{"id":6650,"date":"2023-12-26T19:41:56","date_gmt":"2023-12-26T18:41:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.francomostacci.it\/?p=6650"},"modified":"2023-12-26T19:41:56","modified_gmt":"2023-12-26T18:41:56","slug":"lindicatore-sintetico-2022-degli-squilibri-macroeconomici-nellunione-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/2023\/12\/26\/lindicatore-sintetico-2022-degli-squilibri-macroeconomici-nellunione-europea\/","title":{"rendered":"L&#8217;indicatore sintetico 2022 degli squilibri macroeconomici nell&#8217;unione europea"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\tdi <strong>Franco Mostacci<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/scoreboard_2022.pdf\" target=\"_blank\">(documento .pdf)<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/?page_id=2949\" target=\"_blank\">(open data)<\/a><br \/>\n<\/strong><a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/commissione-europea.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone  wp-image-1090\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/commissione-europea.jpg\" alt=\"commissione-europea\" width=\"200\" height=\"133\" srcset=\"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/commissione-europea.jpg 586w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/commissione-europea-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Come accade ogni anno, il 21 novembre 2023 la Commissione europea ha pubblicato la tavola statistica che riassume i valori di alcuni indicatori chiave, per ciascuno dei 27 paesi dell\u2019Unione europea<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a> (<em>scoreboard<\/em>).<!--more--><\/p>\n<p>Tali numeri sono presi a riferimento per la <a href=\"https:\/\/commission.europa.eu\/publications\/2024-european-semester-alert-mechanism-report_en\">Relazione sul meccanismo di allerta<\/a> &#8211; punto di partenza dell\u2019attivit\u00e0 di sorveglianza per il coordinamento delle politiche economiche<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a> &#8211; in cui si individuano i Paesi che saranno sottoposti ad analisi pi\u00f9 particolareggiate e complete (<em>in depth review<\/em>) per poi formulare raccomandazioni specifiche per gli Stati in cui si riscontrano squilibri macroeconomici eccessivi<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>.<\/p>\n<p>Un meccanismo un po\u2019 farraginoso che, finora, non ha prodotto molti risultati concreti<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a>, ma che comunque consente di tenere sotto osservazione l\u2019evoluzione di alcuni aspetti macroeconomici e individuare alcune criticit\u00e0.<\/p>\n<p>Va anche considerato che, nonostante l&#8217;attenzione posta dalla Commissione europea alla salvaguardia dell&#8217;ambiente, con gli obiettivi ambiziosi del <a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/info\/strategy\/priorities-2019-2024\/european-green-deal_it\">Green New Deal<\/a> \u00a0e del <a href=\"https:\/\/www.consilium.europa.eu\/it\/policies\/green-deal\/fit-for-55-the-eu-plan-for-a-green-transition\/\">Fit for 55%<\/a>, in ordine al rispetto degli accordi di Parigi sulla decarbonizzazione, i cambiamenti climatici e la realizzazione dell&#8217;Agenda 2030 delle Nazioni Unite, il quadro di valutazione \u00e8 incentrato solo sugli aspetti macroeconomici, prescindendo dalla sostenibilit\u00e0 dello sviluppo.<\/p>\n<p>Si tratta di una limitazione al coordinamento delle politiche economiche non pi\u00f9 giustificabile, soprattutto in considerazione del fatto che il 37% dei 750 miliardi di sussidi e prestiti previsti da Next Generation EU, deve essere impiegato in progetti di salvaguardia o recupero ambientale, la cui effettiva realizzazione andrebbe monitorata.<\/p>\n<p>La revisione del Patto di stabilit\u00e0 e crescita dell\u2019UE, rappresenta poi un\u2019occasione persa di riconsiderare gli indicatori di squilibrio macroeconomico presi a riferimento.