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/2014_bonus_tav3.png\" alt=\"2014_bonus_tav3\" width=\"793\" height=\"337\" srcset=\"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/2014_bonus_tav3.png 793w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/2014_bonus_tav3-300x127.png 300w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/2014_bonus_tav3-768x326.png 768w\" sizes=\"(max-width: 793px) 100vw, 793px\" \/><\/a>Fonte: elaborazioni su dati Banca d\u2019Italia<\/p>\n<p>Note<br \/>\n[1] L\u2019importo effettivamente corrisposto dipende dalla differenza tra l\u2019imposta da pagare e la detrazione per \u00a0lavoro dipendente (capienza) di ciascun individuo ed \u00e8 rapportato al periodo di lavoro effettivamente svolto nell\u2019anno. \u00a0Per coloro che hanno lavorato tutto l\u2019anno, se il reddito da lavoro dipendente \u00e8 fino a \u00a08.147 euro non percepiscono alcun bonus; \u00a0se \u00e8 compreso tra 8.148 e 24.000 euro ricevono l\u2019intero bonus di 640 euro; \u00a0se \u00e8 compreso tra 24.001 e 26.000 euro l\u2019importo del bonus \u00a0scala in proporzione al reddito (da 640 a 0 euro); \u00a0se \u00e8 superiore a 26.000 euro l\u2019individuo non ha diritto al bonus.<br \/>\n[2] Non mancano situazioni definite paradossali sotto il profilo distributivo dalla stessa <a href=\"http:\/\/www.corteconti.it\/in_vetrina\/dettaglio.html?resourceType=\/_documenti\/in_vetrina\/elem_0165.html\"><strong>Corte dei Conti<\/strong><\/a>: <em>il soggetto con un reddito di 8.147 euro, essendo troppo \u201cpovero\u201d, non paga nulla di Irpef e, dunque, non ha diritto a vedersi riconosciuto il bonus 2014; il soggetto appena meno \u201cpovero\u201d (reddito di 8.148 euro) paga 1 euro di Irpef e, solo per questo, ha diritto a percepire i 640 euro introdotti dal DL 66\/2014<\/em>.<br \/>\n[3] Si ipotizza che la distribuzione dei redditi sia rimasta immutata tra il 2012 e il 2014. Il reddito disponibile di ciascun individuo \u00e8 stato dapprima \u201clordizzato\u201d e successivamente \u00e8 stato calcolato il bonus fiscale secondo le regole previste dal dl 66\/2014. Il bonus spettante a ciascuna famiglia del campione, pari alla somma del bonus spettante a ciascun componente, \u00e8 stato aggiunto al reddito netto familiare e al reddito netto familiare equivalente. \u00a0Nel campione i lavoratori dipendenti e i disoccupati che ricevono un ammortizzatore sociale (cassa integrazione, indennit\u00e0 di disoccupazione, indennit\u00e0 di mobilit\u00e0) appartenenti alle fasce di reddito interessate al bonus sono il 19,1% del totale, un numero leggermente superiore a quanto risulta dalle dichiarazioni dei redditi dell\u2019Agenzia delle Entrate (18,3%). L\u2019impatto della manovra, sulla base dei dati campionari, risulta di circa 7 miliardi di euro.<br \/>\n[4] M. Baldini et al., Un sostegno alle famiglie della classe media, Lavoce.info, 24 aprile 2014. Nello studio si fa riferimento all\u2019indagine campionaria dell\u2019Istat \u00a0sul reddito e condizioni di vita.<br \/>\n[5] Per ciascuna famiglia \u00e8 stato calcolato il numero di \u201cadulti equivalenti\u201d sommando i coefficienti relativi a ciascun componente (capofamiglia=1; \u00a0componenti con 14 anni e pi\u00f9=0,5; componenti con meno di 14 anni=0,3). Il reddito familiare viene poi diviso per tale coefficiente e attribuito a ciascun componente della famiglia, bambini inclusi.