{"id":79,"date":"2013-11-11T09:30:54","date_gmt":"2013-11-11T08:30:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.francomostacci.it\/?p=79"},"modified":"2013-11-11T09:30:54","modified_gmt":"2013-11-11T08:30:54","slug":"una-europa-di-squilibri-economici-non-puo-essere-una-europa-solidale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/2013\/11\/11\/una-europa-di-squilibri-economici-non-puo-essere-una-europa-solidale\/","title":{"rendered":"Una Europa di squilibri economici non pu\u00f2 essere una Europa solidale"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t<em>di Monica Montella e Franco Mostacci<\/em><\/p>\n<p>pubblicato su <a href=\"http:\/\/www.scenarieconomici.it\" target=\"_blank\">Scenari Economici<\/a><\/p>\n<p>Il <strong><a href=\"http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/notizie\/2013-11-03\/dopo-affondo-usa-anche-fmi-pressing-berlino-riducete-surplus-bilancia-commerciale-150404.shtml\" target=\"_blank\">dibattito<\/a><\/strong> sulle critiche rivolte dal Dipartimento del Tesoro degli Usa, dal FMI e dalla BCE al surplus commerciale della Germania e alle sue ricadute negative sull\u2019economia globale ma soprattutto all\u2019interno dell\u2019area Euro, suggerisce un\u2019analisi pi\u00f9 approfondita del profilo macroeconomico dei principali Paesi Europei.<!--more--><\/p>\n<p>Nella Contabilit\u00e0 Nazionale si considera l\u2019uguaglianza in un determinato lasso di tempo tra PIL e importazioni da un lato e consumi privati, consumi pubblici, investimenti fissi lordi ed esportazioni dall\u2019altro come evidenzia l&#8217;espressione seguente:<\/p>\n<p>PIL + IMP = C + G + I + EXP<\/p>\n<p>dove a sinistra sono rappresentate le risorse di un paese, cio\u00e8 la formazione del PIL (approccio del valore aggiunto), mentre a destra dell&#8217;espressione abbiamo la destinazione economica delle risorse o semplicemente impieghi del PIL (approccio della spesa).<\/p>\n<p>Un Paese ha quindi tre modi per impiegare le proprie risorse che ha prodotto o acquisito: per soddisfare direttamente i bisogni pubblici e privati; \u00a0per inserirle nuovamente nel processo produttivo al fine di alimentare nuovi processi e infine per cederle ad altri sistemi produttivi.<\/p>\n<p><strong>Figura <\/strong>\u00a0<b>1 <\/b>&#8211; Quota sul totale UE17 delle Risorse\/Impieghi a prezzi dell\u2019anno precedente per Paese &#8211; Anno 2012 (<em>Composizione percentuale<\/em>)<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/ris_imp_1.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone  wp-image-88\" alt=\"ris_imp_1\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/ris_imp_1-300x279.png\" width=\"443\" height=\"411\" \/><\/a><\/p>\n<p><em>Fonte:<\/em> Elaborazioni su dati Eurostat (AMECO)<\/p>\n<p>In Europa i quattro principali Paesi &#8211; Germania (28,4), Francia (19,5%), Italia (14,9%) e Spagna (10,2%) &#8211; che presentano elevate quote\u00a0in termini di risorse \u00a0presi nel loro insieme coprono quasi i tre quarti dell\u2019intera area euro 17.<\/p>\n<p>La distribuzione dei Paesi per importanza economica \u00e8 utile per interpretare la composizione percentuale delle risorse (figura 2).<\/p>\n<p><strong>Figura 2 <\/strong><strong>&#8211;<\/strong> Risorse a prezzi dell\u2019anno precedente \u2013 Anno 2012 (Composizione percentuale)<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/ris_imp_2.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone  wp-image-90\" alt=\"ris_imp_2\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/ris_imp_2-300x161.png\" width=\"473\" height=\"253\" \/><\/a><br \/>\n<em>Fonte:<\/em> Elaborazioni su dati Eurostat (AMECO)<\/p>\n<p>L\u2019area dell\u2019euro e il Regno Unito sono caratterizzate da un forte grado di terziarizzazione delle loro economie, con valori superiori al 50% dei servizi per Francia, Italia, Spagna e Regno Unito. Il settore industriale nell\u2019area dell\u2019euro si pone intorno al 15% con punte pi\u00f9 elevate in Germania e Spagna.<\/p>\n<p>Particolarmente alta \u00e8 la quota di importazioni in Belgio e Paesi Bassi, mentre le imposte nette variano tra 5,7% (Paesi Bassi) e 8,7% (Regno Unito).<\/p>\n<p>L\u2019analisi degli impieghi (figura 3) consente di evidenziare ulteriori squilibri macroeconomici.<\/p>\n<p><strong>Figura 3 <\/strong><strong>&#8211; <\/strong>\u00a0Impieghi a prezzi dell\u2019anno precedente \u2013 Anno 2012 (Composizione percentuale)<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/ris_imp_3.