<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo dello <em>scoreboard <\/em>\u00e8 quello di evidenziare ogni tendenza che possa determinare sviluppi che hanno &#8211; o potrebbero avere &#8211; effetti negativi sul corretto funzionamento dell\u2019economia di uno Stato membro, dell\u2019Unione economica e monetaria o dell\u2019intera Unione. Se lo squilibrio diventa eccessivo pu\u00f2 mettere a repentaglio il corretto funzionamento dell\u2019Unione economica o monetaria.<\/p>\n<p>Il meccanismo di allerta per l\u2019individuazione e il monitoraggio degli squilibri comprende un numero ristretto di indicatori macroeconomici e macrofinanziari (14 indicatori principali e 25 ausiliari).<\/p>\n<p>L\u2019attuale quadro di valutazione considera due aspetti fondamentali di un Paese (prospetto 1):<\/p>\n<ul>\n<li><strong>squilibri esterni e competitivit\u00e0 <\/strong>(partite correnti, posizione patrimoniale netta sull\u2019estero, tasso di cambio effettivo reale, variazione delle quote di esportazione, costi unitari del lavoro);<\/li>\n<li><strong>squilibri interni e occupazione <\/strong>(prezzi delle abitazioni, flusso dei prestiti nel settore privato, debito del settore privato, debito pubblico, tasso di disoccupazione e variazione delle passivit\u00e0 del settore finanziario, tasso di attivit\u00e0 15-64 anni, tasso di disoccupazione di lunga durata, tasso di disoccupazione giovanile).<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Prospetto 1 \u2013 Indicatori principali per tipologia di squilibrio e valore limite<br \/>\n<\/strong><strong><a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/2017squilibri_prosp.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-2848\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/2017squilibri_prosp.png\" alt=\"2017squilibri_prosp\" width=\"694\" height=\"342\" \/><\/a><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p>Per i 14 indicatori principali sono state definite delle soglie indicative (massime e minime di allerta), superate le quali si individua una condizione di squilibrio.<\/p>\n<p><strong>Tavola 1 \u2013 Quadro di valutazione della procedura per gli squilibri macroeconomici \u2013 Anno 202<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/2023_squilibri_t1.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-6651\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/2023_squilibri_t1.png\" alt=\"2023_squilibri_t1\" width=\"641\" height=\"320\" \/><\/a><br \/>\n<\/strong><em>Fonte: <\/em>Commissione europea, Eurostat e DG ECFIN (per gli indicatori sul tasso di cambio effettivo reale)<\/p>\n<p>Il quadro di valutazione preso a riferimento per il Semestre europeo 2024 (tavola 1) \u00e8 riferito al 2022, anno caratterizzato dal superamento dell\u2019emergenza sanitaria dovuta al Covid19 e dallo scoppio del conflitto in Ucraina, che ha provocato tensioni sui mercati internazionali e il ritorno dell\u2019inflazione<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a>, sotto la spinta dei prezzi dei prodotti energetici.<\/p>\n<p>Nel 2022, l\u2019economia dell\u2019Unione europea si \u00e8 consolidata con il Pil in crescita del 3,4%, dopo il rimbalzo del 2021 (+6%) conseguente al crollo del 2020 (-5,6%) per il lockdown pandemico.<\/p>\n<p>In questo contesto, l\u2019Ungheria oltrepassa il valore di soglia per ben 5 indicatori su 14 (erano 6 lo scorso anno), al pari di Cipro (uno in pi\u00f9) e Spagna (uno in meno). Il Paese pi\u00f9 virtuoso, Malta, non presenta alcun valore superiore al limite (come nel 2021), seguito dalla Polonia con uno. L\u2019l\u2019Italia che tra il 2016 e il 2020 aveva fatto registrare 2 squilibri, dal 2021 passa a tre: il debito pubblico in rapporto al Pil; la variazione triennale del tasso di occupazione della popolazione in et\u00e0 attiva 15-64 anni; la quota di mercato delle esportazioni di beni e servizi, che negli ultimi cinque anni si \u00e8 ridotta di oltre l\u20198%.