<br \/>\n[6] Un risultato analogo \u00e8 stato ricavato anche dall\u2019Istat e presentato in una recente <a href=\"http:\/\/www.istat.it\/it\/archivio\/118905\"><strong>audizione parlamentare<\/strong><\/a>.<br \/>\n[7] Le coperture effettive saranno note solo al momento della definitiva conversione in legge del decreto.<br \/>\n[8] Se si fossero privilegiate \u00a0le classi meno abbienti (in particolare le monoreddito con figli a carico) che hanno una maggiore propensione al consumo si sarebbe potuto conseguire un effetto maggiore.<br \/>\n[9] La probabilit\u00e0 che si riescano a ottenere maggiori risparmi di spesa pubblica tali da evitare il previsto inasprimento fiscale sono davvero basse.<br \/>\n[10] Le modalit\u00e0 di determinazione dell\u2019Isee sono state riviste con il Dpcm 5 dicembre 2013, n. 159. L\u2019indicatore della situazione economica equivalente \u00e8 dato dal rapporto tra l\u2019indicatore della situazione economica (Ise), che \u00e8 la somma della situazione reddituale e del 20% della situazione patrimoniale, e il numero di componenti equivalenti del nucleo familiare.<br \/>\n[11] Gi\u00e0 da alcuni anni la provincia autonoma di Trento corrisponde un reddito di garanzia, di natura temporanea e riservato ai residenti,\u00a0ad integrazione della condizione economica familiare, fino al raggiungimento di una soglia locale di povert\u00e0 assoluta (l\u2019indicatore Icef che tiene conto dei dati reddituali, patrimoniali e del numero dei componenti il nucleo). \u00a0Un\u2019altra proposta di contrasto alla povert\u00e0 assoluta e all\u2019esclusione sociale \u00a0\u00e8 il Sostegno per l\u2019inclusione attiva (SIA), studiato dal governo Letta, ma rimasto inapplicato. Il Sia avrebbe interessato circa 1,5 milioni di famiglie con un costo presunto di 7 miliardi di euro. \u00a0La questione \u00e8 entrata nel dibattito politico con una proposta di legge sul reddito di cittadinanza, che prevede un assegno fino a 600 euro netti per un single, con un costo complessivo di circa 19 miliardi di euro (al riguardo si vedano i contributi di\u00a0<a href=\"http:\/\/www.economiaepolitica.it\/index.php\/primo-piano\/reddito-minimo-i-problemi-aperti-e-la-mancata-soluzione-del-governo\/#.U4RNVXZ9YxU\"><strong>Antonella Stirati<\/strong><\/a> e <a href=\"http:\/\/www.bin-italia.org\/article.php?id=1641\"><strong>Andrea Fumagalli<\/strong><\/a>).<\/p>\n<div id=\"stcpDiv\" style=\"position: absolute; top: -1999px; left: -1988px;\">\n<p><strong>Appendice statistica<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"width: 737px; height: 244px; line-height: 1.3em; font-size: 1em;\" src=\"http:\/\/www.economiaepolitica.it\/wp-content\/uploads\/mm-tav1.jpg\" alt=\"\" width=\"858\" height=\"304\" \/><\/p>\n<h6>\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"width: 781px; height: 380px; line-height: 1.3em; font-size: 1em; font-weight: normal;\" src=\"http:\/\/www.economiaepolitica.it\/wp-content\/uploads\/mm-fig1.jpg\" alt=\"\" width=\"886\" height=\"445\" \/><\/h6>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"width: 739px; height: 326px; line-height: 1.3em; font-size: 1em;\" src=\"http:\/\/www.economiaepolitica.it\/wp-content\/uploads\/mm-tav2.jpg\" alt=\"\" width=\"877\" height=\"397\" \/><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"width: 740px; height: 320px; line-height: 1.3em; font-size: 