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone  wp-image-91\" alt=\"ris_imp_3\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/ris_imp_3-300x159.png\" width=\"458\" height=\"242\" \/><\/a><\/p>\n<p><em>Fonte:<\/em> Elaborazioni su dati Eurostat (AMECO)<\/p>\n<p>Il Belgio e i Paesi Bassi associano una quota elevata di esportazioni e importazioni e di conseguenza le altre componenti della domanda hanno quote ridotte (economie di transito).\u00a0 La quota di consumi privati \u00e8 di gran lunga prevalente nel Regno Unito (48,2%), in Italia (46,1%), in Francia e in Spagna (44,5%). In Germania la quota di consumi privati \u00e8 solo leggermente superiore alle esportazioni che si spingono fino al 35,4%.<\/p>\n<p>La quota della spesa pubblica oscilla tra un valore minimo di 13,3% (Germania) e un massimo di\u00a0 19,2% (Francia).<\/p>\n<p>L\u2019Italia, la Spagna e la Francia destinano una quota del 15% agli investimenti fissi lordi.<\/p>\n<p>La domanda estera netta[1] \u00e8 positiva per l\u2019area dell\u2019Euro (2,1%), grazie soprattutto al traino della Germania (4,1%) e dei Paesi Bassi (5,4%). La Francia (-0,9%) e il Regno Unito (-1,9%) risultano invece le pi\u00f9 penalizzate con valori negativi.<\/p>\n<p>Nella figura 4 sono posti a confronto per i 17 Paesi dell\u2019Euro i valori del Pil pro capite a valori correnti e a parit\u00e0 di potere d&#8217;acquisto.<\/p>\n<p><strong>Figura <\/strong>\u00a0<b>4 <\/b>&#8211; Confronto \u00a0PIL pro-capite per Paese Anno 2012 (migliaia di euro)<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/ris_imp_4bis.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone  wp-image-95\" alt=\"ris_imp_4bis\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/ris_imp_4bis-300x183.png\" width=\"463\" height=\"282\" srcset=\"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/ris_imp_4bis-300x183.png 300w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/ris_imp_4bis-768x469.png 768w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/ris_imp_4bis.png 850w\" sizes=\"(max-width: 463px) 100vw, 463px\" \/><\/a><\/p>\n<p><em>Fonte:<\/em> Elaborazioni su dati Eurostat (AMECO)<\/p>\n<p>Nella figura precedente \u00e8 molto interessante notare che il Pil pro capite a parit\u00e0 di potere d&#8217;acquisto si riduce rispetto a quello a prezzi correnti per i Paesi che hanno un maggiore benessere economico ed aumenta per i Paesi con maggiori difficolt\u00e0.<\/p>\n<p>In Lussemburgo si registra il maggior Pil pro capite a valori correnti (83.586 euro) e in Estonia il pi\u00f9 basso (12.696 euro) con un rapporto di 7:1.<\/p>\n<p>La media europea \u00e8 di 28.463 euro e l\u2019Italia (25.727 euro) si trova al di sotto della media in compagnia dei Paesi con maggiori difficolt\u00e0. L\u2019Irlanda (35.611 euro), pur essendo annoverata tra i PIIGS, ha un Pil pro capite elevato.<\/p>\n<p>Per meglio comprendere come l\u2019Italia sia arrivata in questa situazione possiamo ripercorrere l\u2019evoluzione dei suoi aggregati macroeconomici a partire dal 1861 sia dal lato delle risorse (figura 5) sia dal lato degli impieghi (figura 6).<\/p>\n<p><strong>Figura 5 <\/strong><strong>&#8211;<\/strong> Risorse a prezzi dell\u2019anno precedente \u2013 Anni 1861-2012 (Composizione percentuale)<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/ris_imp_5.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone  wp-image-93\" alt=\"ris_imp_5\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/ris_imp_5-300x180.png\" width=\"465\" height=\"279\" \/><\/a><\/p>\n<p><em>Fonte:<\/em> Elaborazioni su dati Istat e Banca d\u2019Italia<\/p>\n<p>La quota dell\u2019agricoltura si \u00e8 ridotta \u00a0progressivamente passando dal 41% del 1861 all\u20191,5% di quella attuale. Nei primi 50 anni dall\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia l\u2019agricoltura ha rappresentato il settore prevalente, ma gi\u00e0 dal 1912 si assiste al sorpasso dei servizi.<\/p>\n<p>L\u2019Italia non \u00e8 mai stato un Paese a prevalenza industriale. Nei primi anni della sua esistenza la quota non arrivava al 15%. Il picco maggiore si \u00e8 raggiunto nel 1972 (34%), ma da allora si \u00e8 progressivamente contratta fino al 16% attuale.<\/p>\n<p>Il settore dei servizi non \u00e8 stato mai inferiore al 30% del totale delle risorse. A partire dalla fine degli anni \u201980 la quota ha raggiunto e superato quote prossime al 50%.<\/p>\n<p>Le importazioni hanno avuto una breve impennata negli anni immediatamente successivi al secondo dopoguerra, ma solo a partire dal 2000 hanno raggiunto una quota stabilmente superiore al 20%.