{"id":686,"date":"2014-09-12T23:03:37","date_gmt":"2014-09-12T21:03:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.francomostacci.it\/?p=686"},"modified":"2014-09-12T23:03:37","modified_gmt":"2014-09-12T21:03:37","slug":"la-deflazione-dei-prezzi-al-consumo-oggi-e-nel-1959-un-confronto-impossibile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/2014\/09\/12\/la-deflazione-dei-prezzi-al-consumo-oggi-e-nel-1959-un-confronto-impossibile\/","title":{"rendered":"La deflazione dei prezzi al consumo, oggi e nel 1959: un confronto impari"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\tdi Franco Mostacci<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/ruota_sgonfia.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-693\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/ruota_sgonfia.jpg\" alt=\"ruota_sgonfia\" width=\"275\" height=\"183\" \/><\/a><\/p>\n<p>Nel mese di agosto del 2014 <a href=\"http:\/\/www.istat.it\/it\/archivio\/131212\" target=\"_blank\">l\u2019<strong>indice dei prezzi al consumo<\/strong><\/a> per l\u2019intera collettivit\u00e0 nazionale \u00e8 diminuito dello 0,1% su base tendenziale.<!--more--><\/p>\n<p>Tale risultato ha configurato una situazione di deflazione dei consumi privati che non si registrava in Italia dal 1959[1]. Pi\u00f9 precisamente in quell\u2019anno la variazione dei prezzi al consumo fu negativa ininterrottamente da marzo (-0,3%) a settembre (-1%), con un picco di -1,9% a luglio.<\/p>\n<p>La struttura dei consumi delle famiglie italiane era completamente diversa rispetto a oggi, come si pu\u00f2 osservare nella composizione percentuale dei coefficienti di ponderazione per capitolo di spesa e per tipologia di prodotto. La spesa per prodotti alimentari e bevande analcoliche si \u00e8 ridotta dal 42% al 16%; sono, invece, fortemente aumentate le componenti trasporti (dal 7% al 14%), le spese per abitazione (dal 5% al 11%), i servizi ricettivi e di ristorazione (dal 3% al 11%). Nel 1959 la spesi per l\u2019acquisto di beni era il 81% e quella per servizi il 19%, mentre oggi sono rispettivamente 54% e 46%. I beni tecnologici erano praticamente inesistenti e quelli energetici avevano un peso del 4%, meno della met\u00e0 del 9% attuale (per ulteriori approfondimenti si veda <strong><a href=\"http:\/\/archivio.panorama.it\/50-anni-di-spesa-italiana\" target=\"_blank\">50 anni di spesa italiana<\/a><\/strong>).<\/p>\n<p>Come gi\u00e0 descritto nell\u2019articolo <strong><a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/ilfatto_30ago2014.pdf\" target=\"_blank\">L\u2019Italia in deflazione dopo 55 anni<\/a> <\/strong>la variazione tendenziale dell\u2019indice generale dei prezzi al consumo \u00e8 la risultante di segnali positivi e negativi dell\u2019andamento dei prezzi dei beni e servizi che compongono il paniere. La variazione complessiva pu\u00f2 essere, quindi, scomposta e analizzata considerando il contributo di ogni singolo prodotto, che ha un peso diverso a seconda dell\u2019importanza che riveste nella spesa per consumi delle famiglie.<\/p>\n<p>Negli ultimi mesi \u00e8 aumentata la proporzione di prodotti con i prezzi in diminuzione, che sterilizzano l\u2019effetto inflattivo di quelli il cui prezzo aumenta. Ad agosto i contributi negativi hanno superato, seppure di poco, quelli positivi. Fa tuttavia riflettere l\u2019andamento della componente di fondo dell\u2019inflazione, o <em>core inflation<\/em> (linea tratteggiata)[2], il cui ritmo di diminuzione \u00e8 molto pi\u00f9 lento e ad agosto 2014 fa segnare un +0,5%. Ci\u00f2 fa ritenere che la deflazione registrata ad agosto 2014 nei prezzi al consumo possa essere solo momentanea.<\/p>\n<p>Tornando indietro nel tempo si vede che, dopo un picco del 4% che fu toccato a giugno del 1958, i prezzi iniziarono rapidamente a scendere, unitamente alla componente di fondo, che arriv\u00f2 a toccare quasi lo zero nel periodo pi\u00f9 profondo di deflazione dell\u2019estate 1959, in cui il contributo negativo di alcune componenti del paniere si spinse fino a -3,6%. Gi\u00e0 nell\u2019autunno del 1959 i prezzi tornarono alla normalit\u00e0 e si stabilizzarono intorno al 2% nei primi mesi del 1960[3].