1em;\" src=\"http:\/\/www.economiaepolitica.it\/wp-content\/uploads\/mm-tav3.jpg\" alt=\"\" width=\"877\" height=\"397\" \/><\/p>\n<h6>[1] L\u2019importo effettivamente corrisposto dipende dalla differenza tra l\u2019imposta da pagare e la detrazione per \u00a0lavoro dipendente (capienza) di ciascun individuo ed \u00e8 rapportato al periodo di lavoro effettivamente svolto nell\u2019anno. \u00a0Per coloro che hanno lavorato tutto l\u2019anno, se il reddito da lavoro dipendente \u00e8 fino a \u00a08.147 euro non percepiscono alcun bonus; \u00a0se \u00e8 compreso tra 8.148 e 24.000 euro ricevono l\u2019intero bonus di 640 euro; \u00a0se \u00e8 compreso tra 24.001 e 26.000 euro l\u2019importo del bonus \u00a0scala in proporzione al reddito (da 640 a 0 euro); \u00a0se \u00e8 superiore a 26.000 euro l\u2019individuo non ha diritto al bonus.<br \/>\n[2] Non mancano situazioni definite paradossali sotto il profilo distributivo dalla stessa\u00a0<a href=\"http:\/\/www.corteconti.it\/in_vetrina\/dettaglio.html?resourceType=\/_documenti\/in_vetrina\/elem_0165.html\" target=\"_blank\">Corte dei Conti<\/a>: <em>il soggetto con un reddito di 8.147 euro, essendo troppo \u201cpovero\u201d, non paga nulla di Irpef e, dunque, non ha diritto a vedersi riconosciuto il bonus 2014; il soggetto appena meno \u201cpovero\u201d (reddito di 8.148 euro) paga 1 euro di Irpef e, solo per questo, ha diritto a percepire i 640 euro introdotti dal DL 66\/2014.<br \/>\n<\/em> [3] Si ipotizza che la distribuzione dei redditi sia rimasta immutata tra il 2012 e il 2014. Il reddito disponibile di ciascun individuo \u00e8 stato dapprima \u201clordizzato\u201d e successivamente \u00e8 stato calcolato il bonus fiscale secondo le regole previste dal dl 66\/2014. Il bonus spettante a ciascuna famiglia del campione, pari alla somma del bonus spettante a ciascun componente, \u00e8 stato aggiunto al reddito netto familiare e al reddito netto familiare equivalente. Nel campione i lavoratori dipendenti e i disoccupati che ricevono un ammortizzatore sociale (cassa integrazione, indennit\u00e0 di disoccupazione, indennit\u00e0 di mobilit\u00e0) appartenenti alle fasce di reddito interessate al bonus sono il 19,1% del totale, un numero leggermente superiore a quanto risulta dalle dichiarazioni dei redditi dell\u2019Agenzia delle Entrate (18,3%). L\u2019impatto della manovra, sulla base dei dati campionari, risulta di circa 7 miliardi di euro.<br \/>\n[4] M. Baldini et al.,\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lavoce.info\/bonus-80-euro-sostegno-alle-famiglie-della-classe-media\/\" target=\"_blank\">Un sostegno alle famiglie della classe media<\/a>, Lavoce.info, 24 aprile 2014. Nello studio si fa riferimento all\u2019indagine campionaria dell\u2019Istat \u00a0sul reddito e condizioni di vita.<br \/>\n[5] Per ciascuna famiglia \u00e8 stato calcolato il numero di \u201cadulti equivalenti\u201d sommando i coefficienti relativi a ciascun componente (capofamiglia=1; \u00a0componenti con 14 anni e pi\u00f9=0,5; componenti con meno di 14 anni=0,3). Il reddito familiare viene poi diviso per tale coefficiente e attribuito a ciascun componente della famiglia, bambini inclusi.<br \/>\n[6] Un risultato analogo \u00e8 stato ricavato anche dall\u2019Istat e presentato in una recente\u00a0<a href=\"http:\/\/\" target=\"_blank\">audizione parlamentare<\/a>.