{"id":7251,"date":"2024-12-26T20:08:28","date_gmt":"2024-12-26T19:08:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.francomostacci.it\/?p=7251"},"modified":"2024-12-26T20:08:28","modified_gmt":"2024-12-26T19:08:28","slug":"lindicatore-sintetico-2023-degli-squilibri-macroeconomici-nellunione-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/2024\/12\/26\/lindicatore-sintetico-2023-degli-squilibri-macroeconomici-nellunione-europea\/","title":{"rendered":"L\u2019indicatore sintetico 2023 degli squilibri macroeconomici nell\u2019Unione europea"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\tdi <strong>Franco Mostacci<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/scoreboard_2023.pdf\" target=\"_blank\">(documento .pdf)<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/Opendata\/MIP_scoreboard_2023.xlsx\" target=\"_blank\">(open data)<\/a><br \/>\n<\/strong><a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/commissione-europea.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone  wp-image-1090\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/commissione-europea.jpg\" alt=\"commissione-europea\" width=\"200\" height=\"133\" srcset=\"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/commissione-europea.jpg 586w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/commissione-europea-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a><!--more--><\/p>\n<p>Come accade ogni anno, a novembre 2024 la Commissione europea ha pubblicato la tavola statistica che riassume i valori di alcuni indicatori chiave, per ciascuno dei 27 paesi dell\u2019Unione europea (<em>scoreboard<\/em>).<\/p>\n<p>Tali numeri sono presi a riferimento per la <a href=\"https:\/\/commission.europa.eu\/publications\/2025-european-semester-alert-mechanism-report_en\">Relazione sul meccanismo di allerta<\/a> &#8211; punto di partenza dell\u2019attivit\u00e0 di sorveglianza per il coordinamento delle politiche economiche<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a> &#8211; in cui si individuano i Paesi che saranno sottoposti ad analisi pi\u00f9 particolareggiate e complete (<em>in depth review<\/em>) per poi formulare raccomandazioni specifiche per gli Stati in cui si riscontrano squilibri macroeconomici eccessivi<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>.<\/p>\n<p>Un meccanismo un po\u2019 farraginoso che, finora, non ha prodotto molti risultati concreti<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>, ma che comunque consente di tenere sotto osservazione l\u2019evoluzione di alcuni aspetti macroeconomici e individuare alcune criticit\u00e0.<\/p>\n<p>Va anche considerato che, nonostante l&#8217;attenzione posta dalla Commissione europea alla salvaguardia dell&#8217;ambiente, con gli obiettivi ambiziosi del <a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/info\/strategy\/priorities-2019-2024\/european-green-deal_it\">Green New Deal<\/a> \u00a0e del <a href=\"https:\/\/www.consilium.europa.eu\/it\/policies\/green-deal\/fit-for-55-the-eu-plan-for-a-green-transition\/\">Fit for 55%<\/a>, in ordine al rispetto degli accordi di Parigi sulla decarbonizzazione, i cambiamenti climatici e la realizzazione dell&#8217;Agenda 2030 delle Nazioni Unite, il quadro di valutazione \u00e8 incentrato solo sugli aspetti macroeconomici, prescindendo dalla sostenibilit\u00e0 dello sviluppo.<\/p>\n<p>Si tratta di una limitazione al coordinamento delle politiche economiche non pi\u00f9 giustificabile, soprattutto in considerazione del fatto che il 37% dei 750 miliardi di sussidi e prestiti previsti da Next Generation EU, deve essere impiegato in progetti di salvaguardia o recupero ambientale, la cui effettiva realizzazione andrebbe monitorata anche sotto il profilo degli squilibri tra Paesi.<\/p>\n<p>La revisione del Patto di stabilit\u00e0 e crescita dell\u2019UE, rappresenta poi un\u2019occasione persa di riconsiderare gli indicatori di squilibrio macroeconomico presi a riferimento.