<\/p>\n<p>A far aumentare l\u2019inflazione di agosto ci hanno pensato soprattutto la tariffa sui rifiuti, l\u2019acquisto di automobili, il pedaggio autostradale, la <em>colf, <\/em>i servizi finanziari e le spese condominiali, ma a farla scendere hanno contribuito la bolletta del gas e i servizi di telefonia mobile, ma anche lo <em>smartphone<\/em>, i medicinali di fascia A, le mele e i viaggi aerei con destinazione europea.<\/p>\n<p>Nel 1959, sempre ad agosto, gli aumenti erano, invece, dovuti agli affitti, alle sigarette[4], ai cavoli, all\u2019olio di oliva, alla lavandaia a domicilio (proprio cos\u00ec) e alla domestica a tutto servizio. Ma la forte spinta deflativa veniva dal vino[5], dalla frutta, le patate[6] e la benzina (normale).<\/p>\n<p>Negli ultimi anni, dopo aver toccato un valore massimo del 3% nel 2012, l\u2019inflazione \u00e8 scesa a 1,2% nel 2013 ed ora ha assunto segno negativo. Alla diminuzione contribuiscono maggiormente i prodotti energetici (-0,3%), come anche i beni tecnologici (-0,1%) e gli alimentari e bevande (-0,1%). A crescere maggiormente sono, invece, i servizi (+0,3%) e in misura minore le automobili e gli altri beni.<\/p>\n<p>Ad agosto 1959 la diminuzione fu interamente dovuta al contributo negativo dei prezzi di alimentari e bevande (-2,5%), con i servizi, i cui prezzi erano in costante crescita, a fare da contrappeso (+0,8%).<\/p>\n<p>Da notare come negli anni \u201950, nonostante l\u2019elevata domanda di autovetture (passarono da 342 mila del 1950, 7 ogni 1000 abitanti a quasi 2 milioni nel 1960, 39 ogni 1000 abitanti[7]) i prezzi di vendita si imantennero stabile, se non addirittura in leggero calo, grazie al contenimento dei costi di produzione[8]. Al contrario, oggi, nonostante la perdurante fase di stagnazione del settore automobilistico e le spinte alla delocalizzazione della produzione, i prezzi sono in aumento.<\/p>\n<p>L\u2019andamento dei prezzi al consumo riflette un insieme di situazioni strutturali e congiunturali del sistema economico. L\u2019analisi di esse \u00e8 una matassa difficile da dipanare, se non si vuole correre il rischio di giungere a conclusioni affrettate e semplicistiche.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 vale anche per il rischio deflazione, dipinta oggi come un fantasma che agita i nostri sonni, quando l\u2019esperienza del 1959 ci mostra che un\u2019economia sana, che viaggiava a un ritmo di crescita del 7% di Pil, non teme un breve periodo di caduta dei prezzi, dovuta peraltro a fattori contingenti e circoscritta per lo pi\u00f9 a un determinato settore.<\/p>\n<p><strong>Coefficienti di ponderazione dell\u2019indice dei prezzi al consumo per l\u2019intera collettivit\u00e0 nazionale per capitolo di spesa <\/strong>\u2013 composizione percentuale<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/2014_prezziagosto_fig2.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-687\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/2014_prezziagosto_fig2.png\" alt=\"2014_prezziagosto_fig2\" width=\"800\" height=\"519\" srcset=\"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/2014_prezziagosto_fig2.png 800w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/2014_prezziagosto_fig2-300x195.png 300w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/2014_prezziagosto_fig2-768x498.png 768w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><br \/>\n<\/a>Fonte:elaborazioni su dati Istat<\/p>\n<p><strong>Coefficienti di ponderazione dell\u2019indice dei prezzi al consumo per l\u2019intera collettivit\u00e0 nazionale per tipologia di prodotto <\/strong>\u2013 composizione percentuale<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/2014_prezziagosto_fig3.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-688\" 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Quello stesso mese l\u2019indice dei prezzi al consumo per l\u2019intera collettivit\u00e0 risult\u00f2 invariato rispetto a 12 mesi prima.<\/p>\n<p>[2] La <em>core inflation<\/em> si calcola sottraendo dall\u2019indice generale le componenti il cui prezzo \u00e8 pi\u00f9 soggetto a fluttuazioni di breve periodo, come i beni energetici e i beni alimentari non lavorati. Essa rappresenta l\u2019andamento di fondodell\u2019inflazione e viene utilizzata anche a scopi previsivi.