<br \/>\n[7] Le coperture effettive saranno note solo al momento della definitiva conversione in legge del decreto.<br \/>\n[8] Se si fossero privilegiate \u00a0le classi meno abbienti (in particolare le monoreddito con figli a carico) che hanno una maggiore propensione al consumo si sarebbe potuto conseguire un effetto maggiore.<br \/>\n[9] La probabilit\u00e0 che si riescano a ottenere maggiori risparmi di spesa pubblica tali da evitare il previsto inasprimento fiscale sono davvero basse.<br \/>\n[10] Le modalit\u00e0 di determinazione dell\u2019Isee sono state riviste con il Dpcm 5 dicembre 2013, n. 159. L\u2019indicatore della situazione economica equivalente \u00e8 dato dal rapporto tra l\u2019indicatore della situazione economica (Ise), che \u00e8 la somma della situazione reddituale e del 20% della situazione patrimoniale, e il numero di componenti equivalenti del nucleo familiare.<br \/>\n[11] Gi\u00e0 da alcuni anni la provincia autonoma di Trento corrisponde un reddito di garanzia, di natura temporanea e riservato ai residenti, ad integrazione della condizione economica familiare, fino al raggiungimento di una soglia locale di povert\u00e0 assoluta (l\u2019indicatore Icef che tiene conto dei dati reddituali, patrimoniali e del numero dei componenti il nucleo). Un\u2019altra proposta di contrasto alla povert\u00e0 assoluta e all\u2019esclusione sociale \u00a0\u00e8 il Sostegno per l\u2019inclusione attiva (SIA), studiato dal governo Letta, ma rimasto inapplicato. Il Sia avrebbe interessato circa 1,5 milioni di famiglie con un costo presunto di 7 miliardi di euro. \u00a0La questione \u00e8 entrata nel dibattito politico con una proposta di legge sul reddito di cittadinanza, che prevede un assegno fino a 600 euro netti per un single, con un costo complessivo di circa 19 miliardi di euro (al riguardo si vedano i contributi di\u00a0<a href=\"http:\/\/www.economiaepolitica.it\/index.php\/primo-piano\/reddito-minimo-i-problemi-aperti-e-la-mancata-soluzione-del-governo\/#.U53sdPl_tNh\" target=\"_blank\">Antonella Stirati<\/a>\u00a0e\u00a0<a href=\"http:\/\/www.bin-italia.org\/article.php?id=1641\" target=\"_blank\">Andrea Fumagalli<\/a>).<\/h6>\n<p>&#8211; See more at: http:\/\/www.economiaepolitica.it\/index.php\/distribuzione-e-poverta\/i-modesti-effetti-degli-80-euro-in-busta-paga\/#.U6CcYSjyAvY<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"stcpDiv\" style=\"position: absolute; top: -1999px; left: -1988px;\">\n<p><strong>Appendice statistica<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"width: 737px; height: 244px; line-height: 1.3em; font-size: 1em;\" src=\"http:\/\/www.economiaepolitica.it\/wp-content\/uploads\/mm-tav1.jpg\" alt=\"\" width=\"858\" height=\"304\" \/><\/p>\n<h6>\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"width: 781px; height: 380px; line-height: 1.3em; font-size: 1em; font-weight: normal;\" src=\"http:\/\/www.economiaepolitica.it\/wp-content\/uploads\/mm-fig1.jpg\" alt=\"\" width=\"886\" height=\"445\" \/><\/h6>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"width: 739px; height: 326px; line-height: 1.3em; font-size: 1em;\" src=\"http:\/\/www.economiaepolitica.it\/wp-content\/uploads\/mm-tav2.jpg\" alt=\"\" width=\"877\" height=\"397\" \/><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"width: 740px; height: 320px; line-height: 1.3em; font-size: 1em;\" src=\"http:\/\/www.economiaepolitica.it\/wp-content\/uploads\/mm-tav3.jpg\" alt=\"\" width=\"877\" height=\"397\" \/><\/p>\n<h6>[1] L\u2019importo