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 in generale, nel 2022 si sono registrati 81 squilibri per i 27 Stati dell\u2019Ue (con una media di 2,9 squilibri per Paese), con un progressivo ritorno alla normalit\u00e0 rispetto ai 2 anni precedenti, caratterizzati dall\u2019emergenza sanitaria (rispettivamente 100 nel 2020 e 99 nel 2021).<\/p>\n<p>Quando il livello di guardia di un indicatore \u00e8 superato da numerosi paesi la situazione di criticit\u00e0 investe l\u2019Unione Europea nel suo complesso: \u00e8 il caso della variazione triennale del costo del lavoro oltre il 9% che riguarda 18 Paesi su 27; del debito pubblico superiore al 60% del Pil (13 Paesi); del debito privato superiore al 133% del Pil (10 Paesi) e degli squilibri negativi o positivi della bilancia commerciale (9 Paesi).<\/p>\n<p>Il set di indicatori considerato non \u00e8 sicuramente esaustivo per monitorare il quadro macroeconomico, oltre alla gi\u00e0 citata assenza di indicatori della sostenibilit\u00e0 ambientale. Basti pensare all\u2019assenza del tasso di interesse sul debito pubblico che condiziona la sostenibilit\u00e0 del servizio del debito<a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a>, di indicatori sulla situazione finanziario-patrimoniale del sistema del credito<a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a> o pi\u00f9 in generale sull\u2019esposizione finanziaria del Paese<a href=\"#_ftn8\" name=\"_ftnref8\">[8]<\/a>.<\/p>\n<p>Un sistema di monitoraggio degli squilibri macroeconomici dovrebbe anche considerare le situazioni di <em>dumping <\/em>fiscale<a href=\"#_ftn9\" name=\"_ftnref9\">[9]<\/a> e lavorativo, che alterano le pari opportunit\u00e0 di sviluppo delle economie europee.<\/p>\n<p>Eccezioni possono essere mosse anche rispetto alla qualit\u00e0 degli indicatori, atteso che non tutti derivano da statistiche omogenee derivanti dall\u2019applicazione di un regolamento comunitario<a href=\"#_ftn10\" name=\"_ftnref10\">[10]<\/a> o all\u2019esistenza di correlazioni tra alcuni di essi.<\/p>\n<p>Inoltre, non sembrano essere presi in debita considerazione gli effetti negativi di trasmissione sugli altri paesi dei guadagni di competitivit\u00e0 registrati da alcuni per effetto di condizioni favorevoli o di una legislazione non uniforme.<\/p>\n<p>Quali che siano le potenzialit\u00e0 e i limiti dell\u2019attuale monitoraggio degli squilibri eccessivi, resta, comunque, il fatto che le tavole con gli indicatori non si prestano a facili raffronti tra paesi.<\/p>\n<p>Considerando il solo numero di violazioni, non \u00e8 possibile determinare quale Paese ha una situazione macroeconomica migliore, misurare l\u2019intensit\u00e0 dello squilibrio o comprendere se un Paese sta migliorando o peggiorando nel tempo la propria situazione. L&#8217;Italia ha solo tre indicatori fuori norma, ma viene ugualmente sottoposta tutti gli anni a <em>in depth review<\/em>.<\/p>\n<p>Per avere una valutazione caratterizzata da una maggiore oggettivit\u00e0, \u00e8 possibile elaborare un indice sintetico di squilibrio macroeconomico, attribuendo un punteggio ad ogni Paese<a href=\"#_ftn11\" name=\"_ftnref11\">[11]<\/a>. L\u2019indicatore sintetico pu\u00f2 essere visto come uno strumento supplementare per controllare se le scelte effettuate dalla Commissione siano coerenti con lo sguardo d\u2019insieme.<\/p>\n<p>Il valore medio ottenuto sintetizza l\u2019ampiezza dello squilibrio e pu\u00f2 essere usato per il confronto con gli altri paesi (in termini di differenze o di <em>ranking<\/em>) o per valutarne l\u2019evoluzione nel tempo.<\/p>\n<p>Attraverso l\u2019indicatore sintetico \u00e8 possibile anche acquisire ulteriori elementi utili a valutare quale paese sottoporre ad analisi approfondita (<em>in depth review<\/em>).