<\/p>\n<p><strong>\u00a0Figura 6<\/strong><strong> &#8211;<\/strong> Impieghi a prezzi dell\u2019anno precedente \u2013 Anni 1861-2012 (Composizione percentuale)<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/ris_imp_6.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone  wp-image-94\" alt=\"ris_imp_6\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/ris_imp_6-300x180.png\" width=\"473\" height=\"283\" \/><\/a><\/p>\n<p><em>Fonte:<\/em> Elaborazioni su dati Istat e Banca d\u2019Italia<\/p>\n<p>Dal lato degli impieghi si evidenziano i periodi delle due guerre mondiali in cui i consumi privati si sono contratti fortemente a favore dei consumi pubblici. Nella seconda guerra mondiale aumentarono anche gli investimenti mentre le esportazioni quasi si azzerarono.<\/p>\n<p>Nella storia dell\u2019Italia la quota dei consumi privati \u00e8 sempre stata prevalente, ma se nei primi anni arrivava a sfiorare l\u201980%, ora si \u00e8 ridotta al 46%.<\/p>\n<p>La quota della spesa pubblica per consumi, inizialmente pari a circa il 10%, a partire dagli inizi degli anni \u201980 si \u00e8 ampliata con valori superiori al 15%.<\/p>\n<p>Nel 1861 la quota della spesa per investimenti fissi lordi era pari al 5% del totale degli impieghi. Il periodo d\u2019oro degli investimenti \u00e8 stato quello del <i>boom economico<\/i> tra gli anni \u201950 e la fine degli anni \u201970 con quote superiori al 20%. Attualmente gli investimenti sono pari al 14%. Ma in questi ultimi 20 anni in Italia si \u00e8 assistito anche ad un vero e proprio tracollo degli <strong><a href=\"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/?p=2608\" target=\"_blank\">investimenti netti<\/a><\/strong> \u00a0che si riflette sull\u2019attivit\u00e0 di produzione.<\/p>\n<p>Le esportazioni sono fortemente cresciute nel corso del tempo e a partire dalla seconda met\u00e0 degli anni \u201990 sono stabilmente al di sopra del 20%, con un massimo di 23% proprio nel 2012.<\/p>\n<p>In conclusione,\u00a0la depressione che vive l&#8217;Europa \u00e8 grave sia per intensit\u00e0 che per lunghezza.\u00a0In un&#8217;Europa fortemente orientata sui servizi, si assiste a una crisi da domanda interna con segnali positivi che provengono solo dall&#8217;export verso i Paesi extraeuropei. \u00a0Tenendo conto delle diversit\u00e0 economiche esistenti (a cui si dovr\u00e0 porre rimedio) e superando gli egoismi nazionali, si dovrebbero ripensare la politica fiscale e il mercato del lavoro per\u00a0 redistribuire le risorse ed evitare che uno solo dei Paesi europei possa crescere a danno degli altri. Contemporaneamente,\u00a0si deve proseguire con una politica di spesa pubblica efficiente mirando ad eliminare gli sprechi permettendo di recuperare risorse che\u00a0possono influenzare a livello macroeconomico la dinamica del PIL.\u00a0Al momento\u00a0una politica super espansiva della Germania potrebbe salvare l&#8217;Europa.\u00a0Senza interventi in questa direzione, che comunque hanno tempi lunghi per essere realizzati, si rischia che possano aumentare gli squilibri tra le diverse aree facendo naufragare il progetto solidale europeo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>[1] Il dato non \u00e8 consolidato ed \u00e8 quindi al lordo degli scambi commerciali tra Paesi che avvengono all\u2019interno dell\u2019area Euro.\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Monica Montella e Franco Mostacci pubblicato su Scenari Economici Il dibattito sulle critiche rivolte dal Dipartimento del Tesoro degli Usa, dal FMI e dalla BCE al surplus commerciale della Germania e alle sue ricadute negative sull\u2019economia globale ma soprattutto all\u2019interno dell\u2019area Euro, suggerisce un\u2019analisi pi\u00f9 approfondita del profilo macroeconomico dei principali Paesi Europei.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":"","footnotes":""},"categories":[5],"tags":[128,129,239,242,298,326,337,452],"class_list":["post-79","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-europa","tag-consumi-privati","tag-consumi-pubblici","tag-esportazioni","tag-europa-2","tag-importazioni","tag-investimenti","tag-italia","tag-pil","et-doesnt-have-format-content","et_post_format-et-post-format-standard"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/79","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=79"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/79\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=79"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=79"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=79"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}