effettivamente corrisposto dipende dalla differenza tra l\u2019imposta da pagare e la detrazione per \u00a0lavoro dipendente (capienza) di ciascun individuo ed \u00e8 rapportato al periodo di lavoro effettivamente svolto nell\u2019anno. \u00a0Per coloro che hanno lavorato tutto l\u2019anno, se il reddito da lavoro dipendente \u00e8 fino a \u00a08.147 euro non percepiscono alcun bonus; \u00a0se \u00e8 compreso tra 8.148 e 24.000 euro ricevono l\u2019intero bonus di 640 euro; \u00a0se \u00e8 compreso tra 24.001 e 26.000 euro l\u2019importo del bonus \u00a0scala in proporzione al reddito (da 640 a 0 euro); \u00a0se \u00e8 superiore a 26.000 euro l\u2019individuo non ha diritto al bonus.<br \/>\n[2] Non mancano situazioni definite paradossali sotto il profilo distributivo dalla stessa\u00a0<a href=\"http:\/\/www.corteconti.it\/in_vetrina\/dettaglio.html?resourceType=\/_documenti\/in_vetrina\/elem_0165.html\" target=\"_blank\">Corte dei Conti<\/a>: <em>il soggetto con un reddito di 8.147 euro, essendo troppo \u201cpovero\u201d, non paga nulla di Irpef e, dunque, non ha diritto a vedersi riconosciuto il bonus 2014; il soggetto appena meno \u201cpovero\u201d (reddito di 8.148 euro) paga 1 euro di Irpef e, solo per questo, ha diritto a percepire i 640 euro introdotti dal DL 66\/2014.<br \/>\n<\/em> [3] Si ipotizza che la distribuzione dei redditi sia rimasta immutata tra il 2012 e il 2014. Il reddito disponibile di ciascun individuo \u00e8 stato dapprima \u201clordizzato\u201d e successivamente \u00e8 stato calcolato il bonus fiscale secondo le regole previste dal dl 66\/2014. Il bonus spettante a ciascuna famiglia del campione, pari alla somma del bonus spettante a ciascun componente, \u00e8 stato aggiunto al reddito netto familiare e al reddito netto familiare equivalente. Nel campione i lavoratori dipendenti e i disoccupati che ricevono un ammortizzatore sociale (cassa integrazione, indennit\u00e0 di disoccupazione, indennit\u00e0 di mobilit\u00e0) appartenenti alle fasce di reddito interessate al bonus sono il 19,1% del totale, un numero leggermente superiore a quanto risulta dalle dichiarazioni dei redditi dell\u2019Agenzia delle Entrate (18,3%). L\u2019impatto della manovra, sulla base dei dati campionari, risulta di circa 7 miliardi di euro.<br \/>\n[4] M. Baldini et al.,\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lavoce.info\/bonus-80-euro-sostegno-alle-famiglie-della-classe-media\/\" target=\"_blank\">Un sostegno alle famiglie della classe media<\/a>, Lavoce.info, 24 aprile 2014. Nello studio si fa riferimento all\u2019indagine campionaria dell\u2019Istat \u00a0sul reddito e condizioni di vita.<br \/>\n[5] Per ciascuna famiglia \u00e8 stato calcolato il numero di \u201cadulti equivalenti\u201d sommando i coefficienti relativi a ciascun componente (capofamiglia=1; \u00a0componenti con 14 anni e pi\u00f9=0,5; componenti con meno di 14 anni=0,3). Il reddito familiare viene poi diviso per tale coefficiente e attribuito a ciascun componente della famiglia, bambini inclusi.<br \/>\n[6] Un risultato analogo \u00e8 stato ricavato anche dall\u2019Istat e presentato in una recente\u00a0<a href=\"http:\/\/\" target=\"_blank\">audizione parlamentare<\/a>.<br \/>\n[7] Le coperture effettive saranno note solo al momento della definitiva conversione in legge del decreto.