<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo dello <em>scoreboard <\/em>\u00e8 quello di evidenziare ogni tendenza che possa determinare sviluppi che hanno &#8211; o potrebbero avere &#8211; effetti negativi sul corretto funzionamento dell\u2019economia di uno Stato membro, dell\u2019Unione economica e monetaria o dell\u2019intera Unione. Se lo squilibrio diventa eccessivo pu\u00f2 mettere a repentaglio il corretto funzionamento dell\u2019Unione economica o monetaria.<\/p>\n<p>Il meccanismo di allerta per l\u2019individuazione e il monitoraggio degli squilibri comprende un numero ristretto di indicatori macroeconomici e macrofinanziari (13 indicatori principali e 23 ausiliari)<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a>.<\/p>\n<p>L\u2019attuale quadro di valutazione considera due aspetti fondamentali di un Paese (prospetto 1):<\/p>\n<ul>\n<li><strong>squilibri esterni e competitivit\u00e0 <\/strong>(partite correnti, posizione patrimoniale netta sull\u2019estero, tasso di cambio effettivo reale, variazione delle quote di esportazione verso le economie avanzate, costi unitari del lavoro);<\/li>\n<li><strong>squilibri interni e occupazione <\/strong>(debito pubblico, debito delle famiglie e Isp, debito delle imprese, flusso dei prestiti alle famiglie, flusso dei prestiti alle imprese, prezzi delle abitazioni, tasso di disoccupazione e tasso di attivit\u00e0 15-64 anni).<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Prospetto 1 \u2013 Indicatori principali per tipologia di squilibrio e valore limite<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/2024_squilibri_p1.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-7252\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/2024_squilibri_p1.png\" alt=\"2024_squilibri_p1\" width=\"773\" height=\"326\" \/><\/a><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p>Per i 13 indicatori principali sono state definite delle soglie indicative (massime e minime di allerta), superate le quali si individua una condizione di squilibrio.<\/p>\n<p><strong>Tavola 1 \u2013 Quadro di valutazione della procedura per gli squilibri macroeconomici \u2013 Anno 2023<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/2024_squilibri_t1.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-7253\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/2024_squilibri_t1.png\" alt=\"2024_squilibri_t1\" width=\"641\" height=\"304\" \/><\/a><br \/>\n<\/strong><em>Fonte: <\/em>Commissione europea, Eurostat e DG ECFIN (per gli indicatori sul tasso di cambio effettivo reale)<\/p>\n<p>Il quadro di valutazione preso a riferimento per il Semestre europeo 2024 (tavola 1) \u00e8 riferito al 2023, anno caratterizzato da una bassa crescita, dovuta alla combinazione di alti tassi di interesse ed elevata inflazione<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a>, che hanno fatto aumentare i costi di produzione.<\/p>\n<p>Il Pil dell\u2019Unione europea \u00e8 aumentato di appena 0,4%, con molti Paesi in negativo (tra cui la Germania), dopo la forte crescita dei due anni precedenti, caratterizzati dal rimbalzo dopo il crollo del 2020 per il <em>lockdown<\/em> pandemico.<\/p>\n<p>In questo contesto, l\u2019Irlanda oltrepassa il valore di soglia per ben 6 indicatori su 13 (due in pi\u00f9 dello scorso anno), mentre Belgio, Cipro, Svezia, Slovacchia. Grecia e Lussemburgo si fermano a 5. Il Paese pi\u00f9 virtuoso nel 2023 \u00e8 stato l\u2019Italia, con un solo valore superiore al limite, il debito pubblico, rispetto ai tre dell\u2019anno precedente, quando erano deficitari anche la quota di mercato delle esportazioni nelle economie avanzate e il tasso di occupazione della popolazione in et\u00e0 attiva 15-74 anni.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 in generale, nel 2023 si sono registrati 98 squilibri per i 27 Stati dell\u2019Ue (con una media di 3,5 squilibri per Paese), in miglioramento rispetto ai 105 del 2022, il numero pi\u00f9 alto degli ultimi 10 anni, persino superiore al 2020 caratterizzato dall\u2019emergenza sanitaria.