<\/p>\n<p>A seconda del punteggio (tavola 2), i Paesi sono classificati in tre livelli di squilibri: assente (verde), presente (giallo) e eccessivo (rosso)<a href=\"#_ftn12\" name=\"_ftnref12\">[12]<\/a>.<\/p>\n<p>Rispetto al 2021, ancora caratterizzato dalla crisi pandemica, la situazione degli squilibri \u00e8 alquanto migliorata: i valori positivi sono 19 (cinque in pi\u00f9 dello scorso anno), 8 quelli in cui \u00e8 presente uno squilibrio moderato (due in meno) e scompaiono quelli eccessivi che nel 2021 caratterizzavano Grecia, Lettonia e Lussemburgo).<\/p>\n<p><strong>Tavola 2 \u2013 Indice sintetico di squilibrio macroeconomico \u2013 Anni 2013-2022<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/2023_squilibri_t2.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-6652\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/2023_squilibri_t2.png\" alt=\"2023_squilibri_t2\" width=\"655\" height=\"390\" \/><\/a><br \/>\n<\/strong><em>Fonte: <\/em>Elaborazioni su dati Commissione europea<\/p>\n<p>Al primo posto nel 2022 troviamo Malta, in recupero negli ultimi 3 anni, che scavalca la Finlandia (ai vertici nei tre anni precedenti). Al terzo posto si conferma la Polonia, che recupera 2 punti, seguita da Austria (che migliora di 22 punti), Danimarca e Slovenia. Seguono altri 14 Paesi &#8211; tra cui Germania, Italia, Spagna e Francia &#8211; che non presentano squilibri considerevoli (fascia verde).<\/p>\n<p>Analizzando l\u2019intera decade, la tavola rispecchia abbastanza fedelmente le situazioni di criticit\u00e0 di alcuni paesi europei. Italia, Croazia, Spagna e Portogallo hanno vissuto una situazione di squilibrio macroeconomico grave e persistente dal 2013 al 2014, ultimi strascichi della crisi finanziaria del 2008 e dei debiti sovrani (2010-2011). Lo stesso si \u00e8 visto in Irlanda, Cipro e Grecia (2013-2015), Bulgaria (2013) e Slovenia (2013). Tra il 2016 e il 2019, gli effetti della ripresa economica hanno normalizzato molte situazioni che in precedenza erano maggiormente a rischio (nel 2013 si contavano 10 situazioni di grave squilibrio con punteggio superiore a 100). La crisi pandemica del 2020 (5 squilibri gravi) non sembra aver prodotto gli stessi effetti devastanti sul quadro macroeconomico e soprattutto si sono dimostrati di breve durata, visto che sono tutti rientrati nei due anni successivi.<\/p>\n<p>Nel 2022 il punteggio medio (60) \u00e8 migliorato di 13 punti rispetto al 2021, tornando ai livelli del 2016 e lasciando intravedere margini di ulteriore riduzione per gli anni a venire (figura 1).<\/p>\n<p>I Paesi dell\u2019Eurozona presentano una situazione di squilibrio costantemente superiore a quelli che non hanno ancora adottato la moneta unica, che tende ad aumentare in caso di difficolt\u00e0. Il divario massimo rispetto ai Paesi no Euro \u00e8 stato di 37 punti nel 2014 e 34 nel 2020. Nel 2022 l\u2019Eurozona ha recuperato 17 punti, mentre gli altri Paesi dell\u2019Ue solo 4, riducendo la differenza ad appena 10 punti.<strong><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p><strong>Figura 1 \u2013 Punteggio standardizzato medio per appartenenza o meno all\u2019Eurozona \u2013 Anni 2013-2022<br \/>\n<\/strong><em><a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/2023_squilibri_f1.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-6653\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/2023_squilibri_f1.png\" alt=\"2023_squilibri_f1\" width=\"807\" height=\"405\" \/><\/a><br \/>\nFonte: <\/em>Elaborazioni su dati Commissione europea<\/p>\n<p>In generale l\u2019Eurozona soffre particolarmente gli squilibri interni e relativi all\u2019occupazione (soprattutto debiti del settore privato e debito pubblico), mentre gli altri Paesi hanno punteggi maggiori sugli squilibri esterni e la competitivit\u00e0, principalmente riguardo al costo del lavoro.