<br \/>\n[8] Se si fossero privilegiate \u00a0le classi meno abbienti (in particolare le monoreddito con figli a carico) che hanno una maggiore propensione al consumo si sarebbe potuto conseguire un effetto maggiore.<br \/>\n[9] La probabilit\u00e0 che si riescano a ottenere maggiori risparmi di spesa pubblica tali da evitare il previsto inasprimento fiscale sono davvero basse.<br \/>\n[10] Le modalit\u00e0 di determinazione dell\u2019Isee sono state riviste con il Dpcm 5 dicembre 2013, n. 159. L\u2019indicatore della situazione economica equivalente \u00e8 dato dal rapporto tra l\u2019indicatore della situazione economica (Ise), che \u00e8 la somma della situazione reddituale e del 20% della situazione patrimoniale, e il numero di componenti equivalenti del nucleo familiare.<br \/>\n[11] Gi\u00e0 da alcuni anni la provincia autonoma di Trento corrisponde un reddito di garanzia, di natura temporanea e riservato ai residenti, ad integrazione della condizione economica familiare, fino al raggiungimento di una soglia locale di povert\u00e0 assoluta (l\u2019indicatore Icef che tiene conto dei dati reddituali, patrimoniali e del numero dei componenti il nucleo). Un\u2019altra proposta di contrasto alla povert\u00e0 assoluta e all\u2019esclusione sociale \u00a0\u00e8 il Sostegno per l\u2019inclusione attiva (SIA), studiato dal governo Letta, ma rimasto inapplicato. Il Sia avrebbe interessato circa 1,5 milioni di famiglie con un costo presunto di 7 miliardi di euro. \u00a0La questione \u00e8 entrata nel dibattito politico con una proposta di legge sul reddito di cittadinanza, che prevede un assegno fino a 600 euro netti per un single, con un costo complessivo di circa 19 miliardi di euro (al riguardo si vedano i contributi di\u00a0<a href=\"http:\/\/www.economiaepolitica.it\/index.php\/primo-piano\/reddito-minimo-i-problemi-aperti-e-la-mancata-soluzione-del-governo\/#.U53sdPl_tNh\" target=\"_blank\">Antonella Stirati<\/a>\u00a0e\u00a0<a href=\"http:\/\/www.bin-italia.org\/article.php?id=1641\" target=\"_blank\">Andrea Fumagalli<\/a>).<\/h6>\n<p>&#8211; See more at: http:\/\/www.economiaepolitica.it\/index.php\/distribuzione-e-poverta\/i-modesti-effetti-degli-80-euro-in-busta-paga\/#.U6CcYSjyAvY<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"stcpDiv\" style=\"position: absolute; top: -1999px; left: -1988px;\">\n<p><strong>Appendice statistica<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"width: 737px; height: 244px; line-height: 1.3em; font-size: 1em;\" src=\"http:\/\/www.economiaepolitica.it\/wp-content\/uploads\/mm-tav1.jpg\" alt=\"\" width=\"858\" height=\"304\" \/><\/p>\n<h6>\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"width: 781px; height: 380px; line-height: 1.3em; font-size: 1em; font-weight: normal;\" src=\"http:\/\/www.economiaepolitica.it\/wp-content\/uploads\/mm-fig1.jpg\" alt=\"\" width=\"886\" height=\"445\" \/><\/h6>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"width: 739px; height: 326px; line-height: 1.3em; font-size: 1em;\" src=\"http:\/\/www.economiaepolitica.it\/wp-content\/uploads\/mm-tav2.jpg\" alt=\"\" width=\"877\" height=\"397\" \/><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"width: 740px; height: 320px; line-height: 1.3em; font-size: 1em;\" src=\"http:\/\/www.economiaepolitica.it\/wp-content\/uploads\/mm-tav3.jpg\" alt=\"\" width=\"877\" height=\"397\" \/><\/p>\n<h6>[1] L\u2019importo