<\/p>\n<p>Quando il livello di guardia di un indicatore \u00e8 superato da numerosi paesi la situazione di criticit\u00e0 investe l\u2019Unione Europea nel suo complesso: \u00e8 il caso della variazione triennale del costo del lavoro oltre il 9% che riguarda 22 Paesi su 27 (una conseguenza dell\u2019elevata inflazione); del debito pubblico superiore al 60% del Pil (13 Paesi); della variazione del tasso di cambio effettivo (11 Paesi) e degli squilibri negativi o positivi della bilancia commerciale (10 Paesi).<\/p>\n<p>Oltre alla gi\u00e0 citata assenza di indicatori della sostenibilit\u00e0 ambientale, il set di indicatori considerato non \u00e8 sicuramente esaustivo per monitorare il quadro macroeconomico. Basti pensare all\u2019assenza del tasso di interesse sul debito pubblico che condiziona la sostenibilit\u00e0 del servizio del debito<a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a>, di indicatori sulla situazione finanziario-patrimoniale del sistema del credito<a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a> o pi\u00f9 in generale sull\u2019esposizione finanziaria del Paese<a href=\"#_ftn8\" name=\"_ftnref8\">[8]<\/a>.<\/p>\n<p>Un sistema di monitoraggio degli squilibri macroeconomici dovrebbe anche considerare le situazioni di <em>dumping <\/em>fiscale<a href=\"#_ftn9\" name=\"_ftnref9\">[9]<\/a> e lavorativo, che alterano le pari opportunit\u00e0 di sviluppo delle economie europee.<\/p>\n<p>Le modifiche apportate al set di indicatori principali di squilibrio macroeconomico, introdotte a partire dalla presente edizione, non sembrano particolarmente efficaci a colmare i vuoti esistenti.<\/p>\n<p>Eccezioni possono essere mosse anche rispetto alla qualit\u00e0 degli indicatori, atteso che non tutti derivano da statistiche omogenee derivanti dall\u2019applicazione di un regolamento comunitario<a href=\"#_ftn10\" name=\"_ftnref10\">[10]<\/a> o all\u2019esistenza di correlazioni tra alcuni di essi.<\/p>\n<p>Inoltre, non sembrano essere presi in debita considerazione gli effetti negativi di trasmissione sugli altri paesi dei guadagni di competitivit\u00e0 registrati da alcuni per effetto di condizioni favorevoli o di una legislazione non uniforme.<\/p>\n<p>Quali che siano le potenzialit\u00e0 e i limiti dell\u2019attuale monitoraggio degli squilibri eccessivi, resta, comunque, il fatto che le tavole con gli indicatori non si prestano a facili raffronti tra paesi.<\/p>\n<p>Considerando il solo numero di violazioni, non \u00e8 possibile determinare quale Paese ha una situazione macroeconomica migliore, misurare l\u2019intensit\u00e0 dello squilibrio o comprendere se un Paese sta migliorando o peggiorando nel tempo la propria situazione. L&#8217;Italia ha solo un indicatore fuori norma, ma viene ugualmente sottoposta tutti gli anni a <em>in depth review<\/em>. Al contrario per l\u2019Irlanda, che presenta ben 6 valori oltre la soglia, non sar\u00e0 oggetto di ulteriore indagine sull\u2019entit\u00e0 e pericolosit\u00e0 dei propri squilibri.<\/p>\n<p>Per avere una valutazione caratterizzata da una maggiore oggettivit\u00e0, \u00e8 possibile elaborare un indice sintetico di squilibrio macroeconomico, attribuendo un punteggio ad ogni Paese<a href=\"#_ftn11\" name=\"_ftnref11\">[11]<\/a>. L\u2019indicatore sintetico pu\u00f2 essere considerato come uno strumento supplementare per controllare se le scelte effettuate dalla Commissione siano coerenti con lo sguardo d\u2019insieme.<\/p>\n<p>Il valore medio ottenuto sintetizza l\u2019ampiezza dello squilibrio e pu\u00f2 essere usato per il confronto con gli altri paesi (in termini di differenze o di <em>ranking<\/em>) o per valutarne l\u2019evoluzione nel tempo.<\/p>\n<p>Attraverso l\u2019indicatore sintetico \u00e8 possibile anche acquisire ulteriori elementi utili a valutare quale paese sottoporre ad analisi approfondita (<em>in depth review<\/em>).