<\/p>\n<p>In particolare, nel 2022 si \u00e8 registrato una diminuzione degli squilibri per i prezzi delle abitazioni, il tasso di attivit\u00e0, l\u2019esposizione finanziaria e il tasso di disoccupazione giovanile, mentre la situazione si \u00e8 deteriorata soprattutto per il tasso di cambio effettivo, il costo del lavoro e la quota di export mondiale.<\/p>\n<p><strong>Figura 2 \u2013 Punteggio standardizzato per tipologia di squilibrio per il 2022 e confronto con il 2021<\/strong><strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/2023_squilibri_f2.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-6654\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/2023_squilibri_f2.png\" alt=\"2023_squilibri_f2\" width=\"1000\" height=\"576\" \/><\/a><br \/>\n<\/strong><em>Fonte: <\/em>Elaborazioni su dati Commissione europea<\/p>\n<p>Nel 2022, l\u2019indicatore sintetico di squilibrio macroeconomico varia tra i 35 punti di Malta e i 91 della Grecia (figura 2). L\u2019Italia, con 55 punti (37 meno dello scorso anno) si posiziona al nono posto nell\u2019eurozona, recuperando diverse posizioni.<\/p>\n<p>Molti paesi nel 2022 hanno ridotto il proprio squilibrio complessivo, in particolar modo il Lussemburgo (da 112 a 54), la Lettonia (da 122 a 74), l\u2019Italia, la Svezia, il Portogallo e l\u2019Austria. In lieve peggioramento solo 6 Paesi, l\u2019Estonia (da 79 a 90), la Croazia, la Bulgaria, la Romania, la Repubblica Ceca e di appena un punto la Francia.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>Nella graduatoria dello squilibrio economico (tavola 3), al primo posto torna Malta, gi\u00e0 ai vertici tra il 2013 e il 2017, che migliora nel saldo delle partite correnti, i prezzi delle abitazioni e le passivit\u00e0 del settore finanziario, ma vede crescere il tasso di cambio effettivo reale.<\/p>\n<p>Al secondo posto la Finlandia che perde una posizione, con squilibri eccessivi nel debito del settore privato e della pubblica amministrazione.<\/p>\n<p><strong>\u00a0Tavola 3 \u2013 Graduatoria dello squilibrio macroeconomico \u2013 Anni 2013-2022<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/2023_squilibri_t3.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-6655\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/2023_squilibri_t3.png\" alt=\"2023_squilibri_t3\" width=\"645\" height=\"398\" \/><\/a><br \/>\n<\/strong><em>Fonte<\/em>: elaborazioni su dati Commissione europea \u2013 <em>In marrone chiaro i paesi che non appartengono all\u2019eurozona<\/em><\/p>\n<p>L\u2019Italia recupera dieci posizioni, dopo essere precipitata nella parte bassa della classifica con l\u2019inizio della pandemia.<\/p>\n<p>La Germania, che era al primo posto nel 2011, si trova ora in settima posizione, meglio dello scorso anno, con tre squilibri eccessivi, quello storico dell\u2019avanzo della bilancia commerciale, che resta al 6,3% del Pil (media triennale), al quale si aggiungono la quota di mercato delle esportazioni (-13% in cinque anni) e il debito pubblico.<\/p>\n<p>Nelle ultime 12 posizioni si trovano 10 Paesi dell\u2019Eurozona, con le uniche eccezioni di Ungheria e Repubblica Ceca che nell\u2019ultimo anno hanno perso diverse posizioni. Al contrario il Lussemburgo ne ha riguadagnate 14.<\/p>\n<p><strong>Tavola 4 \u2013 Punteggio standardizzato per indicatore di squilibrio macroeconomico \u2013 Italia &#8211; Anni 2013-2022<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/2023_squilibri_t4.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-6656\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/2023_squilibri_t4.png\" alt=\"2023_squilibri_t4\" width=\"789\" height=\"336\" \/><\/a><br \/>\n<\/strong><em>Fonte<\/em>: elaborazioni su dati Commissione europea<\/p>\n<p>Nel 2022 l\u2019Italia, pur mantenendo lo stesso numero di squilibri macroeconomici (3), migliora il risultato dello scorso anno, tornando a un punteggio medio aggregato di poco superiore al periodo 2016-2019.