{"id":841,"date":"2014-12-31T21:15:35","date_gmt":"2014-12-31T20:15:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.francomostacci.it\/?p=841"},"modified":"2014-12-31T21:15:35","modified_gmt":"2014-12-31T20:15:35","slug":"per-il-2015-non-fidatevi-delle-previsioni-del-pil","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/2014\/12\/31\/per-il-2015-non-fidatevi-delle-previsioni-del-pil\/","title":{"rendered":"Per il 2015 non fidatevi delle previsioni del Pil"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\tdi Franco Mostacci<br \/>\npubblicato su <a href=\"https:\/\/shop.ilfattoquotidiano.it\/2014\/12\/31\/per-il-2015-non-fidatevi-delle-previsioni-sul-pil\/\" target=\"_blank\"><strong>Il Fatto Quotidiano<\/strong><\/a> (31 dicembre 2014, pag. 14)<\/p>\n<p>A dicembre \u00e8 tempo di bilanci per l\u2019anno che si sta concludendo e di previsioni per quello che verr\u00e0.<br \/>\n<!--more-->Il 2014 fa segnare per l\u2019Italia il terzo anno consecutivo di recessione, con un Pil che dovrebbe diminuire dello 0,4%, dopo le flessioni del 2,4% del 2012 e dell\u20191,9% del 2013, tornando a un livello pi\u00f9 basso di quello del 2000. Eppure, secondo le previsioni, doveva essere l\u2019anno della definitiva ripresa dell\u2019economia italiana.<br \/>\n<span style=\"color: #ff0000;\">Tornando indietro nel tempo<\/span> si scopre che nella nota di aggiornamento al Def del 2011, il governo Berlusconi, che di l\u00ec a poco sarebbe uscito di scena, prevedeva per il 2014 una crescita del Pil dell\u20191,3%. Lo stesso dato fu confermato nel Def 2013 dal governo Monti, mentre a settembre dello stesso anno il governo Letta, nell\u2019annunciare la svolta per l\u2019economia italiana, pronostic\u00f2 per il 2014 un aumento del Pil dell\u20191%. Nessuno gli credette, tanto meno la Commissione europea che dichiarava un ben pi\u00f9 prudente 0,6% e Matteo Renzi che si apprestava a diventare prima segretario del PD e di l\u00ec a poco premier. Una volta al comando e arruolato Padoan nel ruolo di ministro dell\u2019economia, Renzi con il Def di aprile scorso assicur\u00f2 che la crescita di quest\u2019anno sarebbe stata dello 0,8%. La defin\u00ec anche una stima \u201cprudente\u201d ed era pronto a scommettere che grazie all\u2019azione di governo la ripresa sarebbe stata ancora pi\u00f9 forte. Ma la dura realt\u00e0 non si \u00e8 fatta attendere e, trimestre dopo trimestre, i dati macroeconomici hanno riportato indietro la lancetta del Pil spostandola sul segno meno. Per il Governo la ragione \u00e8 da cercare nelle mutate condizioni internazionali (-0,5%), nei ritardi dei pagamenti dei debiti della pubblica amministrazione che hanno limitato la portata espansiva del provvedimento (-0,5%), nella revisione degli effetti delle riforme del precedente biennio (-0,2%). Nullo, invece, \u00e8 stato il contributo positivo del bonus di 80 euro concesso ad alcuni lavoratori dipendenti e da molti interpretato come mera propaganda elettorale in vista delle elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo. In pratica il Governo ammette, seppure tardivamente, che le stime di primavera non erano basate su certezze, ma solo su speranze rivelatesi infondate. Quello di fornire stime della crescita maggiori di quanto poi si realizza, sembra essere una costante degli ultimi anni. Tra il 2008 e il 2013, il Pil nominale a consuntivo \u00e8 risultato mediamente pi\u00f9 basso dell\u20191,4% rispetto al dato inizialmente comunicato alla Commissione europea nell\u2019ambito della procedura per disavanzi eccessivi. La differenza \u00e8 dovuta per l\u20191,1% a una sovrastima del Pil reale e per lo 0,3% a un minore aumento dei prezzi. Al di l\u00e0 di errori di valutazione che possono essere stati commessi, il ricorso a previsioni ottimistiche sembra rispondere, per\u00f2, a una ben precisa strategia, volta a influenzare il clima di fiducia e a stimolare i consumi delle famiglie e gli investimenti delle imprese. Purtroppo, quando alle parole non seguono i fatti gli operatori economici preferiscono mantenere un profilo prudente in attesa di tempi migliori.