<\/p>\n<p>A seconda del punteggio (tavola 2), i Paesi sono classificati in tre livelli di squilibri: assente (verde), presente (giallo) e eccessivo (rosso)<a href=\"#_ftn12\" name=\"_ftnref12\">[12]<\/a>.<\/p>\n<p>Rispetto al 2022, la situazione degli squilibri si \u00e8 deteriorata: i valori positivi sono 10 (come lo scorso anno), 9 quelli in cui \u00e8 presente uno squilibrio moderato (5 in meno), mentre sono 8 le situazioni di squilibrio eccessivo (erano solo 3 nel 2022).<\/p>\n<p><strong>Tavola 2 \u2013 Indice sintetico di squilibrio macroeconomico \u2013 Anni 2014-2023<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/2024_squilibri_t2.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-7254\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/2024_squilibri_t2.png\" alt=\"2024_squilibri_t2\" width=\"655\" height=\"390\" \/><\/a><br \/>\n<\/strong><em>Fonte: <\/em>Elaborazioni su dati Commissione europea<\/p>\n<p>Al primo posto nel 2023 troviamo l\u2019Italia, in forte recupero negli ultimi 2 anni, dopo essere stata in eccesso di squilibrio nel 2020-2021. Al secondo posto la Slovenia, seguita dall\u2019Austria, entrambe in miglioramento. \u00a0Non presentano squilibri considerevoli (fascia verde) anche Danimarca, Francia (la cui media si riduce di 27 punti), Spagna, Paesi Bassi, Germania, Finlandia e Belgio.<\/p>\n<p>Analizzando l\u2019intera decade, la tavola rispecchia abbastanza fedelmente le situazioni di criticit\u00e0 di alcuni paesi europei. Grecia, Cipro e Irlanda hanno vissuto una situazione di squilibrio macroeconomico grave e persistente dal 2014 al 2017-18, per gli strascichi della crisi finanziaria del 2008 e dei debiti sovrani (2010-2011). Nel 2019, gli effetti della ripresa economica hanno normalizzato molte situazioni che in precedenza erano maggiormente a rischio (nessuna situazione di grave squilibrio con punteggio superiore a 100). In Grecia, la situazione \u00e8 poi precipitata nel 2020, l\u2019anno della crisi pandemica, per recuperare negli ultimi tre anni. Gli effetti dell\u2019inflazione, si sono fatti sentire negli ultimi due anni e nel 2023 la situazione si \u00e8 particolarmente deteriorata in Lettonia (media di 146, 53 punti pi\u00f9 del 2022), Irlanda (39 punti in pi\u00f9) e Lussemburgo (44 punti in pi\u00f9).<\/p>\n<p>Nel 2023 il punteggio medio (81) \u00e8 peggiorato di 3 punti rispetto al 2022, il valore pi\u00f9 alto dell\u2019ultimo decennio, ad eccezione del 2020 (figura 1).<\/p>\n<p>Tra il 2015 e il 2021, i Paesi dell\u2019Eurozona presentano una situazione di squilibrio superiore a quelli che non hanno ancora adottato la moneta unica. Il divario massimo rispetto ai Paesi no Euro \u00e8 stato di 30 punti nel 2020, come se la mancata adozione dell\u2019Euro avesse consentito una maggiore resilienza dell\u2019economia all\u2019effetto Covid. Nel 2022 il divario si \u00e8 azzerato e nel 2023 si \u00e8 addirittura invertita la tendenza, a conferma che la moneta unica si \u00e8 rivelata pi\u00f9 efficace contro il rischio inflattivo.<\/p>\n<p><strong>Figura 1 \u2013 Punteggio standardizzato medio per appartenenza o meno all\u2019Eurozona \u2013 Anni 2014-2023<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/2024_squilibri_f1.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-7255\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/2024_squilibri_f1.png\" alt=\"2024_squilibri_f1\" width=\"807\" height=\"405\" \/><\/a><br \/>\n<\/strong><em>Fonte: <\/em>Elaborazioni su dati Commissione europea<\/p>\n<p>In generale l\u2019Eurozona soffre particolarmente gli squilibri interni e relativi all\u2019occupazione (soprattutto debiti del settore privato e debito pubblico), mentre gli altri Paesi hanno punteggi maggiori sugli squilibri esterni e la competitivit\u00e0, principalmente riguardo al tasso di cambio effettivo e al costo del lavoro.