effettivamente corrisposto dipende dalla differenza tra l\u2019imposta da pagare e la detrazione per \u00a0lavoro dipendente (capienza) di ciascun individuo ed \u00e8 rapportato al periodo di lavoro effettivamente svolto nell\u2019anno. \u00a0Per coloro che hanno lavorato tutto l\u2019anno, se il reddito da lavoro dipendente \u00e8 fino a \u00a08.147 euro non percepiscono alcun bonus; \u00a0se \u00e8 compreso tra 8.148 e 24.000 euro ricevono l\u2019intero bonus di 640 euro; \u00a0se \u00e8 compreso tra 24.001 e 26.000 euro l\u2019importo del bonus \u00a0scala in proporzione al reddito (da 640 a 0 euro); \u00a0se \u00e8 superiore a 26.000 euro l\u2019individuo non ha diritto al bonus.<br \/>\n[2] Non mancano situazioni definite paradossali sotto il profilo distributivo dalla stessa\u00a0<a href=\"http:\/\/www.corteconti.it\/in_vetrina\/dettaglio.html?resourceType=\/_documenti\/in_vetrina\/elem_0165.html\" target=\"_blank\">Corte dei Conti<\/a>: <em>il soggetto con un reddito di 8.147 euro, essendo troppo \u201cpovero\u201d, non paga nulla di Irpef e, dunque, non ha diritto a vedersi riconosciuto il bonus 2014; il soggetto appena meno \u201cpovero\u201d (reddito di 8.148 euro) paga 1 euro di Irpef e, solo per questo, ha diritto a percepire i 640 euro introdotti dal DL 66\/2014.<br \/>\n<\/em> [3] Si ipotizza che la distribuzione dei redditi sia rimasta immutata tra il 2012 e il 2014. Il reddito disponibile di ciascun individuo \u00e8 stato dapprima \u201clordizzato\u201d e successivamente \u00e8 stato calcolato il bonus fiscale secondo le regole previste dal dl 66\/2014. Il bonus spettante a ciascuna famiglia del campione, pari alla somma del bonus spettante a ciascun componente, \u00e8 stato aggiunto al reddito netto familiare e al reddito netto familiare equivalente. Nel campione i lavoratori dipendenti e i disoccupati che ricevono un ammortizzatore sociale (cassa integrazione, indennit\u00e0 di disoccupazione, indennit\u00e0 di mobilit\u00e0) appartenenti alle fasce di reddito interessate al bonus sono il 19,1% del totale, un numero leggermente superiore a quanto risulta dalle dichiarazioni dei redditi dell\u2019Agenzia delle Entrate (18,3%). L\u2019impatto della manovra, sulla base dei dati campionari, risulta di circa 7 miliardi di euro.<br \/>\n[4] M. Baldini et al.,\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lavoce.info\/bonus-80-euro-sostegno-alle-famiglie-della-classe-media\/\" target=\"_blank\">Un sostegno alle famiglie della classe media<\/a>, Lavoce.info, 24 aprile 2014. Nello studio si fa riferimento all\u2019indagine campionaria dell\u2019Istat \u00a0sul reddito e condizioni di vita.<br \/>\n[5] Per ciascuna famiglia \u00e8 stato calcolato il numero di \u201cadulti equivalenti\u201d sommando i coefficienti relativi a ciascun componente (capofamiglia=1; \u00a0componenti con 14 anni e pi\u00f9=0,5; componenti con meno di 14 anni=0,3). Il reddito familiare viene poi diviso per tale coefficiente e attribuito a ciascun componente della famiglia, bambini inclusi.<br \/>\n[6] Un risultato analogo \u00e8 stato ricavato anche dall\u2019Istat e presentato in una recente\u00a0<a href=\"http:\/\/\" target=\"_blank\">audizione parlamentare<\/a>.<br \/>\n[7] Le coperture effettive saranno note solo al momento della definitiva conversione in legge del decreto.