<\/p>\n<p>A pesare \u00e8 come sempre il debito pubblico (141,7% del Pil), pari a circa 2,4 volte la soglia. Peggiora la quota di mercato mondiale delle esportazioni di beni e servizi, che perde l\u20198,4% rispetto a cinque anni prima, mentre si riduce lo scompenso del tasso di attivit\u00e0 (15-64 anni) tornato praticamente ai livelli del 2019. Segnali di miglioramento si colgono nel saldo delle partite correnti, il prezzo delle abitazioni e le passivit\u00e0 del settore finanziario.<\/p>\n<p>Gli squilibri interni e quelli relativi all\u2019occupazione continuano a rappresentare i fattori preponderanti che spiegano il 68% del punteggio medio nel 2022, il valore inferiore pi\u00f9 basso degli ultimi dieci anni, come nel 2016. Su tutti il debito delle amministrazioni pubbliche, il tasso di attivit\u00e0, ma anche il livello di disoccupazione (prossimo alla soglia massima di tolleranza) e il debito del settore privato.<\/p>\n<p>Tra i fattori esterni e dovuti alla competitivit\u00e0, si registra, come detto, una perdita della quota di mercato delle esportazioni di beni e servizi e un miglioramento del saldo delle partite correnti, con una media triennale di +1,6%.<\/p>\n<p><strong>Conclusioni<\/strong><\/p>\n<p>Sebbene lo <em>scoreboard <\/em>abbia natura puramente indicativa e vada letto insieme ai 25 indicatori ausiliari e al quadro macroeconomico attuale, l\u2019individuazione di squilibri eccessivi e la adozione di conseguenti misure correttive, possono trarre giovamento dalla trasformazione degli indicatori in un punteggio unico standardizzato per paese.<\/p>\n<p>La decisione della Commissione europea di inviare un paese ad una analisi approfondita successiva, anzich\u00e9 su una base discrezionale motivata, come avviene ora con la Relazione sul meccanismo di allerta<a href=\"#_ftn13\" name=\"_ftnref13\">[13]<\/a>, potrebbe essere ricondotta a criteri pi\u00f9 oggettivi come l\u2019indice proposto, aggiungendo \u2013 se del caso \u2013 un peso legato all\u2019importanza di ciascun indicatore rispetto agli altri<a href=\"#_ftn14\" name=\"_ftnref14\">[14]<\/a>.<\/p>\n<p>In un\u2019ottica di sviluppo sostenibile, la valutazione dovrebbe anche includere indicatori sui risultati conseguiti in termini di decarbonizzazione dell\u2019economia e pi\u00f9 in generale nel contrasto ai cambiamenti climatici e alla protezione dell\u2019ambiente.<\/p>\n<p>Il superamento di un punteggio medio superiore a 70 (zona gialla o rossa), l\u2019aumento rispetto all\u2019anno precedente (deterioramento dello squilibrio), il peggioramento relativo rispetto agli altri paesi (perdita di posizioni nella graduatoria), sono tre fattori che, grazie all\u2019indicatore sintetico, evidenziano, presi singolarmente o nel loro insieme, la necessit\u00e0 di approfondire le cause di squilibrio e le conseguenze sull\u2019economia del paese o dell\u2019intera Unione europea.<\/p>\n<p>Lo shock causato dalla pandemia da Covid19 che ha provocato nel 2020 un aumento generalizzato degli squilibri macroeconomici, \u00e8 stato quasi completamente riassorbito nel 2022, con un punteggio medio standardizzato di 60 punti, solo di poco superiore al 2019.<\/p>\n<p>L\u2019Italia, che aveva pagato nel 2020 uno dei prezzi pi\u00f9 alti della pandemia in termini di squilibri macroeconomici, passando da 40 a 116 punti (squilibrio grave), \u00e8 tornata nel 2022 a 55 punti, recuperando anche diverse posizioni in graduatoria.<\/p>\n<p>____________________________________________________________<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> A partire dall\u2019edizione 2021 il Regno Unito non \u00e8 pi\u00f9 presente.