<\/p>\n<p>In particolare, nel 2023 si \u00e8 registrato una diminuzione degli squilibri per i prezzi delle abitazioni e i crediti concessi a famiglie e imprese, mentre la situazione si \u00e8 deteriorata soprattutto per il tasso di cambio effettivo, il costo del lavoro, i debiti delle imprese e la quota di export mondiale.<\/p>\n<p><strong>Figura 2 \u2013 Punteggio standardizzato per tipologia di squilibrio per il 2023 e confronto con il 2022<\/strong><strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/2024_squilibri_f2.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-7256\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/2024_squilibri_f2.png\" alt=\"2024_squilibri_f2\" width=\"1000\" height=\"605\" \/><\/a><br \/>\n<\/strong><em>Fonte: <\/em>Elaborazioni su dati Commissione europea<\/p>\n<p>Nel 2023, l\u2019indicatore sintetico di squilibrio macroeconomico varia tra i 42 punti dell\u2019Italia e i 146 della Lettonia (figura 2).<\/p>\n<p>Sono 15 i Paesi che nel 2023 hanno ridotto il proprio squilibrio complessivo, in particolar modo la Francia (da 88 a 61), l\u2019Italia (da 64 a 42), il Portogallo (da 89 a 70) e numerosi altri che si collocano in testa alla graduatoria. In forte peggioramento Lettonia, Irlanda e Lussemburgo, ma arretrano anche Polonia, Belgio, Svezia e Romania.<\/p>\n<p>Nella graduatoria dello squilibrio economico (tavola 3), al primo posto troviamo l\u2019Italia, che era stata nelle prime posizioni solo nel 2018-19, per poi sprofondare nel 2020-21 in fondo alla classifica, in coincidenza con l\u2019emergenza pandemica.<\/p>\n<p>Al secondo posto la Slovenia, gi\u00e0 in testa nel 2015-16 e sempre ai primi posti, con squilibri eccessivi nel costo del lavoro e nel debito pubblico.<\/p>\n<p>Si conferma al terzo posto l\u2019Austria, gi\u00e0 prima nel 2017, presentando le medesime difficolt\u00e0 legate al costo del lavoro e al debito pubblico.<\/p>\n<p>La Germania, che era al primo posto nel 2011, si trova ora in ottava posizione, un po\u2019 meglio dello scorso anno, con tre squilibri eccessivi, la quota di mercato delle esportazioni (-7,8% in tre anni), il costo del lavoro e il debito pubblico, mentre si \u00e8 ridotto entro il limite massimo del +6% lo storico avanzo della bilancia commerciale, che ha causato negli anni scorsi grossi problemi di competitivit\u00e0 agli altri partner europei.<\/p>\n<p>Rispetto al 2022, il miglior recupero \u00e8 quello della Francia (dal 19\u00b0 al 5\u00b0 posto), nonostante i 4 squilibri (costo del lavoro, debito pubblico, debito delle famiglie, debito delle imprese).<\/p>\n<p>Nelle ultime 9 posizioni si trovano 7 Paesi dell\u2019Eurozona, con le uniche eccezioni di Ungheria e Repubblica Ceca che da qualche anno hanno perso diverse posizioni.<\/p>\n<p><strong>Tavola 3 \u2013 Graduatoria dello squilibrio macroeconomico \u2013 Anni 2014-2023<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/2024_squilibri_t3.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-7257\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/2024_squilibri_t3.png\" alt=\"2024_squilibri_t3\" width=\"645\" height=\"398\" \/><\/a><br \/>\n<\/strong><em>Fonte<\/em>: elaborazioni su dati Commissione europea \u2013 In marrone chiaro i paesi che non appartengono all\u2019eurozona<\/p>\n<p>Nel 2023 l\u2019Italia (tavola 4), ha ridotto da 3 a 1 gli squilibri macroeconomici, migliorando nettamente il risultato dello scorso anno, conseguendo il pi\u00f9 basso punteggio medio aggregato del periodo 2014-2023.<\/p>\n<p><strong>Tavola 4 \u2013 Punteggio standardizzato per indicatore di squilibrio macroeconomico \u2013 Italia &#8211; Anni 2014-2023<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/2024_squilibri_t4.