<br \/>\nE il 2015? Il Governo scommette che il prossimo sar\u00e0 finalmente l\u2019anno della svolta &#8211; pi\u00f9 volte rimandata &#8211; con una crescita del Pil di 0,6%. Sulla stessa lunghezza d\u2019onda si trovano le previsioni del Fondo Monetario Internazionale (+0.8%), la Commissione europea (+0.6%), l\u2019Istat (+0.5%), l\u2019Ocse (+0,2%) e la Confindustria (+0.5%). Secondo il Centro Studi di quest\u2019ultima, l\u2019Italia si trova a fronteggiare un vero e proprio rebus. La ripresa dovrebbe arrivare, spinta dai venti favorevoli del forte ribasso del prezzo del petrolio, della svalutazione dell\u2019euro rispetto al dollaro, dei tassi di interesse prossimi allo zero. Si tratta, per\u00f2, di fattori esogeni, sui quali il Governo pu\u00f2 incidere ben poco. L\u2019economia italiana deve solo cercare di avvantaggiarsene il pi\u00f9 possibile, finch\u00e9 dura. Sul fronte interno permangono, invece, le incertezze. Prevale su tutte l\u2019elevata disoccupazione che da un lato frena i redditi e i consumi delle famiglie e dall\u2019altro mantiene su livelli minimi la capacit\u00e0 produttiva delle imprese. Ad essa si aggiungono i timori che il perdurare dell\u2019instabilit\u00e0 politica in Ucraina e il deterioramento dei rapporti commerciali con la Russia possano determinare un ulteriore rallentamento delle economie europee. Uno scenario di stagnazione, nel quale il sistema Italia sembra essersi impantanato da tempo, senza riuscire a trovare la spinta propulsiva per un vero e proprio rilancio.<br \/>\n<span style=\"color: #ff0000;\">Dopo tre anni di recessione<\/span> il livello del Pil \u00e8 sceso cos\u00ec in basso che un aumento dello zero virgola qualcosa non pu\u00f2 certo considerarsi un successo. Se tutto andr\u00e0 bene, nel 2015 si riuscir\u00e0 infatti a recuperare quello che si \u00e8 perso quest\u2019anno e se le previsioni fino al 2018 saranno rispettate, si torner\u00e0 ai livelli del 2010. Per ritornare ai massimi del 2007 mancheranno ancora altri 5 punti percentuali. E un risultato positivo per il 2015, seppure minimo, \u00e8 tutt\u2019altro che scontato, considerando che la principale preoccupazione del Governo continua ad essere la stabilit\u00e0 dei conti pubblici e l\u2019enorme spesa per interessi che vanifica ogni sforzo di risanamento. L\u2019esperienza degli anni scorsi insegna che non ci si pu\u00f2 fidare delle previsioni del Governo, che tende a sopravvalutare i risultati per promuovere la propria azione. Non resta, quindi, che incrociare le dita e sperare che la congiuntura internazionale ci consenta di non retrocedere o di fare qualche piccolo passo in avanti.<\/p>\n<p><strong>Previsioni di crescita del Pil per l\u2019anno 2015<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/2014_previsioniFQ.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-842\" src=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/2014_previsioniFQ.png\" alt=\"2014_previsioniFQ\" width=\"1002\" height=\"581\" srcset=\"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/2014_previsioniFQ.png 1002w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/2014_previsioniFQ-300x174.png 300w, https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/2014_previsioniFQ-768x445.png 768w\" sizes=\"(max-width: 1002px) 100vw, 1002px\" \/><\/a><\/strong>\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Franco Mostacci pubblicato su Il Fatto Quotidiano (31 dicembre 2014, pag. 14) A dicembre \u00e8 tempo di bilanci per l\u2019anno che si sta concludendo e di previsioni per quello che verr\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":"","footnotes":""},"categories":[3,4],"tags":[285,452,477],"class_list":["post-841","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-conti-nazionali","category-edit","tag-governo","tag-pil","tag-previsioni","et-doesnt-have-format-content","et_post_format-et-post-format-standard"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/841","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=841"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/841\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=841"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=841"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/franco2.linkvalidation.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=841"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}