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> I regolamenti per la <strong><a href=\"http:\/\/europa.eu\/legislation_summaries\/other\/ec0019_it.htm\">governance<\/a> economica<\/strong> previsti nel pacchetto normativo \u201csix pack\u201d del 2013 definiscono anche la procedura per gli squilibri macroeconomici (Semestre europeo).<br \/>\n<a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> Nell\u2019attuale ciclo di sorveglianza la Commissione sottoporr\u00e0 ad esame approfondito 12 Stati membri: Cipro, Francia, Germania, Grecia, Italia, Paesi Bassi, Portogallo, Romania, Slovacchia, Spagna, Svezia e Ungheria. Per Lussemburgo, Repubblica Ceca, Estonia, Lettonia, Lituania, per i quali era stato disposto nel 2023 un esame approfondito, i rischi di squilibri macroeconomici si sono ridotti con la normalizzazione delle condizioni economiche.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> I dati macroeconomici presi in considerazione sono riferiti all\u2019anno 2022, diffusi alla fine del 2023 e valutati all\u2019interno del cosiddetto semestre europeo 2024. Sebbene si tratti in alcuni casi di valori di tendenza, che non presentano forti oscillazioni, questo sfasamento temporale \u2013 di cui comunque si tiene conto nella formulazione dei giudizi \u2013 pu\u00f2 rappresentare un ulteriore limite del processo di sorveglianza, soprattutto in considerazione degli effetti residuali causati a partire dal 2020 dall&#8217;emergenza sanitaria provocata dal Covid-19.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> Per contrastare l\u2019inflazione la Bce ha intrapreso una politica monetaria restrittiva, con un primo aumento del tasso di interesse da 0 a 0,5% a luglio 2022, poi divenuto 1,25% a ottobre, 2% a novembre, 2,5% a dicembre, 3% a febbraio 2023, 3,5% a marzo, 3,75% a maggio, 4% a giugno, 4,25% ad agosto e 4,5% a settembre.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a> Tale dimensione poteva essere rappresentata attraverso lo <em>spread<\/em>, cio\u00e8 il differenziale di rendimento rispetto ai Bund decennali della Germania degli omologhi titoli di stato nazionali oppure mediante il tasso di interesse implicito (nominale o reale), cio\u00e8 il rapporto tra gli interessi corrisposti in un anno e lo <em>stock <\/em>di debito pubblico alla fine dell\u2019anno precedente.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a> Si potrebbe utilizzare un indicatore sull\u2019entit\u00e0 dei crediti deteriorati (Non-performing loans).<br \/>\n<a href=\"#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a> Il saldo dello stock dei conti finanziari nei confronti del Resto del mondo rapportato alle passivit\u00e0 finanziarie potrebbe essere un indicatore sostitutivo della posizione patrimoniale netta sull\u2019estero, mentre lo stock di passivit\u00e0 finanziarie rapportato al Pil o al Patrimonio netto rappresenterebbe un\u2019utile informazione aggiuntiva (<a href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/politiche-economiche\/europa-e-mondo\/squilibri-macroeconomici-eu\/\">Montella e Mostacci<\/a>, 2018).<br \/>\n<a href=\"#_ftnref9\" name=\"_ftn9\">[9]<\/a> E\u2019 emblematico il caso dell\u2019Irlanda che offre condizioni fiscali particolarmente favorevoli alle multinazionali che collocano l\u00ec la loro sede europea, facendo confluire sotto forma di <em>royalties<\/em> gran parte dei profitti realizzati nei singoli Paesi dell\u2019Unione.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref10\" name=\"_ftn10\">[10]<\/a> La scelta degli indicatori non \u00e8 stata fatta in sede Eurostat ma c\u2019\u00e8 stato un coinvolgimento degli statistici sulla valutazione della disponibilit\u00e0 e confrontabilit\u00e0 degli indicatori.