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-7258\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/2024_squilibri_t4.png\" alt=\"2024_squilibri_t4\" width=\"805\" height=\"318\" \/><\/a><br \/>\n<\/strong><em>Fonte<\/em>: elaborazioni su dati Commissione europea<\/p>\n<p>A pesare \u00e8 come sempre il debito pubblico (134,8% del Pil), pari a 2,25 volte la soglia, unico superamento di soglia nel 2023, ma comunque giudicato sufficiente dalla Commissione europea per tenere l\u2019Italia sotto osservazione approfondita.<\/p>\n<p>La quota di mercato mondiale delle esportazioni di beni e servizi, guadagna il 3,1% rispetto a tre anni prima, come pure positiva \u00e8 la variazione triennale del tasso di attivit\u00e0 (15-74 anni) che cresce del 3,2%. Segnali di miglioramento si colgono nel tasso di cambio effettivo reale, nel flusso di crediti alle famiglie e nel prezzo delle abitazioni. In peggioramento nel 2023 \u00e8 soprattutto il costo nominale del lavoro, cresciuto del 5% negli ultimi 3 anni, ma in misura di gran lunga inferiore a quello della media europea (+10,7%)<a href=\"#_ftn13\" name=\"_ftnref13\">[13]<\/a>.<\/p>\n<p>Gli squilibri interni e quelli relativi all\u2019occupazione continuano a rappresentare i fattori preponderanti che spiegano l\u201982% del punteggio medio nel 2023, secondo solo all\u201984% del 2020. Su tutti il debito delle amministrazioni pubbliche, ma anche il livello di disoccupazione (ai minimi del decennio) e il debito del settore privato.<\/p>\n<p><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Conclusioni<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Sebbene lo <em>scoreboard <\/em>abbia natura puramente indicativa e vada letto insieme ai restanti indicatori ausiliari e al quadro macroeconomico attuale, l\u2019individuazione di squilibri eccessivi e la adozione di conseguenti misure correttive, possono trarre giovamento dalla trasformazione degli indicatori in un punteggio unico standardizzato per paese.<\/p>\n<p>La decisione della Commissione europea di inviare un paese ad una analisi approfondita successiva, anzich\u00e9 su una base discrezionale motivata, come avviene ora con la Relazione sul meccanismo di allerta<a href=\"#_ftn14\" name=\"_ftnref14\">[14]<\/a>, potrebbe essere ricondotta a criteri pi\u00f9 oggettivi come l\u2019indice proposto, aggiungendo \u2013 se del caso \u2013 un peso legato all\u2019importanza di ciascun indicatore rispetto agli altri<a href=\"#_ftn15\" name=\"_ftnref15\">[15]<\/a>.<\/p>\n<p>In un\u2019ottica di sviluppo sostenibile, la valutazione dovrebbe anche includere indicatori sui risultati conseguiti in termini di decarbonizzazione dell\u2019economia e pi\u00f9 in generale nel contrasto ai cambiamenti climatici e alla protezione dell\u2019ambiente.<\/p>\n<p>Il superamento di un punteggio medio superiore a 70 (zona gialla o rossa), l\u2019aumento rispetto all\u2019anno precedente (deterioramento dello squilibrio), il peggioramento relativo rispetto agli altri paesi (perdita di posizioni nella graduatoria), sono tre fattori che, grazie all\u2019indicatore sintetico, evidenziano, presi singolarmente o nel loro insieme, la necessit\u00e0 di approfondire le cause di squilibrio e le conseguenze sull\u2019economia del paese o dell\u2019intera Unione europea.<\/p>\n<p>Nel 2023, si fanno sentire soprattutto gli effetti della spinta inflazionistica, che si riflette soprattutto in un aumento del costo del lavoro, una perdita del tasso di cambio effettivo maggiore per i Paesi non euro, la diminuzione dei flussi di credito e il calo dei prezzi delle abitazioni. Sono 8 i Paesi finiti in squilibrio grave, 5 in pi\u00f9 dello scorso anno.<\/p>\n<p>L\u2019Italia, che aveva pagato nel 2020 uno dei prezzi pi\u00f9 alti della pandemia in termini di squilibri macroeconomici, passando da 52 a 134 punti (squilibrio grave), ha recuperato nell\u2019ultimo biennio e nel 2023, con 42 punti ottiene il primo posto in graduatoria.<\/p>\n<p>_______________________________________________________________<br \/>\n<a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> I regolamenti per la <strong><a href=\"http:\/\/europa.eu\/legislation_summaries\/other\/ec0019_it.htm\">governance<\/a> <span style=\"color: #ff0000;\">economica<\/span><\/strong> previsti nel pacchetto normativo \u201csix pack\u201d del 2014, definiscono anche la procedura per gli squilibri macroeconomici (Semestre europeo).