<\/p>\n<p>[3] \u201c<em>Fino al luglio<\/em> (del 1959, ndr) <em>tanto i prezzi agricoli che quelli industriali erano stati in fase discendente; l\u2019indice sindacale del costo della vita si era abbassato ed aveva finanche provocato nei primi mesi dell\u2019anno la riduzione, certo inconsueta, di un punto nelle scale mobili regolanti i salari. Dopo il luglio la situazione \u00e8 mutata alquanto. Si sono volti al rialzo sia i prezzi agricoli che quelli industriali. Nell\u2019insieme, tuttavia, la media annua dei prezzi ingrosso \u00e8 diminuita nel 1959 del 3 per cento rispetto al 1958\u2026 E\u2019 degna di nota, infine, la circostanza che l\u2019indice dei prezzi dei prodotti industriali era, al marzo di quest\u2019anno, al disotto del livello del dicembre 1958, nonostante che, durante il primo semestre del 1959, i prezzi delle materie prime sui mercati internazionali fossero saliti di oltre il 5 per cento. La notevole espansione produttiva alla quale stiamo assistendo non ha provocato, dunque, almeno fino ad ora, tendioni di rilievo nel livello dei prezzi. Anche l\u2019indice del costo della vita non ha messo in evidenza tensioni di fondo; l\u2019aumento del 2,6 per cento verificatosi tra il marzo 1959 e il marzo 1960 \u00e8 da attribuire, infatti, per circa tre quinti al capitolo dell\u2019abitazione, influenzato dal ricorrente aumento dei fitti bloccati<\/em>\u201d, Donato Menichella, Considerazioni finali all\u2019assemblea della Banca d\u2019Italia, 1959 \u2013 31 maggio 1960.<\/p>\n<p>[4] Il prezzo (medio) di 10 sigarette nazionali pass\u00f2 da 80 lire del 58 a 83,33 lire del 1959 (Istat, Statistiche storiche dell\u2019Italia 1861-1975, pag, 137).<\/p>\n<p>[5] Un litro di vino nel 1959 costava 138 lire, ben 13 lire in meno dell\u2019anno precedente. Anche l\u2019anno successivo il prezzo scese, andando a toccare il livello minimo di 123 lire al litro (<em>Ibidem<\/em>, pag. 135).<\/p>\n<p>[6] Il prezzo delle patate scese da 55 a 45 lire il chilo (<em>Ibidem<\/em>, pag. 134).<\/p>\n<p>[7] <em>Ibidem<\/em>, pag.106.<\/p>\n<p>[8] \u201c<em>\u2026dobbiamo riconoscere che il problema dell\u2019inflazione dei costi si \u00e8 presentato da noi in forme meno acute. In gran parte delle industrie manifatturiere, gli aumenti della produttivit\u00e0 hanno offerto capienza ai pur notevoli aumenti salariali, e rimunerazione agli investimenti addizionali di capitale. Il caso pi\u00f9 evidente \u00e8 forse quello dell\u2019industria dell\u2019acciaio, dove la produttivit\u00e0 del lavoro \u00e8 raddoppiata in meno di un decennio, sicch\u00e9, nonostante gli ingenti ineri di capitale, i prezzi dell\u2019acciaio hanno potuto mantenersi all\u2019incirca fermi sui livelli del 1950, mentre negli altri grandi paesi produttori essi hanno segnato aumenti che vanno dal 40 per cento nel Regno Unito al 70 per cento negli Stati Uniti e al 90 per cento in Germania<\/em>\u201d, Donato Menichella, Considerazioni finali all\u2019assemblea della Banca d\u2019Italia, 1959 \u2013 31 maggio 1960.<em><br \/>\n<\/em>\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Franco Mostacci Nel mese di agosto del 2014 l\u2019indice dei prezzi al consumo per l\u2019intera collettivit\u00e0 nazionale \u00e8 diminuito dello 0,1% su base tendenziale.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":"","footnotes":""},"categories":[10],"tags":[145,185,316,482],"class_list":["post-686","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-prezzi","tag-contributi-alla-variazione","tag-deflazione","tag-inflazione","tag-prezzi-al-consumo","et-doesnt-have-format-content","et_post_format-et-post-format-standard"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/686","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=686"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/686\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=686"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=686"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=686"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}