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref11\" name=\"_ftn11\">[11]<\/a> La metodologia utilizzata consiste nello \u2018standardizzare\u2019 i 14 indicatori, assegnando un valore uguale a 0 in assenza di squilibrio e graduando in maniera crescente i valori in maniera tale da avere un punteggio uguale a 100 in corrispondenza della soglia di riferimento. Un punteggio prossimo a 100 indica che si sta per raggiungere o superare la soglia, uguale a 200 che si \u00e8 sforata del doppio la soglia. Il punteggio standardizzato si ottiene effettuando il rapporto tra il valore dell\u2019indicatore e la soglia indicativa e moltiplicando il risultato per 100. Per i due indicatori che presentano un intervallo di soglia compreso tra un valore negativo e uno positivo, \u00e8 stato assegnato un punteggio uguale a 0 in corrispondenza del valore centrale dell\u2019intervallo e valori crescenti in entrambi le direzioni. Per il saldo delle partite correnti si ha 100 sia che si abbia un disavanzo del 4%, sia che si abbia un avanzo del 6% (in questo caso \u00e8 stata utilizzata la differenza relativa anzich\u00e9 il rapporto). Per i due indicatori per i quali la soglia \u00e8 differenziata a seconda dell\u2019appartenenza o meno all\u2019area dell\u2019euro \u00e8 stato considerato il valore richiesto per i paesi euro. Per avere un punteggio sintetico di ciascun Paese si calcola la media aritmetica semplice dei punteggi standardizzati dei 14 indicatori.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref12\" name=\"_ftn12\">[12]<\/a> I valori soglia di riferimento per i tre livelli di criticit\u00e0 (assente 0-70, presente 70-100 e eccessivo &gt;100) sono stati definiti in coerenza con la decisione a suo tempo presa dalla Commissione Europea nel 2015, di sottoporre i Paesi ad analisi approfondita.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref13\" name=\"_ftn13\">[13]<\/a> Nonostante i miglioramenti conseguiti e l\u2019esistenza di 2 soli squilibri, l\u2019Italia anche quest\u2019anno \u00e8 stata rinviata alla <em>In-depth review <\/em>per stabilire l\u2019esistenza di squilibri macroeconomici pi\u00f9 o meno eccessivi. La decisione presa dalla Commissione europea si basa, evidentemente, sulla necessit\u00e0 di mantenere alta l\u2019attenzione sul debito pubblico dell\u2019Italia, che pu\u00f2 rappresentare una minaccia per la stabilit\u00e0 dell\u2019Unione europea.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref14\" name=\"_ftn14\">[14]<\/a> Se, ad esempio, si ritiene che il rapporto debito\/Pil debba avere pi\u00f9 importanza degli altri indicatori, si pu\u00f2 costruire una specifica media aritmetica ponderata, anzich\u00e9 semplice. Tuttavia, in assenza di riscontri oggettivi, l\u2019attribuzione di un peso maggiore a uno o pi\u00f9 indicatori, pu\u00f2 introdurre elementi di arbitrariet\u00e0 e per questo motivo l\u2019indicatore sintetico \u00e8 basato sulla media aritmetica semplice. Il peso dovrebbe tenere conto anche delle correlazioni esistenti tra taluni indicatori.\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Franco Mostacci (documento .pdf) (open data) Come accade ogni anno, il 21 novembre 2023 la Commissione europea ha pubblicato la tavola statistica che riassume i valori di alcuni indicatori chiave, per ciascuno dei 27 paesi dell\u2019Unione europea[1] (scoreboard).<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":"","footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-6650","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-edit","et-doesnt-have-format-content","et_post_format-et-post-format-standard"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6650","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6650"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6650\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6650"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6650"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6650"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}