<br \/>\n<a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> Nell\u2019attuale ciclo di sorveglianza la Commissione sottoporr\u00e0 ad esame approfondito 10 Stati membri: Cipro, Estonia, Germania, Grecia, Italia, Ungheria, Paesi Bassi, Romania, Slovacchia e Svezia.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> I dati macroeconomici presi in considerazione sono riferiti all\u2019anno 2023, diffusi alla fine del 2024 e valutati all\u2019interno del cosiddetto semestre europeo 2025. Sebbene si tratti in alcuni casi di valori di tendenza, che non presentano forti oscillazioni, questo sfasamento temporale \u2013 di cui comunque si tiene conto nella formulazione dei giudizi \u2013 pu\u00f2 rappresentare un ulteriore limite del processo di sorveglianza.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> Il numero e la natura degli indicatori principali \u00e8 cambiato rispetto alle edizioni precedenti, come anche in alcuni casi le soglie di riferimento.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> Per contrastare l\u2019inflazione la Bce ha intrapreso una politica monetaria restrittiva, con un primo aumento del tasso di interesse da 0 a 0,5% a luglio 2022, poi divenuto 1,25% a ottobre, 2% a novembre, 2,5% a dicembre, 3% a febbraio 2023, 3,5% a marzo, 3,75% a maggio, 4% a giugno, 4,25% ad agosto e 4,5% a settembre. Solo nel 2024 \u00e8 stato avviato un graduale percorso di riduzione.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a> Tale dimensione poteva essere rappresentata attraverso lo <em>spread<\/em>, cio\u00e8 il differenziale di rendimento rispetto ai Bund decennali della Germania degli omologhi titoli di stato nazionali oppure mediante il tasso di interesse implicito (nominale o reale), cio\u00e8 il rapporto tra gli interessi corrisposti in un anno e lo <em>stock <\/em>di debito pubblico alla fine dell\u2019anno precedente.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a> Si potrebbe utilizzare un indicatore sull\u2019entit\u00e0 dei crediti deteriorati (Non-performing loans).<br \/>\n<a href=\"#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a> Con la revisione effettuata \u00e8 stato eliminato l\u2019indicatore relativo alla posizione patrimoniale netta sull\u2019estero per la difficolt\u00e0 di definire una soglia significativa e nella consapevolezza che esistono presso la Bce altri meccanismi di sorveglianza per il settore finanziario. Non \u00e8 stato preso in considerazione il suggerimento contenuto in <strong><a href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/politiche-economiche\/europa-e-mondo\/squilibri-macroeconomici-eu\/\">Montella e Mostacci<\/a><\/strong>, (2018) di utilizzare il saldo dello stock dei conti finanziari nei confronti del Resto del mondo rapportato alle passivit\u00e0 finanziarie o lo stock di passivit\u00e0 finanziarie rapportato al Pil o al Patrimonio netto.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref9\" name=\"_ftn9\">[9]<\/a> E\u2019 emblematico il caso dell\u2019Irlanda che offre condizioni fiscali particolarmente favorevoli alle multinazionali che collocano l\u00ec la loro sede europea, facendo confluire sotto forma di <em>royalties<\/em> gran parte dei profitti realizzati nei singoli Paesi dell\u2019Unione.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref10\" name=\"_ftn10\">[10]<\/a> La scelta degli indicatori non \u00e8 stata fatta in sede Eurostat ma c\u2019\u00e8 stato un coinvolgimento degli statistici sulla valutazione della disponibilit\u00e0 e confrontabilit\u00e0 degli indicatori.