<br \/>\n[8] Se si fossero privilegiate \u00a0le classi meno abbienti (in particolare le monoreddito con figli a carico) che hanno una maggiore propensione al consumo si sarebbe potuto conseguire un effetto maggiore.<br \/>\n[9] La probabilit\u00e0 che si riescano a ottenere maggiori risparmi di spesa pubblica tali da evitare il previsto inasprimento fiscale sono davvero basse.<br \/>\n[10] Le modalit\u00e0 di determinazione dell\u2019Isee sono state riviste con il Dpcm 5 dicembre 2013, n. 159. L\u2019indicatore della situazione economica equivalente \u00e8 dato dal rapporto tra l\u2019indicatore della situazione economica (Ise), che \u00e8 la somma della situazione reddituale e del 20% della situazione patrimoniale, e il numero di componenti equivalenti del nucleo familiare.<br \/>\n[11] Gi\u00e0 da alcuni anni la provincia autonoma di Trento corrisponde un reddito di garanzia, di natura temporanea e riservato ai residenti, ad integrazione della condizione economica familiare, fino al raggiungimento di una soglia locale di povert\u00e0 assoluta (l\u2019indicatore Icef che tiene conto dei dati reddituali, patrimoniali e del numero dei componenti il nucleo). Un\u2019altra proposta di contrasto alla povert\u00e0 assoluta e all\u2019esclusione sociale \u00a0\u00e8 il Sostegno per l\u2019inclusione attiva (SIA), studiato dal governo Letta, ma rimasto inapplicato. Il Sia avrebbe interessato circa 1,5 milioni di famiglie con un costo presunto di 7 miliardi di euro. \u00a0La questione \u00e8 entrata nel dibattito politico con una proposta di legge sul reddito di cittadinanza, che prevede un assegno fino a 600 euro netti per un single, con un costo complessivo di circa 19 miliardi di euro (al riguardo si vedano i contributi di\u00a0<a href=\"http:\/\/www.economiaepolitica.it\/index.php\/primo-piano\/reddito-minimo-i-problemi-aperti-e-la-mancata-soluzione-del-governo\/#.U53sdPl_tNh\" target=\"_blank\">Antonella Stirati<\/a>\u00a0e\u00a0<a href=\"http:\/\/www.bin-italia.org\/article.php?id=1641\" target=\"_blank\">Andrea Fumagalli<\/a>).<\/h6>\n<p>&#8211; See more at: http:\/\/www.economiaepolitica.it\/index.php\/distribuzione-e-poverta\/i-modesti-effetti-degli-80-euro-in-busta-paga\/#.U6CcYSjyAvY<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Monica Montella e Franco Mostacci pubblicato su Economia e Politica Il bonus fiscale di 80 euro mensili, che ha rappresentato uno slogan comunicativo di grande impatto mediatico, corrisponde a un importo massimo di 640 euro per il 2014 ed \u00e8 riservato ai lavoratori dipendenti e assimilati che hanno un reddito da lavoro dipendente fino [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":"","footnotes":""},"categories":[11],"tags":[82,163,180,222,289,305,315,331],"class_list":["post-614","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-redditi-e-consumi","tag-bonus-fiscale","tag-crescita","tag-def-2014","tag-effetto-redistributivo","tag-governo-renzi","tag-incapienti","tag-indice-di-gini","tag-isee","et-doesnt-have-format-content","et_post_format-et-post-format-standard"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/614","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=614"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/614\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=614"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=614"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=614"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}