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref11\" name=\"_ftn11\">[11]<\/a> La metodologia utilizzata consiste nello \u2018standardizzare\u2019 i 13 indicatori, assegnando un valore uguale a 0 in assenza di squilibrio e graduando in maniera crescente i valori in maniera tale da avere un punteggio uguale a 100 in corrispondenza della soglia di riferimento. Un punteggio prossimo a 100 indica che si sta per raggiungere o superare la soglia, uguale a 200 che si \u00e8 sforata del doppio la soglia. Il punteggio standardizzato si ottiene effettuando il rapporto tra il valore dell\u2019indicatore e la soglia indicativa e moltiplicando il risultato per 100. Per i due indicatori che presentano un intervallo di soglia compreso tra un valore negativo e uno positivo, \u00e8 stato assegnato un punteggio uguale a 0 in corrispondenza del valore centrale dell\u2019intervallo e valori crescenti in entrambi le direzioni. Per il saldo delle partite correnti si ha 100 sia che si abbia un disavanzo del 4%, sia che si abbia un avanzo del 6% (in questo caso \u00e8 stata utilizzata la differenza relativa anzich\u00e9 il rapporto). Per i due indicatori per i quali la soglia \u00e8 differenziata a seconda dell\u2019appartenenza o meno all\u2019area dell\u2019euro \u00e8 stato considerato il valore richiesto per i paesi euro. Per avere un punteggio sintetico di ciascun Paese si calcola la media aritmetica semplice dei punteggi standardizzati dei 14 indicatori.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref12\" name=\"_ftn12\">[12]<\/a> I valori soglia di riferimento per i tre livelli di criticit\u00e0 (assente 0-70, presente 70-100 e eccessivo &gt;100) sono stati definiti in coerenza con la decisione a suo tempo presa dalla Commissione Europea nel 2015, di sottoporre i Paesi ad analisi approfondita.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref13\" name=\"_ftn13\">[13]<\/a> La conseguente perdita di potere d\u2019acquisto delle famiglie italiane rispetto alle altre, non \u00e8 un indicatore considerato.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref14\" name=\"_ftn14\">[14]<\/a> Nonostante i miglioramenti conseguiti e l\u2019esistenza di un solo squilibri, l\u2019Italia anche quest\u2019anno \u00e8 stata rinviata alla <em>In-depth review <\/em>per stabilire l\u2019esistenza di squilibri macroeconomici pi\u00f9 o meno eccessivi. La decisione presa dalla Commissione europea si basa, evidentemente, sulla necessit\u00e0 di mantenere alta l\u2019attenzione sul debito pubblico dell\u2019Italia, che pu\u00f2 rappresentare una minaccia per la stabilit\u00e0 dell\u2019Unione europea.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref15\" name=\"_ftn15\">[15]<\/a> Se, ad esempio, si ritiene che il rapporto debito\/Pil debba avere pi\u00f9 importanza degli altri indicatori, si pu\u00f2 costruire una specifica media aritmetica ponderata, anzich\u00e9 semplice. Tuttavia, in assenza di riscontri oggettivi, l\u2019attribuzione di un peso maggiore a uno o pi\u00f9 indicatori, pu\u00f2 introdurre elementi di arbitrariet\u00e0 e per questo motivo l\u2019indicatore sintetico \u00e8 basato sulla media aritmetica semplice. Il peso dovrebbe tenere conto anche delle correlazioni esistenti tra taluni indicatori.\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Franco Mostacci (documento .pdf) (open data)<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":"","footnotes":""},"categories":[4],"tags":[117,431,630],"class_list":["post-7251","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-edit","tag-commissione-europea","tag-patto-di-stabilita-e-crescita","tag-squilibri-macroeconomici","et-doesnt-have-format-content","et_post_format-et-post-format-standard"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7251","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7251"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7251\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7251"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7251"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7251"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}